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il blog di Francesco Zanfardino
Non toccare la riforma Fioroni
post pubblicato in Diario, il 3 giugno 2008


                                 

Negli ultimi giorni, all'approssimarsi degli scrutini di fine anno scolastico, è stata ventilata l'ipotesi di un cambiamento nella riforma Fioroni dei debiti scolastici. Il cambiamento prospettato era quello di non far più saldare i debiti formativi entro l'anno (ovvero entro il 31 Agosto) e quindi tornare al vecchio meccanismo delle "promozioni con debito".

Assolutamente no. Non si deve cambiare. I debiti vanno recuperati entro l'anno. E' semplicemente ridicolo, infatti, che si possa giungere al secondo quadrimestre con ancora da recuperare il debito dell'anno precedente. Non è ridicolo, ad esempio, che chi al 5° anno in matematica sta studiando gli integrali, contemporaneamente deve recuperare un debito sulle derivate? E' un meccanismo perverso che, se fatto seriamente, distoglie dallo studio "non di recupero", creando nuovi debiti (con l'incredibile conseguenza che uno stesso debito si ripete ogni anno) o, se non fatto seriamente, è inutile. E nella maggior parte dei casi, è sia inutile che dannoso per il normale proseguire dell'anno scolastico. Più serietà, per favore.

E per questo sono contento che il neoministro all'Istruzione Gelmini stia smentendo questo cambiamento. Meno male, perchè le cose serie, quelle poche volte che sono fatte, non vanno cambiate di governo in governo.
Debiti formativi e test d'ingresso, comincia il cammino verso la meritocrazia
post pubblicato in Diario, il 29 dicembre 2007


                       

Scuola e Università. Due settori, strettamente legati, di cui è inutile sottolineare l'importanza per la vita del Paese. Due settori in cui è indispensabile salvaguardare il merito. Solo se dimostrerà di essere meritocratica l'Italia potrà vincere la sfida del futuro.

Certo, non è che nessuno sia premiato per il merito. Fortunatamente, in Italia le eccellenze ci sono e ogni tanto spuntano fuori (come la studiosa italiana che ha vinto il Premio Inventore Europeo dell'anno per aver inventato una bio-plastica dall'amido di mais). Il problema non sono le eccellenze, che riescono comunque ad andare avanti. Il problema è che manca in Italia un forte strato di meritevoli, che magari non sono a livello delle eccellenze, ma che sappia fare bene il suo lavoro e contribuire al progresso. Uno strato di meritevoli che invece fatica ad emergere, schiacciato da troppi corporativismi e da troppi clientelismi. Dal "popolo delle raccomandazioni", per dirla breve.

Fortunatamente in questa direzione qualcosa si sta facendo. Qualche mese fa la riforma Fioroni dei debiti formativi, criticata con molte manifestazioni dagli studenti. In realtà, questa riforma non fa altro che confermare il sistema precedente, tranne che per un piccolo (ma decisivo) passaggio. In pratica, precedentemente lo studente liceale poteva essere promosso ance con due debiti formativi, cioè due materie in cui non raggiungeva la sufficienza. Debiti formativi da saldare nell'anno scolastico successivo: a Settembre c'era una prima verifica, e se non si superava quella, verso Gennaio un altra; se non si superava nemmeno questa, si veniva bocciati. Con il risultato che spesso, anzi "spessissimo", per esempio, studenti di liceo scientifico si "portavano" un debito in matematica per tutti e cinque gli anni (vi posso garantire che succede davvero così), o che, molto raramente (perchè si chiudeva un occhio) studenti venivano bocciati, che so, al 4°anno, per un debito contratto al 3°anno (e costretti a ripetere il 4°anno, senza più recuperare quel debito del 3°anno). Invece, con la riforma Fioroni i debiti contratti a fine anno devono essere saldati entro il Settembre successivo (il cosidetto "esame di riparazione"), e se non li si supera, non si viene promossi, ma si deve rifrequentare l'anno per recuperare. Finalmente un pò di serietà.

Infine, la notizia di oggi. E cioè che il Ministro dell'Universita e della Ricerca Fabio Mussi ha inserito nel cosiddetto "decreto milleproroghe" un nuovo sistema per le graduatorie dei test d'ingresso delle facoltà a "numero chiuso". In pratica, coloro che parteciperanno ai test per entrare a Medicina e le altre facoltà a "numero chiuso" avranno a disposizione non più solo gli 80 punti dei quiz, ma anche altri 25 punti derivati dai risultati della scuola superiore. Come spiegato nel decreto, contribuiranno a definire questa "dote" "la media complessiva, non inferiore a sette decimi, dei voti ottenuti negli scrutini finali di ciascuno degli ultimi tre anni di frequenza della scuola secondaria superiore; la valutazione finale conseguita nell'esame di Stato dal 20 per cento degli studenti con la votazione più alta, comunque non inferiore a 80 centesimi; la lode ottenuta nella valutazione finale dell'esame di Stato; le votazioni, uguali o superiori agli otto decimi, conseguite negli scrutini finali di ciascuno degli ultimi tre anni in discipline, predefinite nel bando di accesso a corsi universitari, che abbiano diretta attinenza o siano comunque significative per il corso di laurea prescelto".

Insomma, se prima per i test d'ingresso contava solo il voto finale del diploma, e solo in caso di parità di punteggio ai quiz, adesso arriva una "dote" di 25 punti che tutti quelli che hanno fatto o si apprestano a fare un test d'ingresso sanno come sia decisiva per l'ingresso alle facoltà. Finalmente un pò di meritocrazia.

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