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il blog di Francesco Zanfardino
La società dei magnaccioni
post pubblicato in Diario, il 7 ottobre 2010


"Ma che c'e freeeegaaa, ma che ce 'mportaaaa" ... ci mancava solo questa al "pranzo di riconciliazione" davanti Montecitorio, tra la Lega e il "Popolo di Roma" (che in realtà era "er popolo de Alemanno"): in fondo, la conclusione di una pagliacciata non poteva che essere un'altra pagliacciata.

Peccato che nel mezzo ci finiscano la dignità delle istituzioni, stuprata da Ministri con la bocca come le cloache e "politici" intenti a fare i loro "porci" comodi davanti al Parlamento, e quella dei cittadini. Meridionali e non.
 
P.S. Tra l'altro, la Polverini che imbocca Bossi, ovvero Roma che foraggia il Nord, è un immagine alquanto simbolica. Che dovrebbe rendere da sola la verità su tutta la storia della Lega al Governo: di lotta al Nord, di affare a Roma porcia e ladrona.

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Fiducia
post pubblicato in Diario, il 29 settembre 2010


                                            

Non so voi, ma io non darei mai la fiducia ad una persona se, al tempo stesso, la accuso di lavorare nell'occulto per screditarmi, tramite, tra l'altro, operazioni di dossieraggio.

Eppure è quello che è accaduto oggi, con i finiani a votare compatti per la fiducia a Berlusconi e al suo Governo, dopo due mesi di accuse al vetriolo e stracci volanti. Non l'astensione, che già sarebbe stata più comprensibile ... ma la fiducia! E questi sarebbero gli eroi dell'opposizione, con cui magari stringere alleanze? Ma per piacere!

Ma 'sti finiani quando cacciano gli attributi, o quantomeno un po' di dignità e coerenza?

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Italia atomica
post pubblicato in Diario, il 4 marzo 2010


                                             

"Sono vietate la fabbricazione, l'importazione, l'esportazione ed il transito di armi biologiche, chimiche e nucleari". Questo recita il comma 7 dell'art. 1 della legge 185/1990, che ci ricorda come in Italia le armi nucleari, semplicemente, non possono "esistere", come d'altronde sancito anche da diversi trattati internazionali, come quello di "non proliferazione". Eppure, come denuncia l'Unità, sul suolo Italiano ospitiamo ben 90 ordigni nucleari degli U.S.A.

Ebbene, nonostante gli altri paesi europei che si trovano nella stessa condizione hanno inziato lo smantellamento di queste atomiche americane, e nonostante con la nuova gestione Obama anche gli stessi U.S.A. hanno fatto del disarmo nucleare un cardine della loro politica estera, il Governo Berlusconi rifiuta di smantellare le atomiche,  accogliendo l'invito delle opposizioni in tal senso, ripristinando la legalità e, consentintemi, anche la dignità del nostro Paese. Senza considerare i rischi, terrorristici e non solo, che derivano dalla detenzione di tali armi nel nostro Paese.

Niente da fare, questo Governo è proprio amante dell'"atomo". O è semplicemente senza palle.

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Patrie galere?
post pubblicato in Diario, il 1 ottobre 2009


                                                

Tre suicidi in cinque giorni. E' l'allarme lanciato da Eugenio Sarno, sindacalista UIL, sul malessere vissuto dai 38.500 agenti penitenziari di tutta Italia, costretti a lavorare in situazioni molto stressanti per via del vergognoso sovraffolamento delle carceri italiane: 64.700 detenuti, quando c'è spazio (legale) solo per 43.218 galeotti. Finisce così che, nella migliore delle ipotesi, ogni agente deve sorvegliare un centinaio di detenuti, se va male, anche fino a 400. Senza contare la fatiscenza delle strutture, e le condizioni di estremo disagio vissute dai detenuti che inevitabilmente si ripercuotono anche sugli agenti.

Delle decisioni vanno prese, e subito. Già abbiamo fatto una pessima figura con la Corte Europea che ci ha imposto di risarcire un detenuto per le pessime condizioni che aveva vissuto nelle nostre carceri. Eppure il Ministro Alfano il 23 Gennaio scorso aveva approvato il nuovo "piano carceri", nominando un commissario con poteri speciali, Franco Ionta, che avrebbe dovuto accelerare la costruzione di nuove carceri, presentando un piano entro 60 giorni. Son passati 8 mesi, e siamo ancora in alto mare. Forse è il caso che la politica, oltre a sfilare a Ferragosto nelle galere, prenda anche decisioni concrete.

