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il blog di Francesco Zanfardino
Le ragioni delle "caste"
post pubblicato in Diario, il 9 agosto 2011


La polemica che sta infiammando il mondo calcistico italiano negli ultimi giorni è piuttosto emblematica di una certa deriva che sta prendendo la società italiana, accelerata dalla sempre più devastante crisi economica. Ovvero l'attacco alle "caste", ai "privilegiati", in una furia distruttiva che stronca qualsiasi tentativo di ragionamento ponderato e di buon senso; insomma, anzichè sforzarsi di togliere le mele marce, si taglia di netto il tronco intero, eliminando anche le mele sane e soprattutto stroncando qualsiasi raccolto futuro.

Si pensi, ad esempio, al taglio delle Province. L'oggettiva confusione di competenze tra questi e gli altri Enti Locali, nonchè soprattuto la vergonosa presenza di decine di Province con poche migliaia di abitanti, ha spinto tanti a chiederne l'abolizione "sic et sempliciter", quando chiunque ci rifletta almeno un momento concluderebbe che ci sarebbe bisogno di un ragionamento più complessivo su come strutturare l'apparato amministrativo italiano (tra Stato, Regioni, Regioni a Statuto Speciale, Province, Comuni, Municipalità, Comunità Montane, tra sovrapposizioni di competenze, sprechi, eccesso di rappresentanza, ecc. ecc.) dal quale ne verrebbe fuori l'opportunità di tagli e riforme dal risparmio economico ancora maggiore senza stravolgere l'ordinamento dello Stato e soprattutto senza fare doppiopesismi tra i vari Enti locali (sarebbe ben assurdo, insomma, se abolissimo del tutto enti intermedi come le Province e poi ci tenessimo le centinaia di Comunità montane e le migliaia di Comuni dalle poche centinaia di abitanti, dall'oggettiva inutilità se non quella di garantire stipendi e poltroncine ai mestieranti della politica locale). Certo, se la "casta" della politica attuasse queste riforme davvero, anzichè solo parlarne, si risparmierebbe anche le critiche ... cui invece è difficile dar torto quando la "casta" della politica si conferma tale, al massimo buttando un po' di fumo negli occhi con qualche taglietto di spesa.

Ma torniamo al palloneE' bastato che l'Associazione Italiana Calciatori agitasse la parola "sciopero" a proposito del loro contratto collettivo per scatenare un coro di critiche, dai semplici cittadini fino agli immancabili speculatori politici, che condividevano tutti lo stesso mantra: "ma come si permettono questi miliardari privilegiati di scioperare?". Poi, alla fine, si è scoperto che i calciatori, in un documento firmato per la prima volta da tutti e 20 i capitani di serie A,  non scioperavano affatto per questioni economiche, ma unicamente per garantire i diritti ai calciatori più deboli: ovvero i cosiddetti "fuori rosa", quei calciatori che, messi in disparte per le deludenti prestazioni sportive o, più frequentemente, per i capricci delle società, non possono allenarsi con la prima squadra, perdendo così oltre al posto in squadra anche la possibilità di mettersi in mostra per eventuali nuovi compratori. La richiesta dell'AIC è quella di garantire a tutti i calciatori tesserati la possibilità, sempre, di allenarsi con la prima squadra: una richiesta che era già stata accontentata a chiacchiere dalla Lega Calcio, che invece ancora si ostina a non concederla nei fatti.

Insomma, non mi pare affatto uno scandalo. Anzi, è apprezzabile che proprio i calciatori "privilegiati" arrivino a minacciare lo sciopero per tutelare i diritti di tutti i loro colleghi, anche se realisticamente loro non si troveranno mai in quelle condizioni. Eppure volevamo negargli il diritto allo sciopero solo perchè nel mondo del calcio girano tanti soldi. 

Che poi, riflettendoci bene, non sono certo soldi pubblici, ma privati, quindi non dovremmo nemmeno metterci becco ... se non come tifosi, s'intende.

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L'esodo biblico
post pubblicato in Diario, il 6 agosto 2011


29mila bambini morti in 3 mesi. Solo in Somalia. Cifre che fanno impallidire qualsiasi dei problemi di cui ci lamentiamo in Italia, eppure la situazione nella nostra ex-colonia non è degna dell'attenzione del nostro Governo nè, a dire il vero, dell'intera comunità internazionale, che poco o nulla stanno facendo in termini di aiuti umanitari ad una popolazione stremata dalla carestia e da una guerra interna che si trascina ormai da 30 anni a questa parte, con la mancanza di un solido governo centrale o anche di una missione internazionale, con il conseguente formarsi di stati interni semi-autonomi e il libero scorribandare dei signori della guerra e delle milizie fondamentaliste, che impediscono l'apertura dei corridoi umanitari, costringendo ogni giorno migliaia di Somali alla fuga verso i Paesi vicini come il Kenya, dato che ben 3,7 milioni di Somali (ovvero un somalo ogni tre) sono esposti al rischio denutrizione.

In Etiopia già si sono rifugiati oltre 230mila somali, in Kenya ne arrivano mediamente 1.300 al giorno per un numero complessivo di oltre 400mila rifugiati nei campi profughi kenyoti. E pensare che in Italia si parlò di "esodo biblico" per qualche migliaia di immigrati che scampavano alla repressione della "rivoluzione araba" in Nordafrica ... mentre in Italia si tuona per i pericoli per la nostra economia derivanti dalla troppa apertura all'immigrazione, paesi poverissimi come quelli dell'Africa orientale, anch'essi afflitti dalla stessa carestia, non esitano ad accogliere centinaia di migliaia di persone, senza nemmeno una forte assistenza internazionale: anzi l'Unhcr (l'organizzazione dell'ONU per la protezione dei rifugiati) denuncia come siano stati stanziati solo 59 milioni di euro dei 144 promessi, che comunque non sarebbero sufficienti a contrastare del tutto l'emergenza.

E così sono, come al solito, le organizzazioni non governative a tentare di sopperire alle mancanze della Comunità internazionale. In Italia ad esempio il network di ong "Agire", che tra l'altro conta 9 ong operanti in Africa orientale, ha lanciato l'appello per una raccolta fondi, fortunatamente rilanciato anche da varie testate giornalistiche e partiti politici (es. il PD), con diverse modalità di sottoscrizione tra cui un sms al 45500 per donare 2€ alla cooperazione umanitaria in Africa orientale.

Certo che questi problemi non andrebbero certo risolti dalle ong ma dai Governi. E la cosa fa ancora più rabbia se pensiamo che Bossi, la Lega e tutto il carrozzone anti-immigrazione ci ripete da anni lo slogan "aiutiamoli a casa loro": alla faccia ...

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Si è sempre "meridionali" di qualcuno
post pubblicato in Diario, il 28 settembre 2010


                                            

"Ho appreso con estremo stupore e con grande disappunto di questa campagna pubblicitaria che è odiosa, ha impronta razzista e fortemente demagogica. Rifiuto di pensare che i problemi del Canton Ticino siano i lavoratori frontalieri. A maggior ragione mi rifiuto di pensare che un Paese come la Svizzera che ha oltre 500 anni di democrazia possa accettare simili espressioni". Queste le parole con cui Marco Zacchera, onorevole PDL e sindaco di Verbania, ha commentato la campagna anonima "bala i ratt" con cui nel Canton Ticino, la Svizzera italiana, si sta puntando il dito, con manifesti e un sito internet , contro i lavoratori frontalieri, ovvero quei circa 50.000 persone residenti in Italia ma che ogni giorno attraversano la frontiera per andare a lavorare in Svizzera. 

