.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Tiramm a campà
post pubblicato in Diario, il 18 novembre 2010


La situazione dei rifiuti a Napoli e in Campania è sempre più lo specchio della decadenza di questo Governo. Già il ritorno stesso della monnezza per le strade è la manifestazione più palese del "crollo della propaganda", ovvero quel mix di annunci e soluzioni mediatiche che Berlusconi e soci avevano propinato agli Italiani in due anni di "governo", facendo credere di aver davvero lavorato per loro e, anzi, di aver compiuto veri e propri miracoli nei confronti dei disastri causati dalla sinistra e dalla crisi internazionale.

Ma lo stesso modo in cui il Governo sta non-affrontando il riesplodere dell'emergenza è indicativo. Il nuovo decreto di oggi (che tra l'altro smentisce l'altro decreto, quello che proclamò chiusa l'emergenza) conferma che, così come, a livello nazionale, Berlusconi sembra voler "tirare a campare", raccattando deputati qua e là nella speranza di riuscire a beffare i finiani o a stringere un nuovo accordo con loro, allo stesso modo in provincia di Napoli si prova di giorno in giorno a trovare un posto dove mettere i rifiuti: prima 10.000 tonnellate nella mega-discarica-che-non-doveva-mai-più-essere-aperta di Giugliano, poi 2000 tonnellate in cinque giorni nelle altre Provincie, poi chissà, costosissime stive di navi per la Spagna. Soluzioni temporanee, ben più temporanee delle stesse discariche, perchè evidentemente ciò che importa non è risolvere il problema, ma "contenerlo" il più possibile per più tempo è possibile e con meno proteste, strumentalizzabili da altri, è possibile. Fino al fatidico 14 Dicembre? Chissà.

Intanto, le strade continuano ad essere sommerse di rifiuti. Senza quell'attenzione mediatica che ci fu all'epoca del governo Prodi, ovviamente. E di soluzioni vere (incentivazione della raccolta differenziata, realizzazione di impianti di compostaggio e riciclo, politiche di riduzione dei rifiuti, ecc.) nemmeno l'ombra.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Quello che non torna
post pubblicato in Diario, il 27 settembre 2010


                                           

Non avevo ancora commentato il ritorno della monnezza nelle strade di Napoli e dintorni, dato che, come sapranno i miei ventiquattro lettori assidui, l'avevo ampiamente previsto e ribadito proprio poche settimane prima che scoppiasse questa ennesima crisi. Anzi, come scrivevo in quell'articolo, queste sono solo le avvisaglie di una crisi ben più grave, una vera e propria nuova emergenza rifiuti che scoppierà in Campania fra pochissimi mesi, se nel frattempo il Governo non interverrà con misure straordinarie quale l'apertura di discariche "provvisorie" e l'ampliamento delle discariche esistenti: misure che stanno scatenando e scateneranno, e giustamente, le proteste dei cittadini. Tanto che alla fine, per quietarle, si tornerà di sicuro ad inviare treni di rifiuti fuori Regione, giusto per tamponare un po', e magari scegliendo anche di utilizzare il sito di San Tammaro per i nuovi rifiuti e non per stoccarvi le "ecoballe" accumulate negli oltre dieci anni di emergenza. E sperando che il termovalorizzatore di Acerra torni al più presto a funzionare completamente, e non solo con una linea su tre.

Ma, in ogni caso, lo "showdown" dell'emergenza accadrà presto. E sarà la prova definitiva di quello che dovrebbe già essere evidente a tutti, ovvero il fallimento dell'operazione politico-mediatica messa in campo dal Governo Berlusconi sulla monnezza in Campania. E la gente farà bene, anzi benissimo a protestare, perchè il Governo ha avuto due anni di tempo a disposizione, dopo il superamento dell'emergenza di inizio 2008, per fornire una soluzione definitiva al problema dei rifiuti in Campania. E invece no: si è voluto puntare tutto sulle discariche e sugli inceneritori, risultando ora insufficienti sia le prime che i secondi, dopo aver fatto credere che tutto fosse stato risolto.

Urge invece una soluzione strutturale al problema rifiutiA dire il vero, una soluzione potrebbe esserla proprio la costruzione dei cinque inceneritori inizialmente previsti dal piano Bertolaso, che a pieno regime diminuirebbero decisamente il numero delle discariche necessarie. Ma si tratta di una soluzione primordiale ("bruciamo tutto") e dai non ancora del tutto accertati rischi per la salute (anche se a tutti gli oppositori degli inceneritori consiglierei di concentrarsi sui "roghi tossici" che ogni giorno insozzano l'aria della Campania, e che sono sicuramente molto peggio dei fumi degli inceneritori). Ma la vera innovazione sarebbe puntare tutto su una raccolta differenziata di qualità, obbligatoria per tutti i Comuni e che sia capace di coinvolgere i cittadini, premiandone i comportamenti virtuosi (corretta differenziazione, deposito di vetro, ingombranti, RAEE, ecc. presso le isole ecologiche, riciclo dell'umido tramite compostaggio domestico, eccetera) tramite sconti sulla tassa. Una raccolta differenziata abbinata poi a impianti di compostaggio per il riciclo della frazione umida e "centri di riciclo", come quello famoso di Vedelago (ma copiato in varie parti d'Italia), per il riciclo della frazione secca. In pratica rimarrebbe ben poco da destinare a discariche ed inceneritori, con il vantaggio di recuperare i materiali e poterci guadagnare (oltre che dare lavoro a molti più dipendenti, cosa non da poco in tempi di crisi).

Non ci vorrebbe molto, anzi. Un ciclo dei rifiuti di questo tipo sarebbe convenientissimo per tutti, soprattutto per gli enti locali, che risparmierebbero tantissimo sui costi di smaltimento. Il problema è "solo" la mancanza di volontà, dovuta evidentemente alla commistione della politica con gli interessi, camorristici e non, che stanno dietro al ciclo dei rifiuti basato su discariche e "grandi impianti" come gli inceneritori. E la negazione degli arresti e dell'utilizzo delle intercettazioni per Cosentino, che riguardavano proprio i suoi rapporti con i clan coinvolti nella gestione dei rifiuti, non è proprio un bel segnale in questa direzione.

Ecco quello che "non torna", caro Bertolaso. Invece di reggere il moccolo alla propaganda di Berlusconi e agli interessi oscuri (nemmeno tanto) che stanno dietro ai rifiuti, potevi risolvere davvero in questo modo il problema: invece sei solo uno degli ennesimi complici di questa eterna emergenza monnezza.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Emergenza latente
post pubblicato in Diario, il 3 settembre 2010


                                            

Dopo la "risoluzione" dell'emergenza rifiuti in Campania, vero fiore all'occhiello mediatico di questo Governo (complice il mondo del giornalismo e dell'opposizione, incapace di sottolineare come Berlusconi e soci avessero semplicemente spostato i rifiuti in discariche tra l'altro costruite dal predecessore di Bertolaso, il commissario De Gennaro), i riflettori si sono sempre più spenti sulla situazione dei rifiuti in Campania. Tanto che, dopo che il 31 Dicembre 2009 è finita per decreto l'emergenza rifiuti, nessuno può più informarsi sulla situazione del ciclo dei rifiuti in Campania. Perlomeno su Internet, dato che con quel decreto è stato chiuso il portale www.emergenzarifiuticampania.it, il sito della struttura commissariale che, seppur non in maniera perfetta, forniva aggiornamenti continui in materia.

E così possiamo ragionare solo sui dati al 31/12/09. Ragionamenti interessanti, però. Secondo quelli forniti da Bertolaso nella sua relazione al Parlamento, a quella data questa era la situazione per quanto riguarda la capacità di smaltimento delle 6.700 tonnellate di rifiuti prodotti mediamente ogni giorno in Campania:

- discarica di Savignano Irpino (AV): capacità residua 450mila tonnellate;

- discarica di Sant'Arcangelo Trimonte (BN): c.r. 400mila tonnellate;

- discarica di Chiaiano (NA): c.r. 587.122 tonnellate;

- discarica di San Tammaro (CE): c.r. 1.292.027 tonnellate;

- discarica di Terzigno (cava Sari) (NA): c.r. 465.319 tonnellate.

Nell'elenco erano previste anche la seconda discarica di Terzigno (cava Vitiello - 3.000.000 tonnellate), Andreatta (AV - 1.000.000 tonnellate) e di Serre (2.000.000 tonnellate), tanto da far dire a Bertolaso che la Campania era a posto per almeno 4 anni, ma queste discariche in realtà sono ancora sulla carta e difficilmente verranno mai realizzate: l'unica probabile, la cava Vitiello, è stata pure bloccata dal TAR. Restano quindi 3.194.468 le tonnellate di rifiuti che secondo Bertolaso potevano essere conferite nelle discariche campane, al 31 Dicembre 2009.

Nel frattempo sono passati 246 giorni che, al ritmo di 6700 al giorno, rappresentano 1.648.200 tonnellate smaltite finora nel 2010. Resterebbero quindi 1.546.268 tonnellate di "spazio", dato che nel frattempo nessuna discarica è stata aperta, equivalenti ad altri 231 giorni di "sopravvivenza". Cioè a metà Aprile 2011. Poi, se non si prenderanno nuovi provvedimenti, i rifiuti si ammasseranno sempre di più nelle strade, senza alcuno sfogo. Mi direte voi: ma non c'è anche l'inceneritore di Acerra? E' vero, ma il suo funzionamento è stato finora altalenante: spesso non funzionano contemporaneamente le tre linee. Comunque, anche ammettendo un suo pieno funzionamento finora (anche qui, i dati non sono disponibili), sono 492.000 tonnellate smaltite, che allungherebbe di altri 73 giorni il periodo di sopravvivenza. Ovvero fino a fine Giugno 2011. Altro che 2013.

Ma il vero problema è che i dati di Bertolaso sono molto dubbi. Proprio sul "suo" sito www.emergenzarifiuticampania.it si dice che, sempre al 31/12/09, a Savignano sono state conferite 610mila tonnellate sulle 700mila a disposizione, mentre a Sant'Arcangelo 650mila su 700mila (e chi ha seguito costantemente gli aggiornamenti su questo sito sa che è così; qualche cifra non coinciderebbe nemmeno su Terzigno e Chiaiano, ma lasciamo stare). Quindi 140mila tonnellate di "spazio residuo" nel complesso, rispetto alle 850mila delle parole di Bertolaso. E così dobbiamo togliere 710mila tonnellate ai nostri calcoli, ovvero 106 giorni: scendiamo a 198 giorni di sopravvivenza, ovvero fino a metà Febbraio. E tenete conto che, a questo punto, dopo 8 mesi, le due discariche in questione dovrebbero essere molto prossime all'esaurimento: e sarà difficile smaltire 6.700 tonnellate nel solo inceneritore di Acerra e nelle due discariche di Terzigno e San Tammaro (a Chiaiano ci vanno poche centinaia di tonnellate al giorno). Difficoltà e raccolta di rifiuti "a singhiozzo" in arrivo, insomma. 

Se poi ci aggiugiamo che a San Tammaro dovevano finirci praticamente solo il milione di tonnellate di rifiuti accumulati nel sito di stoccaggio "provvisorio" di Ferrandelle, comprenderete come aumentano i miei dubbi. In tal caso rimarrebbero 49 giorni di sopravvivenza, ovvero fine Ottobre.

Che confusione, insomma. Dovuto ad un colpevole vuoto d'informazione voluto dal Governo e che vede ancora complice l'opposizione (tutta) e il mondo dell'informazione. Il Governo ci dica chiaramente qual'è la situazione dei rifiuti in Campania e prenda i dovuti provvedimenti, rispettando le promesse sullo sviluppo della raccolta differenziata (attualmente ferma al palo) e cercando di superare il modello di gestione basato solo su discariche e inceneritori, con l'impiego di centri di riciclo ed altri sistemi alternativi. Altrimenti non ci vengano a chiedere di aprire nuove discariche "per l'emergenza", di fronte ai rifiuti in strada, dopo aver tentato fino all'ultimo di nascondere tutto.

E, intanto, nella "Terra dei Fuochi" si continua a bruciare ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Munnizza silenziosa
post pubblicato in Diario, il 13 novembre 2009


                                                

Ancora una volta, per l'ennesima volta, il Palermitano è sommerso di rifiuti, davanti praticamente a tutte le scuole e agli angoli di tutte le strade. Quello in allegato è solo uno dei tanti video che circolano su YouTube e che testimoniano non solo la drammaticità dell'evento attuale, ma anche tutti quelli che ripetutamente interessano le varie città dell'intero territorio siciliano. Qualche servizio sulla tragedia appare anche sui Tg nazionali, ma con una solerzia ed una ossessività nemmeno lontanamente paragonabile a ciò che fu fatto per la "monnezza" napoletana, e soprattutto senza attribuire le giuste colpe politiche a chi di dovere.

Infatti, la "grande" informazione nostrana preferisce ogni volta addossare le responsabilità della vicenda agli scioperi dei netturbini, facendo credere che non si tratti invece di una fortissima carenza strutturale dovuta alla pessima gestione della politica siciliana. E non so solo parlando degli impianti di smaltimento, che comunque scarseggiano (le discariche si stanno esaurendo, e la restante impiantistica è totalmente inadeguata a fronteggiare le esigenze di una Regione dove la scarsa differenziata certo non aiuta a risolvere il problema), ma soprattutto delle cause dei frequenti scioperi dei netturbini, certo non causati dalla noia ma da esigenze reali. Queste persone, infatti, sono sistematicamente messi alle strette da ritardi interminabili nel pagamento degli stipendi e da condizioni lavorative al limite della decenza umana. E di chi è colpa tutto ciò, se non di amministratori incapaci che, nonostante ricevano fiumane di soldi pubblici in più rispetto alle altre Regioni in virtù dell'autonomia speciale della Sicilia, riescono a far indebitare pesantemente, a colpi di clientelismo e collusioni, praticamente tutte le società pubbliche dei propri Enti, ivi incluse quelle che si occupano dello smaltimento dei rifiuti?

Ovviamente, però, questa drammatica verità dà fastidio a chi vorrebbe far credere che il centrodestra, che in Sicilia impera incontrastato, non abbia nulla da vergognarsi sullo smaltimento dei rifiuti. E, quindi, casualmente, la "grande" informazione nostrana si dimentica di farlo notare. Almeno proviamoci noi di Internet a sfondare questo muro di omertà ...

P.S. Ma Minzolini, ogni tanto, almeno per correttezza, non potrebbe fare un "editoriale" su questo invece che sull'antiberlusconismo, sull'informazione "libera" e sull'immunità parlamentare?

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

Il tedoforo
post pubblicato in Diario, il 26 marzo 2009


                                                   

Oggi si è tenuta l'inaugurazione del termovalorizzatore di Acerra. Dopo 5 anni apre finalmente questo impianto, che grazie alle 2mila tonnellate bruciate al giorno a pieno regime (quasi il 30% della produzione di rifiuti in Campania), dovrebbe mettere la parola fine all'emergenza rifiuti in Campania e permettere il ritorno alla gestione ordinaria.

Ovviamente, il nostro premier Berlusconi non ha mancato l'occasione per trasformare l'inaugurazione nell'ennesimo spot celebrativo della sua persona e del suo Governo, con tanto di pulsante di accensione premiuto da San Silvio, quasi come l'ultimo tedoforo con il braciere olimpico. La vergogna dei rifiuti era tutta colpa della sinistra, questi brutti e cattivi che non erano capaci di fare niente, invece adesso sono arrivato io e in un battibaleno ho ripulito la Campania, costruito tutte le discariche, costruito il termovalorizzatore. Tutte palesi falsità, o comunque mezze verità, almeno per chi abbia una minima conoscenza di come sono andate davvero le cose in Campania e che mi sono preso la briga di riassumere ogni metà mese da Novembre a questa parte. A cominciare dalla menzogna della Campania ripulita in 58 giorni grazie a Berlusconi, dato che l'unica discarica costruite da Bertolaso & Co è quella di Chiaiano, aperta solo un mese fa. 8 mesi di lavoro per una discarica che al momento smaltisce solo 150 tonnellate al giorno, e a pieno regime ne smaltirà 700m, mentre De Gennaro in 5 mesi ha costruito due discariche da 1500 tonnellate al giorno (Savignano e Sant'Arcangelo), grazie alle quali Bertolaso ha "ripulito" (e nemmeno in 58 giorni, anzi) la Campania (e grazie, ero capace pure io con le discariche costruite da altri!). Ma questo è un altro discorso, per il quale vi invito a rileggere uno di quei mie post.

Restando invece all'inaugurazione di oggi, Berlusconi, per l'appunto, ha addossato tutte le colpe dei ritardi nella costruzione del termovalorizzatore alla sinistra e alle proteste, e si è preso tutti i meriti per la sua realizzazione, avvenuta anche in tempi "brevi" grazie alle sue doti "decisioniste". Berlusconi, evidentemente, si è dimenticato che i lavori dell'impianto iniziarono nel 2004, proprio durante il suo Governo, e che quindi ebbe a disposizione un tempo molto maggiore per compiere quello che dice di aver fatto in "100 giorni" (sono passati in realtà quasi 10 mesi dal suo insediamento, ma perdonatelo, alla sua età può soffire di scarsa memoria ...). Inoltre, Berlusconi dimentica, o finge di dimenticare, che a cavalcare le proteste di Acerra, e delle varie discariche, furono anche molti esponenti del suo schieramento, fra cui anche l'allora Ministro Alemanno, oggi sindaco di Roma. Infine, riguardo ai tempi dell'inceneritore, Berlusconi finge di dimenticare che in realtà l'impianto sarebbe dovuto essere stato inaugurato a Gennaio, e invece parte con due mesi di ritardo ... altro che svolta. Tant'è vero che a metà Gennaio disse: "Tra pochi giorni verrò ad inaugurare Acerra". Non so voi, ma nella lingua italiana "pochi giorni" non vuol dire due mesi.

Ma vabbè, che stiamo qui a discutere, tanto i giornali e i TG hanno tutti, più o meno "spontaneamente", abboccato alle storielle di Berlusconi, magnificando ogni volta le imprese di Silvio Santo Subito in Campania, e quindi vi hanno abboccato, salvo rare eccezioni, l'Italia e il mondo intero, anche coloro che non votano Berlusconi. Quello che scrive un povero blogger per qualche decina di lettori non conta a niente. Ma poi non venite a parlarci di informazione obiettiva e all'avanguardia in Italia, che almeno io scoppio in una fragorosa risata.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Ma andò stà la svolta nell'emergenza rifiuti!
post pubblicato in Diario, il 15 febbraio 2009


                                              

Ennesimo post (il quarto) di metà mese sulla falsa svolta nella gestione dell'emergenza rifiuti. Siamo arrivati a metà Febbraio, ed incredibilmente la premiata ditta Berlusconi-Bertolaso, detti anche "i galli sulla munnezza", deve ancora aprire una discarica o un termovalorizzatore. Ri-posto di nuovo il post di metà Novembre, che ormai con i continui aggiornamenti mensili è cambiato un bel po' ... ah, notizia fuori post: Bertolaso è indagato nell'inchiesta "Rompiballe" sui rifiuti di Napoli. Della serie: gente competente e affidabile cui affidare un settore strategico come quello dei rifiuti!

