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il blog di Francesco Zanfardino
Riporto Report: La cura
post pubblicato in Riporto Report, il 28 aprile 2009


                                              

Con un giorno di ritardo, a Discutendo si torna a parlare della puntata di Report, l'ottima trasmissione di inchieste giornalistiche condotta dalla Gabanelli: stavolta si tratta del sistema sanitario italiano. Tra pubblico e privato, sprechi ed inefficienze, tagli e false virtuosità (qui il video della puntata, qui la sua trascrizione integrale).

LA CURA (di Alberto Nerazzini)

L'inchiesta inizia con una prima parte dedicata ai rapporti tra sanità pubblica e privata. Si incomincia brevemente con un riferimento all'intramoenia, ovvero al fatto che in Italia, con qualche differenza fra le varie Regioni (come in tutto ciò che riguarda la Sanità, dato che è materia di esclusiva competenza regionale), i medici pubblici possono svolgere anche attività in studio privato: forse però sarebbe meglio che lo Stato impedisca ciò, chiedendo un contratto in esclusiva, magari aumentando un po' gli stipendi, così che i medici rimangano in Ospedale a smaltire le enormi liste d'attesa (e magari non sottraggono agli Ospedali medicine ed attrezzature per i propri studi privati, come documentato dal servizio). 

Ma il vero protagonista di questa prima parte è il DRG, ovvero il sistema di incentivazione introdotto nel 1995 con il quale gli ospedali, pubblici e privati, vengono premiati dallo Stato in base alla loro produttività: solo che in questo caso il "prodotto" è il paziente, e la sua salute. Comprenderete quindi facilmente come, se da un lato nel pubblico ciò può avere un senso, nella sanità privata (tra l'altro equiparata in vario modo a quella pubblica in molte Regioni), dove i profitti vanno tutti ai gestori delle strutture, comporta che tali strutture sono interessate a fare quante più prestazioni possibili: e, di conseguenza, dato che i medici da loro assunti sono pagati anche in base alla produttività, anche i medici sono spinti a tale ragionamenti. Da ciò originano scandali come quello dela clinica privata "Santa Rita" di Milano, prima fiore all'occhiello della sanità lombarda ma poi ribattezzata "clinica degli orrori" dopo che si scoprì che tantissime persone avevano subito operazioni inutili (e alcune di loro sono morte per questo) solo per far intascare più soldi a medici e gestori. Ma questo accade anche al San Raffaele, e a tanti ospedali e cliniche d'Italia finite sotto le lenti della magistratura. E' evidente che questo sistema si può reggere solo con i controlli, ma i controlli costano: e dato che in Italia invece di "razionalizzare" la spesa si preferisce "razionarla" (cioè si taglia e basta, mentre bisognerebbe tagliare gli sprechi ed investire in qualità), finisce che siamo tra gli ultimi Paesi per percentuale di controlli (tra l'altro in molte Regioni ben al di sotto del 10% previsto per legge).

E, a proposito di spesa, il Governo Berlusconi ha deciso di tagliare 5 miliardi per i prossimi due anni. Tagli "orizzontali", "razionari" e non "razionali", che rischiano di compromettere i servizi essenziali in molte Regioni, e di dover comportare il pagamento di ticket da parte dei pazienti: e questo a causa degli enormi deficit nella Sanità di molte Regioni, soprattutto al Sud. Ma perchè? Report ce lo spiega con un esempio: la Calabria. Qui addirittura il deficit non riescono ancora ad identificarlo per bene (comunque 1-2 miliardi di euro di debiti). E nonostante questa enorme spesa, la Calabria è piena di ospedali fatiscenti (36 ospedali irregolari su 39). Il motivo di tale spreco? Come al solito, clientelismo e corruzione: ovvero assunzioni sopra ogni limite (alcuni ospedali hanno più dipendenti che posti letto), e dirigenti che lucrano sui mini-appalti quotidiani degli ospedali (per le forniture, chiedendo sovvenzionamenti molto superiori al necessario). E anche i centri di "eccellenza", in Calabria, in realtà sono ulteriori fonti di spreco ed inefficienza (seppur in forma molto più lieve), o comunque sede di clientelismo. Uno di questi, l'Istituto Campanella, aspira a diventare IRCCS, ovvero un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, grazie al quale riceverebbe forti finaziamenti pubblici e privati per fare ricerca. In funzione di questo obiettivo la Regione, nonostante il deficit, ha stanziato tanti milioni di euro: però di risultati scientifici nemmeno l'ombra. Verrebbe da chiedersi se non sia il caso di investire di meno sul Campanella e di più nella qualità del servizio pubblico. O perlomeno controllare gli investimenti ...

Ma il "fenomeno IRCCS" riguarda tutta Italia. A partire dal 2003, tali centri si sono moltiplicati, ma solo grazie ad un alleggerimento della norma che ne prevede i criteri per l'attribuzione. Così abbiamo tanti istituti che meritevolmente ricevono finanziamenti pubblici, e tanti altri no. E' il solito discorso: va bene l'incentivo, ma servono i controlli. Altrimenti, si fanno più danni che prima. Il problema però è questo: c'è la volonta (da parte di chi comanda) di fare questo? Oppure a loro conviene così perchè sono l'espressione diretta di questo sistema?

IL MIO COMMENTO: Che dire ... come Report giustamente sostiene, occore razionalizzare, e non razionare, la spesa in Sanità. Altrimenti il nostro sistema sanitario, invidiato (almeno una volta) da tutto il mondo perchè totalmente aperto a tutti (a differenza, ad esempio, da quello americano, dove i costi ricadono direttamente sui pazienti, e per essere curati bisogna pagare), finirà peggio di tutti: una formidabile fornace di sprechi, clientelismo, corruzione ed incapace di garantire servizio pubblico. Dunque si elimini l'intramoenia, si riveda (o abolisca) il DRG nel privato, si preveda il sistema unico per gli appalti nella Sanità, si mandi in galera chi gestisce in maniera indecente il denaro pubblico della Sanità (e si commissarino le Regioni inadempienti). E questo avvenga in tutti i settori della spesa pubblica. Altrimenti, che parliamo a fare di Federalismo: la Sanità è già un modello federalista (la competenza è esclusiva delle Regioni), e vediamo bene come funziona ...

Altre rubriche
: Anche "L'emendamento" della settimana parla di sanità, ma in relazione ai cosiddetti "medici-spia" che il Governo vorrebbe introdurre, e mette in evidenza come la denuncia sia obbligatoria, e non facoltativa (qui video, qui testo). Invece la Goodnews della settimana parla di ambiente, ed in particolare della "riconversione ecologica" dei supermercati avviata in Germania e che sta prendendo piede anche da noi (qui video, qui testo).

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Vergognoso Sacconi
post pubblicato in Diario, il 17 gennaio 2009


                                           

Violenza privata. E' questa l'accusa con la quale il Ministro del Welfare Maurizio Sacconi è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma, in merito all'ormai annosa vicenda di Eluana Englaro, la ragazza in stato vegetativo persistente da ormai 17 anni e cui un lunghissimo procedimento giudiziario, che ha visto protagonista suo padre Beppino Englaro, ha definitivamente riconosciuto il diritto di porre fine alla sua condizione.

Il provvedimento della Procura è scattato in seguito alla denuncia dei Radicali Italiani, che da sempre si battono per Eluana e più in generale per una legge sul testamento biologico, dopo che il Ministro Sacconi aveva emanato un'atto di indirizzo per vietare l'interruzione forzata dell'idratazione e dell'alimentazione nelle strutture del Servizio Sanitario Nazionale e in quelle private ad esso convenzionate.

Ebbene, è successo che una clinica di Udine, che inizialmente aveva accettato di accogliere Eluana per "staccare la spina", ha dovuto fare dietrofront, denunciando possibili ritorsioni del Ministero. La struttura è infatti convenzionata con il SSN, e dopo l'atto d'indirizzo di Sacconi avrebbe probabilmente perso la convenzione. Di fatti, lo stesso Sacconi, a chi gli chiedeva se la clinica udinese rischiava di perdere la convenzione nel caso in cui avesse eseguito la sentenza della Cassazione su Eluana Englaro, aveva dichiarato: "Certi comportamenti difformi da quei principi determinerebbero inadempienze con conseguenze immaginabili".

Vergognati Sacconi. Ricorrere a vili ricatti pur di non porre fine ad un calvario quasi ventennale e di non adempiere ad una sentenza definitiva della Cassazione non è degno di alcun uomo politico. Dimettiti, o perlomeno, invece di perdere tempo e dignità in inutili battaglie contro la logica e la ragione, pensa a far approvare quanto prima una legge che riempia finalmente questo secolare vuoto sul testamento biologico, consentendo a persone come Eluana, Nuvoli, e tanti altri in condizioni vegetative irreversibili, di morire dignitosamente secondo le loro volontà. Evitando di dover aspettare, nel frattempo, decenni di processi e dibattiti estenuanti (e costosi, sotto tutti i punti di vista).
 
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