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il blog di Francesco Zanfardino
Chi commemoro
post pubblicato in Diario, il 19 gennaio 2010


                                                

"La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità". Paolo Borsellino, magistrato del pool anti mafia di Palermo, ucciso da Cosa Nostra nel 1992, nato il 19 Gennaio 1940.

Bettino Craxi, morto il 19 Gennaio 2000 da latitante, reo confesso intascatore di tangenti miliardarie e vertice di un sistema collusivo tra politica e malaffare.

Non so voi, ma dei due preferisco il primo.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Casa nostra
post pubblicato in Diario, il 24 maggio 2009


                                               

Berlusconi e la mafia. Un capitolo oscuro, mai trattato in Italia con l'attenzione dovuta a faccende così importanti che riguardano un pluri-Presidente del Consiglio. Eppure, il materiale c'è. Citando a memoria: Vittorio Mangano, pluricondannato per fatti di mafia e non, che ha prestato servizio a casa Berlusconi e definito da questi "un eroe"; Marcello Dell'Utri, braccio destro di Berlusconi e pluricondannato anch'egli, tra cui una condanna per concorso esterno in associazione mafiosa, riguardante i rapporti tra Forza Italia e la mafia siciliana, e nella cui sentenza si dice chiaramente che Dell'Utri era l'intermediario fra Berlusconi e Cosa Nostra; i fatti descritti nel libro di Travaglio "L'odore dei soldi", circa le origini delle fortune di Silvio Berlusconi, che tratta anch'esso dei rapporti fra Berlusconi e la mafia (con riciclaggio del denaro sporco della mafia), e contro il quale Berlusconi perse la querela che intentò a Travaglio, poichè i fatti descritti nel libro sono basati su fonti documentate; Berlusconi che definisce il concorso esterno in associazione mafiosa una "stortura inaccettabile in uno Stato di diritto"; l'ultima intervista ufficiale a Borsellino prima di essere ucciso, nella quale si parla dei rapporti fra la mafia, Dell'Utri, Mangano e Berlusconi, intervista di fatto censurata dalla televisione italiana se non per una fugace apparizione su RaiNews24 e al Raggio Verde di Santoro.

Di fronte a questi fatti, al di là delle loro implicazioni giudiziarie, in un Paese normale il mondo dell'informazione porrebbe domande, e di conseguenza la società civile si porrebbe domande. Invece questo in Italia non avviene e, anzi, le poche persone che coraggiosamente ne parlano vengono censurate. Con la contraddizione che se ne parla più all'estero che in Italia ...

E allora sono un po' stanco di certi servizi retorici che i media periodicamente ci propinano in occasione di celebrazioni ed anniversari degli "eroi di mafia", come l'anniversario dell'uccisione di Falcone celebrato ieri. Per sconfiggere la mafia non può bastare l'eroico attivismo dei pochi coraggiosi che mettono a rischio la propria vita per il proprio Paese: serve una politica pulita che rompa i legami con la mafia e una società che scelga coscientemente una classe dirigente libera da collusioni e capace di ingaggiare una seria lotta alla mafia. Ma, soprattutto, serve un'informazione che faccia il proprio mestiere, facendo sentire il fiato sul collo a mafiosi e politici collusi, con il coraggio di fare inchieste sui rapporti fra politica e mafia, chiedendosi se certi politici sono "mafiosi" o no. Come faceva ad esempio "la Padania" ai tempi in cui la Lega Nord era "libera", o perlomeno sembrava volerlo essere.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Falcone è vivo
post pubblicato in Diario, il 23 maggio 2008


                     

Qualcuno dice che esattamente 16 anni fa Giovanni Falcone è morto. Io dico di no: Falcone è vivo. Non sto farneticando, ma solo riprendendo una sola sua famosissima frase: "Gli uomini passano, le idee restano: restano le loro tensioni morali, continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini".

