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il blog di Francesco Zanfardino
Addio scontato
post pubblicato in Diario, il 14 febbraio 2010


                                              

Voglio essere buono con la Binetti. Potrei dire che il suo addio al PD è una mossa di convenienza politica, anche alla luce del fatto che poteva andarsene nel più vicino partito di Rutelli, che pur l'aveva portata in politica, anzichè preferire la "sicurezza" dell'UDC. Ma invece voglio credere che la scelta dell'on. Binetti sia solo dettata da motivazioni ideali: in fondo, mi risultava quasi simpatica con quella sua ostinazione a combattere, fino in fondo, una battaglia valoriale persa in partenza.

Già, in partenza. Perchè è vero che l'identità del PD è un tantino confusa, ma fin dall'inizio era chiaro che il PD non sarebbe mai stato un partito confessionale. Perchè è questo che la Binetti ha chiesto fino ad ora al PD: su tutte le tematiche etiche, e tutto ciò che riguardava la Chiesa, Paola Binetti ha espresso pari pari la voce del Vaticano, dimostrandosi quindi non tanto cattolica, ma proprio clericale, ovvero lo stesso tipo di errore che rimprovera ai Radicali (quello dell'anticlericalismo). Magari è solo una coincidenza che la Binetti la pensi sempre come il Vaticano, e in ogni caso non è detto che ciò che dica il Vaticano sia sbagliato (anzi!), ma poteva davvero pensare che il PD potesse seguire certe sue posizioni o non avere una linea su un determinato argomento perchè lei era contraria? Ma soprattuto: perchè Paola Binetti si è sempre importata unicamente delle tematiche etiche? O, se ha lavorato anche su altre tematiche, perchè teneva a far emergere le sue opinioni solo su quelle? Evidentemente erano solo quelle che le interessavano.

Una come la Binetti poteva anche restare nel PD, se si comportava diversamente. Esistono infatti tante persone nel PD che hanno posizioni molto lontane dalla linea del PD sulle tematiche etiche, però non giudicano il Partito solo da quelle. Pensano anche ad altro, lavorano anche ad altro, criticano anche altro. E magari, ogni tanto, su qualcosa danno ragione alla linea del Partito anche su quelle tematiche e non seguono peridissequamente solo la linea di altri. Senza avere la pretesa di dare l'autentica interpretazione dei valori cattolici. Evidentemente, non era il suo caso e, ripeto, la sua era una battaglia persa in partenza.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Discriminazione nella discriminazione
post pubblicato in Diario, il 8 dicembre 2007


                               <b>La Binetti contro il trattato di Amsterdam<br>"Certi temi non sono da emendamento"</b><br>

Giovedì sera il Senato si è espresso sulla fiducia al Governo sul "decreto-sicurezza". La maggioranza si è salvata per un soffio, 160 a 158. Inutile dire che i senatori a vita, per la prima volta in un voto di fiducia, sono stati decisivi: senza di loro sarebbe finita 155 a 157, e addio governo. A votare a favore la Montalcini, Scalfaro, Colombo, Ciampi e a sorpresa Cossiga, contro invece Andreotti, il senatore di Sinistra Critica Turigliatto e la senatrice Binetti dell'area "teodem" del PD. Non ha votato invece il senatore-re della pasta Divella, di AN ("per motivi di salute", dirà poi Fini) e il senatore eletto all'estero, Pallaro, che era appunto all'estero.

Il voto viene dopo settimane agitate, sia nella maggioranza che nell'opposizione, per via della legge elettorale. Difficile sostenere che questo voto sia quello della "spallata", visto che Pallaro era assente e che la Binetti ha votato contro per una questione particolare del provvedimento, e come ha dichiarato in seguito, non mette in dubbio il suo appoggio al Governo.

Infatti, la Binetti, una volta assicurato il sì di Cossiga, ha voluto lanciare un "segnale" al Governo. Nel "pacchetto sicurezza" è stata inserita, per volere di Rifondazione, una norma anti-discriminazioni, che si rifà al Trattato di Amsterdam del 1992 (!), per combattere discriminazioni "fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali". Ora, che l'argomento non c'entrasse molto con il "pacchetto sicurezza", è vero. Che debba essere controllato, affinchè non si vada in carcere (sono previsti infatti massimo 3 anni) solo per aver detto che "una coppia omosex non può adottare un bambino", è altrettanto vero. Ma la cosa che non è assolutamente accettabile è che queste critiche siano fatte unicamente per le discriminazioni sessuali, e che invece non sia stata fatta una parola sulle altre discriminazioni. Se il testo non avesse previsto le "tendenze sessuali", non ci sarebbe stata polemica, non sarebbe stato detto che non c'entrava con la sicurezza e che non si può finire in carcere per aver espresso un opinione.

Il Governo ha promesso alla Binetti (e al Mastellone, subito pronto come un avvoltoio), che il testo sarà rivisto alla Camera. E questo può anche essere giusto, per gli aspetti citati prima. Ma se la norma sarà cancellata del tutto, il Governo si dovrà solo vergonare. Sacrificare i diritti fondamentali dell'uomo sull'altare della sopravvivenza non è accettabile. Che si vada alle elezioni, e che la Binetti contribuisca pure a portare al potere chi (a quanto pare) se ne frega di questi diritti.
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