All'on. Zacchera vorrei ricordare che tra poche ore darà la fiducia ad un Governo che ha l'appoggio decisivo di un partito, la Lega Nord, che usa contro gli immigrati nostrani gli stessi argomenti usati contro i frontalieri italiani  ("l'invasione", "ci tolgono il lavoro", "commettono più reati", eccetera). Argomenti d'altronde diffusi nel suo stesso partito, il PDL. E, se è sindaco a Verbania, lo deve proprio all'appoggio della Lega.

Quindi il paladino degli Italiani lo lasci fare ad altri. A chi è davvero espressione di quella democrazia che, le ricordo, dovrebbe essere il carattere distintivo anche dell'Italia, e se vogliamo anche da più di "500 anni". E ricordi ai suoi compagni della Lega che si è sempre meridionali di qualcuno. Che se si vuole nazionalizzare il Paese bisogna anche accettare che lo facciano gli altri. Che già c'è stata nella nostra storia una chiamata "all'autarchia", e si è visto come è andata miseramente a finire.

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Mafia nell'eolico: embè?
post pubblicato in Diario, il 18 settembre 2010


                                          

Da diversi anni il critico d'arte, meglio noto come azzuffatore televisivo, Vittorio Sgarbi sta ingaggiando una vera e propria crociata contro gli impianti eolici, prima accusati di essere "stupratori di paesaggi" ("tanti falli erti in mezzo alle campagne) e poi di essere la nuova frontiera della mafia nel settore dell'energia. Tanto che, di fronte al sequestro di 1.5 miliardi di euro ad un imprenditore del settore in odor di mafia, ha chiesto al governatore Lombardo di bloccare gli impianti eolici in costruzione in tutta la Sicilia.

Passi per la prima accusa, discutibile ma comprensibile. La seconda, invece, è semplicemente stupida. Che la mafia investa nell'eolico non mi meraviglia affatto: investe in qualsiasi settore! Se anche eliminassimo l'eolico, la mafia non investirebbe quei soldi in altri tipi di impianti energetici, o comunque in altri settori produttivi? O forse vogliamo ritenere che la mafia non investa nelle centrali a carbone o nelle raffinerie? L'unica cosa che bisognerebbe chiedere, semmai, è che queste centrali eoliche non rimangano cattedrali nel deserto, messe in piedi per ottenere gli incentivi e poi abbandonate a se stesse.

Oltre che cercare in tutti i modi di estromettere la mafia e i suoi imprenditori dal mercato, ma questo vale per tutto, non certo solo per l'eolico ...

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Una domanda, Sarkozy
post pubblicato in Diario, il 22 agosto 2010


                                             

Ammettiamo pure che i rimpatri dei rom in Francia siano davvero conformi alla libera circolazione delle persone, perchè "volontari" (per quanto possano davvero essere volontari e non "indotti"). Facciamo pure finta che i rom in questione non possano tornare in Francia (perchè possono benissimamente farlo, anzi hanno avuto anche i soldi per farlo). Facciamo finta anche che questa non sia un'operazione per rilanciarsi elettoralmente dopo aver straperso alle ultime elezioni Regionali. E tralasciamo pure la Lega Nord che come al solito non perde occasione per cavalcare elettoralmente le paure degli Italiani.

Ma una domanda la voglio fare, Monsieur Sarkozyper quale motivo questo tipo di operazione è rivolto solo ai rom? Ovvero, per quale motivo non dare un incentivo per il rimpatrio anche ad Italiani, Tedeschi, Spagnoli, Americani, eccetera? Forse perchè la popolazione rom è da considerare di per sè pericolosa? Perche se fosse così, caro Sarkozy, questo sarebbe razzismo. Anzi, ricorderebbe nemmeno tanto vagamente un'operazione di pulizia etnica.

