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il blog di Francesco Zanfardino
Economia da poltrona ed economia reale
post pubblicato in Diario, il 14 settembre 2009


                                          

E' passato ormai un anno da quel giorno di Settembre nel quale fallì la Lehman Brothers, e nessuno capì che l'addio al colosso finanziario americano sarebbe stata la goccia che ha fatto poi traboccare il vaso dell'intera economia globale, con tutti i suoi devastanti effetti sull'economia globale (a proposito, peggiora la situazione dell'Italia, nonostante i media diffondano ottimismo).

Il Presidente USA Obama, che all'epoca era impegnato nella volata finale delle presidenziali, ha affermato a gran voce che le regole nella finanza devono cambiare, che non devono essere più permessi "comportamenti sconsiderati" e che lo Stato non deve essere più necessitato ad intervenire per salvare banche o intervenire nel sistema finanziario. Inoltre, Obama ha posto ancora una volta l'accento sui bonus dati ai manager, una delle storture simboliche del sistema.

Per quanto mi riguarda, non ci capisco tantissimo di economia, e peggio ancor di finanza. Tuttavia, ho sempre trovato, se non sbagliato, indecente che si potesse "giocare" in Borsa. Vincere o perdere semplicemente schiacciando un bottone. Che si possa determinare la morte o il successo di un'azienda solo con delle manovre speculative. Che si possa letteralmente vendere l'aria fritta, ovvero prodotti finanziari come quelli che hanno scatenato la bolla speculativa negli USA. Insomma, ho sempre trovato illogico e controproducente che potesse esistere una sorta di "economia parallela" a quella "reale", ovvero del tutto slegata alla produzione reale, alle vendite reali, ai guadagni reali, agli investimenti reali ... alla fatica reale, insomma. Perchè è, come dire, "moralmente sbagliato", questa "economia da poltrona", oltre che fallimentare, perchè prima o poi qualcuno ne pagherà le conseguenze.

E, guarda caso, alla fine a pagarle siamo sempre soprattutto noi. Quelli che lavorano e producono veramente.

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Un nuovo Superenalotto
post pubblicato in Diario, il 24 agosto 2009


                                              

Da Sabato sera la vita di una persona è stata sconvolta. E quelle di qualche centinaio finiranno di continuare a farlo. Infatti ogni volta che, preso dall'euforia generale, giocavo la schedina con i magici "sei numeri" (bilancio tutto sommato in attivo, visto che una volta ho centrato un tre), riflettevo su cosa diavolo me ne sarei fatto di tutti quei soldi. Perchè per gente come noi, che fanno parte del 95% degli Italiani non ricchi, di quelli che sono cresciuti con la paghetta di 10 mila lire prima e di 10 euro dopo (tirchi i miei genitori, eh? Concordo!), e non con la carta di credito (reale o non, ovvero formato genitore-che-fa-il-bancomat) tipica dei figli di papà, quel montepremi che cresceva al ritmo di 3 milioni ogni 2 giorni era una somma che anche decuplicando il proprio stile di vita non si sarebbe riusciti a spendere. Forse nemmeno ce l'avrebbero fatta i discendenti. In compenso, ci si sarebbe ritrovati a dover infilare una serie di messinscene per nascondere la vincita e le sue conseguenze a chi ti ha sempre conosciuto con la Fiat Punto e con la scarpa da 100 euro a fare le vacanze in Calabria e non con la Ferrari e il guardaroba di Armani in giro per Dubai. A meno di non voler rivelare a tutti la tua straordinaria fortuna, e quindi ritrovarti assalito da orde di parenti, amici e organizzazioni di tutti i tipi, comprese quelle malavitose (e chi abita dalle mie parti lo sa bene), tutti in cerca di quei milioni che, tra l'altro, praticamente hai "rubato", in quanto non hai fatto niente di meritevole se non azzeccare dei numeri: ma questo è il problema minore, perchè in giro ci sono persone che "rubano" molto di più, e sono pure persone schifose.

E questo è l'aspetto migliore della vicenda. Perchè, in fondo, è pur sempre meglio avere 147 milioni in più che 147 milioni in meno. Decisamente. Il vero guaio sono quelle tante persone che in queste settimane hanno gettato nel vento non qualche decina di euro, giusto per giocare, ma somme talmente considerevoli che in molti casi si è ricorso agli usurai pur di segnare i numeri su quei pezzi di carta. Se ci aggiungiamo il fatto che, in questo come in tutti gli altri giochi, "il banco vince sempre", ovvero chi vince davvero è lo Stato che incassa milioni su milioni (nel 2009, che deve ancora finire, si è già giunt a quasi un miliardo di euro), si comprende facilmente come le associazioni dei consumatori e buona parte della società civile abbia chiesto più volte in questi giorni di mettere fine ai "jackpot d'oro", fissando un tetto massimo per il montepremi.

Io non sono d'accordo. Perlomeno, non sono d'accordo con chi chiede di mettere il "tetto" perchè altrimenti lo Stato si fa troppi soldi sulle spalle degli Italiani: infatti, lo Stato non impone mica di giocare. In fondo, è la più bella forma di "auto-tassazione", e non ci vedo niente di male se uno mette a disposizione del bene comune qualche euro ed è pure contento di farlo (vabbè, possiamo discutere su come i nostri politici gestiscano questi soldi, ma questo è un altro discorso: in linea generale, è comunque una cosa positiva). L'unico vero problema, quindi, è quello delle persone che "si lasciano prendere la mano", in virtù di quei montepremi troppo alti e della consapevolezza troppo bassa per rendersi conto che ci sia una possibilità su centinaia di milioni di prenderli.

Ed ecco qui la mia idea: cancellare le vincite singole, sostituendole con "vincite di gruppo". Ovvero, ogni schedina giocata viene abbinata automaticamente (e a caso) con un tot di altre schedine giocate da altre persone, ed i premi eventualmente vinti vengono divisi con le altre schedine appartenenti allo stesso "gruppo". In pratica, se poniamo che il "gruppo" viene stabilito di 100 schedine, ogni volta che giochi una schedina è come se ne giocassi 100 ma, se vinci qualcosa con quelle 100 schedine, ricevi solo 1/100 della vincita (per controllare le vincite delle altre schedine, si potrebbe fornire nella ricevuta un codice del "gruppo" con il quale controllare su Internet). In questo modo si eviterebbe lo sconvolgimento della vita dei vincenti, e si eviterebbe il fenomeno delle persone che si indebitano per giocare (difficile che lo facciano per vincere, nel migliore dei casi, 1-2 milioni di euro). E, in compenso, i Monopoli continuerebbero a fare affari, dato che le minori giocate dovute al venir meno dell'effetto "super-jackpot" sarebbero compensate dalle maggiori giocate dovute all'aumentare delle possibilità di vincita.

Che ne dite?

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