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il blog di Francesco Zanfardino
Re-start
post pubblicato in Diario, il 17 giugno 2013




Riprendo a scrivere in questo blog, dopo quasi due anni di assenza. 

Ne sono cambiate di cose ... Il mio impegno politico è cresciuto considerevolmente, tra le altre cose da più di un anno sono onorato di essere il segretario cittadino dei Giovani Democratici ad Afragola (NA), ragazzi straordinari che, ne sono certo, cambieranno i destini della nostra comunità. A proposito, abbiamo appena terminato un'estenuante campagna elettorale dove abbiamo mandato a casa 5 anni di mal-amministrazione di centrodestra dell'ex-sindaco/senatore Vincenzo Nespoli, che anche i non-afragolesi conosceranno come quel senatore del PDL agli arresti domiciliari che tentò di farsi ricandidare alle ultime politiche insieme a Cosentino. Una campagna elettorale dove abbiamo partecipato con una nostra lista, di Giovani Democratici, e siamo anche entrati in consiglio comunale.

Nel frattempo sto proseguendo i miei studi in Medicina. Se poi aggiungete gli impegni sociali legati alla mia età, comprenderete come sia stato facile per me abbandonare un blog su cui ormai non scrivevo nemmeno più quotidianamente, cosa che già mi frustava molto per chi si ricorda questo blog "agli inizi".

Ma ora ho l'esigenza di tornare a scrivere, di provare a mettere nero su bianco le mie opinioni sui fatti che mi circondano e provare a condividerle con persone di realtà lontane (fisicamente, e non solo) dalla mia, in una maniera più ordinata dei social-network. Opinioni che credo siano pure in parte cambiate rispetto ai post di qualche anno fa ... si cresce, d'altronde.

Insomma ... bentornato Blog. Vediamo un po' se stavolta si riesce a convivere di più e più stabilmente ;)
Democrazia e Facebook
post pubblicato in Diario, il 30 settembre 2010


                                            

Le divisioni interne al "Popolo Viola", il movimento di elettori di centrosinistra costituitosi poco meno di un anno fa in occasione del primo "No B Day" autoconvocato via Facebook per il 5 Dicembre 2009, offrono uno spunto di riflessione importante sul futuro della democrazia nell'era della Rete.

Internet sta infatti incidendo sempre di più nel mondo politico: basti pensare alla campagna elettorale di Obama, che ha visto in Internet una fondamentale arma di comunicazione e coinvolgimento degli elettori, oltre che una miniera di finanziamenti per la campagna. Ma anche nella retrograda Italia il mezzo Internet è diventato sempre più irrinunciabile per i partiti, persino per quei leader che non saprebbero nemmeno accendere un PC (basti pensare ai continui videomessaggi postati dallo staff di Berlusconi sul sito dei "Promotori della Libertà"). Ma l'evento clou è stato certamente l'avvento dei social-network come Facebook, che hanno fornito la possibilità di condividere con le masse informazioni, pensieri, idee, propaganda, facilitando l'emersione "dal basso" di movimenti d'opinione, se non veri e proprie forze politiche.

E' appunto il caso del "Popolo Viola", ma anche del "Movimento Cinque Stelle" di Grillo. Entrambi coagulano consensi provenienti da quella massa di elettori che vogliono stare al di fuori dei partiti ma non vogliono rinunciare alla partecipazione civica; anzi, soprattutto i grillini disprezzano i partiti, ritenuti "morti" e incapaci di fornire una svolta al Paese. Ma non è così, e lo dimostrano proprio divisioni interne al Popolo Viola, con gli organizzatori del secondo NoBDay disconosciuti da molti esponenti di spicco e coordinamenti locali del "movimento": i partiti sono malati, non morti, e se anche lo fossero sarebbe morta con loro anche la democrazia. Senza una struttura organizzata, una democrazia interna basata su aderenti (iscritti, con congressi, oppure simpatizzanti, con "primarie" reali o virtuali) e organismi decisionali che li rappresentano, i "movimenti" o sono basati su una leadership incontestabile, oppure finiscono nell'anarchia, perchè nessuno riconosce autorità ad altri e viceversa (come sta succedendo al "Popolo Viola"). Qualcuno risponderà che almeno il Movimento 5 Stelle, a differenza dei "viola", sembrebbe che stia intraprendendo l'altra strada, quella della strutturazione più solida: ma allora abbandonino l'ipocrisia, perchè stanno diventando loro stessi un "partito"; che poi si chiamino "movimento", "alleanza", "lista civica", "unione", "federazione" o "partito" poco importa, perchè la strutturazione è quella partitica.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Ritorno
post pubblicato in Diario, il 3 agosto 2010


                                           

Come i miei pochi e-lettori avranno notato, da qualche tempo la mia attività sul blog si è gradualmente affievolita, fino ad essersi del tutto spenta. Non saprei nemmeno dirvi il perchè: mancanza di stimoli, mancanza di voglia, mancanza di tempo. E quella fissa di scrivere tutti i giorni che mi impediva, una volta perso il ritmo, di riprenderlo come se non fosse successo nulla.

