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il blog di Francesco Zanfardino
Le mani in tasca
post pubblicato in Diario, il 8 agosto 2009


                                               

Dopo lo scandalo dell'emergenza rifiuti a Palermo, che l'Italia ha conosciuto per pochi giorni ma che in tutta la Sicilia dura da anni "ad intermittenza" e a "macchia di leopardo" (cioè ad intervalli periodici ed un giorno qua, un giorno là), non per mancanza di discariche ma a causa delle amministrazioni locali di centrodestra che accumulano debiti su debiti (a voi giudicare se è questo è peggio o no della situazione che si è creata in Campania), il Governo Berlusconi salva ancora una volta gli amministratori amici con un bel "colpo di spugna" fatto con i soldi dei cittadini, ed ovviamente nel silenzio più totale dei principali mezzi d'informazione.

Dopo i 140 milioni di euro di fondi FAS regalati a Catania per salvare dal fallimento la città che fu di Lombardo e Scapagnini, il Governo ha infatti autorizzato il sindaco di Palermo Cammarata ad aumentare l'Irpef per risanare l'Amia, l'azienda locale per i rifiuti con 130 milioni di euro di debiti, e quindi porre fine, almeno temporaneamente, allo scempio dell'immondizia per strada. Cammarata ci aveva già provato ad aumentare le tasse proprio durante la fase acuta dell'emergenza, infatti, ma l'azione dell'opposizione e i dissidi della maggioranza erano riusciti a fermarlo. Ora invece Cammarata potrà aumentare l'Irpef senza passare dal Consiglio Comunale, ma con una semplice delibera di Giunta.

Insomma, per interposta persona, Berlusconi "ha messo le mani nelle tasche" dei palermitani. Il tutto mentre nel resto della Sicilia continua l'emergenza debiti/rifiuti (ecco qualche esempio: Cefalù, Paternò, hinterland catanese). Tanto paghiamo noi.

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Sotto il tappeto
post pubblicato in Diario, il 31 maggio 2009


                                                         

Duecento roghi di immondizia in una notte. Cose che capitano a Palermo, una città ricoperta da settimane da una coltre di monnezza, nell'indifferenza globale delle istituzioni e dell'informazione. Giusto per rendersi conto della situazione, ecco qualche link: foto Corriere, foto Repubblica, video TG3, video 27 Maggio, video 28 Maggio, video 29 Maggio-1, video 29 Maggio-2. E, in questa situazione, la Giunta comunale di centrodestra ha persino pensato di aumentare del 35% la tassa sui rifiuti, poi bloccata grazie all'ostruzionismo dell'opposizione e dalle proteste dei cittadini. Ma non si pensi che la situazione sia limitata a Palermo, o a questi giorni.

Ecco una sfilza di link raccolti su Internet: Messina (18 Novembre 2008; 24 Maggio 2008; 28 Maggio 2008); Villafranca (17 Ottobre 2008); Adrano (23 Settembre 2008; 26 Gennaio 2009; secondo 26 Gennaio 2009); San Cataldo (18 Febbraio 2008); Catania (17 Settembre 2008, c'è anche Palermo; 20 Novembre 2007; 17 Aprile 2008); Agrigento (6 Maggio 2009; 7 Maggio 2009).

E questi sono solo i risultati di una rapida ricerca su Internet: la situazione è ancora più grave, e ancora più diffusa in tutta la Regione. Insomma, un emergenza rifiuti infinita in Sicilia. Anche se la vera emergenza è quella dell'informazione: avete per caso sentito una sola parola su tutto questo da parte dei principali TG e giornali nazionali finora? C'è voluta la denuncia del leader del PD Franceschini, che sbarcato in terra siciliana si è ricordato come si fa efficacemente opposizione, per far parlare un po' della faccenda (e pure le televisioni di Berlusconi hanno nascosto la denuncia di Franceschini, e stanno facendo passare in sordina queste notizie). Accusando Berlusconi e le sue televisioni di nascondere la situazione siciliana, dopo aver fatto un bailamme mediatico a fini elettorali sulla situazione di Napoli, solo perchè la Sicilia è da decenni governata dal centrodestra a tutti i livelli, e che ogni volta vince le elezioni con percentuali bulgare. Evidentemente a qualcuno non conviene far sapere che, nonostante i fiumi di soldi che vanno alla Sicilia in virtù dell'autonomia speciale (molto più delle tasse pagate dai Siciliani, mentre ci sono Regioni in Italia che rianno dallo Stato solo il 30-40% delle tasse), le amministrazioni di centrodestra non esitano a far affogare le proprie città nella monnezza, smettendo di pagare i netturbini perchè ingolfate dai debiti.

