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il blog di Francesco Zanfardino
In effetti
post pubblicato in Diario, il 5 gennaio 2010




Non sono affatto amante delle teorie complottiste, di qualunque genere. Per questo, dopo l'episodio di Piazza Duomo che ha visto come protagonista il premier Berlusconi, ho faticato a credere, anche dinanzi ai primi video "complottisti", che quel giorno fosse stata organizzata una messinscena, senza tuttavia escluderlo del tutto (visto il personaggio, nulla si può escludere). Ora, però, le immagini dei bendaggi del premier nelle sue prime uscite post-Duomo (uscita dalla clinica, supermercato di Arcore e compleanno della Biancofiore), insieme alla carrellata di video e immagini messa insieme nel documentario "Italian loose change" che sta circolando molto on-line, mi hanno tolto la maggior parte dei dubbi.

Partiamo dai dati ufficiali. Il medico personale di Berlusconi, nel diffondere ai media il referto medico sull'accaduto, elenca tutti i danni che avrebbe subito il premier nell'attentato: "Berlusconi ha riportato un trauma contusivo importante del massiccio frontale, una lesione del labbro sia all'interno che all'esterno, nonchè una frattura del setto nasale evidenziata dalla TAC ... ha riempito una camicia di sangue, è stato veramente un sanguinamento copiosissimo ... è stata fatta una sutura del labbro". Ebbene, innanzitutto nelle foto scattate immediatamente dopo il fattaccio la camicia è linda, senza tracce di sangue, mentre una frattura del setto nasale e tutto il resto comporta necessariamente un "sanguinamento copiosissimo", come d'altronde lo stesso medico ha indicato. Inoltre, l'assenza di ecchimosi, e quant'altro comporti un trauma di quel genere, nelle immagini dell'uscita dal San Raffaele (cioè pochi giorni dopo) è inspiegabile. Ma soprattutto: cosa c'entra quella benda sulla guancia sinistra, che ricompare anche nelle immagini del supermercato e del compleanno? Nel referto non c'era alcun danno a quella parte del viso ... nè ce n'è traccia nelle immagini del Premier sanguinante.

E allora, dicevo, questi "cerotti ballerini" rendono più forti tutte le altre stranezze. Perchè il "sanguinamento copiosissimo" si ferma già due-tre minuti dopo l'attentato, quando Berlusconi scende dalla macchina col viso insaguinato ma coagulato, senza grondare sangue, come una frattura del setto nasale, soprattutto, ma anche tutto il resto, richiederebbe? Perchè i suoi occhi non lacrimano, come da riflesso post-traumatico? Perchè Berlusconi ha, nel momento dell'aggressione, ha in mano una busta di plastica (nera, guarda il caso) e ha come prima reazione quella di portarsela al volto (voi reagireste così) e mantenersela? Perchè la macchina del Premier non fugge via come da obblighi di sicurezza? Perchè la sua scorta gli consente di uscire fuori dall'auto, cosa che le disposizioni di sicurezza impediscono? Per quale motivo il Premier decide di uscire, se non lo ha fatto per esibirsi alla folla come il povero Silvio insanguinato? Cos'è quell'oggetto che compare nella mano di chi starebbe prestando il primo soccorso al Premier nell'auto? Perchè nelle immagini del Premier in auto (circa due minuti dopo l'aggressione) il sangue appare già fortemente coagulato (miracolo di San Gennaro al contrario...)? E perchè invece quando scende in auto il sangue appare come "sparso" sulla guancia del Premier, quando invece nella foto della "busta di plastica portata al volto" sulla guancia non si nota alcun danno? E, a proposito, cos'è quella ferita sotto la palpebra che in quella foto non si vede (e che infatti non è visibile nelle foto post-San Raffaele, pur non essendoci bende a coprirla)? Perchè in tutti i video che inquadrano la macchina presidenziale in quel momento il volto di Berlusconi e ciò che gli sta attorno è artificiosamente oscurato? Perchè il Premier viene portato al "suo" San Raffaele, a km di distanza, e non all'ospedale più vicino come richiederebbe una situazione così grave? Perchè su Google per giorni è impossibile trovare immagini dell'aggressione a Berlusconi? Perchè la statuetta del Duomo non è stata ritrovata?