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Damocle a punti
post pubblicato in Diario, il 6 febbraio 2010


                                             

L'idea del "permesso di soggiorno a punti", proposta dai ministri Maroni e Sacconi, rischia di diventare l'ennesima trovata demagogica senza un'utilità concreta. Demagogica, perchè dà a certa opinione pubblica l'impressione di essere più inflessibili con gli immigrati. Disutile, perchè altro non farà che inserire nuove pastoie burocratiche per gli immigrati che vengono in Italia per lavorare e che già fanno i salti mortali per ottenere la cittadinanza dopo anni e anni di residenza in Italia. Ora persino per ottenere il permesso di soggiorno dovranno farlo, "dimostrando" di conoscere la lingua italiana, di conoscere la Costituzione e di compiere altri passi verso l'integrazione.

Peccato che per questo andrebbe predisposta una rete capillari di "corsi di integrazione", altrimenti trovo difficile che gli sfruttatori di immigrati gli insegnino queste cose. Ma, al di là di questa pur fondamentale considerazione, trovo davvero "crudelmente forzoso" imporre queste normative a delle persone che vengono qui solo per lavorare e che nella maggior parte vorrebbero tornare in patria, senza necessariamente "integrarsi" alla perfezione in Italia, dovendo dimostrare di possedere dei requisiti che tanti "Italiani di nascita" non posseggono (e anche diversi parlamentari, a dire il vero) ed affrontare in più queste difficoltà, con il peso di una nuova "spada di Damocle a punti" sulla testa. Semmai, certi requisiti potrebbero essere richiesti per avere la cittadinanza, per quella parte di immigrati che desidera restare in Italia. Magari con un sistema che premi i più "integrati" con l'abbreviamento dei tempi per ottenere la cittadinanza. Anche se, comunque, andrebbe lasciata la possibilità di ottenere la cittadinanza solo con gli anni di residenza (come avviene oggi): magari con un percorso più lungo, ma la possibilità va lasciata, proprio perchè certi requisiti non vengono certo richiesti agli Italiani "di nascita" ... e non mi sembra molto coerente.

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Equazioni
post pubblicato in Diario, il 28 gennaio 2010


                                                 

Come volevasi dimostrare. Nemmeno 24 ore dopo l'ovazione del Parlamento al premio Nobel per la pace Elie Wiesel, i nostri esponenti del Governo non riescono proprio a trattenersi dal fare becera propaganda sulle spalle delle minoranze. Presentando a Reggio Calabria i nuovi "straordinari" interventi messi in campo dal Governo per contrastare le mafie (sempre la stessa solfa, in realtà), infatti, il premier Berlusconi ha avuto l'infelice idea di inserire nell'elenco dei "fatti" anche la presunta diminuzione degli immigrati avvenuta grazie al Governo, sostenendo letteralmente che "una riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze che vanno ad ingrossare le schiere dei criminali". Insomma, la solita equazione "straniero=criminale" che in maniera implicita o, come in questo caso, esplicita viene richiamata per cavalcare le paure degli Italiani.

Sfido chiunque a dire che questo non è "razzismo", ma una analisi fredda e non ideologica della realtà, vicina al "sentimento della gente". Berlusconi, infatti, non si è nemmeno riferito genericamente agli "immigrati", ma proprio agli "extracomunitari", indicando quindi delle nazionalità specifiche (tutte quelle non comprese nella UE): ha fatto dunque un giudizio basato non su una condizione sociale quale quella dell'immigrazione, ma su una condizione personale, ovvero la nazionalità, e questo è razzismo. Quanto alla giustezza dell'analisi, non è affatto giusto usare l'argomento del "tasso di criminalità" degli extracomunitari rispetto agli Italiani. Non solo perchè i dati in proposito sono molto controversi, anzi, secondo la CEI (non pericolosi "comunisti") il tasso è "analogo se non uguale" tra le due popolazioni. Comunque, come ripeto spesso, se anche, come credo, ci sia un tasso leggermente più alto fra gli extracomunitari, ciò non è certo dovuto dalla loro provenienza, bensì dalle condizioni sociali in cui vivono. Se è vero che gli extracomunitari in percentuale rispetto agli Italiani delinquono di più, è anche vero che in percentuale vivono in condizioni sociali peggiori: e, maggiore è il disagio sociale, maggiore è la propensione alla criminalità.

