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il blog di Francesco Zanfardino
Ora brinda la cultura
post pubblicato in Diario, il 8 febbraio 2010


                                             

Tuvixeddu è salva. Pochi comprenderebbero il significato di queste parole, d'altronde anche il sottoscritto ne ignorava l'esistenza prima di leggere questo articolo dell'Unità. Eppure è una notizia che meriterebbe attenzione, visto che il Consiglio di Stato ha salvato dalla cementificazione una delle aree archeologiche più importanti della Sardegna, la necropoli fenicia di Tuvixeddu, appunto.

Il sito, già inserito nel tessuto urbano di Cagliari (fin troppo), sarebbe stato infatti invaso dall'azione di alcuni palazzinari se l'avesse avuta vinta la volontà dei politici del centrodestra locale. Tanto che l'imprenditore Gualtiero Cualbu, che aveva ottenuto il permesso di costruire nel 2000 sia dal Governatore della Sardegna che dal Sindaco di Cagliari, all'epoca entrambi del centrodestra, aveva festeggiato con lo champagne la vittoria di Ugo Cappellacci alle Regionali di un anno fa, visto che il governatore uscente Renato Soru aveva fermato il cemento con una delibera regionale, aprendo un contenzioso che si è concluso con la bella notizia di questi giorni.

Lo champagne gli è andato di traverso, per fortuna.

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Elezioni Sardegna, un vero schifo
post pubblicato in Diario, il 9 febbraio 2009


                                                  

Le elezioni sarde sono qualcosa di allucinante. Pensavo si fosse toccato il fondo con l'Abruzzo, ma evidentemente la politica berlusconiana può raggiungere livelli di bassezza ancora peggiori. In un precedente post vi ho già parlato di come Berlusconi abbia cercato di esportare in Sardegna il modello vincente delle elezioni abruzzesi: ovvero far sembrare di essere lui il vero candidato alla Presidenza della Regione. Cappellacci, come Chiodi in Abruzzo, è solo un "prestanome", da piazzare sulla scheda elettorale: ma il vero protagonista è lui. Dismette i panni del premier, tralascia gli impegni per i quali è stato eletto e va a farsi le gita in Sardegna, come le faceva prima in Abruzzo, ovviamente a spese degli elettori (trasporti eccezionali, schieramenti massicci di polizia), per andare ripetutamente ai comizi del candidato fantoccio (dove in realtà praticamente parla solo lui), farsi riprendere da tutte le TV con il nome di Cappellacci dietro, e soprattutto facendo promesse di mirabolanti progetti che il Governo attuerà per la Regione se vincerà il suo candidato. Promesse puntualmente non rispettate, come capitato per le infrastrutture in Abruzzo (vedete il video che ho inserito in quel post): ma intanto i cittadini si sono fatti fregare, e Berlusconi raggiunge il suo obiettivo.

Rispetto al post precedente ci sono alcuni aggiornamenti. Uno è la conferma di un sospetto: ovvero il "brand" Berlusconi è stato esteso anche ai simboli elettorali. Sul sito della Regione Sardegna, infatti, qualche giorno fa sono state
pubblicate le schede elettorali delle elezioni regionali: ebbene, come potete facilmente notare, mentre il simbolo del PD contiene la scritta "Soru Presidente", e il listino del centrosinistra è un simbolo non di partito, con la scritta "La Sardegna che cambia - Soru Presidente", il simbolo del PDL contiene solo un enorme scritta "Berlusconi", senza alcun riferimento a Cappellacci (eppure è il leader locale del PDL), mentre il listino del centrodestra è il simbolo del PDL stesso, stavolta con la scritta "Berlusconi Presidente". Sì, avete capito bene: il listino, ovvero il simbolo del candidato presidente, non riporta la scritta Cappellacci Presidente, come vorrebbe la logica, ma Berlusconi Presidente. Incredibile, vero? Si tratta di una palese e triplice offesa: agli alleati, visto che si fanno rappresentare dal simbolo del PDL (chissà cosa dice il Partito Sardo d'Azione, cosi fiero della sua "autonomia", oppure l'UDC, che al Governo di Berlusconi fa addirittura opposizione!); a Cappellacci, visto che evidentemente Berlusconi lo considera meno che zero, tanto da sostituirsi a lui; al suo elettorato Sardo, dato che evidentemente Berlusconi li considera incapaci di appoggiare il suo candidato per il suo programma, o per convinzione, o per idea politica, ma solo perchè c'è lui, perchè è il "SUO" candidato: evidente per Berlusconi, se non ci fosse quella bella scritta "Berlusconi", i suoi elettori non saprebbero nemmeno quale simbolo scegliere per votare il suo candidato.