Ora però, proprio in un periodo dell'anno in cui tanti colleghi blogger si prendono il meritato riposo, ho deciso di tornare a scrivere. E, anche stavolta, non saprei dirvi il perchè. Forse, semplicemente, mi mancate. E spero che in questo periodo di "black-out" non vi sia mancato troppo. O forse me lo auguro ...

A presto. Prestissimo.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Oggi sciopero
post pubblicato in Diario, il 14 luglio 2009


                                                                 

Torno a bloggare quotidianamente "materialmente", dopo una pausa di cinque giorni in cui vi ho lasciato con dei post "registrati", e lo faccio non bloggando. Ovvero aderendo allo sciopero indetto da "Diritto alla Rete", una libera associazione internettiana di blogger attivisti, contro il famigerato ddl Alfano sulle intercettazioni.

Il motivo? Perchè il ddl Alfano mette a serio rischio, oltre alla sicurezza dei cittadini, all'efficacia della giustizia e alla libertà d'informazione, anche la libera vita dei blog su Internet. O perlomeno presenta alcuni aspetti piuttosto dubbi. Il principale obiettivo della protesta è la cancellazione del cosidetto "obbligo di rettifica", ovvero quello strumento pensato per la stampa che Alfano ha ben pensato di estendere anche ai siti informatici. Con il risultato che se i siti riceveranno una richiesta di rettifica su qualcosa che è scritto nelle loro pagine, se non risponderanno in 48 ore subiranno multe di migliaia di euro.

Ora, in teoria il provvedimento potrebbe anche essere giusto. Il problema è: come avviene questa rettifica? Come vieni avvisato di questa richiesta? Se non sei d'accordo con la necessità della rettifica, a chi devi rivolgerti? La legge sembra abbastanza dubbia in proposito, ma sinceramente non ci capisco molto. E allora, per non dovermi trovare un giorno a dover pagare delle multe per dei commenti offensivi o falsi che qualche utente sprovveduto (o malintenzionato) mette in un commento ai miei post, magari in post vecchissimi (così che io molto difficilmente me ne accorgerò), e magari addirittura trovarmi il blog chiuso, decido di aderire allo sciopero. Per sicurezza. E per tutelare non tanto il mio insignificante blog, ma soprattutto questo grande strumento dalle enormi potenzialità (e soprattutto libertà) che è Internet, e che dà per questi motivi molto fastidio a "certa" gente.

D'altronde, se con me aderiscono migliaia di firme illustri, e alcuni stessi parlamentari del PDL sono dubbiosi, qualche motivo ci sarà.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Un anno "Discutendo"
post pubblicato in Diario, il 20 ottobre 2008


                                                     img80/1623/discutendoico1ico1lc4.jpg

Oggi Discutendo "compie" un anno. Esattamente il 20 Ottobre 2007, infatti, cominciava questa avventura. Il primo post trattava della Finanziaria 2007, c'era Prodi al Governo, Berlusconi all'opposizione intento a cercare la spallata ... vi sarà dunque chiaro ed evidente quante cose sono cambiate da allora.

E' passato dunque un anno, parlando soprattutto di politica, sia direttamente che indirettamente, ma senza mai scadere nella facile propaganda, negli ideologismi e negli estremismi. Senza perdere però di vista altre tematiche, una su tutte quella ambientale, con la rubrica "Risparmio Ecologico". Ma soprattutto sempre (o quasi sempre) partendo da delle fonti solide, non inventate, e sempre avanzando proposte, di tutti i tipi e su tutti gli argomenti e ogni tanto anche iniziative, come la petizione "per Roberto Saviano Governatore della Campania".

Insomma, un anno passato a cercare di fornire un'informazione più completa, concreta ed originale, alternativa a quella dei media tradizionali, in un modo che solo questo straordinario strumento di Internet sa dare. Andando però sempre oltre la sterile critica che spessa alberga nei blog nostrani, proponendo sempre alternative alle cose criticate.

Una linea che deve essere piaciuta, se dopo un anno "Discutendo" ha ricevuto più di 63mila visite ed è fra i primi 550 blog della Cannocchiosfera. Non un risultato eccezionale, ma nemmeno bruscolini. Che spero in futuro vogliate far diventare molto di più. Semplicemente, Discutendo.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

E' Grillo il futuro dell'informazione? (grazie per le 10.000 visite!)
post pubblicato in Diario, il 10 gennaio 2008


                           

Nel ringraziarvi per le 10.000 visite raggiunte oggi, dopo 82 giorni di attività, vorrei parlarvi dei blog in generale e del loro futuro nell'informazione. A mio parere penso che i blog siano davvero uno strumento importante (e d'altronde, se fossi convinto del contrario, non sarei qui), perchè permettono una interattività maggiore di giornali, televisione, radio e similari. E, rispetto ai dibattiti "a voce", "faccia a faccia" (rispetto ai quali sono indubbiamente inferiori), permettono comunque una maggiore "comodità": sarebbe difficile organizzare dibattiti ogni giorno.

Ovviamente, i blog vanno gestiti bene. Innanzitutto, l'autore deve rispondere ai post. Altrimenti manca quell'elemento di interattività che ne è alla base. Ovviamente, nei limiti del possibile: non pretendo che i blogger invasi da centinaia di post (non è il mio caso :-) rispondano a tutti, ma almeno ad una parte. Altrimenti, non è un blog, è un monologo.
Per questo trovo ingiusto indicare Beppe Grillo come simbolo del mondo dei bloggers. Mentre farei delle congratulazioni "bipartisan" a Mario Adinolfi e DAW (chiunque si celi dietro questo nick), che, nonostante siano i blog più visitati del Cannocchiale, con quantità di commenti enormi, trovano il tempo e la disponibilità a rispondere a tutti i commenti.
Le motivazioni di questo mia critica a Beppe Grillo le trovate ben esposte in questo articolo di Gilioli sull'Espresso, che condivido pienamente e riporto integralmente.

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A.Gilioli, "L'intervista mai fatta a Beppe Grillo"

Il giorno 2 gennaio, come molti, ho letto e visto in Internet il “discorso di Capodanno” di Grillo. Nel quale, come si ricorderà, è stato lanciato il V-day contro i giornali per il 25 aprile prossimo venturo. Tra le altre cose, nel suo discorso Grillo prevedeva con certezza che tutti media “mainstream” avrebbero volutamente ignorato il suo V-day sui giornali, visto che la cosa riguardava direttamente gli interessi delle testate e dei loro proprietari.

Il fenomeno Grillo mi interessa, da tempo vado scrivendo diverse cose sulle storture del sistema editoriale in Italia (a partire dall’Ordine e dalla legge sulle provvidenze) e credo anche che i giornali debbano interessarsi delle fasce della società che Grillo più o meno rappresenta. Quindi il giorno stesso telefono a Grillo sul suo cellulare per proporgli un’intervista sul tema del V-day contro la stampa, la “vera casta” come dice lui.

Grillo mi risponde quasi subito, con gentilezza, ma nicchia un po’ sull’intervista: «Io sono un monologhista», mi dice testualmente. «Invece dell’intervista le scrivo un pezzo io e voi lo pubblicate su L’espresso». Io gli rispondo che un pezzo no, non ci interessa, che per quelli c’è già il suo seguitissimo blog e noi invece vorremmo un confronto, anche aspro magari, sul tema che ha lanciato, il V-Day contro i giornali. Gli prometto che però, ovviamente, tutte le sue risposte saranno riportate senza variazioni e senza alcuna censura, che ha la più assoluta libertà di dire quello che gli pare, che sono dispostissimo a mandargli i suoi virgolettati per approvazione a intervista scritta. «Mah», dice lui, «non so, io non do il mio meglio in queste cose».

Insisto, gli faccio presente che un confronto civile è il modo migliore per far crescere e circolare le idee, gli propongo di andarlo a trovare dove si trova e alla fine sembro parzialmente convincerlo: «D’accordo, facciamolo», dice, «ma non di persona. Mi mandi le sue domande via mail e io le rispondo subito dopo le feste». Il giorno dopo mi metto al mio pc e una dopo l’altra snocciolo le domande. Sono tutte molto semplici, anche se non a zerbino.

Gli chiedo ad esempio se non ritiene che i giornali e la Rete possano convivere, visto che la tivù non ha ucciso la radio.
Se non crede che grazie alla loro buona salute economica molti giornali possano fare anche ottime inchieste, e gliene elenco alcune di questo e di altri giornali. Gli faccio l’esempio di Mastella, su cui diversi giornali hanno fatto inchieste ampiamente riprese dallo stesso Grillo nel suo blog. Gli chiedo dunque se non pensa che sia sbagliato mettere sullo stesso piano i quotidiani di partito inesistenti che prendono soldi direttamente dallo Stato e i giornali veri - magari perfino utili al dibattito sociale e al controllo sulla politica - che hanno solo detrazioni postali e contributi per la carta.
Gli chiedo se è consapevole che con l’abolizione totale e indistinta delle provvidenze probabilmente morirebbero voci come il Manifesto o come l’Internazionale, su cui lui stesso scrive una pagina ogni settimana, e gli chiedo se questo secondo lui sarebbe un passo in avanti per la nostra società.
Gli chiedo perché nel discorso di Capodanno ha esaltato come “ultimi giornalisti liberi” Biagi e Montanelli contrapponendoli a tutti gli altri, visto che anche Biagi e Montanelli scrivevano sui grandi giornali secondo lui servi e di “casta”.
Gli chiedo se in questo suo condannare senza eccezioni i giornali e i giornalisti ce n’è qualcuno che salverebbe, che secondo lui non fa parte della casta.
Gli chiedo se considera parte della casta anche quelle migliaia di giornalisti sottopagati e precari che ormai lavorano in gran parte delle redazioni.
Gli chiedo come può dire che tutti i giornalisti sono casta, visto che la grandissima parte di loro ha come unico privilegio il biglietto gratis ai musei, e per il resto si paga come tutti gli altri comuni mortali la casa, il cinema, il treno, l’autobus, il biglietto allo stadio e così via.
Già che ci sono, gli chiedo perché non risponde mai agli altri blog, visto che predica i blog come mezzo di comunicazione dell’avvenire.

Gli mando il tutto con una bella mail. Passa la Befana, passano altri due giorni ma da Grillo nessuna risposta. Gli mando un sms per ricordargli il nostro accordo, lui non risponde. Gli mando un’altra mail copiaincollando la precedente, nel caso la prima si fosse persa. Niente.

Questa mattina, 9 gennaio, gli telefono:
«Pronto buongiorno sono Gilioli de L’espresso, la disturbo?»
«Certo, lei mi disturba sempre».
«Mi dispiace. Volevo sapere se ha visto le domande che le ho mandato…».
«Certo che le ho viste e non intendo minimamente risponderle».
«Come mai?»
«Perchè sono domande offensive e indegne».
«Mi scusi, ma non mi pare, sono solo domande. Servono a un confronto. Se lei mi dà le sue risposte per iscritto, io le trascrivo tali quali, le dò la mia parola».
«No, non se ne parla neanche, lei non ha capito niente. Buongiorno».
«Buongiorno».

Da questa ridicola esperienza, deduco due o tre cose di cui credo di avere ormai la certezza.
Primo: Grillo ha una paura fottuta del confronto. Sa che il suo linguaggio apocalittico e assertivo non ha niente a che vedere con lo scambio di idee e con il dibattere. E’ chiuso nel suo monologhismo. Sa di non avere argomentazioni razionali forti per difendere le sue affermazioni a tutto tondo, sa che il confronto lo obbligherebbe a qualche sfumatura e sa che probabilmente le sfumature lo annienterebbero, visto che il suo successo è figlio della sua assertività.
Secondo: Grillo ha una strategia di comunicazione basata sul vittimismo da censura. Io gli avevo promesso tre o quattro pagine di intervista su “L’espresso”, lui ha preferito non apparire per poter dire che la grande stampa lo ignora e lo censura. Bene, visto che da qui al 25 aprile andrà strillando al mondo che i giornali non parlano del suo V-Day perché ne hanno paura, si sappia che questo giornale voleva concedergli ampio spazio ma che lui lo avrebbe accettato solo per monologare, per ospitare la sua invettiva, e non per un’intervista. Nemmeno il più tracotante politico della Casta, a fronte di una richiesta di intervista, risponde “O scrivo io da solo e senza domande o niente”.
Terzo: Grillo con ogni probabilità usa così tanto Internet - e detesta così tanto i giornali - proprio perché il blog gli consente questo non-confrontarsi, questo non-dibattere. Perfino Berlusconi - dopo i primi tempi in cui mandava le videocassette registrate ad Arcore - ha imparato a rispondere alle domande dei giornalisti. Grillo no. Grillo si trincera dietro Internet per non ricevere domande, per non confrontarsi. Per esaltare, come direbbe lui, le sue caratteristiche di “monologhista”.

Attenzione, ragazzi, perché se questo è il futuro della politica in Rete fa veramente schifo.

                                                                                                      A.Gilioli, l'Espresso, 9 Gennaio
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P.S. Un grazie a Grillo per essersi impegnato nel risolvere il problema rifiuti in Campania.
P.S.S. E' un grazie ironico, ovviamente. Ma perlomeno lui non è (ancora) un politico.

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