Ormai è diventato un assioma. L'emergenza rifiuti in Campania è finita ed è tutto merito del Governo Berlusconi, l'unico a prendere decisioni e riportare lo Stato in Campania. Mentre la fallimentare gestione dei rifiuti è tutta colpa dei Governi di sinistra, che non facevano aprire discariche e termovalorizzatori. Peccato che le cose non stiano proprio così, e l'annunciata svolta nella gestione dell'emergenza non è affatto avvenuta: per capirlo basta semplicemente analizzare i fatti.

Innanzitutto, l'emergenza rifiuti in Campania dura da 14 anni, 7 governati dal centrodestra e 7 dal centrosinistra. Dunque, se il Governo Berlusconi è riuscito a risolvere l'emergenza "in 58 giorni", ed è tutto merito suo, non si capisce perchè non l'abbia fatto negli altri 2500 giorni e passa in cui ha governato (quando tra l'altro la situazione era meno grave di quella di Gennaio 2008). E non si dica che era tutta colpa di Bassolino, perchè non è la Regione ma il Commissariato a gestire lo smaltimento dei rifiuti (altrimenti non avrebbe senso il commissariamento, no?): il Commissario fu istituito nel 1994, quando c'era il centrodestra al Governo della Campania (Rastrelli) e dell'Italia (primo Governo Berlusconi). Bassolino è stato commissario dal 2000 al 2004 (tre su quattro governati da Berlusconi: perchè non l'hanno cacciato?).

Poi veniamo alla situazione recente: ovvero a De Gennaro e Bertolaso, i capi delle due task-force di Prodi e Berlusconi per risolvere l'emergenza rifiuti. Ebbene, De Gennaro ha lavorato per 142 giorni (21 Gennaio - 10 Giugno); Bertolaso 240 giorni, finora (dall'11 Giugno in poi). Eppure il lavoro di De Gennaro ha fruttato due discariche, quello di Bertolaso nessuna. Infatti, navigando sul sito del Sottosegretario Bertolaso
www.emergenzarifiuticampania.it, scopriamo che le due discariche di Savignano (700mila metri cubi) e Sant'Arcangelo (750mila) sono state aperte rispettivamente il 12 e il 25 Giugno: dato che Bertolaso, sempre secondo il sito, ha cominciato a lavorare l'11 Giugno, si capisce che ha dovuto solo tagliare i nastri (effettuare i collaudi, anzi per Savignano erano già fatti) alle discariche costruite da De Gennaro e "riportare la Campania all'Occidente". Persino dei bambini sarebbero stati capaci di farlo. Mentre l'apertura della discarica di Chiaiano (700mila), tanto voluta da Bertolaso, viene continuamente rinviata e tuttora non si sa ancora quando verrà aperta (sul sito c'è scritto che i primi conferimenti avverranno "nella prima metà di febbraio", ma d'altronde lo avevano detto anche di fine Ottobre, di metà Novembre, dei primi giorni di Dicembre, di fine Dicembre, di inizio 2009, di fine Gennaio ... e Bertolaso stesso, il 22 Giugno, aveva detto "Chiaiano pronta in 3 mesi", ovvero fine Settembre ... ne sono passati 8, di mesi, e ancora nn s'è vista! E proprio oggi scade l'ennesimo annuncio, di 10 giorni fa).

E il termovalorizzatore di Acerra? Tutto quel gran baccano, persino i militari, gara velocizzata, apertura a Gennaio ... ma come vi abbiamo preannunciato, nessuna apertura a Gennaio. Anzi, per la sola prima linea, dovremo aspettare Giugno, a quanto pare (figuriamoci per l'apertura completa). Ben 5 mesi di ritardo (forse di più)! Eppure Berlusconi aveva detto, il 13 Gennaio: "andrò a giorni ad inaugurarlo" ... ha una concezione strana di "a giorni", evidentemente. E dovevano solo completare il 10% dell'impianto ...

Per non parlare poi della raccolta differenziata: per niente decollata, in molti comuni ancora deve essere avviata (!) o ha percentuali minime, inferiori al 10% ...


Tutto questo mentre il Governo ci ha fatto credere in una "grande svolta nella gestione dell'emergenza rifiuti" rispetto alla "sinistra della munnezza". Ci ha fatto credere persino che in 58 giorni la Campania non è stata ripulita "così e così", ma alla perfezione, con al massimo qualche bicchierino di plastica sul lungomare
prontamente raccolto dallo stesso Premier con ramazza. Mentre per settimane e settimane dopo "il grande annuncio" le strade della periferia di Napoli e della Provincia hanno continuato ad avere problemi gravi, e tuttora persistono punti critici in tutta la Campania.

P.S. Ma l'informazione che fine ha fatto?

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Ma quale svolta nell'emergenza rifiuti!
post pubblicato in Diario, il 15 gennaio 2009


                                                 

Incredibilmente, mi ritrovo per la terza volta a ripetere il mio "post di metà mese" sull'emergenza rifiuti in Campania, dato che non è cambiato niente dal primo post di metà ottobre. Dunque lo ripeto, per la seconda volta (ovviamente aggiornando date e situazioni").

Ormai è diventato un assioma. L'emergenza rifiuti in Campania è finita ed è tutto merito del Governo Berlusconi, l'unico a prendere decisioni e riportare lo Stato in Campania. Mentre la fallimentare gestione dei rifiuti è tutta colpa dei Governi di sinistra, che non facevano aprire discariche e termovalorizzatori. Peccato che le cose non stiano proprio così, e l'annunciata svolta nella gestione dell'emergenza non è affatto avvenuta: per capirlo basta semplicemente analizzare i fatti.

Innanzitutto, l'emergenza rifiuti in Campania dura da 14 anni, 7 governati dal centrodestra e 7 dal centrosinistra. Dunque, se il Governo Berlusconi è riuscito a risolvere l'emergenza "in 58 giorni", ed è tutto merito suo, non si capisce perchè non l'abbia fatto negli altri 2500 giorni e passa in cui ha governato (quando tra l'altro la situazione era meno grave di quella di Gennaio 2008). E non si dica che era tutta colpa di Bassolino, perchè non è la Regione ma il Commissariato a gestire lo smaltimento dei rifiuti (altrimenti non avrebbe senso il commissariamento, no?): il Commissario fu istituito nel 1994, quando c'era il centrodestra al Governo della Campania (Rastrelli) e dell'Italia (primo Governo Berlusconi). Bassolino è stato commissario dal 2000 al 2004 (tre su quattro governati da Berlusconi: perchè non l'hanno cacciato?).

