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il blog di Francesco Zanfardino
Lodi, lodi, lodi ...
post pubblicato in Diario, il 1 settembre 2009


                                                 

Ancora un Lodo. Stavolta passato praticamente sotto silenzio: si tratta del cosiddetto "Lodo Bernardo", dal nome del "presunto onorevole" del PDL che ha fatto da prestanome. In pratica con questa norma diminuiscono i poteri della Corte dei Conti, poichè viene loro impedito di avviare indagini sui danni erariali senza che sia arrivata apposita denuncia dagli enti statali che hanno subito il danno.

Una domanda sorge spontanea: ma chi è che compie i danni erariali? Quasi sempre si tratta di manager e dirigenti di aziende pubbliche, che assumono in maniera spropositata, oppure appaltano in maniera sconsiderata, oppure sperperano i soldi pubblici in cose dalla dubbia utilità. E chi è che li nomina? Gli amministratori, i politici insomma. Quindi è come mettere i polli a guardia del pollaio, come una sorta di "saccheggio legalizzato" delle casse pubbliche.

Bel lavoro per un Governo che si era proposto di fare una lotta agli sprechi ...

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Intercettazioni e corruzione
post pubblicato in Diario, il 11 febbraio 2009


                                                        

Oggi la Corte dei Conti, nell'apertura del suo anno giudiziario, ha sottolineato l'elevato tasso di corruzione nella Pubblica Amministrazione in Italia. Sanità, rifiuti, fondi europei, appalti, consulenze: queste i settori più colpiti dal male, secondo la Corte, che procurano danno alla credibilità del Paese e soprattutto ai suoi conti. E, di fronte alla constatazione che l'Italia è "agli ultimi posti nelle classifiche internazionali per la lotta alla corruzione", la Corte ha ribadito l'importanza di avere "più controlli", l'unica via per una efficace lotta alla corruzione, perchè "la corruzione, per potersi effettuare, ha bisogno di coni d'ombra".

Bè, a tal proposito, cade a fagiolo il parere negativo della sesta commissione del CSM sul "ddl intercettazioni" voluto da Berlusconi e dal suo Governo. Parere che verrà discusso a giorni dal plenum del Consiglio Superiore della Magistratura. Ebbene, i consiglieri hanno sottolineato come la riforma, consentendo l'utilizzo delle intercettazioni solo per "gravi indizi di colpevolezza" e non più per "gravi indizi di reato" (come è adesso), nei fatti sposta lo strumento delle intercettazioni dall'insieme dei mezzi per la ricerca della prova del reato (dov'è attualmente adesso assieme a ispezioni, perquisizioni e sequestri) all'ambito della disciplina per la disposizione di misure cautelari (infatti, l'arresto può essere disposto solo per gravi indizi di colpevolezza). Cioè non si potranno più utilizzare le intercettazioni per provare l'esistenza di un reato (di cui si hanno già "gravi indizi" che esso esista), ma solo per accertare chi è l'autore di quel reato, dopo aver raccolto (non tramite intercettazioni) sufficienti indizi di colpevolezza su questo autore.

E se non si scopre il reato, come si fa a scoprire chi ha commesso il reato? Appunto. Per molti reati, come sottolineato dai consiglieri del CSM, le intercettazioni sono lo strumento principale (se non l'unico) per l'accertamento del reato (e per molti altri sono un validissimo aiuto), e soprattutto sono lo strumento per raccogliere i "gravi indizi di colpevolezza" sugli autori del reato. E' il caso dei reati della pubblica amministrazione: senza intercettazioni, l'unico modo per scoprire una corruzione e i suoi colpevoli è prendere in "flagrante" i colpevoli. Circostanza molto, molto fortuita, soprattutto di questi tempi, visto che, dopo Tangentopoli, il mondo della corruzione non è più quello delle "mazzette" materiali. Pensate al recente scandalo napoletano della "Global Service": come avrebbero fatto i magistrati a scoprire i colpevoli (gravi indizi di colpevolezza) senza dapprima aver scoperto il reato (gravi indizi di reato)?

E allora, caro Ministro Alfano, se davvero ha "condiviso tutto" della relazione della Corte dei Conti, abbia un sussulto di dignità: fermi il ddl intercettazioni. Almeno il suo nome, che rimarrà nella storia per la norma che ha stracciato il principio della "giustizia uguale per tutti", non vi rimarrà anche per essere stato il Ministro della Giustizia che ha assistito inerme alla scomparsa della lotta alla corruzione.

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Evasione riscossa: +71% nel 2007, ma è ancora al 7% del totale
post pubblicato in Diario, il 13 luglio 2008


                                                     

Il "Giudizio sul Rendiconto Generale dello Stato" diffuso oggi dalla Corte dei Conti fornisce un quadro della lotta all'evasione ancora negativo, anche se con forti segnali di miglioramento. Secondo la Corte, infatti, nel 2007 l'evasione riscossa è aumentata del 71%, ma è ancora il 7.3% del totale. Insomma, un riconoscimento ufficiale degli sforzi dello scorso Governo, e una sfida da vincere per quello attuale. A dire il vero, è da tre anni che la riscossione dell'evasione è in miglioramento: si è passati dai 930 milioni del 2004 ai 1.295 milioni del 2005; tuttavia è nel periodo 2006-07 che si è assistiti alla vera svolta, con rispettivamente 2.021 e 3.460 milioni di euro recuperati. Inoltre, sono diminuiti i costi della riscossione, dai 620 milioni del 2000 ai 405 del 2007. Comunque, c'è ancora molto da fare: su circa 40 miliardi di evaso, 37 non sono recuperati. Insomma, i fondi per minimo due Finanziarie.

Per questo la lotta all'evasione e il suo recupero devono continuare e migliorare ancora di più. "Pagare tutti per pagare meno" non è solo uno slogan, ma una realtà. Lottare contro l'evasione non è solo un obbligo morale e civile, ma una (certamente non l'unica) delle principali vie per aumentare la cultura del rispetto delle regole e per diminuire la pressione fiscale. E certi commenti nei confronti di chi si impegna, con successo, su questo fronte, sono quantomeno inopportuni. Soprattutto da chi si professa cultore della "tolleranza zero" ...

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