Prendiamo per esempio Scampia, lo Zen o qualsiasi altra periferia disagiata delle nostre città: non c'è forse in quei quartieri una maggiore propensione alla criminalità, e criminalità "italiana"? Eppure questo ci autorizza forse a fare delle equazioni "meno abitanti di Scampia = meno criminalità"? Certo che no. Ma allora non vedo perchè farlo con gli extracomunitari.

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Un giorno senza immigrati
post pubblicato in Diario, il 3 gennaio 2010


                                              
Quasi un anno fa, di fronte ai dati della UnionCamere che stimavano un 10% del PIL nazionale dovuto al lavoro degli immigrati, ipotizzai uno "sciopero generale degli immigrati", magari ad oltranza, per far capire agli Italiani cosa accadrebbe se queste persone andassero davvero "a casa loro". Ebbene, evidentemente non era un'idea peregrina, visto che nel frattempo è sorto su Facebook un comitato per uno sciopero degli immigrati per il 1 Marzo, con migliaia di iscritti, stranieri e non. E che sta cominciando a farsi spazio nell'Italia mediatica, almeno su Internet.

Certo, sarà difficile che l'iniziativa abbia successo, visto che molti dei lavoratori immigrati sono in condizioni tali da non poter avere la libertà di scioperare. Però, se i sindacati italiani smettessero di occuparsi solo di pensionati, e le opposizioni di balbettare sul tema, magari l'iniziativa potrebbe raggiungere l'obiettivo di far rendere conto all'opinione pubblica italiana che immigrato non vuol dire criminale, ma ricchezza.

Io aderisco, per quel che conta.

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Demagogia senza limiti
post pubblicato in Diario, il 7 dicembre 2009


                                                

Innalzare il limite di velocità da 130 a 150 km/h. Questa la proposta della Lega Nord, contenuta in un emendamento alla legge sulla sicurezza stradale, che oggi entra ufficialmente nel dibattito politico trovando il consenso del Ministro ai Trasporti, Altero Matteoli. Secondo il ministro, infatti, tale innalzamento può avvenire nei tratti autostradali a tre corsie dove ci sono già i "tutor" (i meccanismi che calcolano la velocità media di un veicolo), e solo per le auto di una certa cilindrata.

La proposta sarà pure sensata, ma io la trovo del tutto sbagliata. Innanzitutto, non si capisce dove ci sia la necessità di viaggiare a 150 km/h quando già 130 km/h è una velocità bella alta per spostarsi velocemente lungo la Penisola. Inoltre, in tutta Europa, salvo rare e limitatissime eccezioni, il limite è a 130. Ma soprattutto trovo molto inopportuno parlare di innalzamento dei limiti di velocità in un contesto che vede gli incidenti stradali tra le prime cause di morti non naturali in Italia, con ben 5.131 morti nel 2008, e l'eccesso di velocità come prima causa di incidenti assieme alla guida distratta (entrambe intorno al 18% del totale - statistiche ACI).

Insomma, non vorrei che per catturare le simpatie degli amanti dell'acceleratore si corra il rischio di aumentare fortemente la pericolosità della guida a tutti. E' demagogia pericolosa, e va evitata. Semmai, si pensi di investire ancora di più nei tutor, che stanno ottenendo ottimi risultati nella riduzione di morti e incidenti, e magari si decida finalmente (magari a livello europeo) di obbligare le case produttrici ad installare limitatori di velocità sulle macchine a 130 km/h, eliminando l'ipocrisia di macchine capaci di andare al di là dei limiti massimi consentiti.