Poi veniamo alla situazione recente: ovvero a De Gennaro e Bertolaso, i capi delle due task-force di Prodi e Berlusconi per risolvere l'emergenza rifiuti. Ebbene, De Gennaro ha lavorato per 142 giorni (21 Gennaio - 10 Giugno); Bertolaso 219 giorni, finora (dall'11 Giugno in poi). Eppure il lavoro di De Gennaro ha fruttato due discariche, quello di Bertolaso nessuna. Infatti, navigando sul sito del Sottosegretario Bertolaso
www.emergenzarifiuticampania.it, scopriamo che le due discariche di Savignano (700mila metri cubi) e Sant'Arcangelo (750mila) sono state aperte rispettivamente il 12 e il 25 Giugno: dato che Bertolaso, sempre secondo il sito, ha cominciato a lavorare l'11 Giugno, si capisce che ha dovuto solo tagliare i nastri (effettuare i collaudi, anzi per Savignano erano già fatti) alle discariche costruite da De Gennaro e "riportare la Campania all'Occidente". Persino dei bambini sarebbero stati capaci di farlo. Mentre l'apertura della discarica di Chiaiano (700mila), tanto voluta da Bertolaso, viene continuamente rinviata e tuttora non si sa ancora quando verrà aperta (sul sito c'è scritto che i primi conferimenti avverranno "nel corso del mese di Gennaio", ma d'altronde lo avevano detto anche di fine Ottobre, di metà Novembre, dei primi giorni di Dicembre, di fine Dicembre, di inizio 2009 ... e Bertolaso stesso, il 22 Giugno, aveva detto "Chiaiano pronta in 3 mesi", ovvero fine Settembre ... ben 3 mesi sì, ma di ritardo! Anzi 4! Altro che svolta!).

E il termovalorizzatore di Acerra? Speriamo rispettino i tempi, ovvero entro Gennaio. D'altronde almeno questo dovrebbe essere una bazzecola ... non comporta difficoltà come aprire una discarica. Tuttavia, ne era stato già annunciato ufficiosamente l'inaugurazione il 23 Dicembre, ma ormai sono passate tre settimane.

Per non parlare poi della raccolta differenziata: per niente decollata, in molti comuni ancora deve essere avviata (!) o ha percentuali minime, inferiori al 10% ... e nonostante questo Bertolaso e il Governo non prendono provvedimenti contro i Comuni inadempienti ... ha solo stilato "liste nere" dei comuni, ma niente di decisivo.

Tutto questo mentre il Governo ci ha fatto credere in una "grande svolta nella gestione dell'emergenza rifiuti" rispetto alla "sinistra della munnezza". Ci ha fatto credere persino che in 58 giorni la Campania non è stata ripulita "così e così", ma alla perfezione, con al massimo qualche bicchierino di plastica sul lungomare prontamente raccolto dallo stesso Premier con ramazza. Mentre per settimane e settimane dopo "il grande annuncio" le strade della periferia di Napoli e della Provincia hanno
continuato ad avere problemi gravi, e tuttora persistono punti critici in tutta la Campania.

P.S. Ma l'informazione e l'opposizione (tutta) che fine hanno fatto? Perchè subiscono una falsa verità?

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Ripeto: c'è davvero la svolta nell'emergenza in Campania?
post pubblicato in Diario, il 16 dicembre 2008


                                      

Quello che vi ho allegato è un video che ho trovato oggi su YouTube. Come potete vedere, un enorme cumulo di "monnezza" alberga in Via Unità Italiana, Caserta centro, proprio sotto il grande cartellone pubblicitario che sponsorizza Berlusconi e le cosidette "primarie" del PDL del 13-14 e 20-21 Dicembre ("primarie" è una parola grossa, grossissima, ma questo è un altro discorso). Non è certo questa la situazione di tutta la Campania, che è certo in condizioni diverse rispetto a Gennaio-Febbraio ... però tanto per ribadire che certi trionfalismi sono decisamente inopportuni. E che, se immagini del genere fino ad Aprile sarebbero state su tutti i TG, ora invece non se ne parla nemmeno. Detto ciò, il video mi dà in realtà un occasione per ribadire un'altra cosa. Ovvero l'assenza di una reale svolta nell'emergenza rifiuti in Campania. Era già stata oggetto di un post, che ripubblico a distanza di un mese, visto che non è cambiato niente (ovviamente aggiorno date ed eventi).

Ormai è diventato un assioma. L'emergenza rifiuti in Campania è finita ed è tutto merito del Governo Berlusconi, l'unico a prendere decisioni e riportare lo Stato in Campania. Mentre la fallimentare gestione dei rifiuti è tutta colpa dei Governi di sinistra, che non facevano aprire discariche e termovalorizzatori. Peccato che le cose non stiano proprio così, e l'annunciata svolta nella gestione dell'emergenza non è affatto avvenuta: per capirlo basta semplicemente analizzare i fatti.

Innanzitutto, l'emergenza rifiuti in Campania dura da 14 anni, 7 governati dal centrodestra e 7 dal centrosinistra. Dunque, se il Governo Berlusconi è riuscito a risolvere l'emergenza "in 58 giorni", ed è tutto merito suo, non si capisce perchè non l'abbia fatto negli altri 2500 giorni e passa in cui ha governato (quando tra l'altro la situazione era meno grave di quella di Gennaio 2008). E non si dica che era tutta colpa di Bassolino, perchè non è la Regione ma il Commissariato a gestire lo smaltimento dei rifiuti (altrimenti non avrebbe senso il commissariamento, no?): il Commissario fu istituito nel 1994, quando c'era il centrodestra al Governo della Campania (Rastrelli) e Bassolino è stato commissario dal 2000 al 2004 (tre su quattro governati da Berlusconi: perchè non l'hanno cacciato?). Bassolino ha fallito, ma Berlusconi non lo cacciò.

Poi veniamo alla situazione recente: ovvero a De Gennaro e Bertolaso, i capi delle due task-force di Prodi e Berlusconi per risolvere l'emergenza rifiuti. Ebbene, De Gennaro ha lavorato per 142 giorni (21 Gennaio - 10 Giugno); Bertolaso 189 giorni, finora (dall'11 Giugno in poi). Eppure il lavoro di De Gennaro ha fruttato due discariche, quello di Bertolaso nessuna. Infatti, navigando sul sito del Sottosegretario Bertolaso
www.emergenzarifiuticampania.it, scopriamo che le due discariche di Savignano (700mila metri cubi) e Sant'Arcangelo (750mila) sono state aperte rispettivamente il 12 e il 25 Giugno: dato che Bertolaso, sempre secondo il sito, ha cominciato il lavoro l'11 Giugno, si capisce che ha dovuto solo tagliare i nastri (effettuare i collaudi) alle discariche costruite da De Gennaro e "riportare la Campania all'Occidente". Persino dei bambini sarebbero stati capaci di farlo. Mentre l'apertura della discarica di Chiaiano (700mila), tanto voluta da Bertolaso, viene continuamente rinviata e tuttora non si sa ancora quando verrà aperta (sul sito c'è scritto che i primi conferimenti avverranno a fine Dicembre, ma d'altronde lo avevano detto anche di fine Ottobre, di metà Novembre, dei primi giorni di Dicembre ... e Bertolaso stesso, il 22 Giugno, aveva detto "Chiaiano pronta in 3 mesi", ovvero fine Settembre ... 3 mesi sì, ma di ritardo!). Speriamo almeno che per il termovalorizzatore di Acerrra si rispettino i tempi, ovvero iniziando le prime attività a fine Dicembre.

