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il blog di Francesco Zanfardino
Crisi psicologica?
post pubblicato in Diario, il 13 febbraio 2010


                                               

Ricordo ancora quando a fine 2008 il premier Berlusconi, a proposito della crisi economica che stava appena scoppiando, e che Tremonti vantava di aver previsto e capito fin dall'inizio, parlava di "crisi psicologica", che "l'ottimismo" poteva da solo sconfiggere. Poi magicamente si è passati alla fase del "siamo usciti dalla crisi": insomma, siamo usciti da qualcosa che non c'era, e ovviamente "meglio degli altri Paesi".

Poi ti arrivando questi bollettini "disfattisti" dell'Istat che ti dicono che nel 2009 il PIL italiano è sceso del 4.9%, record degli ultimo quarant'anni, e che nell'ultimo trimestre 2009 è calato dello 0.2% rispetto al trimestre precedente, unico paese Euro insieme a Spagna (-0.2%) e Grecia (-0.8%) ad essere ancora in recessione. Guarda un po', proprio i due Paesi che destano le maggiori preoccupazioni, con la Grecia sull'orlo della bancarotta e la Spagna che si salva solo grazie alla possibilità di aumentare il debito pubblico, che prima della crisi era sotto il 70% del PIL. Mentre in Italia si viaggia verso il 120% del PIL, tra i più alti al mondo (in Europa sta peggio di noi solo la Grecia ... ops, di nuovo).

No, non dobbiamo preoccuparci. Ottimismo!

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Questa poi
post pubblicato in Diario, il 21 giugno 2009


                                                            

"C'è troppo pessimismo: per l'Italia è un momento magico". No, stavolta non è Berlusconi, bensì il "piccolo Mago" Brunetta. Secondo l'eterno secondo di Tremonti, infatti, "solo 500mila sono i lavoratori davvero in difficoltà, anche se hanno comunque una copertura dell'80%, poi ci sono 14 milioni che hanno mantenuto il reddito e che hanno guadagnato in potere d'acquisto per il calo dell'inflazione". Peccato che a questo conto manchi "qualche" milioncino di Italiani, tra lavoratori che hanno perso il posto di lavoro senza alcuna tutela, e milioni di Italiani poverissimi che già non lavoravano.

Comunque, a proposito di "momento magico", ecco cosa ci dicono le notizie di questi giorni:
- Confcommercio (20 Giugno): consumi in calo dell'1.4% per il 2009 (nel 2008 erano già calati dello 0.8%), ma soprattutto nel 2010 avremo un PIL pro-capite inferiore a quello del 2001, ovvero abbiamo perso dieci anni di crescita economica;
- Confindustria (18 Giugno): nel 2009 il PIL calerà del 4.9% (precedenti stime erano del 3.5%); il debito pubblico arriverà nel 2010 al 117.5% (nel 2008 era al 105.7%), altro che sotto al 100% nel 2011 come promesso da Berlusconi ad Ottobre 2008; consumi in calo dell'1.9% nel 2009; tra 2008 e 2010 verranno persi un milione di posti di lavoro, con un tasso di disoccupazione al 9.3% (livelli mai toccati dal 2000 in poi);
- Ocse (17 Giugno): nel 2009 PIL -5.3% (stima precedente -4.3%); entro quest'anno la disoccupazione potrebbe raggiungere il 10%; il rapporto deficit/PIL raggiungerà il 6% nel 2010 (altro che pareggio di bilancio, ovvero 0%, nel 2011 come promesso ad Agosto 2008 da Tremonti-ho-capito-tutto-in-anticipo-sulla-crisi); il debito pubblico supererà il 115%, tendendo al 120%; nel 2009 i consumi caleranno del 2.4%, mentre gli investimenti fissi caleranno del 16%; per quanto riguarda il commercio estero, le esportazioni caleranno del 21.5% e le importazioni 20.2%;

Stiamo parlando di pochi giorni fa, e soprattutto di istituiti che non possono certo essere accusati dalla "potentissima" sinistra comunistaa trans-nazionale, anzi parliamo dei confindustriali-confcommerciali amici di Berlusconi e dell'organizzazione internazionale più rinomata al mondo in campo economico.

Bel momento magico, davvero. Chissà come saranno quelli "normali", in mano a gente come Brunetta.

