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il blog di Francesco Zanfardino
Più carceri? Speriamo bene
post pubblicato in Diario, il 23 gennaio 2009


                                                 

Sono sempre stato d'accordo sulla necessità di costrutire più carceri in Italia. Mene resi conto quando, negli anni recenti, ad ogni estate si moltiplicavano gli appelli indignati per l'elevato sovraffollamento delle carceri, con tutte le sue conseguenze per le condizioni sanitarie, aggravate dalle alte temperature (per questo ogni estate si moltiplicavano gli appelli) e per il rispetto dei più elementari diritti umani. Tanto che lo stesso papa Giovanni Paolo II, nella sua visita al Parlamento Italiano del 2002, chiese accorato un provvedimento di indulto: "senza compromettere la necessaria tutela della sicurezza dei cittadini, merita attenzione la situazione delle carceri, nelle quali i detenuti vivono spesso in condizioni di penoso sovraffollamento. Un segno di clemenza verso di loro mediante una riduzione della pena costituirebbe una chiara manifestazione di sensibilità, che non mancherebbe di stimolarne l'impegno di personale ricupero in vista di un positivo reinserimento nella società".

Appello che fu accolto parzialmente nel 2003, maggioranza di centrodestra, con il cosidetto "indultino", che scontava per alcuni reati due anni di pena a chi aveva già scontato metà della pena, che però non basto. Il problema si ripresentò subito, e nel 2006, maggioranza di centrosinistra (ma con i voti determinanti di Forza Italia e Udc, occorre ricordarlo) fu necessario un vero e proprio "indulto", stavolta di 3 anni, a prescindere dagli anni di pena già scontati. Dunque negli ultimi centrosinistra e centrodestra, di fronte al problema delle carceri sovraffollate, hanno scelto sempre una sola strada: l'indulto. Con tutte le conseguenze per la certezza della pena, per la sicurezza dei cittadini, ecc. ecc. Mentre la strada più ovvia è un altra: costruire nuove carceri.

Dunque vedo con molto favore la volontà del Ministro della Giustizia, Alfano, di attuare un "piano carceri". Un piano che dovrebbe aumentare la capienza totale delle carceri italiane del 40% (da 43mila a 60mila). Certo, ci sono molte perplessità. Per esempio la scelta di "differenziare" i detenuti per reati minori dal resto degli altri, ponendoli in "carcerine" (non vorrei che le "nuove carceri" in realtà siano strutture riadattate allo scopo, senza i relativi standard di sicurezza). Così come l'insufficienza di tali numeri, dato che già adesso ci sono 58mila carcerati (con una capienza "regolare" di 43mila, dunque un sovraffollamento enerome). Così come l'istituzione dell'ennesimo commissario straordinario (l'Italia è il paese dei commissari, ormai), sperando almeno che la struttura commissariale faccia il proprio dovere e non si riveli un costo in più, come spessissimo accade in Italia. Ma soprattutto desta molte perplessità la decisione di prelevare finanziare parte del piano con i soldi per il reinserimento sociale dei detenuti, e quella di costruire le nuove strutture con finaziamenti privati, preludio di una privatizzazione delle carceri cui sono fermamente contrario. E poi io avrei fatto in maniera diversa: ovvero facendo funzionare tutte quelle carceri nuove di zecca ma mai andate in funzione (ricorderete, no, tutti quei servizi di Striscia la Notizia?), evitando di sperperare altri soldi delle nostre tasse. Ma comunque meglio di niente.

Certo, rimane il problema fondamentale dell'Italia: che non è la certezza della pena, ma la certezza della condanna. Tra prescrizioni, amnistie, sconti di pena dati "allegramente", insufficienza di fondi e mezzi per forze dell'ordine e magistrati, limitazioni alle intercettazioni, tagli ai fondi, eccetera (tra l'altro la responsabilità del centrodestra per queste cose è altissima), corriamo il serio rischio un giorno di avere le carceri, ma non i delinquenti. Capito Alfano?

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Il Governo della Sicurezza taglia le carceri
post pubblicato in I frutti della demagogia, il 28 dicembre 2008


                                               

Ormai ci dovremmo essere abituati. Dopo il taglio del 22% delle risorse e del 10% degli organici per il sistema giudiziario, dopo il taglio 6.700 unità agli organici e di 1 miliardo e mezzo ai fondi delle Forze dell'Ordine, dopo le politiche giudiziarie del Governo rivolte solo alla risoluzione di problemi personali (lodo Alfano) o a limitare l'attività della magistratura (ddl ferma-intercettazioni) e ad evitare che i criminali vengano condannati (allungamenti vari dei processi), dopo il raddoppio degli sbarchi rispetto al 2007 ammesso da Maroni e i 2000 sbarcati in tre giorni persino nel freddo Natale, certe notizie non dovrebbero fare più effetto.

