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il blog di Francesco Zanfardino
Emergenza latente
post pubblicato in Diario, il 3 settembre 2010


                                            

Dopo la "risoluzione" dell'emergenza rifiuti in Campania, vero fiore all'occhiello mediatico di questo Governo (complice il mondo del giornalismo e dell'opposizione, incapace di sottolineare come Berlusconi e soci avessero semplicemente spostato i rifiuti in discariche tra l'altro costruite dal predecessore di Bertolaso, il commissario De Gennaro), i riflettori si sono sempre più spenti sulla situazione dei rifiuti in Campania. Tanto che, dopo che il 31 Dicembre 2009 è finita per decreto l'emergenza rifiuti, nessuno può più informarsi sulla situazione del ciclo dei rifiuti in Campania. Perlomeno su Internet, dato che con quel decreto è stato chiuso il portale www.emergenzarifiuticampania.it, il sito della struttura commissariale che, seppur non in maniera perfetta, forniva aggiornamenti continui in materia.

E così possiamo ragionare solo sui dati al 31/12/09. Ragionamenti interessanti, però. Secondo quelli forniti da Bertolaso nella sua relazione al Parlamento, a quella data questa era la situazione per quanto riguarda la capacità di smaltimento delle 6.700 tonnellate di rifiuti prodotti mediamente ogni giorno in Campania:

- discarica di Savignano Irpino (AV): capacità residua 450mila tonnellate;

- discarica di Sant'Arcangelo Trimonte (BN): c.r. 400mila tonnellate;

- discarica di Chiaiano (NA): c.r. 587.122 tonnellate;

- discarica di San Tammaro (CE): c.r. 1.292.027 tonnellate;

- discarica di Terzigno (cava Sari) (NA): c.r. 465.319 tonnellate.

Nell'elenco erano previste anche la seconda discarica di Terzigno (cava Vitiello - 3.000.000 tonnellate), Andreatta (AV - 1.000.000 tonnellate) e di Serre (2.000.000 tonnellate), tanto da far dire a Bertolaso che la Campania era a posto per almeno 4 anni, ma queste discariche in realtà sono ancora sulla carta e difficilmente verranno mai realizzate: l'unica probabile, la cava Vitiello, è stata pure bloccata dal TAR. Restano quindi 3.194.468 le tonnellate di rifiuti che secondo Bertolaso potevano essere conferite nelle discariche campane, al 31 Dicembre 2009.

Nel frattempo sono passati 246 giorni che, al ritmo di 6700 al giorno, rappresentano 1.648.200 tonnellate smaltite finora nel 2010. Resterebbero quindi 1.546.268 tonnellate di "spazio", dato che nel frattempo nessuna discarica è stata aperta, equivalenti ad altri 231 giorni di "sopravvivenza". Cioè a metà Aprile 2011. Poi, se non si prenderanno nuovi provvedimenti, i rifiuti si ammasseranno sempre di più nelle strade, senza alcuno sfogo. Mi direte voi: ma non c'è anche l'inceneritore di Acerra? E' vero, ma il suo funzionamento è stato finora altalenante: spesso non funzionano contemporaneamente le tre linee. Comunque, anche ammettendo un suo pieno funzionamento finora (anche qui, i dati non sono disponibili), sono 492.000 tonnellate smaltite, che allungherebbe di altri 73 giorni il periodo di sopravvivenza. Ovvero fino a fine Giugno 2011. Altro che 2013.

Ma il vero problema è che i dati di Bertolaso sono molto dubbi. Proprio sul "suo" sito www.emergenzarifiuticampania.it si dice che, sempre al 31/12/09, a Savignano sono state conferite 610mila tonnellate sulle 700mila a disposizione, mentre a Sant'Arcangelo 650mila su 700mila (e chi ha seguito costantemente gli aggiornamenti su questo sito sa che è così; qualche cifra non coinciderebbe nemmeno su Terzigno e Chiaiano, ma lasciamo stare). Quindi 140mila tonnellate di "spazio residuo" nel complesso, rispetto alle 850mila delle parole di Bertolaso. E così dobbiamo togliere 710mila tonnellate ai nostri calcoli, ovvero 106 giorni: scendiamo a 198 giorni di sopravvivenza, ovvero fino a metà Febbraio. E tenete conto che, a questo punto, dopo 8 mesi, le due discariche in questione dovrebbero essere molto prossime all'esaurimento: e sarà difficile smaltire 6.700 tonnellate nel solo inceneritore di Acerra e nelle due discariche di Terzigno e San Tammaro (a Chiaiano ci vanno poche centinaia di tonnellate al giorno). Difficoltà e raccolta di rifiuti "a singhiozzo" in arrivo, insomma. 

Se poi ci aggiugiamo che a San Tammaro dovevano finirci praticamente solo il milione di tonnellate di rifiuti accumulati nel sito di stoccaggio "provvisorio" di Ferrandelle, comprenderete come aumentano i miei dubbi. In tal caso rimarrebbero 49 giorni di sopravvivenza, ovvero fine Ottobre.

Che confusione, insomma. Dovuto ad un colpevole vuoto d'informazione voluto dal Governo e che vede ancora complice l'opposizione (tutta) e il mondo dell'informazione. Il Governo ci dica chiaramente qual'è la situazione dei rifiuti in Campania e prenda i dovuti provvedimenti, rispettando le promesse sullo sviluppo della raccolta differenziata (attualmente ferma al palo) e cercando di superare il modello di gestione basato solo su discariche e inceneritori, con l'impiego di centri di riciclo ed altri sistemi alternativi. Altrimenti non ci vengano a chiedere di aprire nuove discariche "per l'emergenza", di fronte ai rifiuti in strada, dopo aver tentato fino all'ultimo di nascondere tutto.

E, intanto, nella "Terra dei Fuochi" si continua a bruciare ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Ripeto: c'è davvero la svolta nell'emergenza in Campania?
post pubblicato in Diario, il 16 dicembre 2008


                                      

Quello che vi ho allegato è un video che ho trovato oggi su YouTube. Come potete vedere, un enorme cumulo di "monnezza" alberga in Via Unità Italiana, Caserta centro, proprio sotto il grande cartellone pubblicitario che sponsorizza Berlusconi e le cosidette "primarie" del PDL del 13-14 e 20-21 Dicembre ("primarie" è una parola grossa, grossissima, ma questo è un altro discorso). Non è certo questa la situazione di tutta la Campania, che è certo in condizioni diverse rispetto a Gennaio-Febbraio ... però tanto per ribadire che certi trionfalismi sono decisamente inopportuni. E che, se immagini del genere fino ad Aprile sarebbero state su tutti i TG, ora invece non se ne parla nemmeno. Detto ciò, il video mi dà in realtà un occasione per ribadire un'altra cosa. Ovvero l'assenza di una reale svolta nell'emergenza rifiuti in Campania. Era già stata oggetto di un post, che ripubblico a distanza di un mese, visto che non è cambiato niente (ovviamente aggiorno date ed eventi).

Ormai è diventato un assioma. L'emergenza rifiuti in Campania è finita ed è tutto merito del Governo Berlusconi, l'unico a prendere decisioni e riportare lo Stato in Campania. Mentre la fallimentare gestione dei rifiuti è tutta colpa dei Governi di sinistra, che non facevano aprire discariche e termovalorizzatori. Peccato che le cose non stiano proprio così, e l'annunciata svolta nella gestione dell'emergenza non è affatto avvenuta: per capirlo basta semplicemente analizzare i fatti.

Innanzitutto, l'emergenza rifiuti in Campania dura da 14 anni, 7 governati dal centrodestra e 7 dal centrosinistra. Dunque, se il Governo Berlusconi è riuscito a risolvere l'emergenza "in 58 giorni", ed è tutto merito suo, non si capisce perchè non l'abbia fatto negli altri 2500 giorni e passa in cui ha governato (quando tra l'altro la situazione era meno grave di quella di Gennaio 2008). E non si dica che era tutta colpa di Bassolino, perchè non è la Regione ma il Commissariato a gestire lo smaltimento dei rifiuti (altrimenti non avrebbe senso il commissariamento, no?): il Commissario fu istituito nel 1994, quando c'era il centrodestra al Governo della Campania (Rastrelli) e Bassolino è stato commissario dal 2000 al 2004 (tre su quattro governati da Berlusconi: perchè non l'hanno cacciato?). Bassolino ha fallito, ma Berlusconi non lo cacciò.

Poi veniamo alla situazione recente: ovvero a De Gennaro e Bertolaso, i capi delle due task-force di Prodi e Berlusconi per risolvere l'emergenza rifiuti. Ebbene, De Gennaro ha lavorato per 142 giorni (21 Gennaio - 10 Giugno); Bertolaso 189 giorni, finora (dall'11 Giugno in poi). Eppure il lavoro di De Gennaro ha fruttato due discariche, quello di Bertolaso nessuna. Infatti, navigando sul sito del Sottosegretario Bertolaso
www.emergenzarifiuticampania.it, scopriamo che le due discariche di Savignano (700mila metri cubi) e Sant'Arcangelo (750mila) sono state aperte rispettivamente il 12 e il 25 Giugno: dato che Bertolaso, sempre secondo il sito, ha cominciato il lavoro l'11 Giugno, si capisce che ha dovuto solo tagliare i nastri (effettuare i collaudi) alle discariche costruite da De Gennaro e "riportare la Campania all'Occidente". Persino dei bambini sarebbero stati capaci di farlo. Mentre l'apertura della discarica di Chiaiano (700mila), tanto voluta da Bertolaso, viene continuamente rinviata e tuttora non si sa ancora quando verrà aperta (sul sito c'è scritto che i primi conferimenti avverranno a fine Dicembre, ma d'altronde lo avevano detto anche di fine Ottobre, di metà Novembre, dei primi giorni di Dicembre ... e Bertolaso stesso, il 22 Giugno, aveva detto "Chiaiano pronta in 3 mesi", ovvero fine Settembre ... 3 mesi sì, ma di ritardo!). Speriamo almeno che per il termovalorizzatore di Acerrra si rispettino i tempi, ovvero iniziando le prime attività a fine Dicembre.

Tutto questo mentre il Governo ci ha fatto credere che è tutto merito suo, e che in 58 giorni la Campania non è stata ripulita "così e così", ma alla perfezione, con al massimo qualche bicchierino di plastica sul lungomare prontamente raccolto dallo stesso Premier con ramazza. Mentre per settimane e settimane dopo "il grande annuncio" le strade della periferia di Napoli e della Provincia hanno
continuato ad avere problemi gravi, e tuttora persistono punti critici in tutta la Campania.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Oggi di scena: l'Italia del no e la non-Italia
post pubblicato in Diario, il 1 giugno 2008


    (A.Sala)  

In questa primo giorno di Giugno sono andate di scena due delle parti peggiori del Paese. Coloro che, pur rappresentandoci al Governo del Paese, non si riconoscono nella nostra nazione, e coloro che sanno solo dire di "NO" ad ogni costo, senza proporre alternative.

Cominciamo dai primi, ovvero quelli della "non-Italia". Oggi a Pontida c'è stato il primo raduno leghista dopo il trionfo elettorale di Aprile, grazie al quale hanno raddoppiato i consensi. Erano presenti tutti i big della Lega, in primis Calderoli, Maroni e Bossi. I parlamentari leghisti hanno giurato fedeltà alla Padania, riprendendo il famoso giuramento della Lega Lombarda contro Federico di Svevia. Insomma, scene da Medioevo. Qualcuno potrebbe dire: ma quegli stessi parlamentari e quegli stessi ministri non avevano giurato fedeltà alla Repubbica Italiana? Non è una contraddizione? Poi, dal palco, il Ministro dell'Interno Maroni ha tuonato contro l'Europa, "rea" di esprimere le proprie perplessità sui provvedimenti del Governo; inoltre, i leghisti hanno ribadito l'intenzione di chiedere un referendum sul trattato di Lisbona, con il chiaro intento di mettere in discussione il cammino della Costituzione Europea. Ma il Governo di centrodestra non doveva essere quello del "recupero" della credibilità internazionale? Infine, dulcis in fundo, il leader Bossi, che tuona contro tutte le istituzioni Italiane, minacciando una "lotta di liberazione" se gli alleati o l'opposizione impediranno il realizzarsi del federalismo. "Siamo qui a Pontida per rinnovare il nostro patto, combatteremo fino alla libertà contro il centralismo statale. Ci sono centinaia di migliaia di persone, forse milioni, pronti a battersi per la libertà". Il tutto condito da ripetuti "Va Pensiero" (trasformato in un inno anti-Italiano), da militanti con magliette con la scritta "Padania is not Italy", e dall'immancabile slogan: "Roma padrona, la Lega non perdona". Ovviamente, di fronte a tutto questo, gli alleati del PDL commenteranno: "Solo folklore". Solo folklore? Eh no, cari: persone che dicono queste cose non dovrebbero rappresentarci. Per il semplice fatto che i nostri parlamentari, i nostri ministri, i nostri consiglieri, rappresentano l'Italia, non la Padania. E chi dice nei confronti dei propri avversari che non si può stare con chi dice "una, cento, mille Nassiriya", per coerenza non dovrebbe stare con chi sfregia l'orgoglio nazionale.

Passiamo agli altri, ovvero a "l'Italia del NO". Oggi a Chiaiano si è infatti svolta la manifestazione contro la discarica che si dovrebbe realizzare in una cava della frazione di Napoli. Insieme al comitato contro la discarica, hanno sfilato centri sociali, comitati anti-discarica di altre città, comitati anti-inceneritore, comitati NO-Dal Molin, comitati NO-Tav, comitati su comitati. Tutti uniti da una sola parola: NO. Per carità, non sono contro il diritto di protesta: protestare è un diritto. Ma bisogna ricordarsi anche dei propri doveri: e quindi, se è giusto mettere in evidenza determinati problemi, bisogna anche essere capaci di indicare delle alternative. Soprattutto in queste situazioni di emergenza: non si può pensare che sia meglio lasciare i rifiuti nelle strade, magari anche bruciandoli, pur di non metterli nelle discariche e bruciarli negli inceneritori. Anche io sono perplesso da come si sta gestendo la cosa e anche sulla cava di Chaiano, indiscutibilmente vicina a centri abitati e ospedali. Ma non mi verrebbe mai in mente di sfilare, perchè da qualche parte l'immondizia si deve mettere. E non si può pretendere che le province si prendano il carico dell'immondizia del comune di Napoli. Magari si può chiedere di stoccare solo "eco-balle" (vabbè, i rifiuti pressati) e in misura minore delle 700mila tonnellate previste, magari si può chiedere di fare tante piccole discariche nel territorio comunale, ma dire di no a prescindere non serve a niente. E' solo autolesionismo. E, tra l'altro, che diavolo centrano i No-DalMolin e i No-Tav?

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