Tutto questo mentre il Governo ci ha fatto credere che è tutto merito suo, e che in 58 giorni la Campania non è stata ripulita "così e così", ma alla perfezione, con al massimo qualche bicchierino di plastica sul lungomare prontamente raccolto dallo stesso Premier con ramazza. Mentre per settimane e settimane dopo "il grande annuncio" le strade della periferia di Napoli e della Provincia hanno
continuato ad avere problemi gravi, e tuttora persistono punti critici in tutta la Campania.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Svolta nella gestione dell'emergenza in Campania?
post pubblicato in Diario, il 15 novembre 2008


                                             

Ormai è diventato un assioma. L'emergenza rifiuti in Campania è finita ed è tutto merito del Governo Berlusconi, l'unico a prendere decisioni e riportare lo Stato in Campania. Mentre la fallimentare gestione dei rifiuti è tutta colpa dei Governi di sinistra, che non facevano aprire discariche e termovalorizzatori. Peccato che le cose non stiano proprio così, e l'annunciata svolta nella gestione dell'emergenza non è affatto avvenuta: per capirlo basta semplicemente analizzare i fatti.

Innanzitutto, l'emergenza rifiuti in Campania dura da 14 anni, 7 governati dal centrodestra e 7 dal centrosinistra. Dunque, se il Governo Berlusconi è riuscito a risolvere l'emergenza "in 58 giorni", ed è tutto merito suo, non si capisce perchè non l'abbia fatto negli altri 2500 giorni e passa in cui ha governato (quando tra l'altro la situazione era meno grave di quella di Gennaio 2008). E non si dica che era tutta colpa di Bassolino, perchè non è la Regione ma il Commissariato a gestire lo smaltimento dei rifiuti (altrimenti non avrebbe senso il commissariamento, no?): il Commissario fu istituito nel 1994, quando c'era il centrodestra al Governo della Campania (Rastrelli) e Bassolino è stato commissario dal 2000 al 2004 (tre su quattro governati da Berlusconi: perchè non l'hanno cacciato?). Bassolino ha fallito, ma Berlusconi non lo cacciò.

Poi veniamo alla situazione recente: ovvero a De Gennaro e Bertolaso, i capi delle due task-force di Prodi e Berlusconi per risolvere l'emergenza rifiuti. Ebbene, De Gennaro ha lavorato per 141 giorni (21 Gennaio - 10 Giugno); Bertolaso 178 giorni, finora (dall'11 Giugno in poi). Eppure il lavoro di De Gennaro ha fruttato due discariche, quello di Bertolaso nessuna. Infatti, navigando sul sito del Sottosegretario Bertolaso www.emergenzarifiuticampania.it, scopriamo che le due discariche di Savignano (700mila metri cubi) e Sant'Arcangelo (750mila) sono state aperte rispettivamente il 12 e il 25 Giugno: dato che Bertolaso, sempre secondo il sito, ha cominciato il lavoro l'11 Giugno, si capisce che ha dovuto solo tagliare i nastri (effettuare i collaudi) alle discariche costruite da De Gennaro e "riportare la Campania all'Occidente". Persino dei bambini sarebbero stati capaci di farlo. Mentre l'apertura della discarica di Chiaiano (700mila), tanto voluta da Bertolaso, viene continuamente rinviata e tuttora non si sa ancora quando verrà aperta (sul sito c'è scritto che i primi conferimenti avverranno a Novembre: siamo già al 15).

Tutto questo mentre il Governo ci ha fatto credere che è tutto merito suo, e che in 58 giorni la Campania non è stata ripulita "così e così", ma alla perfezione, con al massimo qualche bicchierino di plastica sul lungomare prontamente raccolto dallo stesso Premier con ramazza. Mentre per settimane e settimane dopo "il grande annuncio" le strade della periferia di Napoli e della Provincia hanno continuato ad avere problemi gravi, e tuttora persistono punti critici in tutta la Campania.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Nulla di nuovo sotto la monnezza
post pubblicato in Diario, il 24 maggio 2008


                      

Come tutti sapranno, Mercoledì 21 c'è stato il primo Consiglio dei Ministri del nuovo Governo. In realtà era il terzo, ma era il primo "operativo": rispettata dunque la promessa della campagna elettorale. Nel Cdm si sono presi vari provvedimenti, ma ovviamente l'attenzione era tutta concentrata sul come il governo avrebbe risolto il problema rifiuti in Campania.

In campagna elettorale il PDL aveva addossato l'intera colpa del disastro rifiuti al centrosinistra, a Bassolino & Co, e che se ci fossero stati loro a governare la Campania questo non sarebbe successo. Ed aveva dunque promesso che, una volta arrivati al Governo, ci sarebbe stata una svolta nella questione rifiuti e che il problema sarebbe stato risolto in poco tempo. Ebbene: se questa era la svolta, siamo fritti.

Il Governo ha infatti deciso questi provvedimenti:

- discariche: il Governo ha annunciato 10 discariche. Peccato che molte discariche siano già attive o previste dal precedente decreto-Prodi (vedi Serre e Ferrandelle, già in funzione, e Sant'Arcangelo Trimonte e Savignano Irpino, già previste dal decreto-Prodi e in via di ultimazione). Inoltre, le discariche non sono secretate come promesso (d'altronde era improbabile che rimanessero segrete). Infine, l'inasprimento delle pene per chi impedisse l'allestimento delle discariche, che certamente era una cosa positiva, non ha sortito l'effetto dissuasivo che si prefiggeva: anzi, si è subito scatenata la protesta violenta contro la discarica di Chiaiano. E dubito che i contestatori verranno davvero imprigionati: d'altronde, esponenti dello stesso PDL, come la Mussolini e non solo, contrastano quest'ipotesi. E intanto sono annunciati cortei e blocchi in tutti i siti individuati;

- termovalorizzatori: il decreto prevede 4 termovalorizzatori. Anche qui, confermati i termovalorizzatori già previsti dal decreto-Prodi: Acerra (NA), Salerno e Santa Maria la Fossa (CE). Unica novità il termovalorizzatore previsto a Napoli Est: ma non è chiaro dove verrà costruito, e gli unici siti ipotizzabili, ovvero l'ex Manifattura Tabacchi e l'ex Q8 hanno già smentito questa possibilità;

- consorzi: il Governo ha fatto passare come novità la volontà di sciogliere i "consorzi di bacino" e tutte le strutture che riguardano la gestione dei rifiuti, almeno quelle inutili e dispendiose. Sembrerò ripetitivo, ma anche questo era già nel decreto-Prodi;

- differenziata: anche qui, il Governo ha fatto passare come novità la possibilità di commissariare i comuni inadempienti sulla raccolta differenziata: inutile dire che anche questa norma era già nel decreto-Prodi, tant'è vero che è stata già applicata per molti comuni Campani;

- utiilizzo esercito: il Governo ha previsto l'utilizzo dell'esercito per la raccolta dei rifiuti. Anche questa non è una novità: come tutti ben sapranno dalle TV, l'esercito era ed è già adoperato per la raccolta dei rifiuti;

- struttura commissariale: qui invece il Governo si smarca dal decreto-Prodi. Il Governo mantiene la struttura commissariale, mentre il decreto-Prodi ne prevedeva il definitivo superamento alla fine del mandato di De Gennaro, ponendo così fine ad anni di sprechi. Inoltre, nonostante ciò, il Governo ha nominato un sottosegretario adhoc per i rifiuti, ovvero Bertolaso (altra novità ..........  la svolta che avanza), creando così un ulteriore struttura (ovviamente pagata) e tra l'altro violando la Bassanini sul numero dei membri del Governo (si è infatti giunti a 61 membri);

Insomma, si potrebbe dire "niente di nuovo sotto la monnezza". Certo, in realtà sapevo benissimo che non ci sarebbe stata nessuna svolta, e che anche Berlusconi e il centrodestra, una volta al Governo, avrebbero preso queste decisioni: ma il problema è che, quando in campagna elettorale si promette una svolta sui rifiuti, quando si promettono decisioni forti, non ci si aspetta che poi si prendano sempre gli stessi provvedimenti. Ricopiando interi punti dei precedenti decreti. E il bello è che, nonostante Berlusconi, prima e dopo la campagna elettorale, prima e dopo il Cdm di Napoli, abbia ribadito che "in breve tempo spariranno i rifiuti dalle strade", lo stesso decreto-legge prevede il superamento della fase emergenziale entro dicembre 2009 (attenzione: emergenziale, non superamento definitivo). E lo stesso Bertolaso annuncia: "30 mesi per risolvere il problema". Alla faccia dei "brevi tempi".

Scatta "l'operazione San (De) Gennaro"
post pubblicato in Diario, il 21 gennaio 2008


                            <b>Tre discariche e tre siti di stoccaggio<br>il piano anticrisi di De Gennaro</b>
                             
Finalmente, dopo 10 giorni dall'inizio del suo mandato, il super-commissario per "l'emergenza" rifiuti in Campania Gianni De Gennaro ha annunciato il suo piano piano-rifiuti.
Ecco i punti principali della conferenza stampa di presentazione del piano agli enti locali.

La situazione. «Al 14 gennaio gli impianti cdr erano fermi per l'impossibiltà di smaltire le (eco)balle e c'era un unico sfiatatoio, la discarica di Macchia Soprana con una capacità di 2.500 tonnellate al giorno a fronte delle 250.000 tonnellate per strada e di una produzione quotidiana regionale di 7.500 tonnellate. Il primo intervento è stato rimettere in funzione i cdr. Dopo aver raccolto circa 30-35.000 tonnellate, il passo decisivo per uscire dall'emergenza è adesso quello di creare un sistema che permetta di smaltire 10.000 tonnellate al giorno, un "grande buco" con una capienza complessiva di 1.000.000 di tonnellate».

I siti individuati.  Il super-commissario ha poi elencato i siti individuati per uscire fuori dall'emergenza. Tre le discariche individuate: Ariano Irpino (AV, 42.000 tonnellate), Villaricca (NA, 35.000), Montesarchio (BN, 21.000 tonnellate). Altrettanti i siti di stoccaggio provvisorio: Marigliano (NA, 98.000 tonnellate), Pianura (NA, 20.000 tonnellate) e Ferrandelle (CE, 350.000). A questo si aggiungono le 300.000 tonnellate di Macchia Soprana (SA), l'unica discarica attualmente aperta. Nel piano sono previste anche due vasche di raccolta del percolato (a Nocera Superiore ed Eboli) che fuoriesce dai siti provvisori.
Nel piano, dunque, non rientra la riapertura della discarica di Parapoti, nè tantomeno di quelle di Savignano, Terzigno e Sant'Arcangelo, ma De Gennaro ha comunque chiarito che "le sta tenendo come risorse strategiche".

Caso Pianura. A Pianura, dunque, sono destinate 20.000 tonnellate, ma come spiegato dallo stesso De Gennaro, esse consistono non in rifiuti "tal-quale", ma le (eco)balle dei cdr di Caivano e Giugliano, per le quali saranno inoltre applicati i nuovi protocolli di inertizzazione. Tra l'altro contemporaneamente alla conferenza stampa è arrivata la notizia del sequestro da parte della magistratura della discarica di Pianura (epidemia e disastro colposo i reati ipotizzati): De Gennaro ha spiegato che «la scelta tiene conto degli spazi che abbiamo. Abbiamo individuato un luogo dove stoccheremo le ecoballe fuori dalla zona interessata dai provvedimenti della magistratura, fuori dalla discarica e non lontano da essa».

Cdr, differenziata e termovalorizzatori. De Gennaro, inoltre, intende fermare i cdr tra 10-15 giorni, in modo da poterli mettere a norma. Allo stato attuale, infatti, questi impianti producono "ecoballe poco eco", ovvero delle semplici "balle compresse" di rifiuti. De Gennaro ha specificato che questa operazione non dovrà creare nuovo "arretrato" nello smaltimento dei rifiuti: dunque, potrà avvenire solo quando si uscirà dalla fase strettamente emergenziale e solo con il corretto funzionamento delle discariche (e i 10-15 giorni indicati fanno ben sperare).
Inoltre, De Gennaro ha annunciato una "stretta sulla differenziata", con l'obiettivo di ridurre la produzione giornaliera a 6.500 tonnellate. Da notare che il corretto funzionamento dei cdr e una buona raccolta differenziata sono importanti pe r il funzionamento dei termovalorizzatori.
Il ruolo dell'opposizione in un Paese democratico
post pubblicato in Diario, il 12 gennaio 2008


