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il blog di Francesco Zanfardino
Puoi decidere, ma anche no
post pubblicato in Diario, il 27 marzo 2009


                                                

E alla fine i sospetti si sono rivelati fondati. Il Governo Berlusconi sta portando avanti una "non-legge" sul testamento biologico, meglio detto "Dichiarazioni Anticipate di Trattamento". Già l'impossibilità di rinunciare ad alimentazione ed idratazione forzata l'aveva fatto capire, dato che è un po' assurdo dire che non siano trattamenti medici (l'operazione per inserire il sondino non lo è? I farmaci assunti insieme all'alimentazione non lo sono?), e, anche se lo fossero, non si capisce per quale ragionevole motivo non si possano rifiutare.

Ma nella giornata di ieri è stato raggiunto il colmo.  Infatti, il testo approvato ieri in Senato con l'appoggio di PdL, Lega e Udc e il voto contrario di Pd e Idv, rispetto al testo originale contiene una modifica: tre paroline in meno, che stravolgono però tutto il significato della legge. Il primo comma dell'art.4 recitava: "le Dat (...) non sono obbligatorie, ma sono vincolanti". Ovvero, i cittadini non sono obbligati a fare testamento biologico, ma per coloro che lo fanno, le loro volontà sono vincolanti. Ma un emendamento presentato dall'Udc e approvato dal Senato cancella le parole "ma sono vincolanti". Viene così stravolto il senso stesso della legge, che doveva permettere ai cittadini di "scegliere", e invece li limita a dichiarare "cosa sceglierebbero". Perchè tanto, al loro posto, sarà il medico o un fiduciario a decidere se le volontà del paziente vadano rispettate o no. Ma allora perchè registrare le proprie volontà? Ma, soprattutto, dov'è la coerenza di coloro che vedono con favore questa non-legge perchè "non si può aprire la strada all'eutanasia" (quando invece questa non è eutanasia, perchè non è il diritto al suicidio, ma alla rinuncia ai trattamenti), perchè le persone "non posso decidere della propria vita, solo Dio può farlo", e poi danno comunque ad una persona (una persona altra, nemmeno il paziente!) il diritto di scegliere della "propria vita"?

Fortunatamente in Italia esistono ancora le Istituzioni Repubblicane, e difficilmente questa legge passerà i vagli di costituzionalità. D'altronde, è abbastanza ovvio, visto che la Corte Costituzionale, in assenza di leggi, ha deciso sulla base dei principi della Costituzione che nel caso Englaro esiste il diritto a interrompere alimentazione e idratazione forzata, e che esiste il diritto di un paziente a vedere rispettate le proprie volontà in tema. Bene farà il Partito Democratico, dunque, se come annunciato ricorrerà alla Consulta, prima di avviare il Referendum che invece è la prima strada scelta da Radicali e Idv. Con questo Berlusconismo dilagante, ed una Chiesa che probabilmente non starà (giustamente, se nei limiti della laicità dello Stato ... anche se, e sono cattolico, non condivido la sua posizione) con le mani in mano, meglio evitare, se possibile, il rischio di veder bocciato il Referendum grazie alla spinta all'astensionismo (ci vuole il quorum del 50%) e che si affossi la libertà di sceltà con la scusa (falsa) del "lo vogliono gli Italiani". 

P.S. Un dettaglio che non c'entra niente con questo discorso, ma importante come l'ennesimo esempio della mala-informazione in Italia: nel Pd solo due senatori hanno votato contro il proprio gruppo, nel Pdl ben 5. Ovviamente però tutti (media ed elettori) a parlare di "spaccature" nel Pd, mentre il Pdl viene dipinto come una solida roccia, bla bla bla.

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