Un'altra notizia riguarda il programma elettorale di Cappellacci. Si è dovuto attendere un bel po', visto che il programma di Cappellacci non si vedeva in giro, né nei suoi comizi andava al di là delle parole vuote (per non parlare dei comizi di Berlusconi, dove al di là di promesse e battute su Kakà, sul Grande Fratello e sugli stupri non c’era niente). Poi è stato pubblicato ufficialmente, ed un solerte blogger ha scoperto una cosa: ovvero che il programma di Cappellacci è in buona parte copiato “pari pari” da altre fonti, come testimonia
questo video. Un vero e proprio copia-e-incolla: d’altronde, anche il candidato del centrodestra a delle precedenti elezioni sarde, l’attuale deputato Mauro Pili (PDL), aveva copiato il suo dal programma di Formigoni (dimenticandosi addirittura di cambiare il numero delle province: rimase quello della Lombardia!).

Forse è per questo che Cappellacci si è rifiutato di fare qualsiasi confronto pubblico e/o televisivo con Soru. Forse per questo le televisioni di Berlusconi continuano a parlar male di Soru (in particolare Studio Aperto, che sta svolgendo una vera e propria sfacciata campagna contro Soru: oggi addirittura una giornalista di Studio Aperto lo ha accusato di averla aggredita/insultata) e continuano a far parlare solo Cappellacci o chi parla bene di lui e mai fanno replicare a Soru (oggi addirittura Belpietro nel suo “Panorama del giorno” su Canale5 ha intervistato Cappellacci, chissà se lo farà anche con Soru). Perché altrimenti dal confronto fra le idee, Cappellacci, senza l'ombra di Berlusconi, uscirebbe nettamente sconfitto. Meglio Soru, decisamente.

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L'Abruzzo s'è fatto fregare ... e la Sardegna?
post pubblicato in Diario, il 21 gennaio 2009


                                     

Continua senza sosta la "campagna elettorale permanente" del premier Berlusconi. Prima l'Abruzzo, ora è la volta della Sardegna, le cui elezioni regionali si terranno il 15 e il 16 Febbraio. Viene da chiedersi se è normale, anzi legale, che un Presidente del Consiglio tralasci gli impegni di governo per i quali è pagato dai cittadini per farsi le campagne elettorali locali, ovviamente a spese nostre (con quali soldi volete siano pagate i trasferimenti, le forze di sicurezza, eccetera?), con una palese svantaggio per gli avversari. Tra l'altro violando quel "principio non scritto" della, se non imparzialità, perlomeno "non invasività" nelle campagne elettorali da parte di figure presidenziali. Vabbè, ma siamo in Italia, tutto è concesso ...

Ma andiamo al dunque. Dopo la pesante sconfitta elettorale in Trentino, nelle cui elezioni il democratico Dellai ha stracciato il leghista Divina, Berlusconi ha capito che non bastava campare del vento delle elezioni che lo hanno visto trionfatore su un centrosinistra in palese difficoltà, ma bisognava cambiare strategia. O meglio, ha capito che bisognava tornare alla vecchia strategia: "sostituirsi" de facto ai candidati locali nelle campagne elettorali (persino nei simboli elettorali: quello del PDL e della lista del candidato presidente non riportano la scritta "Tizio Presidente", come vorrebbe la prassi e la logica, ma "Berlusconi" a caratteri cubitali ... "presidente" no perchè sarebbe un affronto troppo grosso), sfruttare al massimo l'onda mediatica che "spontaneamente" gli viene offerta da TV e giornali e agganciare Governo ed elezioni locali per fare promesse da marinaio puntualmente disattese.

E' successo così in Abruzzo. Berlusconi ha candidato un "prestanome", Gianni Chiodi, messo lì giusto perchè c'era bisogno di candidare qualcuno che non desse "fastidio" politico e non, dopodichè si è presentato più e più volte in Abruzzo per fare comizi, ovviamente ripresi sempre "spontaneamente" da tutti i circuiti mediatici a differenza di quelli degli avversari, in cui ha dispensato promesse di tutti i tipi, promettendo fondi stanziati dal Governo per l'Abruzzo se avesse vinto Chiodi (perchè giustamente, se vinceva la sinistra, gli Abruzzesi andavano puniti, no?). Lo stesso sta accadendo in Sardegna, dove per sconfiggere Soru Berlusconi ha candidato un perfetto sconosciuto, Cappellacci, di cui tra l'altro ancora non c'è traccia di programmi nè di suoi discorsi concreti, al di là di una sfilza di chiacchiere e tanti "sorrisi" distribuiti a mani larghe e sul suo slogan elettorale ("La Sardegna torna a sorridere"). E ora si sta presentando più volte nell'isola, con comizi che, come potete notare in questi giorni, sono puntualmente ripresi in tutti i TG (quelli di Soru no, però), dispensando altre promesse, chiedendo ai Sardi di votare Cappellacci perchè così ci sarà più "sintonia" fra regione e Governo. Una sintonia che porterebbe ad un "piano Marshall per la Sardegna", come definito da Berlusconi, ovvero tanti soldi che pioverebbero sull'isola da un capitolo apposito del federalismo fiscale. 

Ma che fine fanno queste promesse? Ce lo spiega molto incisivamente Claudio Messora, gestore del noto video-blog www.byoblu.com, in uno dei suoi post, chiamato significativamente "La grande balla di Berlusconi", dove Messora smaschera la principale promessa fatta da Berlusconi, ovvero miliardi di euro stanziati per le infrastutture dell'Abruzzo. Ecco il testo integrale di una delle tante affermazioni fatte in proposito da Berlusconi in un comizio in Abruzzo:

"Il programma per l'Abruzzo lo conoscete. Il Governo sarà vicino a Gianni e alla sua squadra di governo della Regione. E qui, noi garantiamo anche che nel rilancio delle infrastutture, a cui daremo vita dal giorno 18 prossimo, in cui approveremo, nel Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, il CIPE, 16 miliardi e 600 milioni di euro destinati tutti alla realizzazione di infrastutture, e fra queste le infrastutture di cui avete bisogno, le opere manutentive di cui avete bisogno, ci sarà la velocizzazione della Pescara-Roma con il raddoppio di alcune situazioni di questa linea"
(Silvio Berlusconi, Chieti, 12 Dicembre 2008)

Arriva il 15 Dicembre, e Chiodi vince le elezioni. Appena tre giorni dopo, il 18 Dicembre, il CIPE si riunisce davvero: eccone il verbale di seduta. Ma, da una attenta lettura, ci accorgiamo non solo che i milardi stanziati sono 7.4 e non 16.6, ma che per la Pescara-Roma, e l'Abruzzo in generale, non c'è un solo euro. Ovviamente i circuti mediatici, prima così "spontaneamente" interessati alla politica abruzzese, non hanno sentito la necessità di riportare la notizia. 

Insomma, gli Abruzzesi si sono fatti fregare. Anche i Sardi? Speriamo di no. Renato Soru sembra essere più forte della propaganda di Berlusconi.

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