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il blog di Francesco Zanfardino
L'omofobia non è un'opinione
post pubblicato in Diario, il 6 agosto 2013




E' iniziata la discussione alla Camera dei Deputati del ddl Scalfarotto (Pd), firmato da oltre 200 deputati (in maniera pressochè trasversale, dal Movimento Cinque Stelle al PdL passando per Scelta Civica), che mira a introdurre in Italia il reato di omofobia, equiparandolo alle altre persecuzioni punite dalla cosiddetta "legge Mancino" ovvero quelle per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi. 

Una equiparazione già fatta propria nel 2006 a livello europeo con un'apposita direttiva UE, ma che in Italia è stata bocciata nella scorsa legislatura (allora a provarci era stata l'ex deputata Anna Paola Concia, sempre del PD) per via dell'opposizione dei settori più conservatrici del centrodestra e della comunità ecclesiastica italiana. Opposizioni che si fanno sentire ancora adesso, nonostante la composizione del nuovo Parlamento sia decisamente più favorevole. E che rischiano di far naufragare anche questo tentativo, sia con tecniche dilatorie (il PDL ha recentemente tentato di rinviare la discussione, ritenendola non prioritaria) che con una vera bocciatura che, seppur improbabile alla Camera, potrebbe esserci al Senato, dove il centrodestra ha più forza. 

Eppure si fa fatica a comprenderne le ragioni. Da parte dell'intellighentia conservatrice si levano voci scandalizzate verso l'introduzione di un nuovo "reato d'opinione", che renderebbe ad esempio punibili coloro che si dichiarano contrari al matrimonio gay o all'adozione da parte di coppie omosex e simili. Ma in tal senso l'intento del legislatore è chiarissimo: come ricordato dal testo del ddl Scalfarotto, la stessa legge Mancino non condanna la semplice manifestazione di un'opinione, ma punisce chi commette o istiga a commettere un reato (quello di discriminazione, per l'appunto). In sostanza: così come non sono punibile se evidenzio delle differenze tra i vari gruppi etnici, ma solo se incito in base a queste differenze a commettere atti discriminatori, allo stesso modo col ddl Scalfarotto sarò punibile se incito ad emarginare una coppia gay che si bacia in pubblico (mentre tollero quelle etero), ma certo non mi manderanno in carcere se dovessi definire più romantico il bacio tra un uomo e una donna!

E allora dov'è il motivo di tanta preoccupazione? Sarà forse la paura che, approvato questo testo, le battaglie del mondo attento alle rivendicazioni della comunità LGBTQi si concentrino su altre battaglie quale il riconoscimento delle coppie omosessuali?

Non è un paese per gay
post pubblicato in Diario, il 5 agosto 2011


Nella stessa giornata due notizie hanno interessato il mondo omosessuale (meglio definito LGBT): una lieta, ovvero il matrimonio, in terra tedesca, tra l'unico parlamentare italiano dichiaratamente omosessuale, l'on. Anna Paola Concia, e la sua compagna Ricarda. L'altra decisamente poco lieta, visto che a Cerignola un 20enne ha accoltellato ripetutamente il fratello maggiore perchè "disonorava" la famiglia in quanto gay, sottoponendolo quindi allo scherno dell'intero paese del Foggiano.

In effetti entrambe le notizie possono essere viste come negative, se pensiamo al fatto che l'unione fra la Concia e la sua compagna, che in Germania comporta gli stessi diritti (e doveri) del matrimonio fra eterosessuali, non è minimamente riconosciuta in Italia. Un paese, l'Italia, l'unico in Occidente, dove nessun diritto, nemmeno quello a non essere discriminati per il proprio orientamento sessuale, è riconosciuto a chi vuole vivere la propria sessualità in maniera diversa dal dogma, di impostazione cattolica ma soprattutto "machista", della "unione naturale fra maschio e femmina, che culmina nel matrimonio". Figuriamoci il riconoscimento delle coppie conviventi, ancor di più figuriamoci il riconoscimento del matrimonio fra persone dello stesso sesso (che dovrebbe essere una cosa scontata riconoscerlo, se si accetta che tutti gli orientamenti sessuali hanno pari dignità e quindi uguali diritti di riconoscimento davanti alla legge). Un paese dove, come naturale conseguenza, qualunque sessualità, anche eterosessuale, diversa da questo modello machista viene ritenuta (o comunque trattata nei fatti) perlomeno come anomala, arrivando fino all'intolleranza e sfociando nei casi estremi, e purtroppo non rari, nella vera e propria violenza. Fisica, come nel caso del fratello-coltello, o anche psicologica, come quella esercitata dai (spero la minoranza) cittadini di Cerignola, che pur non è propriamente un paesino sperduto di tre secoli fa (eppure evidentemente è rimasto a quel tipo di mentalità).

Un paese, l'Italia, dove regna l'ipocrisia, dove chi vorrebbe spaccare la testa ai "froci" magari è lo stesso che indossa solo mutande di Dolce&Gabbana; un paese, quindi, dove gay è ok se fai lo stilista o il parrucchiere, ma non se sei una celebrità, tanto che ci meravigliamo ogni volta che qualche "VIP" fa outing; un paese dove ci sono decine di migliaia di calciatori ma (guarda un po'!) sono tutti eterosessuali doc; un paese dove sono molti di più i politici che attaccano apertamente gli omosessuali che quelli che li difendono, dove una sola parlamentare su mille è ufficialmente omosessuale, ma poi sotto sotto più di qualcuno ha qualche rapporto da nascondere (e che non dovrebbe sentire di nascondere), compreso quelli della destra più ferocemente omofoba (vi ricordate di Haider?).

Un paese, insomma, che non è certo degno di definirsi, per davvero, un Paese civile. Almeno fino ad adesso.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

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