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il blog di Francesco Zanfardino
Il resto del discorso
post pubblicato in Diario, il 1 gennaio 2010


                                                

Alla fine, di tutto il discorso di fine anno di Napolitano è stato risaltato, e pure in maniera distorta, solo l'aspetto, pur rilevante, della necessità delle riforme istituzionali e del dialogo tra le forze politiche nell'interesse comune. D'altronde, era scontato, visto l'improvviso clima di "amore" e "dialogo" scaturito dal post-Duomo.

Ma il Presidente della Repubblica, nei suoi 19 minuti di discorso, ha affrontato ben altre questioni. Innanzitutto, pur spronando alla fiducia e allo sforzo comune per rilanciare il Paese, Napolitano ha sottolineato la tragedia della crisi economica e delle sue devastanti conseguenze che ha avuto, che ha e che avrà per la società italiana, per tante famiglie e soprattutto per i giovani e il Mezzogiorno. Poi ha rimarcato aspetti quale la diffusione della povertà, l'elevata pressione fiscale, i conti pubblici da risanare, le tutele assenti per i lavoratori atipici, le difficoltà del mondo della ricerca, la xenofobia dilagante, e persino un tema molto scottante e ben poco demagogico come le pessime condizioni delle carceri italiane. Tutte tematiche che faticano ad essere cruciali nel dibattito politico italiano, pur essendo importanti come e se non di più delle "riforme", un po' per volontà del governo, un po' per incapacità delle opposizioni nel porle al centro dell'attenzione mediatica e civile nella maniera adeguata.

Ma, alla fine, questo lo sapranno solo i "ventiquattro lettori" di questo blog e chi si informa su Internet ... e chi ha prestato attenzione al discorso di Napolitano mentre si mangiavano gli antipasti del Cenone. Ah, per il nuovo anno, visto il nuovo "clima":  peace & love to everyone ...
 
www.discutendo.ilcannocchiale.it

Questa poi
post pubblicato in Diario, il 21 giugno 2009


                                                            

"C'è troppo pessimismo: per l'Italia è un momento magico". No, stavolta non è Berlusconi, bensì il "piccolo Mago" Brunetta. Secondo l'eterno secondo di Tremonti, infatti, "solo 500mila sono i lavoratori davvero in difficoltà, anche se hanno comunque una copertura dell'80%, poi ci sono 14 milioni che hanno mantenuto il reddito e che hanno guadagnato in potere d'acquisto per il calo dell'inflazione". Peccato che a questo conto manchi "qualche" milioncino di Italiani, tra lavoratori che hanno perso il posto di lavoro senza alcuna tutela, e milioni di Italiani poverissimi che già non lavoravano.

Comunque, a proposito di "momento magico", ecco cosa ci dicono le notizie di questi giorni:
- Confcommercio (20 Giugno): consumi in calo dell'1.4% per il 2009 (nel 2008 erano già calati dello 0.8%), ma soprattutto nel 2010 avremo un PIL pro-capite inferiore a quello del 2001, ovvero abbiamo perso dieci anni di crescita economica;
- Confindustria (18 Giugno): nel 2009 il PIL calerà del 4.9% (precedenti stime erano del 3.5%); il debito pubblico arriverà nel 2010 al 117.5% (nel 2008 era al 105.7%), altro che sotto al 100% nel 2011 come promesso da Berlusconi ad Ottobre 2008; consumi in calo dell'1.9% nel 2009; tra 2008 e 2010 verranno persi un milione di posti di lavoro, con un tasso di disoccupazione al 9.3% (livelli mai toccati dal 2000 in poi);
- Ocse (17 Giugno): nel 2009 PIL -5.3% (stima precedente -4.3%); entro quest'anno la disoccupazione potrebbe raggiungere il 10%; il rapporto deficit/PIL raggiungerà il 6% nel 2010 (altro che pareggio di bilancio, ovvero 0%, nel 2011 come promesso ad Agosto 2008 da Tremonti-ho-capito-tutto-in-anticipo-sulla-crisi); il debito pubblico supererà il 115%, tendendo al 120%; nel 2009 i consumi caleranno del 2.4%, mentre gli investimenti fissi caleranno del 16%; per quanto riguarda il commercio estero, le esportazioni caleranno del 21.5% e le importazioni 20.2%;

Stiamo parlando di pochi giorni fa, e soprattutto di istituiti che non possono certo essere accusati dalla "potentissima" sinistra comunistaa trans-nazionale, anzi parliamo dei confindustriali-confcommerciali amici di Berlusconi e dell'organizzazione internazionale più rinomata al mondo in campo economico.

