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il blog di Francesco Zanfardino
Caro-latte? Incentivare il "latte alla spina"
post pubblicato in Risparmio Ecologico, il 9 settembre 2008


                                                      

Sesto appuntamento con "Risparmio Ecologico", la nuova rubrica di "Discutendo" dedicata alle iniziative che consentono di conciliare ecologia ed economia, con benefici per l'ambiente e le nostre tasche. L'appuntamento di oggi è dedicato alle iniziative contro il caro-vita e alla diminuzione della produzione di rifiuti attraverso la diffusione del "latte alla spina".

Il prezzo del latte, come tutti i generi alimentari, è infatti drasticamente aumentato nell'ultimo periodo: secondo il Ministero dell'Economia, il prezzo del latte è aumentato del 12% nell'ultimo semestre. Ciò è dovuto a molteplici fattori, tra cui il trasporto prevalentemente su gomma (con le conseguenze del caro-benzina), il consumo di latte "non locale" (e quindi che comporta un costo maggiore in trasporti), ma soprattutto una catena di distribuzione troppo lunga. Oltre ai "costi fissi", come quello degli involucri di plastica o vetro. E così aumenta il costo di un bene primario per tutte le famiglie italiane.

Da qui l'idea del "latte alla spina". In pratica, dei "distributori automatici di latte fresco" dove i produttori locali portano il loro latte e dove i consumatori locali si recano con il loro contenitore, riutilizzabile all'infinito, e "ritirano" il loro latte fresco. In questo modo si ottiene un risparmio medio del 33% (1€ contro 1,50€), dovuto ai mancati contenitori, ai mancati passaggi di "filiera", al mancato trasporto. Inoltre, si evita il consumo giornaliero di contenitori di plastica e vetro, facendo del bene all'ambiente.

Certo, può sembrare un iniziativa minima, anche se 50 centesimi al giorno non sono proprio un'inezia. Ma provate ad immaginare se tutti potessimo fare altrettanto: quante centinaia di euro risparmiate e quanti centinaia di inutili rifiuti evitati. Infatti, il problema è che questo sistema di distribuzione è ancora troppo poco diffuso. Per questo, come da tradizione di "Risparmio Ecologico", c'è bisogno dell'intervento dello Stato, che deve incentivare adeguatamente l'utilizzo di questi distributori, magari addirittura "costringendo" (se si può fare) le grandi catene di vendita a sistemarle nei loro supermercati.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

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