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il blog di Francesco Zanfardino
Che faccia tosta
post pubblicato in Diario, il 16 ottobre 2010


"Ci vuole proprio una faccia tosta a fare certe affermazioni, invece di chiedere scusa per il mancato rispetto degli accordi che dura da diversi mesi". Questa la risposta degli albergatori abruzzessi a Gianni Chiodi, Governatore berlusconiano dell'Abruzzo e commissario all'emergenza terremoto, che li aveva paragonati ad Angelini (l'uomo della Sanità abruzzese coinvolto nell'inchiesta su Del Turco): "lui per chiedere i soldi alla Regione non dava gli stipendi, gli albergatori invece tolgono la colazione agli sfollati". Già, perchè gli albergatori, dopo gli infiniti ritardi nei pagamenti, hanno deciso non di sfrattare quella fetta di terremotati abruzzesi che ospitano nelle loro strutture, ma di toglier loro l'assistenza "alberghiera" (vitto, pulizia, ecc.).
 
In effetti il vero scandalo non è certo il comportamento degli alberghieri, che non sono tenuti a fare solidarietà, ma il fatto che, ad un anno e mezzo dal sisma, ci siano ancora 3.065 terremotati ospitati in strutture provvisorie, ovvero alberghi (2.608) e caserme (457). Con 29.061 persone sistemate in maniera autonoma (con contributo statale) e solo 23.200 persone ospitate nelle famose "C.A.S.E.". Quelle che secondo Berlusconi dovevano essere pronte per tutti entro l'inverno 2009.

Minzolini, Vespa, D'Urso ... dove siete?

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"CASE" per tutti ... o no?
post pubblicato in Diario, il 2 settembre 2010


                                           

Sul terremoto in Abruzzo il Governo si è speso molto in propaganda, e i giornalisti di regime molto in saliva (per leccare). A cominciare da quell'indecente spettacolo da cinegiornale in cui Berlusconi consegnava le prime "casette" agli abitanti di Onna "in tempi record", salvo scoprire che quei tempi non erano affatto record e che erano state realizzate non dal Governo, ma dalla Provincia di Trento ("comunista", tra l'altro). Dal quel momento in poi le notizie sui lavori in Abruzzo si sono sempre più diradate, e non solo perchè era sempre più difficile nascondere che la vera ricostruzione non sarebbe mai partita. La stessa assistenza ai terremotati, infatti, avrebbe presentato numerose falle, con gli Aquilani in tenda ben oltre i tempi previsti, il piano C.A.S.E. insufficiente per soddisfare tutte le esigenze e soprattutto i ritardi nella realizzazione e nella consegna che si accumulavano sempre più.

Tant'è vero che, secondo quanto riportato nel suo ultimo "report" (31 Agosto 2010) dalla stessa Commissione Straordinaria per la gestione dell'emergenza Abruzzo, a 17 mesi dal sisma ancora 2.882 terremotati risiedono in alberghi e 504 in caserme.

E, intanto, la terra, beffarda, continua a tremare ... e la gente torna nei "centri di accoglienza". Le tende, insomma.

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Il premio
post pubblicato in Diario, il 30 gennaio 2010


                                                    

Berlusconi ha deciso: ancora uno. Ovvero arriva l'ennesimo ministero: sarebbe il ventiquattresimo, a solo uno di distanza dai tanto vituperati  e pletorici 25 ministri di Prodi. Stavolta l'assegnatario della promozione è il Guido Bertolaso, già sottosegretario all'emergenza rifiuti, ai "grandi eventi" e alla Protezione Civile, ma soprattutto uomo-factotum del Governo Berlusconi.

Secondo il Premier, infatti, farlo ministro "è il minimo che possiamo fare dopo l'exploit straordinario che abbiamo visto in questi mesi". Bè, conoscete la mia opinione sui presunti "miracoli" di San Bertolaso, ma mi duole sottolineare ancora una volta che mentre San Silvio e San Guido si lodavano l'un l'altro a L'Aquila, secondo i dati della stessa Protezione Civile ancora 10mila sfollati su 25mila non hanno la "casetta" promessa, nonostante i trionfalismi attuali e le promesse dispensate a piene mani (e a piene televisioni) negli scorsi mesi sul "case per tutti" entro Dicembre scorso.

Evidentemente quei 10mila Aquilani non faranno parte della "gente che ama": lo fanno apposta a non prendersi le case allestite prontamente con un "exploit" dal Governo, pur di dare notizie negative ai giornali "fabbriche di odio".

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Da che pulpito
post pubblicato in Diario, il 24 gennaio 2010


                                                

Come avrete notato, finora non ho parlato di Haiti e della tragedia che l'ha colpita. Ciò che avrei potuto sarebbe stato forse fin troppo scontato. Evidentemente, però, prima o poi dovevo farlo ... e l'occasione me l'ha dato l'onnipresente Bertolaso, l'uomo per tutte le emergenze. Il motivo? La patetica accusa lanciata dal capo della Protezione Civile agli Stati Uniti, accusati di aver messo in piedi una "patetica fiera delle vanità priva di organizzazione" nel gestire i soccorsi.

Il che potrebbe anche essere una critica accettabile, se a farla non fosse stato Bertolaso. Ovvero l'uomo che si è prestato alla propaganda governativa in Abruzzo e Campania, dove la "fiera delle vanità" è arrivata ai massimi livelli. Un uomo che, appena insediatosi alla struttura emergenziale per i rifiuti in Campania, ha dovuto solo tagliare i nastri alle due discariche allestite nel frattempo in cinque mesi dal commissario De Gennaro e dal Governo Prodi, per poi metterci quasi un anno a far partire il termovalorizzatore (consegnatogli completo al 90%) ed ad allestire le discariche di Chiaiano e Terzigno. Uno che, in un contesto ben diverso da quello Haitiano, dove non c'è nè protezione civile, nè esercito, nè ricchezza, ha organizzato la macchina dei soccorsi in Abruzzo certo non alla perfezione come invece pretende ora dagli USA (solo che allora ogni critica a Bertolaso era un'eresia), e ancora adesso non è riuscita a dare una abitazione del progetto C.A.S.E. - M.A.P. ad ancora oltre 10.000 persone, nonostante avesse promesso insieme a Berlusconi "una casetta per tutti entro Dicembre". L'Italia, poi, ha stanziato la "bellezza" di sei milioni di euro per l'emergenza Haiti. Gli USA centinaia di milioni ... perchè Bertolaso non utilizza la sua verve polemica contro Berlusconi?

Ma poi, mi si tolga una curiosità. Cosa ci è andato a fare Bertolaso ad Haiti, se non a fare anche lui l'ennesima passerella?

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Emergenze di serie B
post pubblicato in Diario, il 6 gennaio 2010


                                            

Il 10 Ottobre, dopo i funerali svoltisi nel Duomo di Messina, il premier Berlusconi promise agli sfollati dell'alluvione che il Governo avrebbe fatto "tutto in pochissimo tempo". Sono passati tre mesi ormai, e di case non ce n'è traccia. Anzi, pochissimi sono potuti tornare alle loro case, mentre circa 1300 persone sono ancora sfollate negli alberghi in attesa delle "case come all'Aquila" promesse da Berlusconi. Con Giampilieri e le altre città colpite dalla tragedia ridotte a paesini fantasma.

Nè c'è traccia delle "frequenti visite" che il Premier avrebbe dovuto fare nel frattempo. Evidentemente non può più sfruttare nulla mediaticamente lì. I TG invece avrebbero molto da sfruttare, ma se ne guardano bene dal farlo ...

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Natale a casa Abruzzo
post pubblicato in Diario, il 25 dicembre 2009


                                                

Il Natale, nella tradizione, è il momento di riunificazione delle famiglie, all'interno della casa natia. Il pensiero, quest'anno, non può che correre dunque alle tante famiglie abruzzesi spezzate dalla tragedia del terremoto, e che non hanno più la propria casa.

Anzi, in tante, non hanno ancora una parvenza di "casa", nonostante le tante promesse del Governo, inclusa quella del "entro Dicembre tutti avrete una casa". Eppure, la propaganda governativa, complice il mondo mediatico a lui soggiogato,  e purtroppo anche una mancanza di incisività dell'opposizione (che spesso riconosce al Governo meriti che non ha) e dell'informazione libera, riesce in questi giorni a far passare il messaggio che il Governo è intervenuto e lo ha fatto in una maniera così prodigiosa da aver sistemato tutto in tempi da record, rispettando le promesse e potendo quindi essere giustamente definito un "Governo dei fatti".

Balle. Enormi balle. Sono gli stessi numeri della Protezione Civile a smentirle (aggiornamento del 23 Dicembre 2009; e le cifre reali potrebbero essere ben peggiori, visto l'interesse di Bertolaso ad edulcorare la realtà): delle 30.129 persone assistite dallo Stato solo il 31.7% è stato sistemato presso le "case antisismiche" del progetto C.A.S.E. o del progetto M.A.P. (quello avviato in fretta e furia quando il Governo "dell'efficienza" si è reso conto che il C.A.S.E. non sarebbe bastato, e che tra l'altro sarebbe stata la scelta migliore poichè necessitava di minori tempi per la realizzazione), ovvero 12.573 persone contro le 17.566 alloggiate temporaneamente negli alberghi (9.051), nelle "case private" (7.076, ovvero persone che hanno preferito sistemarsi presso parenti o amici e che ricevono comunque un contributo statale) e nelle caserme (1.439). E mancavano solo 8 giorni al "casa per tutti" ...

Ma le palle, e i problemi per gli Abruzzesi, non finiscono certo qui. Raccontare e linkare tutto, dalle C.A.S.E. antisismiche che non resistono al vento, ai loro garage inutilizzabili per il cemento che "cola" letteralmente sulle vetture, ai problemi idraulici e fognari, all'arredamento standardizzato e prodotto altrove mentre si sarebbero potute scegliere aziende del posto e fornire buoni alle famiglie per potersi scegliere il proprio arredamento (e con esso la sensazione di avere una casa "propria"), pareti in cartogesso che ammazzano la privacy, il riscaldamento e comportano infiltrazioni a poche settimane dall'inaugurazione ... tutte problematiche che il blog "Terremoto09" testimonia alla perfezione e che smentiscono la propaganda di Governo sul "miracolo abruzzese" e sull'efficacia dell'azione governativa nell'assistena agli Abruzzesi.

Ma, ovviamente, chiedere che i TG ne parlino è una causa persa. L'argomento unico della "grande" informazione nostrana, a parte le mille varianti della "cronaca popolare" (gossip, notizie "curiose" e recensioni), è ormai la lotta tra "amore e odio" ... anzi, meglio che la finisca qui, altrimenti magari potrei essere accusato di essere uno dei famigerati "mandanti".

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Bella moralità
post pubblicato in Diario, il 30 settembre 2009


                                            

"Con il mio Governo è stata introdotta una nuova moralità: si mantengono gli impegni presi, nessuno escluso". Questo è quello che osato dire Berlusconi il giorno del suo 73° compleanno. E, d'altronde, è il messaggio che sta tentando di far passare la gran cassa mediatica che il Premier a sua disposizione, chi subdolatamente, come i vari Tg, ormai uniformati tra loro, e chi palesemente, come il Pomeriggio Cinque di Barbara d'Urso, che ormai ripete questa cosa ogni volta che Berlusconi si vanta di qualcosa, senza pudore e con tanto di claque del pubblico (come successo ieri, dove addirittura si è messa pure a cantare gli auguri al Presidente intervenuto in diretta - ci vorrebbe il video, che è davvero vomitevole, ma Mediaset non li mette a disposizione come invece fa la Rai).

In realtà potremmo fare mille esempi di impegni non mantenuti nei suoi anni di Governo, ma fermiamoci all'argomento in occasione del quale Berlusconi ha pronunciato questa frase: la ricostruzione in Abruzzo. Proprio ieri il Premier, infatti, ha furbescamente collegato il suo compleanno alla consegna delle prime casette del Progetto C.A.S.E., quello governativo (anche se si è appropriato comunque del merito delle case di Onna, dove invece il suo progetto non prevedeva nulla). Soliti trionfi mediatici, che non vi sto qui a raccontare. Così come non vi sto a dire che tutta la prosopopea sull'evento è falsa, a partire dai "tempi record" (Irpinia docet). E non vi sto nemmeno ad elencare tutti i punti deboli del progetto CASE.

Quello che proprio oggi scadeva una delle promesse sull'Abruzzo, sbandierata a gran voce da Berlusconi in persona. Quell'"entro Settembre nessuno in tenda" promesso ad inizio Luglio e ripetuto più e più volte, fino all'annuncio definitivo del 15 Settembre, in contemporanea alla messinscena delle casette di Onna: "siamo certi che entro la fine di Settembre non avremo una sola tendopoli aperta". Ora, invece, grazie ad un reportage del Corriere (e alle varie denunce apparse sui siti internet), sappiamo che ci sono ancora 9mila sfollati nelle tende. E il freddo inverno aquilano è ormai già arrivato.

Ovviamente, però, ne la D'Urso o Brachino, nè Minzolini o Mimun e nè Feltri o Belpietro ne parleranno. Sono allergici all'informazione, ormai.

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Fine lavori
post pubblicato in Diario, il 27 agosto 2009


                                   

Si avvicina Settembre, e con l'autunno si prepara la grande strategia mediatica di propaganda governativa sulla ricostruzione in Abruzzo. Aspettatevi grandi show con Berlusconi che inaugura le prime casette a fine Settembre, dichiarando che le promesse sono state mantenute, che è stato fatto prima del previsto, che questo è il Governo dei fatti, bla bla bla. Insomma, come fatto per la monnezza di Napoli. Ma, così come all'epoca era pulito solo il centro di Napoli (e con le discariche allestite da De Gennaro, non da Bertolaso), ora saranno pronte solo poche casette sulle decine di migliaia che ne servono.

Da cosa deriva la mia certezza? Da due semplici constatazioni. La prima è "fotografica": quello che vedete in allegato è uno dei tanti cartelli di inizio lavori del "progetto C.A.S.E." sparsi per l'Abruzzo. Indovinate qual è la data di fine lavori? 31 Dicembre 2009. Altro che  "entro Settembre nessuno in tenda", e tutte le promesse fatte finora. Sempre che la data venga rispettata, eh! Non solo: lo scorso 11 Agosto al Protezione Civile ha fornito i dati sul "censimento" dei terremotati che necessitano di un tetto. Ebbene, sono emerse le richieste di 12.300 famiglie, per un totale di circa 40mila persone: ma il progetto C.A.S.E. potrà, una volta ultimato, ospitare al massimo 15mila persone.

Accetto scommesse su quanti servizi dei Tg nostrani racconteranno questa realtà. La quota di "nessuno" non è giocabile causa probabilità troppo alta ...

P.S. Per una vera informazione sul terremoto: http://terremoto09.wordpress.com/

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Super-Marchionne
post pubblicato in Diario, il 6 marzo 2009


                                                  

Di dinamiche industriali capisco poco, dunque perdonate se magari scriverò delle boiate. Però la cosa mi sembra talmente assurda ed evidente che difficilmente mi sarò sbagliato.

Mi riferisco alla Fiat, e alle sue "strategie". Come saprete, la Fiat, come tutte le case automoblistiche di questo mondo, è in grave crisi di vendite. Causa la crisi, le auto non si vendono più, e così rischiano di chiudere diversi stabilimenti (se non le case automobilistiche stesse). Anche la Fiat pensa di chiudere degli stabilimenti, in particolare quello di Pomigliano, in provincia di Napoli, dove una settimana fa un'intera città si è mobilitata per gridare la necessità di salvare quello stabilimento, che è la principale fonte di lavoro in Campania e dà lavoro, direttamente e indirettamente, a migliaia di lavoratori, in una terra dove l'alternativa è putroppo rappresentata dalla malavita. La motivazione della chiusura? A Pomigliano si producono auto non coperte dagli incentivi governativi e che dunque non si venderanno più. Evidentemente soldi per riconvertire lo stabilimento non ce ne sono, oppure uno stabilimento del genere non rientrerebbe nelle strategie dell'azienda.

Tuttavia, contemporaneamente la Fiat si è arrischiata in una impresa quasi senza precedenti: sbarcare nel mercato americano, rilevando di fatto, tramite alleanza, le redini della terza compagnia statunitense, la Chrysler. Tant'è vero che oggi Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat, si è recato in America alla task force messa in campo dal Governo USA per salvare il settore.

La domanda è: ma se 'sta Fiat è tanto in crisi da non poter salvare Pomigliano, come può coerentemente salvare una compagnia come la Chrysler? Due sono le cose: o Marchionne vuole fare un salto nel buio, mandando a gambe all'aria l'azienda più importante d'Italia (con tutte le conseguenze economiche), oppure se ne strafrega di 5-6mila lavoratori per vivere il "sogno americano". In entrambi i casi ... a prenderlo in quel posto è sempre la povera gente.

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