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Il mondo che vorrei
post pubblicato in Diario, il 1 maggio 2009


                                              

Il mondo che vorrei è un mondo dove le donne non vengono licenziate perchè scelgono di mettere al mondo un figlio.
Il mondo che vorrei è un mondo dove i più deboli, a cominciare dagli immigrati, non vengano sfruttati da datori di lavoro senza scrupoli.
Il mondo che vorrei è un mondo dove lavoro vuol dire dignità, e non sopruso dei propri diritti.
Il mondo che vorrei è un mondo dove il lavoro sia accessibile a tutti, in base ai propri meriti e non ai propri "contatti".
Il mondo che vorrei è un mondo dove chi perde il lavoro non venga lasciato a se stesso.
Il mondo che vorrei è un mondo dove la precarietà non duri una vita.
Il mondo che vorrei è un mondo dove la sicurezza dei lavoratori non sia considerato un costo.

Il mondo che vorrei è un mondo dove non si smetta di lottare e credere che un mondo migliore è davvero possibile. Basta volerlo.

Buon Primo Maggio a tutti.

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Candidature vere
post pubblicato in Diario, il 22 marzo 2009


                                                           

L'accusa del leader del PD, Franceschini, a Berlusconi di "imbrogliare" gli elettori candidandosi come capolista alle Europee in tutta Italia, come se potesse davvero fare il parlamentare europeo (quando invece per legge c'è incompatibilità tra l'essere parlamentare europeo e Premier, tant'è vero che Berlusconi dopo le Europee dovrà dimettersi subito da parlamentare europeo), è un ottimo esempio della necessità per la politica italiana di mostrare un tantino di serietà.

Chi si candida alle elezioni per un determinato ruolo lo deve poi svolgere quel ruolo. Non deve essere un sistema meschino per portare voti, offendendo magari anche gli elettori considerandoli delle pecore capaci di votare per il tuo partito solo se ti candidi tu (o magari solo se sul tuo simbolo di partito c'è scritto "Berlusconi Presidente" a caratteri cubitali ... anche alle elezioni locali ...). Dovrebbe essere una cosa normale, ma in Italia ormai niente è normale, dunque sarebbe necessaria una legge che obbliga il candidato ad una determinata elezione a dimettersi prima da qualsiasi carica ricopra. Solo così potremmo evitare quella cosa squallida degli eletti che si dimettono tre giorni dopo essere stati eletti.

Poi, ovviamente, i problemi della politica italiana e della sua dignità sono ben altri ... ma sarebbe un bel punto da dove cominciare.

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Senza vergogna
post pubblicato in Diario, il 14 marzo 2009


                                            

Da qualche giorno è entrato definitivamente in funzione alla Camera il sistema "anti-pianisti" tanto voluto dal Presidente Fini. E come al solito il centrodestra ha perso l'occasione per non fare una brutta figura.

Nella maggioranza, infatti, tira una brutta aria su questa faccenda. Molti, moltissimi deputati di Lega e Pdl sono arrabbiati con Fini, perchè questa decisione non permetterà più loro di prendere da assenti la "diaria", ovvero il "premio di presenza" aggiuntivo ai già lauti stipendi parlamentari. Ancor di più sono arrabbiati con Fini i vertici del centrodestra, dato che alla Camera, dove pur c'è un ampia maggioranza (più di un centinaio di deputati di scarto fra maggioranza e opposizione), più volte la maggioranza ha rischiato di andare sotto (e qualche volta è anche successo), non tanto per l'autonomia intellettuale dei deputati Pdl (rarissima), ma per le numerose, numerosissime assenze. E così è partito un tentativo di "boicottaggio" del nuovo sistema: ovvero parlamentari pdl e lega che tentano di rallentare il sistema, effettuando il riconoscimento quanto più tardi possibile, facendo finta che il riconoscimento non avvenisse, che la macchinetta non funzionasse. Un coro di "Presidente, non mi funziona il dito" (!), "Presidente, la macchinetta non riconosce la mia impronta!", "Presidente, la macchinetta non funziona!", eccetera eccetera, e minuti persi per questi infantili boicottaggi. Tra l'altro, stranamente i "problemi" alle macchinette riconoscitrici si avevano solo nella parte dell'emiciclo del centrodestra ... dall'Udc in poi funzionava tutto benissimo. Chissà perchè. Per non parlare poi del vergognoso "elogio dei pianisti" fatto da Bocchino, capogruppo PDL, all'assemblea dei parlamentari PDL: poveretti, loro si prendevano tutte le critiche, mentre invece nessuno additava chi riceveva il favore. Qualcuno gli spiega che se un lavoratore facesse la stessa cosa è passibile di licenziamento?

