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il blog di Francesco Zanfardino
Non si cancelli la memoria
post pubblicato in Diario, il 27 agosto 2008


                                                                 

Potrà sembrare una cosa ininfluente, simbolica, poco importante. Ma non è così. In un Paese in cui le mafie la fanno la padrona, "succhiando" letteralmente la ricchezza comune (7% del PIL nazionale), opprimendo la libera attività commerciale e d'impresa, favorendo il traffico di droga e lo sfruttamento della prostituzione, distruggendo le forme del vivere civile, mettendo una palla al piede allo sviluppo del Mezzogiorno (e non solo), infangando il nome dell'Italia all'estero, anche la cancellazione dell'intitolazione di un aeroporto ad un simbolo dell'anti-mafia può essere una pagina nera per la lotta di liberazione dall'oppressione mafiosa.

Perchè, se c'è una possibilità di liberarsi dalle mafie, è proprio avere come punti di riferimento questi eroi, i veri eroi del nostro tempo, che con il loro operato fatto di coraggio e passione per la legalità possono dare l'esempio alle nuove generazioni per cominciare questa "rivoluzione". Soprattutto quando poi l'eroe in questione è un politico, poichè proprio lo stretto legame politica-mafie è il pilastro della presenza mafiosa in Italia.

L'areoporto in questione è quello di Comiso (Ragusa), e l'eroe è Pio La Torre, il parlamentare del PCI ucciso nel 1982 per ordine di Totò Riina. Il motivo? L'aver promosso per primo in Parlamento l'introduzione del reato di associazione mafiosa e la confisca dei beni ai mafiosi. In occasione del 25° anniversario dalla morte, l'allora amministrazione di centrosinistra ridenominò l'aeroporto, allora dedicato al generale Magliocco (medaglia d'oro al valor civile nella guerra d'Etiopia), dedicandolo appunto a La Torre. Ora, la nuova amministrazione di centrodestra ha deciso di tornare al vecchio nome. Subito scatta la polemica politica, con l'intervento del segretario del PD in persona, Walter Veltroni, che bolla l'iniziativa come "arrogante, incomprensibile e offensiva", e del senatore PdL-FI Vizzini, che afferma che "più che la mafia, da fastidio sin anche il ricordo di chi è morto per combatterla".

La ridenominazione è davvero incomprensibile ed offensiva per tutti i Siciliani onesti. Ma soprattutto è indecente che lo si faccia per lotta politica. La lotta alle mafie non è nè di destra nè di sinistra, semmai è di tutti i cittadini onesti. E cancellare la memoria per cancellare l'avversario politico è da imbecilli. La politica dovrebbe dare il buon esempio, e invece ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Il Parlamento Tedesco si fa "verde". E il nostro?
post pubblicato in Diario, il 22 marzo 2008


                 

Quante ne ha passate il Reichstag. Sede del primo Parlamento Tedesco dalla fine dell'Ottocento (Secondo Reich), poi sede della travagliata Repubblica di Weimar, poi strumento inconsapevole di propaganda nazista quando Hitler accusò i comunisti, senza prove, di averlo incendiato. Poi testimone della guerra fredda, in una Berlino divisa in due dal Muro. Fino al suo ritorno come sede del Parlamento Tedesco, dopo la caduta del Muro.

Ora, è vicino ad un'altra svolta magari non epocale, ma comunque importante: il Reichstag sarà il primo Parlamento al mondo completamente "verde". Ovvero, consumerà energia solo ed unicamente da fonti rinnovabili. A dire la verità, gia dal suo recupero post-Muro erano state effetuate importanti innovazioni, come la cupola di vetro che convoglia la luce esterna all'interno, facendo risparmiare sull'illuminazione. Inoltre, il Reichstag usufruisce anche di un cogeneratore funzionante ad olii vegetali, che copre il 40% dei consumi elettrici della struttura e ha permesso di ridurre del 94% le emissioni di anidride carbonica. Ma il restante 60% di consumi era ancora coperto da una società elettrica che produce da carbone, nucleare e gas. Così, la Cancelliera Merkel, in linea con la sua forte politica ambientale (forti incentivi concessi ai tedeschi per lo sfruttamento delle rinnovabili), ha deciso che anche questa quota sarà coperta dalle rinnovabili, cambiando società elettrica e preparando il bando di gara per scegliere una società che usa solo rinnovabili.

Sarebbe ora che lo facesse anche il nostro Parlamento. Anche se da noi di società elettriche che producono solo rinnovabili non c'è traccia (almeno io non ne ho mai sentito parlare). Comunque, in ogni caso sarebbe ora che la nostra politica desse il buon esempio: magari installando impianti fotovoltaici su tutti gli edifici pubblici (non di rilevanza storica, ovviamente).

Soprattutto, è fondamentale il "buon esempio" per incentivare anche i cittadini all'utilizzo delle rinnovabili. Utilizzo che sta cominciando a diventare sempre più un business, grazie ai vari incentivi esistenti. A tal proposito, linko a chi fosse interessato il file PDF del "Conto Energia" di inizio 2007, il sistema di incentivi statali previsti per gli impianti fotovoltaici. Eccolo:

http://www.conto-energia-online.it/Guida_%20Conto_Energia_2007.pdf

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