Certo, però, a prescindere da Berlusconi e compari, viene da chiedersi dove sia finita la dignità dei giornalisti italiani.

P.S. Ah, dimenticavo la chicca: guardate un po' queste immagini del Napoletano. E a quando risalgono. Avete per caso visto qualcosa di simile nei TG nazionali? Ah sì, un anno e mezzo fa. Ma quelli erano altri tempi ...

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Riporto Report: i Vicerè
post pubblicato in Riporto Report, il 16 marzo 2009


                                                    

Inizia oggi una nuova rubrica di "Discutendo", dal nome "Riporto Report", in cui ogni lunedì tratterò della puntata settimanale di "Report", l'ottima trasmissione giornalistica condotta dalla bravissima Milena Gabanelli, una delle purtroppo poche che possa davvero definirsi, senza esagerazioni, di "servizio pubblico". Per chi non la conoscesse, Report va in onda ogni domenica in prima serata su Rai Tre e ogni puntata offre un servizio giornalistico "scientificamente" documentato, esaustivo e soprattutto coinvolgente su uno dei tanti piccoli e grandi scandali italiani che putroppo non trovano grande spazio sullo scenario mediatico italiano. E che quindi nel mio piccolo cerco di diffondere.

La puntata di ieri di Report, dal titolo "I Vicerè", ha trattato il cosiddetto "modello Catania", dove la città siciliana è stata presa come simbolo del modo di costruire consenso da parte di una certa politica tramite gli intrecci con mafia e certa imprenditoria locale, compresa l'editoria, e tramite una politica clientelare. Un modello politico che ha portato al disastro economico Catania, così come tante altre città italiane, specialmente del Sud, dove tale modello è applicato, e nonostante ciò il consenso non diminuisce, anzi è si rafforza sempre più (Catania è roccaforte da decenni del centrodestra e di Berlusconi). Ora provo a riassumere la complicatissima vicenda, ma è meglio se la seguite il video della puntata su Rai.tv)

I VICERE' (di Sigfrido Ranucci) - La puntata inizia e si focalizza più volte su una intervista a Umberto Scapagnini (Popolo delle Libertà), sindaco di Catania dal 2000 al 2008 ed indagato per il disastro di bilancio causato dalla sua amministrazione che ha portato la città in situazioni da Terzo Mondo, con strade invase dall'immondizia non raccolta e piene di buche per la mancata manutenzione, traffico ingestibile per l'assenza di vigili urbani e penuria di mezzi pubblici, strade al buio e costi idrici alle stelle per bollette non pagate dal Comune. Tuttavia non mancano i voti a Scapagnini e al centrodestra, che qui a Catania vince da anni (l'attuale Sindaco, Raffaele Stancanelli del PdL, ha stravinto le elezioni ad Aprile), sostenendo fortemente Berlusconi e i suoi alleati, come il Movimento per l'Autonomia di Raffaele Lombardo, attuale Governatore della Sicilia, che di Catania è stato vicesindaco e presidente di Provincia.

Il motivo? Semplice, il cosiddetto "modello Catania" della costruzione del consenso. Iniziamo dalla sentitissima e partecipatissima festa patronale di Catania, la festa di Sant'Agata o della "Candelora", dal nome delle candele di cera più o meno grandi che si donano come offerta alla Santa Patrona della città. Ebbene, la festa è gestita da uno strano intreccio fra politica, Chiesa e mafia, visto che non si capisce bene chi gestisca chi e cosa ... probabilmente uno scambio simbiotico. Fatto sta che molti boss o parenti di boss locali sono/sono-stati ai vertici all'organizzazione della festa, e sono fra i portantini delle "candelore" e del carro della Santa. E probabilmente le offerte che gli esercizi commerciali offronto ai "capi della candelora" per far sostare la Santa sui propri marciapiedi sono un astuto sistema di "pizzo mascherato". Così è altamente probabile che sia la mafia a gestire il mercato della cera a Catania. Con una Chiesa locale che senza remore confessa di non dover guardare in faccia ai "buoni o cattivi" quando si tratta di Sant'Agata, e il Comune che generosamente finanzia la festa, nonostante i gravi buchi di bilancio (la giunta Stancanelli ha ereditato 1 miliardo di euro di debiti da Scapagnini, di cui 360 milioni di vero e proprio "buco" finanziario).

Nomi di mafia che ritornano tra quelli di gestori di aziende che hanno avuto appalti dal Comune, tramite assessori amici, per lavori pubblici comunali, sui quali la magistratura sta indagando. E la mafia ripaga tramite l'appoggio politico, dato che secondo i verbali della magistatura i boss coinvolti danno indicazione di voto nelle poitiche 2008 per Berlusconi ed un senatore locale, Pino Firrarello del PdL, ritenuto un "cavallo vincente" (per il quale il Senato ha negato l'autorizzazione a procedere per concorso esterno in associazione mafiosa).

Ma il consenso si costruisce anche attraverso il clientelismo. Che si attua, ad esempio, attraverso l'assunzione (e promozione) indiscriminata di dipendenti pubblici. Che magari avviene sotto le elezioni, come fatto nei giorni prima delle elezioni comunali del 2005 da Scapagnini e alcuni assessori, tra cui l'ex senatore Nino Strano del Pdl (tristemente noto per l'aver dato della "checca squallida" al sen.Cusumano ed aver mangiato mortadella in Senato alla caduta del Governo Prodi), e per i quali sono stati multati (non si possono fare queste cose in campagna elettorale), per una cifra irrisoria. Durante la gestione Scapagnini, inoltre, c'è stata un'ondata di promozioni dei dipendenti pubblici, che ha portato al paradosso di avere circa 4mila dipendenti pubblici che stanno senza fare niente o quasi, ma con mancanze di disponibilità di dipendenti per il catasto, per i vigili urbani, per i giardinieri, per i vigili del fuoco. Non solo: il clientelismo si è attuato anche tramite le tante consulenze chieste e pagate dal Comune a decine di persone, di competenza molto dubbia, in particolare molti politici: infatti, rispetto all'assunzione come dipendente pubblico, che è un posto fisso, la consulenza consente di tenere sotto schiaffo, o "sotto a scopa" come si dice da quelle parti, il politico di turno (e il suo pacchetto di voti).

Catania però ha anche la sfortuna di essere una delle zone a più rischio sismico e vulcanico d'Europa (recenti il terremoto del '90 e l'eruzione del 2002). Oltre ad essere una delle città più trafficate d'Italia (anche per la mancanza di vigili urbani di cui sopra). Tanto che il Governo Berlusconi fornisce nel 2002 i poteri speciali a Scapagnini per la sicurezza sismica e l'emergenza traffico. Grazie ai quali la Giunta comunale può gestire una mole di fondi maggiore e da destinare a discrezione del Sindaco, senza troppi problemi. Scapagnini ha finanziato con questi fondi numerose opere, tra cui l'agibilità sismica di numerose scuole catanesi e la costruzione di una ventina di parcheggi. Tuttavia, a tutt'oggi queste opere non ci sono, o sono incomplete, o sono in abbandono. Il tutto a causa di un "sistema" politico-imprenditoriale che, come spiegato da un ingegnere interpellato dal giornalista di Report, fa in modo di ricevere fondi per realizzare opere, per poi destinare tali fondi ad altri scopi e/o non raggiungono del tutto l'obiettivo cui sono destinati: così tali opere andranno comunque realizzate, arriveranno altri fondi, e "avanti Savoia", come riassunto dalla Gabanelli ... e intanto la Giunta ottiene i voti degli imprenditori e dei loro bacini elettorali.