Bel momento magico, davvero. Chissà come saranno quelli "normali", in mano a gente come Brunetta.

www.discutendo.ilcannocchiale.it  

"La rimonta dell'Italia. Proiettata al futuro". Dini permettendo
post pubblicato in Diario, il 28 dicembre 2007


                              

Ieri si è tenuta la tradizionale Conferenza stampa di Fine Anno del Presidente del Consiglio.
Riassumendo, Prodi ha dispensato ottimismo, sottolineando i buoni risultati raggiunti, soprattutto in materia di risanamento dei conti pubblici, riportando i dati che indicano una buona ripresa dell'economia italiana ("Se prima eravamo il malato d'Europa, ora stiamo superando il periodo di convalescenza"). Risultati che, però, dichiara Prodi, "non riescono a cambiare la percezione degli Italiani nè le difficoltà che molte famiglie hanno nell'arrivare a fine mese". Causa principale: la perdita del potere d'acquisto dei salari, che crescono meno dell'inflazione. Per questo Prodi ha annunciato che una delle prime azioni del governo nel 2008 sarà proprio un patto con sindacati e imprese sui salari. Con l'obiettivo di "proiettare l'Italia nel futuro. Scrollarci di dosso l'insicurezza e la sfiducia".
Ecco i punti principali del discorso del premier.

Conti pubblici. E' la grande novità annuciata ieri: "Chiuderemo l'anno con un rapporto deficit/Pil molto più basso del previsto, intorno al 2%". Dati confermati dal Fondo Monetario Internazionale, che qualche giorno fa sembrava dispensare dubbi sulla Finanziaria (poi smentiti). Insomma, sembrano lontani i tempi (berlusconiani) nei quali il rapporto deficit/Pil saliva dal 3% del 2001 al 4,5% del 2006 e l'Italia doveva supplicare la UE per non farsi espellere.
Prodi ha anche sottolineato che "abbiamo ricostituito in modo sostanzioso l'avanzo primario (la differenza tra entrate e uscite dello Stato al netto degli interessi sul debito, ndr) e il debito pubblico sta calando costantemente e scendera sotto il 100% sul PIL entro il 2011, cioè la fine della legislatura". Vero. Infatti, secondo la commissione Ue, il debito pubblico nel 2007 è sceso al 104,3% (dal 106,8% del 2006 ereditato dal governo precedente), mentre le previsioni per 2008 e 2009 sono rispettivamente 102,9% e 101,8%.

Lavoro, stipendi e riduzioni fiscali. Altro importante segnale: "
Il tasso di disoccupazione è del 5,6% e non è mai stato così basso da 25 anni a questa parte (era al 7,6% ad inizio 2006, ndr). Siamo nettamente sotto la media europea". Inoltre, Prodi difende a spada tratta il pacchetto Welfare, concordato con tutte le parti sociali; un provvedimento che, secondo il premier, , oltre all'abolizione dello scalone Maroni, prende atto del cambiamento del mondo del lavoro, che esige più flessibilità, ma che garantisce una flessibilità "equilibrata", arginando il fenomeno della precarietà diffusa. Inoltre, come già detto nell'introduzione, salari e stipendi saranno il tema del 2008: l'idea è di "un grande patto a imprese e lavoratori per maggiori salari, maggiore produttività e una sostanziale diminuzione del peso delle imposte sui lavoratori che percepiscono salari medio-bassi e per le famiglie con figli". Non ci saranno invece sostanziali interventi a favore delle imprese, "che hanno già avuto molto" (riduzione del cuneo fiscale).

Lotta all'evasione. Un patto che sarà finanziato probabilmente con le maggiori entrate, derivanti dalla lotta all'evasione fiscale. Qui Prodi rivendica un lavoro straordinario fatto dal governo, con il 78% di evasione scoperta nel 2007 e con un tesoretto recuperato di minimo 20-21 miliardi di euro ("ma per i dati precisi dovremo aspettare qualche settimana").
 
Liberalizzazioni. Prodi si augura che il Senato approvi presto la terza "lenzuolata" di liberalizzazioni e conferma che il governo andrà avanti anche sulle privatizzazioni.

Costi della politica. "Questo è stato l'anno dell'antipolitica", ha dichiarato Prodi. Che rivendica come "una maggiore moralità da parte dell'amministrazione pubblica è stato far mio e del mio governo fin dalla campagna elettorale, prima che queste inchieste portassero il problema alla luce". E rivendica con orgoglio le misure previste sulla Finanziaria per abbattere i costi della macchina politica (di cui abbiamo già discusso nel post sulla Finanziaria 2008).