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Doppia morale
post pubblicato in Diario, il 24 novembre 2009


                                             

La faccenda di White Christmas, l'infelice nome con il quale è diventata famosa l'operazione caccia-clandestini promossa dal Sindaco (leghista ovviamente) di Coccaglio, paesotto del Bresciano, è un'ottimo esempio locale di un fenomeno putroppo nazionale, ovvero la "doppia morale" dei "paladini della Cristianità". Come ha fatto notare l'on. Sarubbi sul suo blog (che invito tutti a seguire, essendo un raro caso di blog aggiornato quotidianamente di proprio pugno da un politico), il problema è che ci sono troppi politici Italiani che sono pronti a fare i paladini della Cristianità quando c'è da difendere il crocefisso, o da protestare contro i diritti dei conviventi, o da ostacolare la pillola abortiva, o da fermare la volontà di una Eluana, e contemporaneamente incoraggiano l'odio verso gli stranieri con quantità di provvedimenti al limite della xenofobia (se non oltre). Fino ad arrivare al vero e proprio stupro del significato del Natale, perpretrato non solo dai leghisti di Coccaglio ma anche di tutti quelli che mettono manifesti del tipo "Romagna Cristiana, mai musulmana! Buon Natale", dimenticandosi evidentemente che il Natale è la festa dell'accoglienza, che la Sacra Famiglia era una famiglia di profughi e che uno dei Magi aveva la pelle troppo scura per i canoni leghisti.

E questo tralasciando il comportamento privato dei "paladini della Cristianità", che tra divorzi, pippate di cocaina e giri di puttane/escort/trans certo non sono il miglior esempio di morale cattolica. Ed il problema non è solo dei vertici della Chiesa che, pur non restando mai silenti, si dimostrino vergognosamente più attenti alle prime faccende (crocefisso, DiCo, Ru486, ecc.) rispetto alle seconde, invitando i parlamentari a votare secondo la propria coscienza cattolica solo per le prime, mai per le seconde: il vero problema è che gli stessi elettori si comportano come i loro rappresentanti, facendo i cattolici quando gli conviene e non nel voto, non nelle proprie idee politiche, non nelle proprie relazioni sociali.

Sarebbe ora che i politici, gli uomini di Chiesa e gli elettori davvero cristiani cominciassero a fare la voce grossa e spodestare questi falsi paladini della Cristianità. Arrabbiatevi, anche se non è nella vostra indole ...

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Auto-debito
post pubblicato in Diario, il 22 novembre 2009


                                           

Arrivo un po' in ritardo, mi ero dimenticato di segnalarlo. Per fortuna che a ricordarmelo c'è AgoraVox, e questo articolo sull'ennesima trovata di Tremonti&Co per prendere in giro gli italiani (e cercare, purtroppo spesso riuscendoci, a farli "fessi e contenti"): il presunto "sconto IRPEF" sull'acconto di Novembre della nota tassa. In pratica, invece di pagare la prima parte dell'IRPEF (entro il 30 di questo mese) per intero, se ne pagherà solo l'80%. Per poi restituire allo Stato questo 20% nella seconda rata di Giugno 2010.

Ora, a chiunque presti un minimo d'attenzione a queste parole, sarà palesemente chiaro che si tratta di una forma di "auto-indebitamento", dunque abbastanza inutile e persino pericolosa per coloro (spero pochi) che faranno follie perchè apparentemente hanno più soldi del previsto. Una delle tante espressioni della "finanza creativa" di Tremonti, insomma, tesa a cercare di fare "fessi e contenti" gli Italiani, e di quelle logiche di indebitamento che hanno contribuito fortemente all'insorgere della crisi economica. D'altra parte, chiunque può autoindebitarsi quando vuole, dunque sarebbe legittimo chiedersi a che cosa serva un proveddimento legislativo del genere. Evidentemente, serve solo dal punto di vista mediatico, per rafforzare la favole del Governo che taglia le tasse. E, in effetti, certo non aiuta che l'intero mondo mediatico, pur ricordando che alla fine l'IRPEF risparmiata si dovrà restituire dopo, usi termini molto impropri come "taglio", "sconto", "risparmi".

Intanto, la pressione fiscale sale alle stelle, e nessuno rende conto alla banda Berlusconi delle promesse fatte in campagna elettorale sulle tasse, dopo due anni di torpiloqui contro le enormi tasse che il Governo Prodi avrebbe imposto agli Italiani. Ebbene, se dopo due Finanziarie, ovvero due anni economici del Governo Berlusconi, queste tasse non sono state tolte, evidentemente fanno comodo. Tanto, si può sempre dire che si è tagliata l'IRPEF e quel poco di ICI alle famiglie più ricche ...

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Sotto il tappeto
post pubblicato in Diario, il 31 maggio 2009


                                                         

Duecento roghi di immondizia in una notte. Cose che capitano a Palermo, una città ricoperta da settimane da una coltre di monnezza, nell'indifferenza globale delle istituzioni e dell'informazione. Giusto per rendersi conto della situazione, ecco qualche link: foto Corriere, foto Repubblica, video TG3, video 27 Maggio, video 28 Maggio, video 29 Maggio-1, video 29 Maggio-2. E, in questa situazione, la Giunta comunale di centrodestra ha persino pensato di aumentare del 35% la tassa sui rifiuti, poi bloccata grazie all'ostruzionismo dell'opposizione e dalle proteste dei cittadini. Ma non si pensi che la situazione sia limitata a Palermo, o a questi giorni.

Ecco una sfilza di link raccolti su Internet: Messina (18 Novembre 2008; 24 Maggio 2008; 28 Maggio 2008); Villafranca (17 Ottobre 2008); Adrano (23 Settembre 2008; 26 Gennaio 2009; secondo 26 Gennaio 2009); San Cataldo (18 Febbraio 2008); Catania (17 Settembre 2008, c'è anche Palermo; 20 Novembre 2007; 17 Aprile 2008); Agrigento (6 Maggio 2009; 7 Maggio 2009).

E questi sono solo i risultati di una rapida ricerca su Internet: la situazione è ancora più grave, e ancora più diffusa in tutta la Regione. Insomma, un emergenza rifiuti infinita in Sicilia. Anche se la vera emergenza è quella dell'informazione: avete per caso sentito una sola parola su tutto questo da parte dei principali TG e giornali nazionali finora? C'è voluta la denuncia del leader del PD Franceschini, che sbarcato in terra siciliana si è ricordato come si fa efficacemente opposizione, per far parlare un po' della faccenda (e pure le televisioni di Berlusconi hanno nascosto la denuncia di Franceschini, e stanno facendo passare in sordina queste notizie). Accusando Berlusconi e le sue televisioni di nascondere la situazione siciliana, dopo aver fatto un bailamme mediatico a fini elettorali sulla situazione di Napoli, solo perchè la Sicilia è da decenni governata dal centrodestra a tutti i livelli, e che ogni volta vince le elezioni con percentuali bulgare. Evidentemente a qualcuno non conviene far sapere che, nonostante i fiumi di soldi che vanno alla Sicilia in virtù dell'autonomia speciale (molto più delle tasse pagate dai Siciliani, mentre ci sono Regioni in Italia che rianno dallo Stato solo il 30-40% delle tasse), le amministrazioni di centrodestra non esitano a far affogare le proprie città nella monnezza, smettendo di pagare i netturbini perchè ingolfate dai debiti.

Certo, però, a prescindere da Berlusconi e compari, viene da chiedersi dove sia finita la dignità dei giornalisti italiani.

P.S. Ah, dimenticavo la chicca: guardate un po' queste immagini del Napoletano. E a quando risalgono. Avete per caso visto qualcosa di simile nei TG nazionali? Ah sì, un anno e mezzo fa. Ma quelli erano altri tempi ...

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