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Debiti su debiti
post pubblicato in Diario, il 13 maggio 2009


                                                 

Ennesimo record per il debito pubblico: 1.741 miliardi di euro, secondo i dati diffusi oggi da Bankitalia. Una cifra enorme, che continuerà ad aumentare per gli enormi interessi che accumuliamo ogni volta su questo debito, in assenza di serie ed intelligenti politiche di bilancio per ridurre questa grande palla al piede del futuro dell'Italia.

Ora, come sempre, confesso di non capirci tantissimo di economia, specialmente di temi così specifici. Anzi, stavolta sono quasi sicuro di dire una grande baggianata. Però pensavo: non potremmo "anticipare" gli interessi, in modo che perlomeno il debito non aumenti più? Mi spiego: ora il debito è di 1.741 miliardi. Tra un anno sarà di 1.750 miliardi, per l'aggiunta di 9 miliardi di interessi sul debito (ovviamente sono cifre inventate). Tra due anni sarà di 1.770 miliardi, per l'aggiunta di altri (stavolta 20) miliardi di interessi. Tra tre anni sarà di 1.800, e così via. E allora, dato che comunque in ogni caso saremmo costretti a pagare questi 9 miliardi, non sarebbe meglio spenderli ora, e ripetere questa operazione ogni anno, così da mantenere perlomeno fisso il debito a 1.741 miliardi anche per gli anni futuri?

P.S. Cercarsi parere di una mente più illuminata della mia, please =)

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Per tutti i nostalgici della DC e/o di Craxi ...
post pubblicato in Diario, il 12 gennaio 2009


                                                

... un solo numero. 1670,6 miliardi di euro di debito pubblico. Pari a 27.923 euro che gravano su ogni cittadino italiano, da quelli a un passo dall'aldilà a quelli ancora in fasce. Miliardi e miliardi di euro di interessi che ogni anno potrebbero essere investiti per il benessere del Paese, e che invece bruciamo inutilmente.

Un eredità quasi totalmente ascrivibile agli anni Settanta e Ottanta, tutti governati dalla Democrazia Cristiana di Andreotti, Forlani e De Mita e dal Partito Socialista di Craxi. Magari all'epoca si aveva la percezione del benessere, tanto che ora, di fronte alle crisi e/o ai provvedimenti impopolari dei Governi risanatori, si guarda a quel periodo con nostalgia. Ma i nostri problemi attuali derivano proprio dalle follie di quel periodo, dalla "spesa allegra", dalla corruzione e dal clientelismo di quei Governi.

Peccato si siano dimenticato di dirlo nel docu-film "La mia vità è stata una corsa" su Bettino Craxi: sì, proprio quello che qualcuno, Lui,  ha avuto anche la decenza di dire "andrebbe proiettato in tutte le scuole". Tra i tanti banchetti dedicati in suo onore all'estero, un po' di spazio lo potevano trovare. Ma forse è stato meglio così, altrimenti andava a finire che i dati sul debito pubblico avrebbero occupato proprio quei cinque minuti, ma che dico tre, su tutto il documentario, che sono stati dedicati a Tangentopoli ... ma che volete, sono dettagli. Almeno hanno avuto la decenza di metterlo in seconda serata, e di mettere il dibattito sul film (con decine di ospiti ma nessun contradditorio ...  tra l'altro tutti berlusconiani a difendere Craxi, "chissà" perchè) in terza serata. Vero che è Mediaset, ma persino Mediaset ha una sua dignità. 

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"La rimonta dell'Italia. Proiettata al futuro". Dini permettendo
post pubblicato in Diario, il 28 dicembre 2007


                              

Ieri si è tenuta la tradizionale Conferenza stampa di Fine Anno del Presidente del Consiglio.
Riassumendo, Prodi ha dispensato ottimismo, sottolineando i buoni risultati raggiunti, soprattutto in materia di risanamento dei conti pubblici, riportando i dati che indicano una buona ripresa dell'economia italiana ("Se prima eravamo il malato d'Europa, ora stiamo superando il periodo di convalescenza"). Risultati che, però, dichiara Prodi, "non riescono a cambiare la percezione degli Italiani nè le difficoltà che molte famiglie hanno nell'arrivare a fine mese". Causa principale: la perdita del potere d'acquisto dei salari, che crescono meno dell'inflazione. Per questo Prodi ha annunciato che una delle prime azioni del governo nel 2008 sarà proprio un patto con sindacati e imprese sui salari. Con l'obiettivo di "proiettare l'Italia nel futuro. Scrollarci di dosso l'insicurezza e la sfiducia".
Ecco i punti principali del discorso del premier.