                      Scontri tra forze di polizia e manifestanti durante la protesta contro l'arrivo dei rifiuti da Napoli, nei pressi di viale Diaz a Cagliari (Giuseppe Ungari/Ansa)

Il caso-rifiuti in Campania permette di fare alcune considerazioni sul ruolo dell'opposizione in un Paese democratico (dove il termine "opposizione" non sta ad intendere solo lo schieramento opposto al Governo centrale, ma tutta quella serie di particolarismi e più in generale movimenti che contestano le decisioni prese da coloro che rappresentano lo Stato in quel determinato momento e territorio).
L'opposizione in una democrazia ha un ruolo importantissimo, forse anche più importante del governo stesso: ovvero il "controllo" dell'azione di chi governa (lo Stato, le Regioni, le Province, eccetera). Mettere cioè in evidenza le loro dimenticanze, errori, incapacità. Eppure, questo ruolo non deve assolutamente sfociare in critica improduttiva, ovvero non si può essere vera opposizione senza la capacità di rappresentare un'alternativa e nel proporre alternative alle scelte che si ritengono sbagliate. Insomma, l'opposizione non deve essere un semplice "partito del no". Inoltre, nei momenti di grave difficoltà, soprattutto quando non si ha tutta la ragione dalla propria parte, bisogna dimostrare di saper collaborare per il fine supremo, ovvero il benessere del Paese.

Iniziamo dall'ambientalismo. Troppo spesso questo movimento, che pure ha la funzione importantissima di ricordare ai governanti l'importanza di tutelare il territorio per tutelare noi stesso, è degenerato, soprattutto in Italia, in un movimento di perenne protesta incondizionata, con l'incapacità di indicare alternative adeguate. Il caso-rifiuti ne è l'emblema. Per anni i movimenti ambientalisti, Verdi in testa, si sono opposti alla costruzione di molte discariche e soprattutto alla costruzione degli inceneritori. Con delle critiche giuste: chi potrebbe smentirli sul fatto che le discariche sono tossiche e che gli inceneritori inquinino l'aria (anche se molti dicono che sono ad emissioni zero, ci sono molti altri che dicono il contrario e personalmente credo che qualunque cosa bruci, specialmente se immondizia, per quanti filtri ci possano essere, almeno un pò inquina). Ma qual'è l'alternativa? Due parole magiche: "raccolta differenziata". Innanzitutto: siamo seri. In questa situazione non si può avviare una seria campagna di raccolta differenziata, bisogna prima chiudere il ciclo dei rifiuti. Inoltre, anche con la raccolta differenziata c'è bisogno di inceneritori per smaltirla e di discariche per la parte indifferenziata. Ora, scartata la "differenziata", meglio depositare i rifiuti nelle discariche e bruciarli negli inceneritori o depositarli e bruciarli in mezzo alla strada?

Dopo l'ambientalismo, l'opposizione "politica". In una situazione di così grande emergenza, in cui l'intera classe dirigente deve dimostrare di essere tale, collaborando, l'unica azione che ha saputo proporre è stata quella di chiedere le dimissioni dei governanti della Campania. Richiesta comprensibile e condivisibile (almeno per quanto riguarda Bassolino). Ma nient'altro?
L'opposizione non dovrebbe semplicemente limitarsi a far cadere il governo, sia esso nazionale o locale, ma mettere in evidenza i suoi errori e proporre alternative. E, invece, quando si chiede ai loro leader se il piano per l'emergenza va bene, loro rispondono: "Non troviamo niente di non condivisibile" (e ci credo, direi io). Però nel frattempo organizzano cortei contro Bassolino, la Iervolino (che non si capisce che c'entri) e Prodi (che se lo si indica come responsabile, allora le stessa cosa varrebbe anche per chi c'era 18 mesi fa). 
Comunque, la mancanza di collaborazione è simboleggiata dal fatto che Formigoni e Galan, governatori di centrodestra di Lombardia e Veneto, rifiutino di collaborare come tutte le altre Regioni italiane nel prendersi un pò della spazzatura campana, dicharando che i loro impianti di smaltimento "sono calibrati per un altro tipo di immondizia". Però, se "verranno sbloccati gli slot di Malpensa" o "si dimetterà Bassolino", non fa niente, anche se non sono calibrati gli impianti se la prendo la "munnezza" (almeno la Sicilia, però, collabora, e senza condizioni).
Ma la cosa ancora più indecente è che persone stimabili come Fini e Casini vengano a Napoli a "constatare" la munnezza per le strade e a dire: "Provo un senso di schifo". Innanzitutto, non c'era bisogno di venire a Napoli per capirlo. E, soprattutto, simili crisi si hanno da 14 anni a questa parte. E invece si viene adesso, solo perchè per sfruttare l'onda di sensazionalismo che si è creata sul problema.
E sia chiaro. Questa non è una critica rivolta solo al centrodestra: anche il centrosinistra in passato si è comportato allo stesso modo, su altre questioni.

Infine, i particolarismi locali. Non ho voluto farli rientrare nell'opposizione "politica", perchè personalmente ritengo che a livello così locale non ha molto senso parlare di "destra" e "sinistra" (o comunque i comportamenti locali non sono addebitabili ai leader nazionali).
Ciò che contesto ai particolarsmi, ovvero quegli "ultrà del campanile", è la mancanza di una visione vasta e solidale, che vada al di là del proprio interesse. Non è accettabile che ognuno ritenga indispensabile gli impianti di smaltimento (discariche, inceneritori), ma "non nel mio giardino". Per questo non posso condividere molte proteste di questo genere, soprattutto quando a guidarle sono i sindaci, ovvero quelle personalità che dovrebbero rappresentare lo Stato e richiamare al senso di responsabilità. E invece domani a Lanciano (Abruzzo) e Canosa (Puglia) ci saranno blocchi con a capo i sindaci per impedire l'arrivo dei rifiuti campani. Senza dimenticare l'ignobile presenza di bandiere politiche denunciata dal governatore Soru nelle proteste in Sardegna (non ho detto i partiti di sindaci e protestanti per il motivo spiegato sopra, anche se purtroppo potete immaginare), nelle quali però si è inserita anche la componente indipendentistica (ai protestanti vorrei ricordare, come detto da Soru, che i rifiuti tossici sardi non sono smaltiti in Sardegna).

Insomma, cari ambientalisti, politici e sindaci, nonchè cittadini, questo non è il momento delle proteste, ma della collaborazione. Senza senzo di responsabilità e solidarietà la Campania, e l'Italia intera, non andranno mai avanti.

P.S. Piena solidarietà a Soru.
Sfoglia ottobre        dicembre
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca