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il blog di Francesco Zanfardino
Senza vergogna
post pubblicato in Diario, il 14 marzo 2009


                                            

Da qualche giorno è entrato definitivamente in funzione alla Camera il sistema "anti-pianisti" tanto voluto dal Presidente Fini. E come al solito il centrodestra ha perso l'occasione per non fare una brutta figura.

Nella maggioranza, infatti, tira una brutta aria su questa faccenda. Molti, moltissimi deputati di Lega e Pdl sono arrabbiati con Fini, perchè questa decisione non permetterà più loro di prendere da assenti la "diaria", ovvero il "premio di presenza" aggiuntivo ai già lauti stipendi parlamentari. Ancor di più sono arrabbiati con Fini i vertici del centrodestra, dato che alla Camera, dove pur c'è un ampia maggioranza (più di un centinaio di deputati di scarto fra maggioranza e opposizione), più volte la maggioranza ha rischiato di andare sotto (e qualche volta è anche successo), non tanto per l'autonomia intellettuale dei deputati Pdl (rarissima), ma per le numerose, numerosissime assenze. E così è partito un tentativo di "boicottaggio" del nuovo sistema: ovvero parlamentari pdl e lega che tentano di rallentare il sistema, effettuando il riconoscimento quanto più tardi possibile, facendo finta che il riconoscimento non avvenisse, che la macchinetta non funzionasse. Un coro di "Presidente, non mi funziona il dito" (!), "Presidente, la macchinetta non riconosce la mia impronta!", "Presidente, la macchinetta non funziona!", eccetera eccetera, e minuti persi per questi infantili boicottaggi. Tra l'altro, stranamente i "problemi" alle macchinette riconoscitrici si avevano solo nella parte dell'emiciclo del centrodestra ... dall'Udc in poi funzionava tutto benissimo. Chissà perchè. Per non parlare poi del vergognoso "elogio dei pianisti" fatto da Bocchino, capogruppo PDL, all'assemblea dei parlamentari PDL: poveretti, loro si prendevano tutte le critiche, mentre invece nessuno additava chi riceveva il favore. Qualcuno gli spiega che se un lavoratore facesse la stessa cosa è passibile di licenziamento?

Ma l'apoteosi della vergogna è quanto successo al terzo giorno dall'entrata in funzione del nuovo sistema: nonostante le impronte, i pianisti sono tornati. In coppia. L'on. Duissin (Lega) ha votato per l'on. Salvini (Lega), Lomonte (Mpa) per Belcastro (Mpa). Come è potuto avvenire? Semplice: Salvini e Belcastro appartengono allaschiera dei 21 "obiettori di coscienza" che si sono rifiutati di dare le impronte, e dunque votano con il vecchio sistema.

Che squallore. Ma quale esempio si vuole dare alle nuove generazioni? Come si può pretendere che crescano con dei valori, con delle idee, con il rispetto dello Stato, se poi i loro "rappresentanti" si abbassano a simili livelli di indecenza? Come ci si può fare "paladini" della battaglia all'assenteismo nella pubblica amministrazione, se poi proprio i dipendenti pubblici per eccellenza lo fanno? Come ci si può lamentare dell'anti-politica sempre più dilagante, se poi questi parlamentari la infangano vivendo con superficialità e sdegno il loro ruolo? Se io fossi parlamentare, altro che assenteismo! Darei corpo e anima per questa responsabilità, altro che giochetti squallidi per avere poche centinaia di euro in più a scapito della dignità dello Stato!

www.discutendo.ilcannocchiale.it

'A sceneggiata
post pubblicato in Diario, il 4 febbraio 2009


                                                         

Oggi nella Camera dei Deputati si è assistiti a qualcosa di incredibile che sfocia miseramente nel ridicolo. Si discuteva, tra le altre cose, alla mozione di sfiducia contro il Sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, presentata dai parlamentari del centrodestra.

Innanzitutto, c'è da dire che la mozione è totalmente infondata dal punto di vista giuridico. Di fatti, i relatori della mozione l'hanno motivata con motivi di "ordine pubblico", richiamando un precedente del 1993 in cui un ente locale fu sciolto per questo motivo. Ma certamente i motivi specificati della mozione, ovvero malagestione dei rifiuti, termovalorizzatore, persino la mancata organizzazione dell'America's Cup (!) non rientrano in questa categoria. L'hanno provato a far capire in tutti i modi i deputati del Partito Democratico, e tant'è vero che alla fine il rappresentante del Governo ha dovuto esprimere parere contrario alla mozione proposta dalla sua maggioranza, dovo varie tribolazioni in cui si è passati da pareri negativi a pareri positivi a pareri semi-negativi, cercando di sostituire parole nella mozione con parole di significato uguale, tanto che il Presidente della Camera di turno ha candidamente ammesso di "non capirci più niente". Nonostante ciò, i presentatori della mozione non l'hanno ritirata, causando le proteste di PD e IDV, che hanno poi abbandonato l'Aula, mentre i parlamentari del centrodestra hanno votato a favore, e dunque contro il loro Governo.

E così, probabilmente per la prima volta della storia della Repubblica, un Parlamento approva una mozione di sfiducia contro un amministratore locale eletto dai cittadini non per questioni "ordine pubblico", non per questioni di indagini o coinvolgimenti giudiziari, ma per un giudizio soggettivo ed opinabile sull'operato amministrativo dello stesso. Un precedente pericoloso, il tutto per sfruttare, con un atto di arroganza, l'onda mediatica delle indagini sul Comune di Napoli (inchiesta "global service"). Un atto di arroganza, tra l'altro, che viene da pulpiti ben poco qualificati: basti pensare che il primo firmatario della mozione, l'on. Amedeo Laboccetta (PDL), è indagato proprio nell'inchiesta Global Service, assieme al suo collega di partito on.Italo Bocchino, i quali sono stati i "protagonisti" del PDL nella discussione della mozione. A tal proposito, una parentesi va dedicata anche all'altra mozione, quella presentata dall'Italia dei Valori, sempre contro la Iervolino (il partito di Di Pietro anch'esso ha marciato sui problemi giudiziari del comune di Napoli, ritirandosi dalle giunte del Comune di Napoli e della Regione Campania e chiedendone il ritorno alle urne), il cui relatore era Nello Formisano, esponente campano dell'IDV anch'esso coinvolto nell'inchiesta, anche se non ufficialmente indagato.

Che dire ... verrebbe da dire "da che pulpito viene la predica". E se è lecito in Italia assistere, mò ci vuole, a sceneggiate napoletane di questo tipo.

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