Ambiente. Prodi annuncia che "
Il 2008 sarà l’anno in cui la macchina dello Stato si farà verde. Pannelli solari saranno installati in tutti gli edifici pubblici che non abbiano vincoli artistico-architettonici. A partire da gennaio, inoltre, ci sarà l’obbligo per le strutture della pubblica amministrazione di acquistare solo lampadine ad alto risparmio energetico che dovranno via via sostituire quelle tradizionali". Questo in aggiunta alle altre misure previste nella Finanziaria, forse la più "verde" di sempre, e alla ricoferma degli incentivi sulla rottamazione nel "decreto milleproroghe" (notizia di oggi).

Giustizia. Prodi annuncia un piano per l'informatizzazione della Giustizia, "che permetterà 
a tutti gli atti di muoversi per via telematica con un risparmio di tempo che solo chi frequenta i palazzi di giustizia può immaginare. Gli avvocati, ad esempio, potranno accedere agli atti restando nel loro studio". Più trasparenza e velocità per la macchina giudiziaria (anche se ci vuole di più per far funzionare bene la giustizia italiana....).

Legge elettorale. Prodi ribadisce l'importanza della riforma della legge elettorale e l'importanza della presenza di un'amplissima maggioranza per la sua approvazione. Tuttavia, ritiene che l'obiettivo di dare maggiore stabilità ai futuri governi non deve per forza determinare la messa fuori-gioco dei piccoli partiti

I commenti di sindacati e imprese. Sia Confindustria che i sindacati sono d'accordo nel commentare positivamente il discorso di Prodi, ma anche nel voler "passare dalle parole ai fatti", con la convocazione di un tavolo con le parti sociali sulla questione salari e riduzione fiscale.

I rapporti con Dini. Prodi affronta anche la questione spinosa del futuro della maggioranza di governo, in particolare la "questione-Dini". "Dini non lo capisco", ha dichiarato il premier, riferendosi ai buoni risultati in termini di conti pubblici e alle prospettive sulla riduzione fiscale, che sono proprio i punti di critica del senatore leader dei "Liberaldemocratici". E ricorda a Dini che "i governi non si abbattono con le interviste, ma con un voto di sfiducia" e che "un eventuale governo istituzionale non dovrebbe solo ottenere la fiducia al Senato, dove i numeri sono quelli che sono, ma anche alla Camera, dove disponiamo di una grande maggioranza".

Dini sembra raccogliere la sfida, dichiarando "ci vedremo in Parlamento" e "finora solo promesse, vogliamo i fatti". E, notizia di oggi, Dini presenterà al governo delle proposte che, se non verranno accettate, lo porteranno a votare contro il governo.
I consumi diminuiscono? Guardate qua
post pubblicato in Diario, il 21 dicembre 2007


                                  

Arriva un'altra buona notizia, dopo quella di ieri sulla disoccupazione (scesa dal 7,6% di Marzo 2006 al 5,6% di Settembre 2007). Stavolta si parla di consumi.

Infatti, a differenza di quanto si pensi, i consumi non stanno drasticamente diminuendo, anzi stanno aumentando. Infatti, l'ISTAT ha comunicato che i consumi di Ottobre 2007 sono aumentati del 2,3% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Un risultato positivo valido sia nel caso di prodotti alimentari (+2,9%) che non (+1,8%). Rispetto al mese precedente (Settembre 2007), i consumi totali sono aumentati dello 0,4%, quelli alimentari dello 0,3%, quelli non alimentari dello 0,4%.

Insomma, a quanto pare, agli Italiani deve essere passata la voglia di consumare in soli 2 mesi, se siamo arrivati al "Natale più magro degli ultimi anni"....

Una notizia positiva: disoccuppazione ai minimi dal '92
post pubblicato in Diario, il 20 dicembre 2007


                       

 
Ogni tanto, fra questo marasma di notizie negative sull'economia italiana, spesso vere, ma spesso ance false o distorte (a favore, a seconda dei casi, di governo od opposizione), qualche notizia buona ed anche chiara ed indiscutibile emerge.

E' il caso di oggi, in cui l'Istat pubblica la sua trimestrale relazione sull'occupazione. Ebbene, è emerso che il tasso di disoccupazione è sceso al 5,6%, il più basso dal 1992.
E' la conferma di un trend positivo che, dopo anni di stagnazione (con valori fra il 7,5% e l'8,5%) ha portato ad un miglioramento dal 7,6% di Marzo 2006 al 5,6% di Settembre 2007. Ben 2 punti percentuali.

I nuovi occupati in quest'ultimo trimestre sono 416.000. Un decisivo contributo viene dagli stranieri (circa 200.000). Una notizia molto positiva, sia che si tratti di effettivi nuovi lavoratori che di semplici regolarizzazioni.

Ovviamente, poi bisogna vedere quanto si guadagna ... però, già avere un lavoro regolare è meglio di niente ...
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