E' proprio così. Quel giorno, a Capaci, la mafia ha dovuto usare mille chili di tritolo per fermare Falcone e la sua scorta, e cento chili di tritolo per fermare Borsellino e la sua scorta. Ma hanno fermato solo i loro corpi: le loro idee continuano a vivere. Continuano a vivere in chi trova il coraggio di denunciare la mafia, in chi trova il coraggio di indagare sulla mafia, in chi trova il coraggio di scendere in piazza contro la mafia. Continuano a vivere in tutti i veri uomini, i veri eroi, quelli che ogni giorno combatto per una Sicilia nuova, un'Italia nuova.

Come recita un'altra sua famosa frase, "occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perchè è in ciò che sta l'essenza della dignità umana". Lui l'ha fatto. Tanti altri l'hanno fatto, con lui e dopo di lui. Altri, invece, hanno fatto l'esatto contrario: ma loro non posso definirsi uomini.
Yes, We Can...nolo
post pubblicato in Diario, il 24 febbraio 2008


                    

Oggi è giunta a conclusione la "questione Sicilia". Infatti, Berlusconi ha trovato l'accordo con Raffaele Lombardo, leader dell'MPA (Movimento per le Autonomie). Lombardo sarà l'unico candidato del centrodestra alle regionali siciliane, scongiurando dunque la possiblità, diventata abbastanza concreta, di perdere contro il centrosinistra, qui unito, guidato dal ticket Anna Finocchiaro - Rita Borsellino. E assicurandosi il premio di maggioranza al Senato nella regione siciliana.

Cose che, più la prima che la seconda, erano abbastanza possibili, in quanto l'accoppiata Casini-Lombardo, UdC-MpA era data in Sicilia sul 20%. Ma l'accordo prevede anche che l'MPA si colleghi alle elezioni nazionali con il PDL di Berlusconi, presentandosi nel Centro-Sud, ovvero in quelle regioni in cui la Lega Nord ha fatto lo "sforzo" di non presentarsi. E, secondo molte indiscrezioni, l'MpA di Lombardo potrebbe presentarsi sotto le insegne della DC di Pizza: dunque, sfruttare lo "scudocrociato" per strappare voti all'UDC dov'è più forte, ovvero al Sud. Una "Lega Nord" e una "Lega Sud" (con indirizzo democristiano) all'interno della stessa coalizione, dunque.

Qualcuno dirà: e Miccichè che fine ha fatto? L'ex presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana, membro di Forza Italia, si è arreso. Aveva promesso di candidarsi a qualsiasi costo pur di combattere il "cuffarismo", che per lui avrebbe ritrovato continuità con Lombardo. Lo aveva ripetuto nei giorni scorsi sul suo blog, promettendo una "rivoluzione siciliana". Oggi, invece, sul suo blog rassegna le "dimissioni da candidato", dicendo che "Berlusconi è in buona fede, ma per questioni di marketing doveva fare l'accordo con Lombardo" (insomma, l'ha venduto e lo dice pure!), e quindi ha dovuto ritirarsi, impegnandosi però nel ruolo di "controllore".

E la "rivoluzione siciliana"? A farsi fottere. Anzi, trasformata in lista collegata a Lombardo (al "cuffarismo", stando a quel che dichiara), dichiarando agli utenti del suo blog: "Speravamo di iniziare subito ad avere successo. Il successo è rimandato ma la nostra creatura è nata. Dobbiamo portarla avanti! Al nostro futuro dobbiamo pensarci noi, tutti insieme. E' difficile ma aiutiamoci a vincere. Yes We Can!".

Yes We Can, Miccichè? No .... Yes, We Cannolo.

P.S. Avrei voluto dire ai Siciliani, da questo piccolo pezzo della blogosfera: se siete di centrodestra, votate Miccichè, e se siete di centrosinistra, votate la Finocchiaro. Ora, invece, non mi resta che dire: votate la Finocchiaro e, con lei, la Borsellino, l'unica speranza per questa terra.
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