Lo stesso tipo di sistema è stato applicato alla Sidra, la società comunale che gestisce l'acqua e la sua depurazione. Solo che al posto degli imprenditori ci sono gli inquilini delle case popolari, sistemati dal comune (altro clientelismo). Tuttavia, il Comune non richiede ai suoi inquilini le bollette dell'acqua (sempre per guadagnare voti), dunque non può versare i finaziamenti alla Sidra e questa accumula debiti su debiti, rendendosi impossibilitata ad erogare i propri servizi per gli altri catanesi: che hanno richiesto risarcimenti che hanno vinto ma non arriveranno, per probabile fallimento della società, per gli ulteriori debiti provocati da spese e assunzioni folli (sempre per clientelismo).

Per non parlare di Librino, la cittadella-dormitorio alle porte di Catania dove Pdl e Mpa ottengono il 90% dei consensi. Qui tutto un fiorire di parchi e strutture, pagate caro, che dovevano rendere Librino un piccolo paradiso, ma che sono incomplete ed in stato di abbandono: ma che vengono puntualmente inaugurate e/o promesse ad ogni elezione per prendere consenso. Per non parlare delle tante case popolari qui presenti, e del "sistema" delle occupazioni abusive, gestite da mafia e politica: coloro a cui spetterebbero gli appartamenti sono fatti fuori, facendoli occupare a chi di comodo (altro clientelismo). Ma così il Comune rinuncia gli affitti ... ed altri debiti (per non parlare delle miserabili condizioni degli appartamenti).

Ma i cittadini non vengono informati? Beh, a livello nazionale non si parla di queste cose, mentre a livello locale è tutto un monopolio televisivo e giornalistico in mano a Mario Ciancio, editore tra l'altro de "La Sicilia", il più importante quotidiano locale: anzi, l'unico, visto che l'edizione locale di "La Repubblica", stampata dalle aziende di Ciancio, non viene fatta uscire nelle edicole catanesi. Inutile descrivervi in che modo gestisce l'informazione questo signore, in particolare sotto elezioni. D'altronde, lo stesso impero di Ciancio a quanto pare è legato a doppio filo a nomi di mafia e politica di mafia, tanto da essere il punto di riferimento di chi voglia fare affari a limite o oltre la legalità a Catania.

La magistratura sta indagando su tutte queste vicende, ma nel frattempo per tutto ciò il Comune è a rischio fallimento. Ma Berlusconi non lascia la città legata a lui da doppio, triplo filo, così fa una cosa che non si potrebbe fare: regala a Catania ben 140 milioni di euro, sottrati dai fondi Fas (fondi aree sottosviluppate), con la scusa di destinarli a determinate opere per lo sviluppo di cui Catania avrebbe tanto bisogno (come quelle per evitare la "piccola Venezia" che si realizza nei pressi dell'aeroporto di Catania ... da vedere le immagini delle periodiche "alluvioni" che si creano ad ogni pioggia un po' più abbondante; oppure per far funzionare la giustizia a Catania, dove gli archivi sono strapieni e sena protezioni e necessiterebbero di nuove strutture). Ma i soldi non vanno a queste opere, ma al bilancio, tanto che il Cipe, che si occupa dei fondi Fas, non ha ancora pubblicato il verbale della seduta in cui sono stati destinati questi fondi (ad opere che non ci saranno) ... e lo stesso Sindaco Stancanelli ha ammesso lo stratagemma. E così, mentre i comuni virtuosi stringono la cinghia, le città amiche del Premier possono fare quello che vogliono, tanto paga Pantalone. E poi ci vengono a parlare di federalismo!

A proposito di Lega Nord e della sua coerenza: indovinate chi finanzia il Movimento dell'Autonomia di Raffaele Lombardo, Governatore della Sicilia ed ex vicesindaco e presidente di provincia di Catania? Ma sì, proprio la Lega Nord. Con centinaia di migliaia di euro. Bella coerenza, per coloro che dicono di voler combattere gli sprechi che vengono fatte dalle amministrazioni del Sud a scapito dei comuni virtuosi del Nord ...

P.S. Report, oltre ai Vicerè, ha anche trattato altri argomenti nelle sue rubriche: in quella classica, "Good News", ha parlato degli effetti positivi che una sana alimentazione può avere sull'allungamento della vita (con tanto di "spesa" suggerita da un professore dell'Istituto dei Tumori di Milano). In quella nuova, "L'emendamento", invece, Report ci ha spiega gli effetti di una norma, in questo caso del "decreto ICI" (con tutti i suoi lati oscuri). Vi invito a seguire i due video (questo e questo).

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Sì all'autocritica, ma ...
post pubblicato in Diario, il 2 dicembre 2008


                                                 

Oggi il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha invitato il Sud a "fare autocritica" per difendersi dalle possibili implicazioni del federalismo fiscale. Il Presidente, in visita a Napoli, infatti, ha rimarcato come "se ci sottrae all'esercizio di responsabilità per quello che riguarda l'amministrazione della cosa pubblica non si hanno poi i titoli per resistere alle interpretazioni, anche le più perverse, del federalismo fiscale". Parole che fanno il paio con quelli sui "dubbi sugli ultimi 15 anni" della politica napoletana, e al richiamo contro "corruzione e clientelismo", pronunciato poche ore prima.

Il Presidente Napolitano ha certamente ragione a lamentarsi. Il Sud, ora come prima, è stato spesso malgovernato da una politica incapace e spesso corrotta e clientelare. E' stato così ai tempi della DC, che dominava al Sud anche grazie a questi strumenti, ed è ancora così in tempi di bipolarismo, con due regioni-emblema: Campania e Sicilia, esempi bipartisan di questa condizione.

Ma ciò non vuol dire che sia solo il Sud ad essere affetto da questo male. In tutte le parti d'Italia corruzione e clientelismo corrompono il fulcro del sistema Italia, ovvero la politica e la classe dirigente. Certamente ci sono zone dov'è è più diffuso, ma il cancro è ovunque. Inoltre, non è nemmeno detto che il federalismo fiscale, sopratutto se malfatto, risolva questa situazione: certe Regioni potrebbero responsabilizzarsi, ma se non lo facessero, certamente non le si manderà al fallimento (visto, ad esempio, il recente salvataggio di Catania con 140 milioni regalati dal Governo), e allora si corre il serio rischio di moltiplicare i centri di malgoverno e di malaspesa, non ridurli.

Sono certo che Napolitano non intendesse questo, anche perchè è un "Napoletano" di nome e di fatto. Però avrebbe fatto meglio a fare un discorso leggermente più generale, scendendo poi nel particolare.

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Più correttezza nel mondo del calcio!
post pubblicato in Diario, il 18 novembre 2008


  

A volte mi chiedo come sia inevitabile lasciarsi trasportare dalla passione del calcio, nonostante tutto. Come sia possibile innamorarsi di questo sport dove la correttezza è un optional. Me lo sono chiesto domenica rivedendo lo scontro Varriale-Zenga andato in onda per minuti sulla prima rete nazionale, dove il giornalista e l'allenatore hanno dato, a prescindere dalle rispettive ragioni, uno spettacolo indegno da parte di entrambi. Me lo sono chiesto, sempre domenica, quando hanno fatto notare che alcuni giocatori del Catania si sono abbassati i pantaloncini, mentre facevano barriera su una punizione, per distrarre e limitare la visibilità del portiere avversario. Cosa possibile perchè nel regolamento FIGC non è contemplata questa infrazione. Me lo sono chiesto, ieri sera, guardando l'ennesimo servizio di Militello su Striscia la Notizia riguardante le simulazioni, dove si vedono palesi finzioni da parte dei giocatori, finzioni spesso impunite perchè l'arbitro non può vedere tutto, e la prova TV non si applica a poche simulazioni.

Sono tre esempi, ma indicativi di un modo di fare calcio che è davvero poco rispettoso della passione che ci travolge per questo sport. Uno sport inquinato dal comportamento di molti "tifosi", o meglio deficienti, che passano le loro domeniche ad adoperare la spranga, magari inneggiando a vecchie ideologie che tutti (?) vorremmo sepolte; uno sport inquinato dal comportamento di molti giocatori, pronti alle più becere scorrettezze pur di inseguire una vittoria; uno sport inquinato da molti calciatori che non si preoccupano minimamente di essere un modello per milioni di giovani, comportandosi in maniera ben poco qualificante anche fuori dal campo; uno sport inquinato da molti commentatori e soprattutto molti allenatori che più che icone di maturità sembrano tanti avvocati difensori dei propri giocatori, pronti a difenderli anche dalle palesi scorrettezze.

Uno sport inquinato anche da chi, come Federazione, stenta ad intervenire duramente, ad esempio applicando la prova TV per tutte le simulazioni, e in generale per tutti i comportamenti antisportivi avvenuti in campo. Almeno quello, dato che sulla "moviola in campo" c'è un dibattito aperto e comprensibile (anch'io sarei contario, al momento).

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Ironia della sorte e facce di bronzo
post pubblicato in Diario, il 24 ottobre 2008


                                                  

A volte le coincidenze sorprendono in una maniera incredibile. Nelle ultime settimane c'è stata una fortissima "febbre dei numeri": milioni di italiani (e non) in fila alle ricevitorie per giocare la combinazione che avrebbe potuto cambiare la propria vita. Una febbre accresciuta dall'ultra milionario jackpot, certo, ma anche dai tempi di crisi, nei quali scendono tutti i consumi, tranne uno: quello delle giocate, appunto, che aumenta, invece di diminuire. Perchè quando non si sa come sbarcare il lunario, la mancanza di concreti appoggi ci fa aggrappare all'irragionevole speranza di una fortuna incredibile. In fondo che ci vuole, basta un euro e si può sognare. E lo Stato incassa: ma meglio così, con soldi dati volontariamente, che con le tasse ...

Ma anche questa febbre, prima o poi, doveva passare. La legge di Murphy è inesorabile, e alla fine il 6 è arrivato: 100 milioni di euro sono piovuti a Catania, nelle tasche di una sola persona, a quanto sembra. E così il sogno è finito ... ma adesso parte la caccia al vincitore: non si sa mai, potrebbe sempre essere un parente, un conoscente ... e qualcosa ci dovrà pur dare, no? Tanto qualche centinaio di euro in più o in meno, che cambia? Certo però il fortunato vincitore dovrà fare attenzione ad una delle richieste a lui giunte: ovvero quella del sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, che gli ha richiesto di fare qualcosa per la città. Come a dire: visto che siamo in bancarotta, e abbiamo avuto questo colpo di fortuna, aiutaci a risolvere i nosri problemi.

E no, caro Stancanelli, lei ne ha già ricevuto uno di regalo, e bello grosso: 140 milioni dal Governo per attenuare la crisi del Comune, sommerso da 1 miliardo di euro di debiti, vie piene di monnezza peggio di Napoli, strade al buio e piene di buche, scuole in crisi e dipendenti comunali non pagati. Frutto di una gestione fallimentare e clientelare di Stancanelli e del buon Scapagnini, re della città per sette anni e fido compagno di Lombardo e Cuffaro, oltre che medico personale del Premier. E non ha nemmeno dovuto rassegnare le dimissioni e far commissariare la città, come sarebbe normale per simili disastri.

E quindi il fortunato vincitore, che certo farebbe bene a dare tantissimo in beneficenza e in opere utili (io terrei per me solo una ventina di milioni ... giusto così, per le piccole spese ...), ma, se proprio li vuole investire in opere utili per la città, lo faccia: ma prima pretenda le dimissioni del Sindaco e dalla sua fallimentare giunta. Non sono beneficenza i regali ai bancarottieri.

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Quelli dei brogli
post pubblicato in Diario, il 8 ottobre 2008


                                                         

La Sicilia, si sa, è putroppo terra di malgoverno e malapolitica. Terra dove la politica è uno stipendificio, dove il settore pubblico è sinonimo di clientelismo, dove la politica crea dissesti finanziari enormi e sommerge di rifiuti una città come Catania. Terra dove politica e mafia si intrecciano a tutti i livelli. Ovvio, questo non avviene solo in Sicilia, ma solo in Sicilia i cittadini continuano imperterriti a rivotare la stessa classe dirigente. Forse perchè quando certe cose accadono in Sicilia non si ha lo stesso martellamento mediatico che avviene per altre parti d'Italia, a seconda del colore politico.

Oggi l'ennesimo episodio. Sono state infatti arrestate a Palermo quattro persone per "brogli elettorali". Il riferimento è alle elezioni comunali del maggio 2007, quando due dei quattro arrestati erano candidati al consiglio comunale per la lista di centrodestra "Azzuri per Palermo", mentre un altro era candidato al consiglio circoscrizionale. Ebbene, è stato accertato che due presidenti di seggio, già arrestati in Marzo, avevano falsificato un minimo di 450 schede a favore di tali soggetti. In effetti appena dopo le elezioni il candidato dell'opposizione, Leoluca Orlando, aveva denunciato brogli elettorali commessi dal centrodestra.

Ovviamente la notizia, gravissima (perchè attenta alla democrazia, il nostro primo diritto), non ha avuto certo lo stesso risalto di tante altre. A cominciare dalla accuse di brogli rivolte dal centrodestra nelle elezioni politiche 2006, con un tormentone che durò parecchi mesi prima di esaurirsi. E che ovviamente non hanno avuto nessun riscontro nella realtà.

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Approvato Ddl Federalismo, ma intanto a Catania ...
post pubblicato in Diario, il 3 ottobre 2008


  

Oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato il ddl sul federalismo fiscale. Entusiasmo generale nel Governo, con ovvie esultanze della Lega, per un provvedimento che in realtà appare un federalismo fiscale ancora "vuoto", senza numeri e tabelle, senza una struttura. Soprattutto non si conoscono ancora i costi del federalismo, e sopratutto come verranno finanziati. Dunque meglio aspettare prima di giudicare. Anche se comunque il ddl è giù un passo avanti rispetto ai precedenti tentativi, e sembra comunque essere lontano dalle originali pretese della Lega, che voleva un federalismo fiscale inaccettabile in quei termini. Federalismo fiscale comunque necessario per responsabilizzare gli Enti Locali nella gestione delle risorse e per assicurare una maggiore relazione fra tasse pagate e servizi ottenuti, ma solo se fatto a partire dai bisogni fondamentali di tutti i cittadini, a prescindere che essi abitino ad Aosta o Pantelleria, e in maniera assolutamente graduale, anzi gradualissima.

Vedremo. Intanto però sembra quasi che l'annuncio di oggi sia stato fatto proprio per nascondere provvedimenti che di federalista non hanno un bel niente. Infatti, contestualmente al ddl è stato approvato un provvedimento attraverso il quale il Governo regala a fondo perduto 140 milioni alla fallimentare giunta amica di Catania. Come forse saprete (ma anche no, visto che sull'emergenza Catania c'è il silenzio mediatico o quasi, a differenza di quanto accaduto per Napoli, e non è difficile capire perchè), infatti, Catania è da mesi sommersa dai rifiuti, con metà città al buio, strade piene di buche e degrado generale. Il tutto per l'enorme buco finanziario causato da una gestione incapace e clientelare della giunta locale, della quale abbiamo già parlato, con un "buco" superiore al miliardo di euro.

E Berlusconi, invece di commissariare il Comune e accusare la destra come fatto per la sinistra a Napoli, regala 140 milioni agli esponenti del suo partito, che qui governano a livello comunale, provinciale e regionale. Esponenti che non ammettono nemmeno le proprie responsabilità. E poi vuole responsabilizzare gli Enti Locali col federalismo ...

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