.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Democratici col dubbio
post pubblicato in Diario, il 26 ottobre 2009


                                                 

E alla fine arrivò il 26 Ottobre, il day after del cammino congressuale del PD. Circa tre milioni di votanti, che sono sempre una buona notizia in un Paese dove la partecipazione attiva è scoraggiata e dove la democrazia interna ai partiti è ridotta al minimo. E dove si dava per spacciato un progetto nel quale, invece, molte persone continuano a credere.

Ma mi perdonerete se i commenti positivi si fermano qui e non mi unisco al coro unanime e persino un po' ipocrita che alberga in queste ore all'interno dei democrats (mmm... troppo "americano" come termine per il "nuovo corso" bersaniano?), dopo essersele giustamente date di santa ragione fino al giorno prima nel marcare le reciproche differenze. Come saprete non sono stato un sostenitore di Bersani, anzi, e quindi almeno per me con il voto di ieri si aprono molti dubbi sul futuro del Partito che ho sostenuto fin dalla sua nascita. E di certo non sono l'unico.

C'è tutta una serie di elettori del PD, infatti, che si sono avvicinati a questo progetto con entusiasmo, al momento della sua nascita e durante la campagna elettorale del 2008. Scegliendo magari per la prima volta nella vita di impegnarsi attivamente per il progetto, perchè si pensava di poter finalmente lavorare per un Partito che rappresentasse una novità rispetto ai precedenti quattordici anni di un centrosinistra e soprattutto di suoi dirigenti che con le loro scelte, non-scelte e divisioni avevano depresso il morale dei loro elettori. Cos'è successo dopo, lo sappiamo tutti, ma per questi elettori comunque le segreterie Veltroni e Franceschini, con tutti i loro difetti, hanno rappresentato qualcosa in cui rispecchiarsi almeno nelle chiacchiere, se non nei fatti (dove comunque qualcosa di innovativo è stato fatto, eccome). Ora, invece, queste persone temono di perdere anche la possibilità di poter credere nelle chiacchiere, perchè potrebbero mancare anche quelle nella segreteria Bersani.

In questo cammino congressuale, infatti, benchè ci sia stata molta più attenzione sugli schieramenti di nomi e nomenclature che sui contenuti, qualcosa è stato detto, anche dalla mozione Bersani, nonostante le sue vaghezze e contraddizioni. Nel "nuovo vecchio corso" le Primarie continueranno ad essere utilizzate nelle scelte che si sono sempre fatto al chiuso delle segreterie dei partiti, o comunque nella forma più controllabile delle tessere? Casi come quelli di Villari continueranno ad essere puniti o verranno ridimensionati in nome del dialogo istituzionale? Il pizzino di Latorre sarà uno sbaglio irripetibile o casi del genere continueranno ad essere ignorati, in nome dell'antidipietrismo? La pulizia nel partito e il contrasto al clientelismo e ai capibastone saranno una priorità oppure si sarà meno inflessibili per non fare troppo i moralisti? Il conflitto d'interessi, le vicende giudiziarie e tutti i problemi connessi al berlusconismo continueranno ad essere uno strumento di lotta politica o verranno ridimensionati in nome dell'anti-antiberlusconismo? Le alleanze fatte per vincere sostitueranno quelle per poter ben governare, poi se non si vince pazienza? Le classi dirigenti meridionali cambieranno o si continueranno a riciclare i Bassolino e i Loiero e a cercare le alleanze dei De Mita e dei Mastella perchè "portano voti"? Si cercherà di avere coraggio innovativo nella proposta politica o si continuerà ancora di più a farsi frenare dai vari poteri forti di questo Paese, siano essi grande imprenditoria, grande finanza, Vaticano o persino opinione pubblica contraria?

Come comprenderete, non sono cose di poco conto. Sono cose che fanno la differenza tra ciò che hanno sempre rappresentato i partiti di centrosinistra dal '94 in poi e ciò che negli ultimi due anni è stato prospettato (perlopiù a chiacchiere, ma comunque prospettato) dal PD. E per tanti elettori, dopo aver "assaggiato" questo tipo di PD, tornare all'antico potrebbe essere così demoralizzante da indurli a seguire quei quattro milioni di elettori che si sono già rifugiati non verso altri lidi, ma addirittura nell'astensionismo. Facendo fare al PD un po' la fine del PS francese che, dopo l'innovatorismo della Royal (Veltroni) ha avuto un ritorno all'antico della Aubry (Bersani) seguito dal disastro elettorale delle Europee (Regionali?). E, quel che è peggio, la demoralizzazione potrebbe in ogni caso portare in tanti a rinunciare alla politica attiva. Lasciando ancora più spazio a tutte le peggiori espressioni di questo partito che certo hanno temuto questa voglia di partecipare della gente, della "società civile" in questi due anni, e che se hanno in massa aderito alla mozione Bersani ci sarà un motivo.

