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il blog di Francesco Zanfardino
Al verde
post pubblicato in Diario, il 12 ottobre 2009


                                                 

In questi giorni ha avuto un certo risalto la notizia che Trenitalia ha deciso di puntare sul "risparmio ecologico" per incentivare all'utilizzo abituale del treno in luogo delle più inquinanti automobili. In pratica, è stato deciso che i biglietti porterranno in tempi brevi anche l'indicazione delle emissioni e dei consumi risparmiati grazie alla scelta del treno. Ma, soprattutto, ciò si tradurrà in premi e detrazioni per chi deciderà di accreditare questi "crediti verdi" su un'apposita tessera. Una sorta di "Mille Miglia Verdi", insomma.

Ora, premesso che, in ogni caso, si tratta di una gran bella iniziativa, non posso esimermi dal dire però che, vista le ben note condizioni delle tratte locali, incluse quelle dei pendolari, l'operazione può sembrare un mero "green washing" volto a coprire l'inazione sul fronte della riqualificazione della mobilità su treno locale. I crediti verdi risultano poco efficaci, se poi per ottenerli gli Italiani dovrebbero preferire alla comodità (e all'inquinamento, putroppo) delle automoboli dei treni vecchi, sporchi e lenti ...

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I consumi un anno dopo
post pubblicato in Diario, il 23 dicembre 2008


                                                 

Se qualcuno ha ancora dei dubbi sull'esistenza della crisi, o sul fatto che "la crisi non avrà effetti sull'economia reale", visioni questi due semplici dati dell'Istat sulle vendite di Ottobre 2007 e Ottobre 2008 (questi ultimi diffusi oggi) .

Ottobre 2007: +2.3% su Ottobre 2006
Ottobre 2008: - 0.7% su Ottobre 2007


E se pensiamo che nel 2007 c'era il Governo Prodi (sì, proprio quello lì, quello dei "tassaroli", delle "mani nelle tasche degli Italiani") e ora invece c'è il Governo Berlusconi (quello dei "benefattori", "tagli delle tasse", dei "soldi dati ai cittadini"), allora vuol dire che stiamo messi proprio male!   

;-)

P.S. Alcune precisazioni nei commenti.

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Per evitare altre crisi, abolire la "finanza creativa"
post pubblicato in Diario, il 7 ottobre 2008


                                                

L'Italia non ha ottenuto niente dal vertice Ecofin di Strasburgo. E' stata infatti bocciata l'ipotesi del fondo UE, sostenuta da Berlusconi e Tremonti, mentre è stata aumentata a 50.000 € la garanzia dei depositi bancari (ma in Italia è già a 103.000 euro). E forse non è un male, anche se sui "piani di salvataggio" le valutazioni sono le più diverse.

Ora, premesso che di economia, o meglio di questa economia "irreale", non ci capisco un'acca, e che quindi non so indicare qual'è la soluzione migliore alla crisi (se c'è), anche se ad occhio direi che il modo migliore è sostenere direttamente lavoratori, consumatori e pensionati per far ripartire i consumi, posso però azzardare una ipotesi per il futuro. Ovvero, per evitare nuove crisi va regolato il mercato, a cominciare dalla "finanza creativa", ovvero da quella parte del mondo della finanza "astratto", che specula su investimenti ad alto rischio o comunque su cose lontanissime dall'economia reale. Quel tipo di "finanza creativa" che ha dominato e domina negli USA, e che qualcuno voleva far dominare anche in Italia (persino le ipoteche sulle case per far "ripartire" i consumi!), fortunatamente non riuscendoci.

Insomma, regolare, o anche abolire, questo tipo di finanza. Nei limiti del possibile, ovviamente. Perchè il liberismo senza regole non funziona, e lo si è visto.

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Le nuove "priorità" del Governo
post pubblicato in Diario, il 16 luglio 2008


                                                
 
Dopo aver sconvolto i calendari parlamentari per far approvare prima della pausa estiva il lodo Alfano, in modo da ripararsi da una possibile condanna imminente (processo Mills), il Governo annuncia le nuove priorità. Nè salari e stipendi, nè consumi. Ma nemmeno il federalismo, tanto caro alla Lega.

Il premier Berlusconi, infatti, risponde a Calderoli, che ieri sosteneva la necessità di portare a termine il federalismo entro il 2008 e quindi auspicava di rinviare la riforma della Giustizia al 2009. Ecco cosa risponde Berlusconi a Calderoli: "Non sono mai stato più determinato di adesso. Ci vuole una riforma giusta per il Paese". In cosa consisterà la riforma? Ecco i tre punti-chiave: ripristino dell'immunità parlamentare, riforma del CSM e separazione delle carriere.

Sì, in effetti in un paese con un inflazione record al 3.8% e con il potere d'acquisto ormai ridotto al lumicino, le priorità del Paese è proprio l'immunità parlamentare ...

