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il blog di Francesco Zanfardino
Fuori i nomi
post pubblicato in Diario, il 13 ottobre 2010


"Dal lavoro dell'Antimafia sulle ultime elezioni amministrative emerge una certa disinvoltura nella formazione delle liste. Gremite di persone che non sono certe degne di rappresentare nessuno". Così Beppe Pisanu, Pdl, presidente della Commissione Antimafia, sulla composizione delle liste alle ultime amministrative.

Una dichiarazione bomba, specialmente da parte di un membro del Pdl (sì, credo nella superiorità morale del centrosinistra, nonostante tutto). E che non a caso ha generato malumori proprio in quella parte politica. Sappiamo bene, infatti, quanti problemi ha avuto soprattutto il centrodestra su questo fronte alle Regionali: soprattutto nella mia terra, in Campania, dove c'è voluto il mandato di arresto per non far candidare Cosentino, in forte odore di camorra, alla guida della Regione ... e dove è stato eletto un consigliere regionale, Roberto Conte, condannato per favori ai clan.

Ma Pisanu non può certo riferirsi solo a Conte, se parla di liste "gremite" di persone indegne. E allora tiri fuori i nomi il più presto possibile: gli elettori hanno il diritto di sapere. Se ha tirato il sasso, ora non deve certo ritirare la mano, caro Pisanu.

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Pagliacciate
post pubblicato in Diario, il 19 febbraio 2010


                                              

Abuso di dimissioni. Quasi quasi dovrebbero inventare questo reato, perchè davvero non se ne può più di gente che annuncia le dimissioni, prendendosi le lodi del momento, per poi ritirarle in nemmeno 48 ore. Prima Bertolaso, ora Cosentino. Marrazzo e Delbono sono dei poveri fessi, a 'sto punto.

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Casta senza pudore
post pubblicato in Diario, il 10 dicembre 2009


                                                     

Sono stato facile profeta, purtroppo, quando, all'indomani della richiesta di arresto per Cosentino a causa dei suoi rapporti con la camorra, dicevo che il voto della Camera sull'autorizzazione a procedere sarebbe stato il vero banco di prova per le prese di distanze dal centrodestra dal suo massimo esponente campano e loro candidato alle elezioni regionali di Marzo.

Ebbene, la prova non è stata affatto superata. La Camera ha infatti negato l'autorizzazione con 360 favorevoli e 226 contrari. Il voto segreto non consente certezze, i deputati presenti di PD e IDV, unici partiti dichiaratamente contrari all'arresto, erano ben 216 e dunque i voti favorevoli all'arresto da parte di PDL o Lega sono riducibili al lumicino, se non al nulla. D'altronde, per le tre mozioni di sfiducia presentate da PD, IDV e UDC per far dimettere Cosentino da sottosegretario PDL e Lega hanno votato compatti in suo sostegno. E ormai non sembra più così scontato che Cosentino resti candidato per la Campania (magari con un "lodo" apposito per evitare che, una volta eletto, venga automaticamente arrestato perchè non più parlamentare). Meno male che, dopo la richiesta di arresto, la candidatura non era più "nel novero delle cose possibili" (Fini e finiani) e che era "inopportuna" (Berlusconi e berluscones).

Magari davvero non sarà candidato, ma se una richiesta di arresto per rapporti con la camorra è un motivo sufficiente per non candidarlo, perchè non lo è per autorizzarne l'arresto? E perchè non lo è per chiederne le dimissioni da sottosegretario all'Economia? E, ancora peggio: perchè, per alcune forze (Udc), è un motivo sufficiente per chiederne le dimissioni, ma non per autorizzarne l'arresto? La realtà è che, al di là delle chiacchiere, la stragrande maggioranza dei politici italiani è sempre pronta ad auto-proteggersi, anche al di là delle diverse opinioni politiche, anche in situazioni così clamorose come questa. Una casta, insomma, come le tante altre caste d'Italia che sarebbe l'ora di spazzare via.

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Sarebbe l'ora
post pubblicato in Diario, il 1 dicembre 2009


                                                   

Secondo quanto si può leggere da Il Mattino di Napoli, l'europarlamentare PDL Enzo Rivellini, balzato all'onore delle cronache quando dopo la rielezione di Barroso a Commissario Europeo fece un discorso all'Europarlamento in dialetto napoletano, propone, per risolvere l'empasse del suo partito sulla candidatura alle Regionali dopo l'affaire-Cosentino, l'utilizzo delle primarie anche nel centrodestra per la scelta del candidato alle elezioni.

Bè, sicuramente le primarie non sono la panacea di tutti i mali, anzi. In gran parte dei casi non ribaltano ciò che è già stato deciso nel chiuso delle stanze, anche perchè la reale volontà dell'elettorato viene troppo spesso inquinata dai soliti "capibastone", che da "signori delle tessere" diventano immediatamente "signori delle primarie". Però, gli esempi di Renzi a Firenze e di Vendola in Puglia, solo per citarne i più clamorosi, dimostrano che, perlomeno, con le primarie c'è la possibilità che un out-sider sconfigga i candidati "designati". Specialmente se ci sono candidati forti e credibilmente innovativi.

Pertanto, sarebbe davvero una buona notizia se finalmente le primarie non le facesse solo il PD e il centrosinistra. Dubito che in Campania non vincerebbe Cosentino (per gli "inquinamenti" di cui prima), ma in ogni caso potrebbe cominciare ad aprirsi un circolo virtuoso per l'intera politica italiana, magari arrivando all'istituzione delle primarie per legge (come in America). E, comunque, in tempi di "antipolitica", sempre meglio che i candidati vengano decisi così, anzichè nel chiuso dei "palazzi". E poi, non si sa mai, potrebbe sempre uscir fuori un Renzi di destra ...

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Inopportuno a metà
post pubblicato in Diario, il 11 novembre 2009


                                           

Dopo che è finalmente arrivata la richiesta di arresto per Nicola Cosentino, relativamente ai suoi rapporti con il clan dei Casalesi denunciati da almeno cinque diversi pentiti, e secondo uno dei quali Cosentino è "un uomo a disposizione dei Casalesi", la politica italiana ha scoperto il valore della "insospettabilità".

Infatti, ora tutti dicono, compresa la maggioranza, che anche se Cosentino sarà innocente fino al giudizio definitivo, è "inopportuno" che si candidi alla Presidenza della Regione Campania. Meglio tardi che mai, visto che la richiesta di arresto era in fondo solo una formalità, di fronte ad un quadro indiziario già chiaramente emerso ... comunque, era una posizione sopportabile. Mentre candidare alle elezioni una persona che se non era parlamentare sarebbe stata arrestata per concorso esterno in associazione mafiosa non è affatto sopportabile, e sarebbe stato uno schiaffo alla decenza e alla dignità della Campania.

Vedremo se Cosentino davvero non verrà candidato. E vedremo chi verrà candidato al suo posto, visto che la camorra non ha certo in Cosentino l'unico suo riferimento nel centrodestra (e il centrosinistra campano certo non è immune da collusioni). Intanto, il centrodestra, e anche certi settori dell'opposizione sempre pronti a collaborare quando si tratta di salvaguardare i propri interessi, avranno il primo banco di prova alla Camera, quando si discuterà dell'autorizzazione per l'arresto di Cosentino, che è anche parlamentare. Lì vedremo se c'è davvero volontà di andare fino in fondo a questa vicenda. Resta un dubbio: se ora Cosentino non può candidarsi alla guida della Campania, perchè può invece continuare a gestire i nostri soldi come sottosegretario all'Economia?

P.S. Intanto, aderiamo in massa a "Vogliamo Roberto Saviano Governatore della Campania", gruppo nato su Facebook e che in pochi giorni ha raccolto ben oltre 3mila iscritti. Sicuramente non dovremmo doverci affidare a dei "simboli" per avere una buona amministrazione della cosa pubblica: ma, visto il livello della politica campana, forse è meglio che a guidarci ci siano scrittori coraggiosi anzichè politici di professione ma senza coraggio.

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Mentre Saviano lascia, il sottosegretario Cosentino resta
post pubblicato in Diario, il 17 ottobre 2008


                                          

"C'è un sottosegretario di questo governo che è stato chiamato in causa per la quinta volta da cinque pentiti differenti e non ha sentito il bisogno di dare alcun chiarimento. Credo che la sua presenza in una postazione così delicata sia imbarazzante per tutto lo schieramento di maggioranza. Sarebbe opportuno che facesse un passo indietro". Inizia così l'intervista del leader PD Walter Veltroni al settimanale L'Espresso, la cui ultima copertina titola gravemente: "La camorra nel Governo", riferendosi alle numerose citazioni dell'On. Nicola Cosentino (Popolo delle Libertà), sottosegretario all'Economia, da parte di vari pentiti di camorra.

Ecco, magari non sarei così drastico. Certo però che essere chiamati in causa da cinque pentiti diversi non è cosa da poco. Lo Stato deve sempre essere al di sopra di ogni sospetto, soprattutto quando si tratta di mafia, di anti-Stato appunto. Poi, in un momento così delicato, con una "guerra" fra camorra e Stato in atto, con giornalisti minacciati (come la Capacchione) e scrittori simbolo dell'anti-camorra come Roberto Saviano costretti a lasciare l'Italia per riprendersi la propria vita, che Cosentino rimanga incollato alla propria poltrona dopo simili accuse è alquanto inopportuno. Dunque, meglio che si dimetta.

P.S. Che poi, in tutto ciò, il Ministro Maroni ridimensioni l'importanza di Saviano, certo non migliora l'immagine del Governo in tema di lotta alle mafie.

P.P.S. Da qualche settimana ho aperto il blog della petizione "Saviano Governatore" che lanciai qualche tempo fa. Fateci un salto.

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Sign for Per Roberto Saviano Governatore della Campania

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