E invece il taglio del 30% in Finanziaria dei fondi per le carceri Italiane mi fa molto, molto effetto. Non solo perchè il miglioramento della condizione delle carceri italiane e la costruzione di nuove carceri sono l'unica strada per evitare la necessità di nuovi indulti, dato che il sovraffollamento delle carceri sta tornando e cresce a livelli esponenziali, con tutte le conseguenze sulla certezza della pena. Ma anche perchè di tutto questo non c'è percezione nella società Italiana: il Governo ha dato il contentino dei militari in strada (qualcuno li vede ancora in giro, a proposito?), delle "nuove norme" sull'immigrazione, ecc. ecc. ma nessuno si rende conto che nel frattempo ci sono migliaia di forze dell'Ordine in meno, la Giustizia va a rotoli, i clandestini raddoppiano e le carceri scoppiano.

Forse sarà perchè certe notizie un anno fa sarebbero finite su tutti i TG, con contorno di polemiche di tutti gli esponenti del centrodestra. Mentre ora mi ritrovo a trovare questa notizia, con molta fatica e per caso, sul sito dell'Unità o su quello della Uil.

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Sicurezza, meno chiacchiere più fatti: costruire nuove carceri
post pubblicato in Diario, il 23 agosto 2008


                                                        
 
Sulle ultime elezioni si è detto di tutto e di più, ma su una cosa gli analisti sono tutti d'accordo: il centrodestra ha vinto sulla sicurezza. Dunque, era inevitabile che il nuovo Governo dovesse occuparsi di questo tema, per non tradire il mandato degli elettori. Tuttavia, i frutti di questi primi quattro mesi di Governo sono ben poco sostanziosi: quella "svolta" sulla sicurezza che il Paese si attendeva non è arrivata.

I provvedimenti in materia del Governo, infatti, quando non sono stati in continuità con quelli del precedente Governo (come i "sindaci-sceriffi", o meglio i maggiori poteri dati ai sindaci, già presenti nel "pacchetto-Amato"), sono stati poco più che un misto di propaganda e populismo, volti più ad assecondare le paure e gli stereotipi di larga parte degli Italiani che a contribuire fattivamente ad una maggiore sicurezza. L'esempio principe sono le impronte prese ai Rom, delle quali non se ne comprende l'utilità: infatti, o sono prese a Rom "regolari", e quindi inutili e discriminatorie (perchè solo ai Rom e per gli Italiani bisogna aspettare il 2010?), o sono prese a Rom "irregolari", ma comunque inutili, perchè una volta accertata la loro regolarità dovrebbero essere espulsi, no? E allora perchè invece di fare un semplice censimento bisonga aggiungerci pure l'inutile raccolta di impronte? Passando poi per le espulsioni, che dovrebbero essere più facili, ma in realtà non si è fatto altro che cambiare nome ai CTP e tendere ad imbrigliare la clandestinità nelle maglie della macchina giudiziaria italiana, con la conseguenza che in molti casi i clandestini, per le lungaggini dei processi, potrebbero rimanere più tempo e magari non giungere mai ad un giudizio (come la stragrande maggioranza dei procedimenti giudiziari in Italia). Infine, l'esercito delle strade (3.000 unità), che probabilmente agli occhi degli Italiani sarà il provvedimento principe del Governo, ma che in realtà serve unicamente per nascondere i tagli all'organico delle forze dell'ordine (40.000 unità secondo i sindacati). Per non parlare del rischio che si è corso con la norma blocca-processi, che poteva mandare all'aria la già farraginosa macchina giudiziaria italiana e, anche se annacquata dopo che il lodo Alfano ne ha eliminato lo scopo principale (non era utile per tutti gli Italiani?), i suoi danni potrebbe farli lo stesso).

Avrei preferito che si facesse qualcosa di più concreto. Magari prendendo esempio dagli errori del passato, come l'indulto. Se l'insoddisfazione del Paese nei confronti del precedente Governo in materia di sicurezza ha raggiunto vette inverosimili, infatti, non è certo dovuto all'effettivo aumento della crimininalità (in calo da anni e anni), ma ad un notevole aumento della percezione di insicurezza, dovuta sia ad una sovraesposizione mediatica della criminalità, sia a provvedimenti come quelli dell'indulto. In realtà è stata fatta molta demagogia sull'indulto: innanzitutto, è sembrato un provvedimento del solo centrosinistra, ma è stato votato anche da Udc e Forza Italia (senza i cui voti l'indulto non sarebbe mai passato, dato che servono i 2/3 del Parlamento per l'indulto). Ma soprattutto alla sua base c'era un'esigenza reale, ovvero un sovraffollamento esagerato delle carceri i cui problemi si evidenziavano e peggioravano di estate in estate. D'altronde, fu Papa Wojtila in persona a chiederlo in Parlamento; solo giustizialisti e estremisti di destra/leghisti potevano sostenere il proseguimento di questa situazione. La cosa grave, dunque, non è stato l'indulto (oddio, l'indulto è sempre un obrobrio, ma in quel caso particolare era putroppo necessario), anche se andava fatto meglio e meno esteso, ma il fatto che non si sia previsto un bel niente per evitarlo in futuro. Semplicemente, assieme all'indulto andava approvato un piano di edilizia carceraria.