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La vera priorità del Paese
post pubblicato in Diario, il 5 luglio 2008


                                                   

Ieri Confcommercio ha diffuso i dati sui consumi degli Italiani. Ebbene, è emerso una diminuzione dei consumi del 2.7% a Maggio rispetto allo stesso mese del 2007. Entrando nel dettaglio, scopriamo che gli Italiani non rinunciano alla spesa in servizi, rimasta relativamente stabile, ma risulta una drastica riduzione della domanda di beni (-3.8%). Comunque, i settori più colpiti dalla crisi sono le attività ricreative (-4.9%) e soprattutto la mobilità (-13,5%): le prime, perchè quando si tratta di stringere la cinghia la scure dei conti si abbatte sempre su cultura, svago e tempo libero; la seconda, a causa dell'aumento vertiginoso del prezzo del petrolio, che induce molti Italiani a fare a meno di auto, moto e benzina. Ma non vengono risparmiati nemmeno abbigliamento e calzature (-2.3%) e beni e servizi per la casa (-1,2%). Lieve aumento invece la spesa per alberghi e pasti fuori casa (+0.4%), mentre è abbastanza significativo l'aumento della spesa per la cura della persona (+2.8%). Non stupisce invece l'incremento notevole del settore delle comunicazioni (+6.9%), in costante crescita, anche se comincia anch'esso a dare segnali di rallentamento.

Il -2.7% dei consumi di Maggio 2007, purtroppo, è il settimo segno negativo consecutivo. Complessivamente, nei primi cinque mesi del 2008 i consumi sono calati dell'1.9%, contro un aumento dell'1.1% nello stesso periodo del 2007. Sono dati dai quali non può che emergere, secondo Confcommercio, una "crisi dei consumi diventata ormai strutturale". Vanificata dunque la speranza di poter uscire rapidamente da una crisi, che non è per niente momentanea. La notizia non è certo tranquilizzante, perchè quando rallentano i consumi, rallentano a catena tutti i settori dell'economia. Lo sviluppo diminuisce (sarà davvero "crescita zero", a questo punto, per Confcommercio), e quando non c'è sviluppo, non c'è niente da redistribuire. E lo spettro della recessione è sempre in agguato.

E di fronte a questa emergenza, di che si occupano Governo e certa politica? Di intercettazioni, di "scandali piccanti", di lodo-Alfano e blocca-processi. Per carità, tutte cose importanti e/o scandalose (a seconda dei punti di vista), ma non sarebbe il caso di occuparsi anche un po' di più delle vera priorità del paese, ovvero prezzi, salari, consumi, pensioni?

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I consumi diminuiscono? Guardate qua
post pubblicato in Diario, il 21 dicembre 2007


                                  

Arriva un'altra buona notizia, dopo quella di ieri sulla disoccupazione (scesa dal 7,6% di Marzo 2006 al 5,6% di Settembre 2007). Stavolta si parla di consumi.

Infatti, a differenza di quanto si pensi, i consumi non stanno drasticamente diminuendo, anzi stanno aumentando. Infatti, l'ISTAT ha comunicato che i consumi di Ottobre 2007 sono aumentati del 2,3% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Un risultato positivo valido sia nel caso di prodotti alimentari (+2,9%) che non (+1,8%). Rispetto al mese precedente (Settembre 2007), i consumi totali sono aumentati dello 0,4%, quelli alimentari dello 0,3%, quelli non alimentari dello 0,4%.

Insomma, a quanto pare, agli Italiani deve essere passata la voglia di consumare in soli 2 mesi, se siamo arrivati al "Natale più magro degli ultimi anni"....

L'economia italiana: un "silenzioso boom"
post pubblicato in Diario, il 7 dicembre 2007


                           

L'edizione 2007 del Rapporto del Censis sulla situazione sociale del Paese si apre, o perlomeno sembra, con una visione positiva della società e dell'economia italiana. Infatti, secondo il rapporto non si può non notare l'incremento del PIL dell'1,8% previsto per il 2007, soprattutto se confrontato con il periodo di stagnazione della crescita fra il 2002 e la prima metà del 2006 (periodo del governo Berlusconi).
 
Tuttavia, non si tratta di una crescita strutturale, ma di una crescita "a mucillagine", spinta cioè dalle energie singole. Un "silenzioso boom", insomma, come definito dallo stesso rapporto. Secondo il quale a frenare lo sviluppo sono soprattutto debito pubblico e spesa pubblica. Il primo, perchè comporta una perdita annuale di 70 miliardi di euro: inutile dire che senza questa perdita l'Italia navigherebbe nell'oro. La seconda, perchè piena di sprechi e burocrazia e la sua riduzione avviene spesso sugli investimenti e non sulla strutturra. E lo Stato non agisce incisivamente su questi due settori, ma anche in questo caso negli ultimi tempi sembra esserci una timida ripresa, soprattutto per quanto riguarda il debito pubblico (che d'altronde era la base del programma dell'Unione).

Il rapporto dà anche una visione dei problemi delle famiglie diversa dalla "moda". Infatti, conferma che "le famiglie arrivano col fiato corto alla fine del 2007, ma più per una sensazione di scarsa fiducia nel futuro che per oggettive difficoltà o incertezze economiche". Infatti, sono ripresi i consumi (+1,6% nel 2006 e +2% nel 2007) e diminuita la richiesta di mutui (anche se rimangono le difficoltà di chi li ha contratti precedentemente).

Continua a crescere il precariato: dei nuovi occupati del 2007, solo il 36,1% ha un contratto a tempo indeterminato. Inoltre, questa condizione sembra rimanere stabile nel tempo, quando non è interessata dalla perdita del lavoro (evento che ha coinvolto nel 2006 il 12% dei precari). L'Italia, inoltre, continua ad essere all'ultimo posto nella UE per occupazione femminile (50,8%).

Infine, aumenta significativamente la fuga all'estero, sia a livello universitario che imprenditoriale.
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