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il blog di Francesco Zanfardino
Sindaco weekend
post pubblicato in Diario, il 22 gennaio 2010


                                               

Renato Brunetta si candida a Sindaco di Venezia, ma nel caso vincesse non si dimetterebbe da Ministro. Anzi, ha il coraggio di dire che l'essere contemporaneamente sindaco e ministro sarebbe un "vantaggio" per Venezia. Motivo? Così da Roma sarebbe più facile fare arrivare i finanziamenti. E infatti il Ministro promette una "Gran Venezia", piena di opere e investimenti faraonici calati da Roma.

Bè, innanzitutto, c'è da dire che se Brunetta volesse davvero far questo, e queste opere sono davvero necessarie per Venezia, non si capisce perchè non l'ha fatto fare in questi quasi due anni di Governo ... o Venezia va finanziata solo se è della propria parte politica? Ma, comunque, il problema è un altro: ci vuole una bella faccia tosta per dire che un Sindaco part-time, o "Sindaco del week-end" come ha detto qualcuno, sia un vantaggio per i lagunari. Fare il Sindaco di un capoluogo di Regione e di una città così importante come Venezia non è un optional, ma un lavoro cui dedicarsi full-time. Altrettanto per il Ministro della Funzione Pubblica, specialmente se Brunetta intende fare quella "rivoluzione" che promette da tempo (fin troppo tempo, aggiungerei).

Insomma, Brunetta deve scegliere, se davvero pensa all'interesse dei Veneziani e degli Italiani, e se non è attaccato alle poltrone. Anche se, in realtà, il Ministro non dovrebbe proprio essere messo in condizioni di scegliere: la legge, infatti, dovrebbe impedire i doppi incarichi, specialmente in questi casi di palese incompatibilità. Va bene la lotta ai fannulloni, ma i "fantuttoni" non sono poi tanto meglio.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Debacle di Rutelli, non del centrosinistra
post pubblicato in Diario, il 28 aprile 2008


                          

Molti dipingeranno questa tornata di amministrative come una debacle per il PD e il centrosinistra. In effetti la perdita del Comune di Roma è una cosa molto grave per il centro-sinistra. Però, c'è da dire che il quadro generale delle amministrative è relativamente positivo per loro. Soprattutto considerando la batosta alle politiche (44% area di centrosinistra, 56% area di centrodestra).

Iniziamo dalle provinciali: Erano in ballo 9 province, 5 di CSx e 4 di Cdx. Ebbene, poco è cambiato. Asti, Catanzaro, Udine e Varese sono rimaste al Cdx, mentre Benevento, Massa, Roma e Vibo Valentia sono rimaste al CSx. Solo Foggia è passata al centrodestra. E, considerato il dato delle politiche, non è proprio una cattiva notizia per il centrosinistra.

Per quanto riguarda i comuni capoluogo, invece, qualcosa è cambiato. Erano 10 in gioco, 6 del CSx e 4 del CDx. Ebbene, i numeri rimangono gli stessi. Però, mentre Sondrio e Vicenza passano dal CDx al CSx, a passare dal CSx al CDx sono Brescia e, sopratutto, Roma.

Quindi, diciamo che tutto sommato il Centrosinistra ha tenuto. Non era facile mantenere quasi tutte le province e rimanere in equilibrio nei comuni capoluogo. Però, il "peso politico" del Comune di Roma è importante.

E la "colpa" è molto più di Rutelli che di Veltroni. Se infatti confrontiamo il dato delle comunali e quello delle provinciali (dove Zingaretti del PD ha vinto) e delle municipalità, vediamo che molti che hanno votato Zingaretti o uno dei presidenti delle municipalità di Csx non hanno votato Rutelli o hanno votato Alemanno.

Insomma, più che debacle del centrosinistra...una debacle di Rutelli.
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