Per carità, non arrivo al pensare che sia stata tutta una montatura, che l'aggresione non ci sia stata ... anche se, ripeto, è una cosa comunque possibilissima, soprattutto alla luce di tutto questo. Però, nonostante il mio forte scetticismo sui "complotti", ormai non posso non pensare che siano state esagerate ad arte le conseguenze di un attacco in realtà banalissimo. Probabilmente ci sarà una spiegazione a tutte quelle domande ... ma perchè allora nessuno le pone? Perchè nessuno, tra giornalisti e politici, ha il coraggio di fare pubblicamente delle domande sì scomode, che li farebbero accusare di tutte le cose peggiori di questo mondo, ma che vanno fatte?

All'estero, tra l'altro, queste domande se le pongono. In chiave ironica (mica tanto) alla tv tedesca, per esempio. Noi nemmeno quello.

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Sempre sia lodato?
post pubblicato in Diario, il 18 settembre 2009


                                                        

Secondo l'Avvocatura dello Stato il lodo Alfano è una legge "non solo legittima, ma addirittura dovuta" perchè, in sua assenza, "ci sarebbero danni a funzioni elettive (...) quando non si arrivi addirittura alle dimissioni. In ogni caso, con danni in gran parte irreparabili".

Ora, sul lodo Alfano è stato detto praticamente di tutto, da una parte e dall'altra. Ma sostenere la sua legittimità paventando le dimissioni di Berlusconi e soprattutto sostenendo che sarebbero un "danno irreparabile", sinceramente, mi sembra un po' azzardato. E soprattutto un po' inconsueto da parte di un Avvocatura che dovrebbe difendere gli interessi dello Stato, non di Berlusconi, e usare argomenti giuridici, non politici.

Comunque, a mio modesto parere, il 6 Ottobre la Corte non potrà che bocciare il lodo Alfano, poiché è in pratica la fotocopia del già bocciato lodo Schifani. La sentenza della Corte del 2004, infatti, bocciò per illegittimità costituzionale tutti e tre i commi del primo articolo della legge 140/2003 (il lodo Schifani). Ma, come chiunque di voi può verificare, la nuova legge 124/2008, il lodo Alfano, contiene nel suo articolo unico tutto ciò che era scritto nell’articolo 1 della Schifani. Dubito che la bocciatura dipendesse dall’ordine delle frasi … dunque la bocciatura dovrebbe praticamente essere un automatismo.

D’altronde, l’articolo 3 della Costituzione parla chiaro: tutti i cittadini sono uguali dinanzi alla legge.  Anche se qualcuno vuol pretendere di essere più uguale degli altri.

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Fatalità umana
post pubblicato in Diario, il 7 aprile 2009


                                                Macerie e soccorsi a Onna (Reuters)

Andrò controcorrente, ma questo non è solo il momento della solidarietà. Non è solo il momento della vicinanza alla popolazione abruzzese colpita dal terremoto. Non è solo il momento di lodare l'impegno di migliaia di "angeli" che dedicano tutto il loro impegno, magari anche mettendo a rischio la propria vita, per salvare più vite possibili, e rendere più sopportabile la tragedia ai sopravvissuti.

Questo è anche il momento della riflessione sulle responsabilità. Proprio per rispettare le centinaia di morti, le migliaia di feriti, le decine di migliaia di sfollati, e tutti coloro che in questa tragedia hanno perso qualcosa, occorre fare informazione. Non semplice cronaca degli avvenimenti, ma analisi delle cause, putroppo molteplici, di questa tragedia. Cause tutte riconducibili ad una: la scarsa coscienza dell'importanza della sicurezza sismica, da parte di chi ci governa, ma anche nella popolazione, e d'altronde le due cose sono collegate. Infatti, poichè in Italia le cose si fanno solo se portano voti, la politica, pur con le dovute sfumature, non si è mai occupata seriamente del problema, perchè ci vogliono soldi, tanti soldi, e si preferisce destinarli a cose magari meno utili, ma che rendono di più dal punto di vista elettorale, della propaganda. E questo nonostante l'Italia sia un Paese ad altissimo rischio sismico, come tutti abbiamo imparato a scuola e che però accantoniamo, assieme a chi ci Governa, nel dimenticatoio: perchè di certe cose ce ne ricordiamo solo quando ormai è troppo tardi, per poi dimenticarcene nuovamente in fretta, fino ad una nuova tragedia, e così via. E così dal 1945 lo Stato ha speso 75 miliardi di euro per tamponare i danni causati da calamità naturali, oltre ad aver perso migliaia di vite umane e distrutto l'esistenza a tante altre.

E allora diamoci tutti da fare. Non solo aiutando la popolazione abruzzese nei modi in cui possiamo (a proposito, segnalo che si può mandare un sms al 48580 per donare 1 euro tramite la Protezione Civile), ma soprattutto facendo pressione a chi di dovere affinchè di solidarietà non ci sia più bisogno. Tragedie come queste possono essere evitate, perchè non è il terremoto ad uccidere, ma la casa che ti crolla addosso. Un terremoto del tipo capitato in Abruzzo, seppur forte, in California o Giappone non avrebbe causato una tale devastione. Prevenzione, allora. A tutti i livelli.

A cominciare dalla messa in sicurezza anti-sismica di tutte le abitazioni Italiane, a cominciare dalle aree a rischio. Non è possibile che in aree così ad alto rischio come l'Abruzzo un Ospedale possa diventare inagibile al 90% per un terremoto nemmeno così straordinario (di terremoti superiori ai 5 gradi Richter ce ne sono un centinaio all'anno in Italia), e che tutti quegli edifici, magari nuovi, magari persino statali, possano crollare. Dove trovare i soldi? Bè, tra tutti gli sprechi che ci sono in Italia, a partire dai privilegi di tutte le caste, hai voglia a trovare fondi. Ma dato che questo in Italia non accadrà mai, almeno si potrebbe destinare a questo obiettivo i fondi stanziati per le "grandi opere", soprattutto quelle la cui utilità è alquanto dubbia, tipo il Ponte sullo Stretto (che da solo costa 6 miliardi di euro). Tra l'altro ciò porterebbe anche benefici sul fronte anti-crisi, perchè la manutenzione degli edifici porta migliaia di posti di lavoro subito, mentre opere come il Ponte danno pochi posti, e fra anni. L'importante, però, è che gli stanziamenti per la manutenzione, così come per quelli della ricostruzione in Abruzzo, raggiungano davvero il loro obiettivo, e non diventino l'ennesima occasione per far fare affari loschi ai soli noti, come putroppo accaduto quasi sempre in passato (Irpinia docet).

Poi ci vogliono regole. Per troppi anni si sono ritardate le leggi sulla prevenzione anti-sismica, e tuttora sono congelate al 2005. E da sempre in Italia, tra condoni, "elasticità" urbanistiche e regole generose, sembra si faccia di tutto pur di mettere sotto i piedi la sicurezza sismica. E inorridisco al solo pensiero che il Governo non avesse previsto nel "piano casa" che le modifiche/ricostruzioni delle case non prevedessero il rispetto delle norme anti-sismiche, dato che il Ministro Scajola ha detto che bisognerà "adeguare il Piano Casa a norme antisismiche". E magari si dovrebbero anche inasprire le sanzioni e il carcere, o perlomeno sicurezza della pena, per quelle imprese che costruiscono con la m.... i palazzi anzichè in cemento armato come dovrebbero, pur di speculare sulla sicurezza dei cittadini.

E poi, anche la prevedibilità. Ha fatto tanto scalpore il "caso Giuliani", il ricercatore abruzzese che aveva previsto l'evento, anche se con tutti i limiti della "previsione". Difficile dire che la tragedia abruzzese potesse essere evitata in questo modo, e non entro nella polemica, se non per dire che l'aver dato dell'"imbecille" a Giuliani, come fatto da Bertolaso (che lo ha anche denunciato per procurato allarme), è una cosa che in altri Paesi, giustamente o no, comporterebbe le dimissioni. Però è ridicolo dire con certezza che non si possono prevedere i terremoti. La relazione fra emissioni straordinarie di gas radon e terremoto è ormai acquisita, ora bisogna capire come metterlo in relazione con i dati dei sismografi e fornire un dato affidabile. Probabilmente si può fare, oppure forse no: ma cercare di nascondere, o addirittura censurare (come fatto ieri sera dal Tg5), tale possibilità è solo da stupidi ostinati. Si destini quindi qualche fondo in più per la ricerca in questo settore, così importante per il nostro Paese.

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