Ebbene, il Governo, invece di giocare a soldatini, dovrebbe costuire più carceri. Questa sì che sarebbe una concreta azione per la sicurezza: il pugno di ferro non serve, se poi non si è in grado di garantire la certezza della pena (e della condanna). Soprattutto quando, secondo il tradizionale rapporto ferragostano dei Radicali, il sovraffollamento sta tornando: 12mila carcerati in più rispetto alla capienza delle carceri. Certo, potranno pure essere dati "di parte", ma sicuramente non molto lontani dalla realtà ...

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La Giustizia è uguale per tutti ... ma per Qualcuno è più uguale
post pubblicato in Diario, il 17 giugno 2008


                                  

Molti, in parte anche il sottoscritto, si erano illusi che Silvio Berlusconi, una volta tornato al Governo, non avrebbe più fatto "leggi vergogna". La convinzione diffusa era che: "tanto i suoi interessi se li è già fatti tutti l'altra volta". Sbagliato.

Dopo una fase di (apparente a questo punto) disponibilità al dialogo, il premier nel giro di pochi giorni ha inanellato una serie di provvedimenti davvero poco rassicuranti. Innanzitutto il provvedimento sulle intercettazioni che, seppure rivisto rispetto alla proposta originale (sarebbe stato davvero troppo grave), rimane comunque uno "stupro" alla Giustizia Italiana, poichè, anzichè darle più strumenti e più fondi, le leva uno strumento importantantissimo per scoprire molti reati (anche quelli per mafie e corruzione, considerato che molte di queste indagini non iniziano con accuse di mafia e corruzione, ma questi aspetti spesso emergono successivamente). Ma il limite lo si è passato abbondantemente con le ormai note "leggi salva-premier".

Si tratta innanzitutto dei due emendamenti al decreto-sicurezza presentati oggi al Senato che prevedono il rinvio per un anno di tutti i processi che prevedono una pena massima di 10 anni, con il fine di "dare priorità ai processi di maggiore allarme sociale". Casualmente, fra i processi che verrebbero rinviati c'è anche il cosidetto "processo Mills", con sentenza prevista verso Ottobre, nel quale Berlusconi è accusato di corruzione in atti giudiziari (ah, tra l'altro oggi ha ufficialmente "ricusato" per l'ennesima volta il giudice). Ebbene, qualcuno mi dovrebbe spiegare come si può conciliare la voglia di sicurezza con la volontà di rinviare i processi e quindi ritardare sempre di più la condanna? Si parla tanto di certezza della pena: ma ormai fra prescrizioni e sospensioni varie il vero problema è la certezza della condanna. Una cosa è prevedere una "corsia preferenziale" per categorie ristrette di reati, una cosa è rinviare tutti i processi sotto i 10 anni.

Tra l'altro, poi, è decisamente incredibile il metodo con cui si sono presentati questi emendamenti. Sono stati infatti inseriti in un decreto, senza che ci sia alcuna urgenza; inoltre, sono stati inserite dopo che lo stesso era stato firmato da Napolitano, evidentemente per evitarne giudizi negativi (tant'è vero che Napolitano ha tuonato: "Non è il decreto che ho firmato"). Ma poi anche quella lettera che Berlusconi ha mandato al Presidente del Senato, Renato Schifani, in cui accuse gravissime vengono lanciate ai magistrati italiani, anche con una certa vena comica: "i miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato per fini di lotta politica". Insomma, una vera e propria "presunzione di innocenza", nel senso che l'imputato presuntuosamente si autoassolve. E, nonostante la gravità di tali affermazioni, tale lettera è stata letta integralmente nell'aula del Senato (e nell'edizione serale del TG5, sempre integralmente e senza contradditorio: la prima volta che abbia visto una cosa del genere).

Tra l'altro, poi, è stato più volte annunciato dai parlamentari del PdL (Quagliarello l'ultimo) che a breve sarà presentato anche un "lodo Schifani-bis", ovvero la versione "rivisitata" del vecchio lodo Schifani sull'impunità delle prime cinque cariche dello Stato (i cui processi verrebbero congelati per l'intera legislatura). Qualche malizioso potrebbe pensare: "ah, ecco perchè vengono rinviati i processi di un anno: così c'è il tempo di approvare il nuovo lodo Schifani". Ma è solo malizia.

Insomma, parasafrando George Orwell, si potrebbe dire "la Giustizia è uguale per tutti, ma per qualcuno è più uguale".

P.S. Faccio una proposta al presidente Berlusconi: se davvero non è una norma "ad hoc" per lui, ma è invece una norma per gli Italiani, allora perchè non riuncia al congelamento (la rinuncia è prevista dal regolamento)? Purtroppo dubito che lo farà: non ha mai rinunciato mai alle sue prescrizioni...


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