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il blog di Francesco Zanfardino
"Faccia come il culo"
post pubblicato in Diario, il 27 giugno 2009


                                             

Ho ancora in mente la faccia di Pannella quando a Ballarò, in campagna elettorale europea, disse ad un Franceschini un po' improvvido sulla presenza in Tv dei Radicali (Dario disse a Pannella "vai in televisione tutti i giorni, tutte le volte che vengo ci sei anche tu"), che aveva la "faccia come il culo".

Ebbene, è quello che avrei detto oggi a Berlusconi, fregandomene di ogni regola di rispetto dell'avversario, di fronte alla sua, appunto, faccia da culo nell'affermare, a proposito delle sue esternazioni di ieri, che non ha mai "detto di chiudere la bocca agli enti o ai media". Ebbene, questa è la trascrizione integrale delle frasi del (?) Cavaliere (?) tratte dal video del Tg3 che trovate allegato a questo post:

"Il deficit del 5%, meno consumi del 5%, crisi di qui, crisi di là, la crisi ci sarà per il 2010, la crisi si chiuderà nel 2011 ... un disastro! Dovremmo davvero chiudere la bocca a tutti questi che parlano (...) minacciate di non dare la vostra pubblicità ai quei media che sono essi stesso fattore di crisi".

Ora, in un Paese normale, la stampa tutta (per non parlare dei TG, che possono anche mandare in onda i video) uscirebbe con un articolo simile a questo post. Ad oltranza, stile "10 domande di Repubblica", fino a quando non viene un comunicato di scuse da parte del "Presidente" a tutto il mondo del giornalismo. Perchè nessun giornalista che si consideri degno del suo lavoro può tollerare una simile presa per i fondelli innanzitutto di chi si occupa di cronaca, oltre che degli Italiani tutti. E le opposizioni farebbero altrettanto.

Invece siamo in Italia, e, altro che "faccia come il culo", qui mi sa che daremo l'estremo saluto al "caro Presidente" si scriveranno epitaffi e saggi sul grande statista che è stato Berlusconi.

A meno di non darci una mossa prima ...
magari "compiendo un atto di coraggio" ... 

P.S. Chi sa cosa vuol dire, ha capito. Soprattutto gli amici di Facebook. E, se lo ha capito, mi dica per favore che non sono un pazzo e che "si può fare" ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

Intimidazioni
post pubblicato in Diario, il 14 giugno 2009


                                                

"Non date pubblicità ai media catastrofisti". Queste parole, pronunciate davanti ai Giovani di Confindustria nel solito contesto del "complottone" ordito dalla sinistra con la stampa di tutto il mondo (mi domando come faccia il PD ad essere così potente, senza tra l'altro controllare la stragrande maggioranza delle televisioni, della stampa e della pubblicità come invece fa "Qualcun" altro, e contemporaneamente essere ferma al 26%. E come facciano a crederlo gli elettori di Berlusconi. Misteri della fede...), "possono sembrare un'appello, ma in realtà sono una minaccia", come sostenuto giustamente da D'Alema nella sua intervista odierna alla Annunziata su RaiTre.

Poco importa che dopo il Premier, evidentemente resosi conto della gravità delle parole usate, abbia cercato di correggersi: "Mi riferivo a Franceschini" (seee, come no, dopo aver detto che la stampa stravolge la realtà, si riferiva a Franceschini. Logica impeccabile). Prendendosi la giusta e piccata replica di Franceschini, che lo accusa di "intimidazioni". Per poi dopo ancora aggiungere, ri-smentendosi, replicando ad un inviato di Repubblica: "Sì, mi riferivo anche a voi".

Riprendendo ancora le parole di D'Alema, infatti, le parole di Berlusconi sarebbero state uno "sgradevole appello" (intollerabile, aggiungerei io) se a pronunciarle non fosse stato il padrone di fatto di Publitalia, la principale concessionaria di pubblicità in Italia ed in Europa. Quella, per intenderci, che aveva a suo capo Dell'Utri e che di fatto ha ideato e finanziato Forza Italia. Meglio, quella che detiene una quota di mercato del 60% del mercato televisivo e del 36% di tutto il mercato mediatico italiano. Insomma, quella che può praticamente decidere la vita o la morte di un giornale, di una radio o di una TV, volendolo, o comunque condizionarle. Dire dunque "non date pubblicità ai media catastrofisti" è di enorme gravità detto da Sua Emittenza Berlusconi, per tutti i molteplici significati che comporta.

Potrebbe significare: "Attenti, non fatevi pubblicità sui media catastrofisti" da me sgraditi (già lo disse tempo fa, non ricordo quanto, a proposito di AnnoZero e altre trasmissioni della RAI). Oppure "non considerate i media catastrofisti, diffondende anche voi l'ottimismo". Oppure, rivolgendosi a se stesso e agli altri concessionari: "Non forniamo pubblicità ai media catastrofisti, così li facciamo fallire". Oppure alle imprese che vogliono farsi pubblicità: "Se date peso ai media catastrofisti, non vi faccio considerare dalla mia potente concessionaria". A voi la scelta.

P.S. Servirebbe un tetto, e anche basso, al mercato pubblicitario che una singola concessionaria di pubblicità può detenere. Oltre ad una legge sul conflitto d'interessi. Certo che sentire certe parole da D'Alema, così come tanti altri dirigenti del centrosinistra (praticamente tutti o quasi?) suona, nella migliore delle ipotesi, un tantino poco credibile. Nella peggiore, un tantino ipocrita. Putroppo.

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