.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Tagli per tutti, non per i 18 miliardi delle auto-blu
post pubblicato in Diario, il 29 dicembre 2008


                                             

In questi ultimi mesi abbiamo assistito a tagli per tutti i settori del servizio pubblico. Giusto per ricordare i più significativi: 8 miliardi tagliati a Scuola, Università e Ricerca; 3 miliardi tagliati alla Sanità; 9 miliardi tagliati agli Enti Locali. Con tutte le conseguenze sulla qualità dell'istruzione, sugli investimenti per lo sviluppo del Paese, sulla salute pubblica e sulle tasse locali.

Eppure, in questa furia sforbiciatoria, il Governo si è dimenticato di partire dagli sprechi maggiori: ovvero dai costi della politica. A cominciare dalle auto-blu, privilegio ultra-abusato e ultra-costoso. Infatti, da quanto emerge da un'indagine di Contribuenti.it, autorevole associazione i cui dati vengono più volte ripresi dai mezzi d'informazione, l'Italia è prima nel mondo per numero di auto-blu, con ben 607.918 unità, notevolmente superiore a quello degli altri Paesi. Circa una ogni 100 abitanti, contro l'una ogni 4.000 abitanti degli Stati Uniti. Un vero e proprio scandalo, se si pensa che un simile parco macchine pesa sui contribuenti Italiani per un costo complessivo di ben 18 miliardi l'anno. Tutto questo nonostante la legge che nel 1991 ne limitava l'utilizzo ai soli membri del Governo e ad alcuni Direttori Generali. Legge scavalcata da varie leggine e regolamenti che ne hanno esteso l'utilizzo anche a Regioni, Province, Comuni, Comunità Montane, Asl, Enti Pubblici d'ogni tipo, perfino Società misto pubblico-private o a partecipazione pubblica.

Una cifra enorme. Ovviamente, trattandosi di un'indagine privata, pur se autorevole, i dati vanno valutati con il beneficio del dubbio. Certo, però, i dati reali non si discosteranno di molto. E allora, se anche fossero "solo" 300.000 auto-blu, e ci costassero "solo" 9 miliardi l'anno, il Governo provveda subito a tagliare le auto-blu, riservandole solo per le cariche più importanti e per una spesa comunque non superiore ai 200-300 milioni di euro. E con i miliardi risparmiati riveda i propri tagli indiscriminati Servizi pubblici, oppure agisca concretamente contro la crisi detassando e aiutando l'economia reale. Il resto sono solo chiacchiere e propaganda.

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

Il prestito ponte sarà restituito allo Stato ... dallo Stato!
post pubblicato in Diario, il 1 novembre 2008


                                                   

Ieri si è consumata l'ennesima puntata della telenovela Alitalia, che ormai sembra voler battere in lunghezza Beautiful. Per l'ennesima volta si è detto "Alitalia è sull'orlo del baratro", "Alitalia verso il fallimento", "Sindacati irresponsabili", ecc. ecc., in una tarantella talmente ripetitiva che ormai non degno nemmeno più di una cronaca. Tanto alla fine, comunque vada, a pagare saremo sempre noi consumatori, a causa della folle decisione di trasformare una vendita in una faccenda politica. Come se non fosse bastata la dissenata gestione politica dell'Alitalia negli ultimi anni.

Però una cosa non mi va giù della faccenda di ieri: ovvero che la Cai ha subordinato l'offerta alla non restituzione del prestito-ponte. Ovvero i 300 milioni di euro, che Prodi concesse sotto richiesta del già eletto premier Berlusconi e che quest'ultimo trasformò in conto capitale dell'azienda, cosa per la quale la UE l'ha dichiarato "illeggittimo" e da restituire, dovrà essere restiuito dalla "bad company", ovvero la vecchia Alitalia. La quale, quindi, oltre ad accordarsi i debiti miliardari e le migliaia di esuberi da ammortizzare, dovrà anche pagare i 300 milioni di euro. Tutto sulle spalle dei contribuenti, dato che il proprietario della bad company è lo Stato.

E l'imparzialissimo Commissario UE ai Trasporti, Antonio Tajani del PDL, sì è subito affrettato a dire: "Chiederò che il prestito ponte ricada sulla bad company". Insomma, Tajani ci dice: "Il prestito ponte è illegale, quindi va restituito allo Stato, e a restituirlo sarà lo Stato". Una vera e propria partita di giro dove sono i contribuenti a tenere il cerino in mano.

P.S. Che poi una compagnia "solida", fatta di 20 imprenditori "tra i più importanti d'Italia", con il petrolio tornato sotto 70 dollari dai 120 di qualche mese fa, non riesca nemmeno a mettere insieme 300 milioni di euro,  è indicativo di come sarà con molte, molte turbolenze il decollo della nuova "Alitalietta". Nella migliore delle ipotesi.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Sfoglia novembre        gennaio
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca