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il blog di Francesco Zanfardino
Se questa è civiltà
post pubblicato in Diario, il 29 novembre 2009


                                               

"Ancora una volta dagli Svizzeri ci giunge una lezione di civiltà", sentenzia trionfante la Lega Nord dopo l'uscita dei risultati del Referendum col quale gli elvetici hanno dichiarato il loro netto no a nuovi minareti in Svizzera.

Sarà, ma io di civile in questa decisione non ci vedo nulla. Sicuramente si muoveranno gli organismi internazionali, perchè per quanto vada rispettata la volontà del popolo, non è accettabile un simile sopruso della libertà religiosa. Vietare la costruzione di nuovi minareti, e quindi di nuove moschee, è una palese violazione dei diritti umani, che non trova alcuna giustificazione (nemmeno il fastidio del "suono" dei minareti, perchè altrimenti andrebbero chiusi anche i campanili), E' xenofobia, punto e basta. Alimentata da forze conservatrici che pur di speculare sulle paure della gente (spesso, tra l'altro, ingiustificate: in Svizzera ci sono solo quattro minareti) non si fanno scrupoli di violare i più elementari diritti e di fomentare l'odio religioso, ottenendo il contrario di quello che a chiacchiere si vorrebbe ottenere (cioè la difesa dal fondamentalismo islamico).

Non mi stupisce, quindi, il trionfalismo della Lega. E non mi stupisce che tenti di strumentalizzare questa notizia, proponendo a sua volta iniziative sensazionalistiche come il crocefisso sul tricolore, o magari un referendum sui minareti anche in Italia (d'altronde, ricordiamocelo, Calderoli andava in giro con i maiali a sconsacrare le moschee). Tutti iniziative che non saranno mai messe in atto, perchè sono al Governo e non possono permetterselo, ma intanto già il solo fatto di averle annunciate incrementa il loro favore verso il suo elettorato ed in generale verso l'elettorato italiano, che in quanto a xenofobia a quello svizzero ha ben poco da invidiare.

E' un'indecenza, altro che inciviltà.

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Super partes
post pubblicato in Diario, il 21 ottobre 2009


                                                

Oggi in un'intervista a Libero Roberto Castelli, ex ministro della Giustizia e ora viceministro alle Infrastrutture, sostiene che "finchè le toghe sono processate da altre toghe le cose non cambieranno mai", e dunque ci vorrebbe una sorta di "corte super partes", costituita da "insigni giuristi che possono essere nominati da giudici, Parlamento e Corte Costituzionale, che rimangono in carica per molti anni, così da essere liberi da condizionamenti e poter decidere in totale oggettività". Una corte che affronti le vertenze mosse dai cittadini nei confronti di magistrati, e che magari ne giudichi anche l'operato e la disciplina (funzioni svolte attualmente dal Consiglio Superiore della Magistratura, nominato per due terzi dai magistrati stessi e per il resto dal Parlamento).

Ebbene, qualcuno rammenti a Castelli che una "corte super partes" c'è già: si chiama Corte Costituzionale. Nominata, per l'appunto, per un terzo dalle supreme magistrature ordinarie e amministrative, per un terzo dal Parlamento e per un terzo dal Presidente della Repubblica. Peccato che venga continuamente accusata di essere faziosa e "di sinistra" da Berlusconi, dal presunto centrodestra e da Castelli stesso. Quindi, una soluzione simile non risolverebbe il problema che esiste solo perchè esistono queste persone con la loro mania da persecuzione giudiziaria, e che sarebbero capaci di accusare di parzialità il Padreterno pur di non ammettere di essere nel torto.

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Morti dimenticate
post pubblicato in Diario, il 11 ottobre 2009


                                                

Tre morti sul lavoro al giorno. Ma nessun lutto nazionale a ricordarle. Al massimo, "operazioni verità" ...

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E no, questo no!
post pubblicato in Diario, il 6 agosto 2008


                                           

Sul tema delle morti del lavoro, si sentono le opinioni più disparate. C'è chi addossa le intere responsabilità alle imprese, e chi ai lavoratori. Ma nessuno, prima d'oggi, aveva provato a sminuire il problema.

Prima d'oggi. Perchè oggi il sottosegretario alle Infrastutture Roberto Castelli ha dichiarato: "le statistiche sulle morti sul lavoro sono fasulle". Secondo l'esponente leghista, "soltanto in Italia esiste il paradosso per cui si contano come morti sul lavoro anche quelle avvenute negli incidenti stradali capitati mentre si va o si torna dal lavoro. E' il momento di smetterla di criminalizzare gli imprenditori italiani. Se infatti estrapoliamo gli incidenti che avvengono in agricoltura e in edilizia, vedremo che in Italia la sicurezza delle aziende manifatturiere e' ai migliori livelli europei".

Si tratta di un ignobile tentativo di sminuire di una tragedia quotidiana. Innanzitutto, le statistiche dell'Inail, e Castelli dovrebbe saperlo, vengono pubblicati a mesi e mesi di distanza, proprio per dare un consuntivo più veritiero del problema. Passando poi ai "migliori livelli europei", ricordo a Castelli lo studio del Censis diffuso ieri e che ha fatto tanto scalpore, in quanto provocatoriamente invertiva le ormai consuete percezioni di sicurezza degli Italiani (e dell'azione di Governo), invitando a "mandare i militari nei posti di lavoro, e non sulle strade". Gli omicidi in Italia sono in continuo calo (nel 2006 erano 663, nel 2007 sono diminuiti ancora di più) e l'Italia è di fatto il paese più sicuro d'Europa per quanto riguarda gli omicidi. Le morti sul lavoro, invece, nel 2005 sono state 918, e stavolta l'Italia è sì ai primi posti, ma come numero di morti. E, tra l'altro, se anche fosse vero che le morti nelle manifatture sono poche rispetto alla media europea, allora vuol dire che in agricoltura e in edilizia (che non sono certo gli ultimi settori dell'economia) le morti sono ancora più elevate rispetto alla media europea. La matematica non è un opinione.

Per questo non bisogna sminuire il problema, ma risolverlo. Magari la strada non è quella dei militari, che comunque era una provocazione, ma certo una maggiore attenzione del Governo non guasterebbe. La ricetta è una sola: controlli, sanzioni, informazione. E invece il Governo, quando non sminuisce il problema, punta esclusivamente sull'informazione, addossando l'intera colpa ai lavoratori, "che non indossano le protezioni e non sono informati". Un'idea malsana e sbagliata, come quella di chi vuole solo sanzioni. E invece ci vuole non solo l'informazione, ma anche adeguate sanzioni (non è accettabile che si dia l'aggravante agli extracomunitari e invece si prevedano zero sanzioni per le imprese: la tolleranza zero non può non valere anche per le imprese che sbagliano) e più controlli.

E, magari, se non è uno sforzo troppo grande, anche meno idiozie.

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Vergogna, Lega!
post pubblicato in Diario, il 27 giugno 2008


                                                   

Incredibile. La Lega Nord, e l'intero centrodestra, sono capaci di giravolte incredibili in pochi mesi. L'ultima rigurda i rifiuti campani. Ricordate a Gennaio quando l'allora premier Romano Prodi, con il riacutizzarsi della crisi rifiuti, lanciò un appello a tutte le Regioni affinchè si accollassero una quota dei rifiuti campani, in attesa delle nuove discariche? Se sì, allora vi ricorderete anche che il centrodestra, in primis la Lega, si scagliarono contro il Governo, al grido di "ogni regione deve smaltirsi i propri rifiuti", "il Nord non può pagare per le colpe del Sud", "è l'ora che ognuno paghi i suoi errori", "prendendoci i loro rifiuti li legittiamo a continuare così". Addirittura la Lega arrivò a solidarizzare con i dimostranti Sardi che si opposero violentemente alla forze dell'ordine che scortavano i camion di rifiuti proveniente da Napoli. Così come fece il Movimento per l'Autonomia in Sicilia. Tanto che le uniche regioni governate dal centrodestra, Lombardia e Veneto, si opposero all'appello, con i loro governatori Formigoni e Galan pronti a gridare allo scandalo.
Comunque, per chi non si ricordasse, rinfrescatevi la memoria con questi link (presi dal sito della stessa Lega Nord):

08/01/08: Castelli: "No al decreto sui rifiuti. Il Nord non pagherà per le colpe altrui"
09/01/08: Maroni: "Rifiuti? Tragedia annunciata e forse anche voluta". Cota: "Non li vogliamo i rifiuti della Campania"
10/01/08: Castelli: "L'ipotesi che la Lombardia possa accettare i rifiuti della Campania è fantascientifica. E non è nemmeno una questione politica: è una questione morale sulla quale la Lega non retrocederà di un millimetro"
12/01/08: Castelli: "Mai da noi l'immondizia campana". Da Torino: "La fermeremo con ogni mezzo". Da Bologna: "Faremo i blocchi". Borghezio: "Solidarietà ai Sardi".
08/02/08: Castelli: "Il Nord rifiuta l'immondizia campana"

E così, uguali a questi, tutta una serie di interventi della Lega, che potete visualizzare nello speciale "Perchè non vogliamo i rifiuti campani" sulla pagina inizia del sito della Lega Nord. Pardon, che potevate visualizzare, perchè lo speciale, bene in vista fino a stamattina, è stato cancellato, per l'evidente contraddizione con ciò che è accaduto oggi.

In Consiglio dei Ministri, infatti, si è oggi trovato un accordo per lo smaltimento dei rifiuti campani in altre regioni. Ad annunciarlo gli stessi leader leghisti Bossi e Calderoli. E così la Lega ha fatto una giravolta incredibile, smentendo se stessa e tutte le polemiche pretestuose fatte a Gennaio. E pensare che lo stesso Bossi, solo un mese fa, dichiarava: "La monezza? Se la tengano. Se da Napoli la portano in Padania, il Nord è pronto a ribellarsi". Che vergogna. La Lega e il centrodestra dovrebbero vergognarsi e chiedere scusa a Prodi, a Napoli e alla Campania. E ai suoi stessi elettori, gabbati per l'ennesima volta. Il che dimostra quanto bisogna stare attenti alla demagogia.

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