Insomma, c'è un popolo di "democratici col dubbio", che temono di restare senza cittadinanza politica. A Bersani l'onere di farli sentire ancora a casa propria.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Oggi sciopero
post pubblicato in Diario, il 14 luglio 2009


                                                                 

Torno a bloggare quotidianamente "materialmente", dopo una pausa di cinque giorni in cui vi ho lasciato con dei post "registrati", e lo faccio non bloggando. Ovvero aderendo allo sciopero indetto da "Diritto alla Rete", una libera associazione internettiana di blogger attivisti, contro il famigerato ddl Alfano sulle intercettazioni.

Il motivo? Perchè il ddl Alfano mette a serio rischio, oltre alla sicurezza dei cittadini, all'efficacia della giustizia e alla libertà d'informazione, anche la libera vita dei blog su Internet. O perlomeno presenta alcuni aspetti piuttosto dubbi. Il principale obiettivo della protesta è la cancellazione del cosidetto "obbligo di rettifica", ovvero quello strumento pensato per la stampa che Alfano ha ben pensato di estendere anche ai siti informatici. Con il risultato che se i siti riceveranno una richiesta di rettifica su qualcosa che è scritto nelle loro pagine, se non risponderanno in 48 ore subiranno multe di migliaia di euro.

Ora, in teoria il provvedimento potrebbe anche essere giusto. Il problema è: come avviene questa rettifica? Come vieni avvisato di questa richiesta? Se non sei d'accordo con la necessità della rettifica, a chi devi rivolgerti? La legge sembra abbastanza dubbia in proposito, ma sinceramente non ci capisco molto. E allora, per non dovermi trovare un giorno a dover pagare delle multe per dei commenti offensivi o falsi che qualche utente sprovveduto (o malintenzionato) mette in un commento ai miei post, magari in post vecchissimi (così che io molto difficilmente me ne accorgerò), e magari addirittura trovarmi il blog chiuso, decido di aderire allo sciopero. Per sicurezza. E per tutelare non tanto il mio insignificante blog, ma soprattutto questo grande strumento dalle enormi potenzialità (e soprattutto libertà) che è Internet, e che dà per questi motivi molto fastidio a "certa" gente.

D'altronde, se con me aderiscono migliaia di firme illustri, e alcuni stessi parlamentari del PDL sono dubbiosi, qualche motivo ci sarà.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Le luci e le ombre dell'Expo 2015
post pubblicato in Diario, il 6 aprile 2008


                      

Qualche giorno fa si è festeggiati per la grande vittoria di Milano, che ha ottenuto l'Expo 2015. C'è stata qualche polemica politica, ma al di là dei meriti particolari, è stata una vittoria di tutti. Però, insieme alla felicità per i grandi investimenti, per la grande occasione di sviluppo e lavoro, alla tematica del "nutrire la Terra" (con centralità dei temi ambientali e della povertà) cominciano ad emergere i primi dubbi.

Il primo è stato Adriano Celentano, che in stile "via Gluck" ha sottolineato il pericolo di una "colata di cemento". Poi oggi Renzo Piano, architetto di fama mondiale, che ha dichiarato: "Sull'Expo sto con Celentano. Si rischia l'affarismo".
In effetti il rischio c'è: ed è il rischio che il fiume di soldi che arriva a Milano sia disperso in mille rivoli, in mille infrastutture inutili, in mille strutture utilizzate solo nei giorni dell'Expo e poi abbandonate, in mille strutture costruite solo per far contento qualcuno (imprenditori e comuni). Cemento, cemento e ancora cemento, senza che serva a creare effettivo sviluppo.

E purtroppo la storia ci insegna che spesso accade così. E' di oggi la notizia dell'eco-mostro di San Giuliano, proprio alle porte di Milano, una struttura alberghiera per i Mondiali del '90 mai completata. E i Mondiali del '90 sono pieni di casi del genere. E, a dire la verità, anche le Olimpiadi Invernali di Torino, pur con il grande successo organizzativo che hanno avuto, qualche strascico negativo, con alcune strutture Olimpiche di fatto inutilizzate.

Questo non vuol dire avere paura dell'Expo. Fermare simili occasioni di sviluppo sarebbe da pazzi. Ma vuol dire certamente fare sì che l'Expo possa diventare utile all'Italia. E non l'occasione di visibilità di un momento.
Sfoglia settembre        novembre
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca