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il blog di Francesco Zanfardino
Ora brinda la cultura
post pubblicato in Diario, il 8 febbraio 2010


                                             

Tuvixeddu è salva. Pochi comprenderebbero il significato di queste parole, d'altronde anche il sottoscritto ne ignorava l'esistenza prima di leggere questo articolo dell'Unità. Eppure è una notizia che meriterebbe attenzione, visto che il Consiglio di Stato ha salvato dalla cementificazione una delle aree archeologiche più importanti della Sardegna, la necropoli fenicia di Tuvixeddu, appunto.

Il sito, già inserito nel tessuto urbano di Cagliari (fin troppo), sarebbe stato infatti invaso dall'azione di alcuni palazzinari se l'avesse avuta vinta la volontà dei politici del centrodestra locale. Tanto che l'imprenditore Gualtiero Cualbu, che aveva ottenuto il permesso di costruire nel 2000 sia dal Governatore della Sardegna che dal Sindaco di Cagliari, all'epoca entrambi del centrodestra, aveva festeggiato con lo champagne la vittoria di Ugo Cappellacci alle Regionali di un anno fa, visto che il governatore uscente Renato Soru aveva fermato il cemento con una delibera regionale, aprendo un contenzioso che si è concluso con la bella notizia di questi giorni.

Lo champagne gli è andato di traverso, per fortuna.

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Ma, effettivamente, che senso ha quella base?
post pubblicato in Diario, il 6 ottobre 2008


                                                           

Ieri si è svolto il "referendum autogestito" dei comitati "No Dal Molin" sulla base USA di Vicenza. "Autogestito", perchè il Consigio di Stato ha negato il referendum consultivo promosso dal Comune di Vicenza. Al voto hanno partecipato in 24mila, poco meno del 30% degli aventi diritto al voto, e di questi la larghissima maggioranza (95%) si è detta contraria alla base.

Ora, esprimere un'opinone sulla questione è difficile. Perchè si viene subito bollati o come "estremisti" o come "sottomessi". Comunque, pur essendo lontano dalla cosidetta "Italia del no" ad ogni costo, che ha fatto molti danni al Paese e più conservatore dei conservatori che dovrebbe combattere, e dagli estremismi che animano spesso questo tipo di "comitati", mi sento di dire anch'io il mio "no" alla base USA, senza estremismi. Il perchè? E' presto detto. Mettendo anche da parte le questioni economiche (lo Stato finanzia le basi USA in misura del 35-40%), territoriali (l'area dell'allargamento Dal Molin è una delle aree che andrebbero utilizzate per ben altri scopi, di interesse colletivo; inoltre la base causerebbe, a detta dei comitati, disagi alla cittadinanza) e pacifiste (fare una base militare non è mai bello, anche se non bisogna essere pacifisti estremisti), la base USA sarebbe anche accettabile se noi potessimo fare altrettanto in America. Non pretendo certo lo stesso numero di basi, ma perlomeno una, diamine. E invece no. Solo gli USA possono costruire basi e sfruttare il territorio altrui per scopi militari.

E' questo che mi dà fastidio. La non reciprocità. E allora, o pretendiamo rispetto e reciprocità, oppure evitiamo di sottometterci ulteriormente a questo piccolo-grande sopruso. Di basi USA ce n'è già abbastanza in Italia.

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