Ma l'apoteosi della vergogna è quanto successo al terzo giorno dall'entrata in funzione del nuovo sistema: nonostante le impronte, i pianisti sono tornati. In coppia. L'on. Duissin (Lega) ha votato per l'on. Salvini (Lega), Lomonte (Mpa) per Belcastro (Mpa). Come è potuto avvenire? Semplice: Salvini e Belcastro appartengono allaschiera dei 21 "obiettori di coscienza" che si sono rifiutati di dare le impronte, e dunque votano con il vecchio sistema.

Che squallore. Ma quale esempio si vuole dare alle nuove generazioni? Come si può pretendere che crescano con dei valori, con delle idee, con il rispetto dello Stato, se poi i loro "rappresentanti" si abbassano a simili livelli di indecenza? Come ci si può fare "paladini" della battaglia all'assenteismo nella pubblica amministrazione, se poi proprio i dipendenti pubblici per eccellenza lo fanno? Come ci si può lamentare dell'anti-politica sempre più dilagante, se poi questi parlamentari la infangano vivendo con superficialità e sdegno il loro ruolo? Se io fossi parlamentare, altro che assenteismo! Darei corpo e anima per questa responsabilità, altro che giochetti squallidi per avere poche centinaia di euro in più a scapito della dignità dello Stato!

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Vergognoso Sacconi
post pubblicato in Diario, il 17 gennaio 2009


                                           

Violenza privata. E' questa l'accusa con la quale il Ministro del Welfare Maurizio Sacconi è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma, in merito all'ormai annosa vicenda di Eluana Englaro, la ragazza in stato vegetativo persistente da ormai 17 anni e cui un lunghissimo procedimento giudiziario, che ha visto protagonista suo padre Beppino Englaro, ha definitivamente riconosciuto il diritto di porre fine alla sua condizione.

Il provvedimento della Procura è scattato in seguito alla denuncia dei Radicali Italiani, che da sempre si battono per Eluana e più in generale per una legge sul testamento biologico, dopo che il Ministro Sacconi aveva emanato un'atto di indirizzo per vietare l'interruzione forzata dell'idratazione e dell'alimentazione nelle strutture del Servizio Sanitario Nazionale e in quelle private ad esso convenzionate.

Ebbene, è successo che una clinica di Udine, che inizialmente aveva accettato di accogliere Eluana per "staccare la spina", ha dovuto fare dietrofront, denunciando possibili ritorsioni del Ministero. La struttura è infatti convenzionata con il SSN, e dopo l'atto d'indirizzo di Sacconi avrebbe probabilmente perso la convenzione. Di fatti, lo stesso Sacconi, a chi gli chiedeva se la clinica udinese rischiava di perdere la convenzione nel caso in cui avesse eseguito la sentenza della Cassazione su Eluana Englaro, aveva dichiarato: "Certi comportamenti difformi da quei principi determinerebbero inadempienze con conseguenze immaginabili".

Vergognati Sacconi. Ricorrere a vili ricatti pur di non porre fine ad un calvario quasi ventennale e di non adempiere ad una sentenza definitiva della Cassazione non è degno di alcun uomo politico. Dimettiti, o perlomeno, invece di perdere tempo e dignità in inutili battaglie contro la logica e la ragione, pensa a far approvare quanto prima una legge che riempia finalmente questo secolare vuoto sul testamento biologico, consentendo a persone come Eluana, Nuvoli, e tanti altri in condizioni vegetative irreversibili, di morire dignitosamente secondo le loro volontà. Evitando di dover aspettare, nel frattempo, decenni di processi e dibattiti estenuanti (e costosi, sotto tutti i punti di vista).
 
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