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il blog di Francesco Zanfardino
Calmierare, please
post pubblicato in Diario, il 23 luglio 2009


                                                           

Stasera seguendo i vari Tg ho trovato una notizia interessante (evento!): arrivano gli esodi estivi, accompagnati dai "prezzi caldi" della benzina. Nei vari servizi si metteva appunto in evidenza quello che gli automobilisti sanno da sempre, ovvero che quando avvengono grandi esodi (non solo quelli estivi, ma anche in occasione di Pasqua, Natale e ponti vari), per una "strana coincidenza", lievitano i prezzi dei carburanti.

Ora mi domando: si è tanto discusso sui metodi per combattere le speculazioni sulla benzina. Si è parlato di tasse troppo care, e si sono proposti tagli delle accise; si è parlato di troppa poca concorrenza, e si è proposta una liberalizzazione. Tutto giusto e da realizzare, ma perchè buttare a mare l'altra possibilità, ovvero quella di "calmierare" i prezzi? D'accordo, così si ammazza il mercato. Ma è davvero un'assurdità chiedere di trovare un sistema per "calmierare" i prezzi temporaneamente nel periodo degli esodi? Magari ancorando i prezzi alla materia prima, per esempio, entro un certo intervallo di prezzi. Oppure trovando un sistema che eviti eccessivi sbalzi di prezzo rispetto al periodo precedente. Oppure ... che ne so, si trovi un sistema migliore di questi ... basta risolvere questo problema, e non far finta di ignorarlo.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Liberalizzare, la strada giusta / 2
post pubblicato in Diario, il 29 maggio 2008


                         

Una ventina di giorni fa vi avevo parlato della possibilità di acquistare il primo farmaco con il marchio del distributore, con forti possibilità di risparmio (in questo caso una "aspirina" Coop dal costo di 2 euro contro i circa 6 euro dell'aspirina "classica"). Oggi vi parlo di un altro effetto delle cosiddette "liberalizzazioni Bersani", stavolta quella riguardante la liberalizzazione del mercato della distribuzione di benzina: da ieri presso il nuovo distributore di benzina Leclerc-Conad di Baggiovara di Modena è possibile comperare benzina verde "Conad" a 1.39 euro al litro, contro la media nazionale di 1.51 euro al litro. Insomma, un risparmio di ben 12 centesimi al litro, circa 6 euro per pieno.

In realtà esistevano già altri tre distributori del genere con il marchio Leclerc-Conad che, secondo la catena, hanno consentito sinora agli automobilisti un risparmio di 1.800.000 euro. Risparmio che potrebbe arrivare fino a 15 milioni di euro, con 24 distributori attivi in tutta Italia, se le procedure per l'autorizzazione fossero più veloci e non demandate alle Regioni che, forse per eccessivo "zelo", ma probabilmente per interessi particolari, rallentano le procedure.

Così come per i farmaci, dunque, sebbene queste non siano certo queste le "grandi liberalizzazioni" che si dovrebbero fare, sono comunque un ottimo modo per diffondere concorrenza e risparmio nella vita di tutti i giorni. Per questo mi auspico che questo Governo, che si definisce "liberale", prosegui su questa strada, migliorando le stesse liberalizzazioni Bersani e iniziando quelle "forti". Non lasciandosi andare a tendenze protezioniste controproducenti.
Proposte per l'Italia (4): Taglio accise "impossibili" sulla benzina
post pubblicato in Diario, il 22 febbraio 2008


                       

Quarto appuntamento con "Proposte per l'Italia". Oggi parliamo di caro-benzina e taglio delle accise. Tutti sappiamo come, putroppo, negli ultimi tempi sia aumentato fortemente il prezzo della benzina: addirittura sopra l'1,4 € al litro (benzina verde). Questo, putroppo, dipende dal rincaro del prezzo del petrolio (giunto addirittura sopra i 100 dollari al barile). Rincaro che sta avendo conseguenze sull'intera economia mondiale.

Ciò non vuol dire, però che i governi non possano fare qualcosa. Lo scorso Governo, nella persona del ministro Bersani, aveva cercato di intervenire, con la "liberalizzazione" del sistema dei distributori, che poteva servire a qualcosa. Liberalizzazione che non è avvenuta, per la sopraggiunta crisi di governo (e conseguente blocco della "terza lenzuolata" che doveva essere approvata dal Parlamento). Comunque, i governi potrebbero intervenire anche più direttamente: ovvero, tagliando le accise sulla benzina, cioè le tasse che lo Stato fa gravare sul costo della benzina. A dire la verità, già nell'ultima Finanziaria è prevista, in caso di uno sconsiderato aumento del costo della benzina (non so quantificarvi quanto) la "sterilizzazione" dell'IVA su una parte delle accise, che comporterebbe un abbassamento di 1-2 cent sul costo al litro. Tant'è vero che si sta parlando proprio di questo, ma non si sa se un governo dimissionario possa affrontare la questione o se ci vorrà l'accordo dell'opposizione.

Ma, a mio giudizio, c'è una questione abbastanza grave sulle accise. E cioè che molte di queste, istituite per finanziare determinate "emergenze", come il terremoto dell'Irpinia o la guerra di Abissinia (!), permangano ancora e gravino ancora sul costo della benzina. Ecco l'elenco delle accise "impossibili":

2 lire per la guerra in Abissinia del 1935; (!!!!!!)
14 lire per la crisi di Suez del 1956;
10 lire per il disastro del Vajont del 1963;
10 lire per l'alluvione di Firenze del 1966;
10 lire per il terremoto del Belice del 1968;
99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;
75 lire per il terremoto dell'Irpinia del 1980;
205 lire per la missione in Libano del 1983;
22 lire per la missione in Bosnia del 1996.

Insomma ... davvero impossibili. Che perlomeno si tolgano e si rimettano sotto un'altra forma, ma è ridicolo pagare ancora la guerra in Etiopia di 70 anni fa o i vari terromoti di 30-40 anni fa.

P.S. Mi auguro di essere smentito. Questa cosa mi sembra talmente incredibile che magari è falsa. Ma, putroppo, mi sembra che sia proprio vera.
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