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il blog di Francesco Zanfardino
Libertà di espressione
post pubblicato in Diario, il 12 agosto 2010


                                          

Le parole impropriamente attribuite a Luca Cordero di Montezemolo, in realtà una riflessione che la sua associazione Italia Futura ha pubblicato sul suo sito Internet, hanno suscitato immediate polemiche politiche, con tiepidi plausi da centrosinistra e finiani contrapposti allo sdegnato astio da parte del centrodestra. Il che era prevedibile, visto che l'ex leader di Confindustria viene da tanti aleggiato come possibile guida di un "governo tecnico", e da alcuni persino come futuro candidato premier per una "larga intesa" da Vendola a Fini.

In realtà, però, la riflessione di ItaliaFutura-Montezemolo non va certo in questa direzione: anzi, pur non risparmiando critiche al governo Berlusconi, definito tra l'altro come "deludente", in fondo si auspica una riappacificazione tra Fini, Bossi e Berlusconi che porti la legislatura a concludersi nei suoi termini naturali, nel "rispetto del mandato degli elettori". Insomma, un parere da "pompiere" di centrodestra, secondo la formula sdoganata dal ministro Alfano.

Per questo risultano ancora più incomprensibili le piccate repliche dei berluscones, che invitano Montezemolo a "scendere in politica" se vuole avere il diritto di sprimere giudizi. Concetto tra l'altro ribadito persino, seppure in toni meno aggressivi, anche dal finiano d'attacco Bocchino. Come se solo i politici avessero il diritto di partecipare al dibattito civile: una dimostrazione di arroganza che è un ulteriore segnale della paura e della debolezza dei berluscones che vedono avvicinarsi il proprio fine Impero. Speriamo il prima possibile.

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Senza pudore
post pubblicato in Diario, il 27 aprile 2010


                                            

Una volta, certe cose si facevano, e si fanno ancora, di nascosto, a tavolino. Oppure, nel caso delle "conte" interne, anche chiamando a raccolta i propri elettori, come nel caso del PD. Invece ora la bramosia di potere e gli stracci che volano nella maggioranza hanno fatto sì che i loro esponenti portassero alla luce del giorno, quasi con orgoglio, i peggiori lati della politica italiana.

Penso alla Lega che senza il minimo di pudore reclama a gran voce di entrare nei "posti che contano" all'interno delle banche. Oppure, per restare alle polemiche degli ultimi giorni, l'esigenza della "conta" sbandierata senza ritegno dalla "componente finiana", con il massimo della "indecente trasparenza" raggiunto oggi con le dimissioni da vicecapogruppo dell'on. Bocchino. Soprattuto con le motivazioni fornite per tale gesto: "(...) Ho il dovere di comunicarti che all'assemblea del gruppo presentero' la mia candidatura a presidente contrapposta alla tua o a quella di altri. Cio' non per distanza politica o personale da te, ma per consentire alla minoranza di esercitare il suo ruolo, di verificare le sue forze e conseguentemente di rivendicare gli spazi corrispondenti al suo peso".

Certo, le commistioni tra politica e banche sono storiche, così come il correntismo e le "componenti" basati non su contrapposizioni politiche ma autoreferenziali, ma almeno fino a poco tempo fa ce ne se vergognava, si tendeva a negarle fino all'evidenza. Tra poco si arriverà a rivendicare con orgoglio anche la corruzione in politica ... ah, pardon, già sta avvenendo.

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Assenteismo e buon esempio
post pubblicato in Diario, il 12 novembre 2008


                                          

Ieri chi ha assistito alla puntata de "Le Iene" sarà certamente rimasto colpito dal servizio del Trio Medusa sull'assenteismo dei parlamentari. Il servizio si basava sulla dichiarazione del capogruppo PdL alla Camera Cicchitto, che aveva proposto di multare di 10 euro ogni assenza fatta dai parlamentari. Proposta subito affossata dagli stessi parlamentari del PdL, nonostante la cifra ridicola, ma che il Trio Medusa ha voluto riproporre andando a "multare" i parlamentari davanti Montecitorio. Ebbene, è successo che, diversamente dagli altri parlamentari che hanno accettato quasi tutti bonariamente la critica, l'on.Carlucci (Pdl) ha aggredito fisicamente e verbalmente gli inviati de "Le Iene", accusandoli di essere "imbecilli", dichiarando di lavorare "dalla mattina alla sera", di avere il "99% di presenze"; ha inoltre rotto le telecamere e i microfoni, con una imbecillità che potrete meglio verificare guardando il video.

Ora, a parte il fatto che la Carlucci è stata assente a 55 votazioni (l'8%, non l'1%), cifra certamente minore di tantissimi altri parlamentari, ma maggiore di tanti altri fermati dal Trio Medusa e che hanno accettato la critica "pagando" la multa, e a parte il fatto che un Parlamentare della Repubblica mai dovrebbe permettersi di lasciarsi andare a simili aggressioni, ciò che importa davvero è che non si può lanciare una battaglia contro l'assenteismo dei dipendenti pubblici e poi lamentarsi se qualcuno nota che a dare il cattivo esempio sono proprio i parlamentari, i dipendenti pubblici "per eccellenza".
 
Poi, certamente, l'argomento non va affrontato con qualunquismo, perchè ci sono differenze notevoli fra parlamentari e parlamentari, e fra parti e partiti (come potete vedere da questa ottima tabella del "Sole 24 Ore"). Così come ci sono queste differenze fra i dipendenti pubblici (e, a proposito di qualunquismo, sparare cifre meno inventate sulla "magica riduzione" dell'assenteismo gioverebbe alla credibilità del sistema). Ma d'altronde non mi sembra che nè "Le Iene" nè tanti altri abbiano detto che sono tutti uguali (eccetto Grillini & Co), nè che il Governo o altri abbiano detto che tutti i dipendenti pubblici sono fannulloni e assenteisti: ma allora perchè le critiche delle Iene sono "qualunquiste", mentre la battaglia di Brunetta non lo è? Hanno forse ragione i dipendenti pubblici "onesti" a difendersi anche loro da questa campagna qualunquista nei loro confronti? E non abbiamo forse ragione tutti noi a chiedere che le dure condizioni imposte da Brunetta ai dipendenti pubblici (malattie e tornelli) vengano applicate anche ai parlamentari, che devono dare il buon esempio (e che godono anche di innumerevoli privilegi)?

Poi si può discutere sull'utilità di queste cose ... per me, ad esempio, conta più il fatto che i dipendenti pubblici, parlamentari compresi, facciano (e bene) il lavoro loro assegnato, più che essere presenti per poi magari far niente. D'altronde, forse in taluni casi sarebbe meglio che i parlamentari fossero ancora più assenti di così ...

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