Conti pubblici. E' la grande novità annuciata ieri: "Chiuderemo l'anno con un rapporto deficit/Pil molto più basso del previsto, intorno al 2%". Dati confermati dal Fondo Monetario Internazionale, che qualche giorno fa sembrava dispensare dubbi sulla Finanziaria (poi smentiti). Insomma, sembrano lontani i tempi (berlusconiani) nei quali il rapporto deficit/Pil saliva dal 3% del 2001 al 4,5% del 2006 e l'Italia doveva supplicare la UE per non farsi espellere.
Prodi ha anche sottolineato che "abbiamo ricostituito in modo sostanzioso l'avanzo primario (la differenza tra entrate e uscite dello Stato al netto degli interessi sul debito, ndr) e il debito pubblico sta calando costantemente e scendera sotto il 100% sul PIL entro il 2011, cioè la fine della legislatura". Vero. Infatti, secondo la commissione Ue, il debito pubblico nel 2007 è sceso al 104,3% (dal 106,8% del 2006 ereditato dal governo precedente), mentre le previsioni per 2008 e 2009 sono rispettivamente 102,9% e 101,8%.

Lavoro, stipendi e riduzioni fiscali. Altro importante segnale: "
Il tasso di disoccupazione è del 5,6% e non è mai stato così basso da 25 anni a questa parte (era al 7,6% ad inizio 2006, ndr). Siamo nettamente sotto la media europea". Inoltre, Prodi difende a spada tratta il pacchetto Welfare, concordato con tutte le parti sociali; un provvedimento che, secondo il premier, , oltre all'abolizione dello scalone Maroni, prende atto del cambiamento del mondo del lavoro, che esige più flessibilità, ma che garantisce una flessibilità "equilibrata", arginando il fenomeno della precarietà diffusa. Inoltre, come già detto nell'introduzione, salari e stipendi saranno il tema del 2008: l'idea è di "un grande patto a imprese e lavoratori per maggiori salari, maggiore produttività e una sostanziale diminuzione del peso delle imposte sui lavoratori che percepiscono salari medio-bassi e per le famiglie con figli". Non ci saranno invece sostanziali interventi a favore delle imprese, "che hanno già avuto molto" (riduzione del cuneo fiscale).

Lotta all'evasione. Un patto che sarà finanziato probabilmente con le maggiori entrate, derivanti dalla lotta all'evasione fiscale. Qui Prodi rivendica un lavoro straordinario fatto dal governo, con il 78% di evasione scoperta nel 2007 e con un tesoretto recuperato di minimo 20-21 miliardi di euro ("ma per i dati precisi dovremo aspettare qualche settimana").
 
Liberalizzazioni. Prodi si augura che il Senato approvi presto la terza "lenzuolata" di liberalizzazioni e conferma che il governo andrà avanti anche sulle privatizzazioni.

Costi della politica. "Questo è stato l'anno dell'antipolitica", ha dichiarato Prodi. Che rivendica come "una maggiore moralità da parte dell'amministrazione pubblica è stato far mio e del mio governo fin dalla campagna elettorale, prima che queste inchieste portassero il problema alla luce". E rivendica con orgoglio le misure previste sulla Finanziaria per abbattere i costi della macchina politica (di cui abbiamo già discusso nel post sulla Finanziaria 2008).

Ambiente. Prodi annuncia che "
Il 2008 sarà l’anno in cui la macchina dello Stato si farà verde. Pannelli solari saranno installati in tutti gli edifici pubblici che non abbiano vincoli artistico-architettonici. A partire da gennaio, inoltre, ci sarà l’obbligo per le strutture della pubblica amministrazione di acquistare solo lampadine ad alto risparmio energetico che dovranno via via sostituire quelle tradizionali". Questo in aggiunta alle altre misure previste nella Finanziaria, forse la più "verde" di sempre, e alla ricoferma degli incentivi sulla rottamazione nel "decreto milleproroghe" (notizia di oggi).

Giustizia. Prodi annuncia un piano per l'informatizzazione della Giustizia, "che permetterà 
a tutti gli atti di muoversi per via telematica con un risparmio di tempo che solo chi frequenta i palazzi di giustizia può immaginare. Gli avvocati, ad esempio, potranno accedere agli atti restando nel loro studio". Più trasparenza e velocità per la macchina giudiziaria (anche se ci vuole di più per far funzionare bene la giustizia italiana....).

Legge elettorale. Prodi ribadisce l'importanza della riforma della legge elettorale e l'importanza della presenza di un'amplissima maggioranza per la sua approvazione. Tuttavia, ritiene che l'obiettivo di dare maggiore stabilità ai futuri governi non deve per forza determinare la messa fuori-gioco dei piccoli partiti

I commenti di sindacati e imprese. Sia Confindustria che i sindacati sono d'accordo nel commentare positivamente il discorso di Prodi, ma anche nel voler "passare dalle parole ai fatti", con la convocazione di un tavolo con le parti sociali sulla questione salari e riduzione fiscale.

I rapporti con Dini. Prodi affronta anche la questione spinosa del futuro della maggioranza di governo, in particolare la "questione-Dini". "Dini non lo capisco", ha dichiarato il premier, riferendosi ai buoni risultati in termini di conti pubblici e alle prospettive sulla riduzione fiscale, che sono proprio i punti di critica del senatore leader dei "Liberaldemocratici". E ricorda a Dini che "i governi non si abbattono con le interviste, ma con un voto di sfiducia" e che "un eventuale governo istituzionale non dovrebbe solo ottenere la fiducia al Senato, dove i numeri sono quelli che sono, ma anche alla Camera, dove disponiamo di una grande maggioranza".

Dini sembra raccogliere la sfida, dichiarando "ci vedremo in Parlamento" e "finora solo promesse, vogliamo i fatti". E, notizia di oggi, Dini presenterà al governo delle proposte che, se non verranno accettate, lo porteranno a votare contro il governo.
L'economia italiana: un "silenzioso boom"
post pubblicato in Diario, il 7 dicembre 2007


                           

L'edizione 2007 del Rapporto del Censis sulla situazione sociale del Paese si apre, o perlomeno sembra, con una visione positiva della società e dell'economia italiana. Infatti, secondo il rapporto non si può non notare l'incremento del PIL dell'1,8% previsto per il 2007, soprattutto se confrontato con il periodo di stagnazione della crescita fra il 2002 e la prima metà del 2006 (periodo del governo Berlusconi).
 
Tuttavia, non si tratta di una crescita strutturale, ma di una crescita "a mucillagine", spinta cioè dalle energie singole. Un "silenzioso boom", insomma, come definito dallo stesso rapporto. Secondo il quale a frenare lo sviluppo sono soprattutto debito pubblico e spesa pubblica. Il primo, perchè comporta una perdita annuale di 70 miliardi di euro: inutile dire che senza questa perdita l'Italia navigherebbe nell'oro. La seconda, perchè piena di sprechi e burocrazia e la sua riduzione avviene spesso sugli investimenti e non sulla strutturra. E lo Stato non agisce incisivamente su questi due settori, ma anche in questo caso negli ultimi tempi sembra esserci una timida ripresa, soprattutto per quanto riguarda il debito pubblico (che d'altronde era la base del programma dell'Unione).

Il rapporto dà anche una visione dei problemi delle famiglie diversa dalla "moda". Infatti, conferma che "le famiglie arrivano col fiato corto alla fine del 2007, ma più per una sensazione di scarsa fiducia nel futuro che per oggettive difficoltà o incertezze economiche". Infatti, sono ripresi i consumi (+1,6% nel 2006 e +2% nel 2007) e diminuita la richiesta di mutui (anche se rimangono le difficoltà di chi li ha contratti precedentemente).

Continua a crescere il precariato: dei nuovi occupati del 2007, solo il 36,1% ha un contratto a tempo indeterminato. Inoltre, questa condizione sembra rimanere stabile nel tempo, quando non è interessata dalla perdita del lavoro (evento che ha coinvolto nel 2006 il 12% dei precari). L'Italia, inoltre, continua ad essere all'ultimo posto nella UE per occupazione femminile (50,8%).

Infine, aumenta significativamente la fuga all'estero, sia a livello universitario che imprenditoriale.
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