.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Il Governo imbroglia: rivede il PIL, ma non l'inflazione
post pubblicato in I frutti della demagogia, il 23 settembre 2008


                                                         

Nel CdM di oggi il Governo ha rivisto al ribasso le stime del PIL: per il 2008 dallo 0.5% previsto a Maggio si scende allo 0.1%; per il 2009 si scende dallo 0.9% allo 0.5%. Il Governo dunque ammette che si sta andando verso la recessione, ma, a differenza degli altri paesi Europei, messi peggi di noi, non fa niente per cambiare direzione, nemmeno una piccola manovra correttiva. Vabbè, ma non è questa la notizia grave di oggi.

La cosa grave è che il Governo aggiorna tutti gli indicatori economici, tranne uno: l'inflazione. E non si tratta di una semplice disonestà, ma di una vera e propria "tassa" ai danni dei lavoratori dipendenti. L'inflazione programmata è infatti ancora ferma all'1.7% programmato a metà 2007, quando il Governo Prodi varò il DPEF 2007-11 (e quando l'inflazione era effettivamente all1.7%). Il Governo Berlusconi, quando ha varato il nuovo DPEF 2008-11, invece di aggiornare tutti gli indicatori economici come ogni volta che si fa un DPEF, li ha aggiornati tutti tranne uno: l'inflazione appunto. E ora ci ritroviamo con un'inflazione reale del 4.1% contro un'inflazione programmata del 1.7%. Più del doppio.

E voi direte: embè, che ce ne frega? E invece ce ne frega, perchè sull'inflazione programmata si basano gli aumenti contrattatuali per gli statali. E una norma dell'ultima Finanziaria prevede che l'importo dell'aumento non può superare il 90% dell'inflazione programmata. Così, il Governo può "risparmiare" sugli aumenti contrattuali rifiutandosi di aumentare l'inflazione programmata. E così è stato.

Insomma, un vero imbroglio, di cui si dovrebbero vergognare. E poi dicono che "non mettono le mani nelle tasche degli Italiani".

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Le furbate di Tremonti
post pubblicato in Diario, il 21 giugno 2008


                         

Niente da fare. La "finanza creativa" di Tremonti è tornata. Dopo aver finanziato il taglio ICI eliminando fondi qua e là, soprattutto quelli per le infrastutture in Sicilia e Calabria (circa 1,3 miliardi di euro ... e vorrebbero fare pure il Ponte sullo Stretto!), ora Tremonti finanzia la sua prima manovra finanziaria con miliardi di euro tagliati a Sanità, P.A. ed Enti Locali. Ma non starò qui a tediarvi con la lista dei tagli.

Ciò che mi preme sottolineare oggi è l'ennesima furbata di Tremonti. Una di quelle che gli fa meritare l'aggetivo "creativo" che da anni gli viene affibiato quando pianifica le manovre di bilancio. Qualche giorno fa, infatti, il Governo ha approvato il Dpef (Documento di Programmazione Economica e Finanziaria), il "preliminare" della nuova Finanziaria. Ebbene, nei Dpef sono sempre indicate le previsioni dell'andamento dei principali indicatori economici: è confermata la graduale crescita del PIL nei prossimi anni, il pareggio di bilancio del 2001 e la diminuzione del debito pubblico, anche se tutto in termini meno positivi del previsto. L'unico indicatore che rimane fermo è quello dell'inflazione: Tremonti ha pensato bene di lasciarla all'1,7% per il 2008 (e all'1,5% per i prossimi anni). Mentre in realtà l'inflazione è già al 3,7%, più del doppio, dopo i vertiginosi aumenti degli ultimi mesi.

Vi starete chiedendo: perchè falsare questo dato e non gli altri? La risposta è molto semplice: sull'inflazione programmata nel Dpef si basa il riadeguamento automatico dei contratti all'inflazione. Dunque, rimanendo basso il dato dell'inflazione, Tremonti può evitare di spendere soldi per riadeguare all'inflazione i salari dei dipendenti pubblici. Ma, nel frattempo, così i dipendenti pubblici perdono sempre più potere d'acquisto.

Eppure in campagna elettorale tutti a dire: "dobbiamo far recuperare il potere d'acquisto ai dipendenti pubblici", "non metteremo le mani nelle tasche degli Italiani"... e ancora, all'insediamento del nuovo Governo, il ministro del Welfare Sacconi dichiarava: "Da dove partiremo? Alzeremo i salari dei nuovi dipendenti". Vabbè, d'altronde avremmo dovuto capirlo quando, in piena campagna elettorale, il Governo dimissionario propose all'allora opposizione di rispettare subito la norma prevista in Finanziaria 2008 (ovvero che ogni euro di extragettito dovesse essere destinato ai dipendenti pubblici), utilizzando i 4 miliardi di extragettito dei primi mesi del 2008, l'allora opposizione si rifiutò, dicendo: "Il potere d'acquisto dei salari? Ci penseremo noi al Governo". S'è visto.

Sfoglia agosto        ottobre
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca