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il blog di Francesco Zanfardino
Elezioni il 13-14 Aprile. Gli scenari
post pubblicato in Diario, il 6 febbraio 2008


                        

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ufficialmente sciolto le Camere. Si voterà il 13-14 Aprile. Si sta vagliando un'ipotesi di un "election-day", ovvero di un accorpamento fra elezioni politiche ed amministrative (che farebbe risparmiare un bel pò di soldi), voluto dal centrosinistra ed osteggiato dal centrodestra ("creerebbe confusione"). Si vedrà.

Romano Prodi resterà in carica per gli "affari correnti", anche se questa formula è sempre stata molto "dubbiosa". Infatti, il premier dimissionario ha dichiarato: "Non lascerò il tesoretto nelle mani del centrodestra", intendendo attuare almeno una parte di quel "piano-salari" che doveva essere realizzato insieme alle parti sociali. Ma sarebbe questa gestione "corrente"? Boh.

Intanto, si cominciano a scaldare i motori della campagna elettorale. I grandi dubbi vengono dalle alleanze. A sinistra, Veltroni conferma che andrà da solo anche al Senato, anche se non si capisce "come" andrà da solo (cioè se insieme a partiti come Socialisti, Radicali, Di Pietro o proprio solo), anche se sembra ormai lontana l'ipotesi di un qualsiasi rapporto con la Sinistra Arcobaleno. Comunque, Venerdì ci sarà un incontro fra le due parti. A destra, dopo la Lega anche parti di AN chiedono a Berlusconi di evitare ciò che sembra prospettarsi per la CdL, ovvero una coalizione di una decina di liste: "La CdL sia composta solo dai 4 soci fondatori", dichiarava ieri Maroni. Si vedrà.
Povero Casini, e povera Italia
post pubblicato in Diario, il 4 febbraio 2008


                              

In questi momenti il Presidente del Senato Marini è da Napolitano, probabilemente per rinunciare all'incarico. E' poco credibile, infatti, che Marini, dopo il "niet" di Berlusconi ad un governo di responsabilità nazionale, vada a cercare la fiducia delle Camere, magari trovando l'appoggio di questo o quel senatore. E, a questo punto, Napolitano sarà costretto a sciogliere le Camere e ad indicare la data delle elezioni: tenuto conto del fatto che devono passare 70 giorni dal decreto di scioglimento delle Camere, e del fatto che Napolitano farà almeno votare il rifinanziamento delle missioni militari, si dovrebbe andare ad elezioni Domenica 20 Aprile, o comunque intorno a questa data.

Intanto, cominciano già a delinearsi le alleanze, seppure con molte incognite. La grande incognita è il PD: che farà? Da quel che si sente dai media, si dovrebbe pensare che il PD andrà da solo. In realtà, approfondendo per bene le dichiarazioni, in realtà c'è una "piccola" sfumatura: ovvero, il PD presenterà un proprio programma, ma se qualcuno vorra condividerlo nella sua interezza, sarà bene accetto. Addirittura oggi il Vannino Chiti si è spinto oltre: "Per noi sarà decisivo il voto sul rifinanziamento delle missioni militari. Chi voterà contro, potrà già ritenersi fuori". Insomma, sembra proprio che si vada ad una spaccatura tra Sinistra Arcobaleno (RIfondazione, Comunisti Italiani, Verdi, Sinistra Democratica) e l'area-PD (PD, Socialisti, Radicali, Italia dei Valori - Di Pietro), che probabilmente si presentaranno in due liste unite, ma separate fra di loro. A meno di una molto poco credibile trasformazione della Sinistra da sinistra di piazza a una vera sinistra riformista.

E se a sinistra sparisce la frammentazione ma emerge la spaccatura, a destra scompaiono le spaccature, ma emerge la frammentazione. Infatti, la "Casa delle Libertà", dopo il "terremoto" dello scorso Novembre (fallimento della "spallata" sulla Finanziaria e creazione del PPL, con reciproci scambi di accuse e di "ectoplasmi" fra Casini, Fini e Berlusconi, con annesse dichiarazioni di "fine corsa" per la stessa CdL), si ricostruisce a tempi di record, con più "stanze" per tutti (è gia pronto il condono .... ). Infatti, nella futura coalizione in appoggio al penta-candidato premier Silvio Berlusconi si preparano numerose liste. Oltre alle ovvie, ovvero Forza Italia, UDC, Lega Nord ed Alleanza Nazionale, ci saranno: La Destra di Storace (che probabilmente raccoglierà tutte le forze di estrema destra, come la Mussolini, Romagnoli, Thilger), l'Udeur di Mastella, i Liberal-democratici di Dini, la DC di Rotondi, i Repubblicani, il Mov.per l'Autonomia, i Pensionati di Fattuzzo (più altri come i Liberali, il Nuovo PSI). Ovviamente, tutti questi partiti, tranne la Destra, si dovranno sistemare nelle liste dei partiti maggiori, o faranno una lista comune, o entrambe le cose. A meno che Berlusconi non segua il consiglio di Fini (sarebbe la prima volta) di rinunciare all'alleanza con i "cespugli", e di mandare finalmente a quel paese gente come Dini e Mastella.
Il tutto aggiunto al fatto che, chiunque vinca, con il Porcellum al Senato non avrà vita facile
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Che bella prospettiva per il futuro dell'Italia .....

P.S. Intanto, Giovanardi lascia definitivamente l'UDC, e con lui l'area "berlusconiana" del partito (verso Forza Italia o quel famoso "listone"?). La decisione viene dopo quella di Baccini e Tabacci, ovvero l'area "antiberlusconiana" dell'UDC, di lasciare la CdL per dare vita ad un centro autonomo, la Rosa Bianca. Insomma, il povero Pierferdy paga lo scotto di mille titubanze, di una politica del "siamo nella CdL, ma anche fuori" (scontentando entrambe le anime del partito: Giovanardi aveva il 15%, Baccini il 20%). Altro che Veltroni.
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