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il blog di Francesco Zanfardino
"La democrazia è la miglior vendetta"
post pubblicato in Diario, il 18 agosto 2008


                                                 

"Per il martirio di mia madre, la democrazia è la miglior vendetta". Con questa frase Bilawal Bhutto Zardari, figlio ed erede politico di Benazir Bhutto, storica leader dell'opposizione pakistana uccisa in circostanze poco chiare in un attentato lo scorso Dicembre, ha commentato la notizia delle dimissioni di Pervez Musharraf, presidente del Pakistan, in seguito alla procedura di "impeachment" voluta dalla sua stessa maggioranza.

Che dire. Speriamo davvero che, dopo le dimissioni di Musharraf, torni davvero la democrazia in Pakistan, e non torni invece sotto qualche altra forma quella che era una sostanziale dittatura. O, ancora peggio, che il Paese precipiti in una nuova ondata di stragi e tensioni. Quel che è sicuro è che in Pakistan un'alternativa democratica c'è, e lo testimonia la frase di oggi di Bilawal: un uomo che, nonostante l'oppressione e l'immane numero di lutti subiti dalla sua famiglia per aver lottato per la libertà, invita i suoi seguaci a vendicarsi attraverso la democrazia e non la violenza.

P.S. Se poi penso al fatto che in Pakistan simili passioni civili non possano esprimersi democraticamente attraverso le elezioni, mi sale ancora di più la rabbia contro chi alle ultime elezioni italiane ha invitato a "snobbare" il voto.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Una grande donna è stata uccisa.
post pubblicato in Diario, il 27 dicembre 2007


                               

Rinvio a domani il commento al Discorso di Fine Anno del premier Prodi per ricordare una grande donna, Benazir Bhutto. Che, al di là di qualsiasi discorso di merito sulla sua azione politica, andrà ricordata per il "semplice" fatto di essere stata la prima donna leader di un paese islamico. E scusate se è poco.

Nessun commento esauriente è possibile senza più sicure informazioni sui mandanti dell'attentato terroristico in cui la leader dell'opposizione pakistana è morta. Ma, che sia stato il presidente Musharraf, come dichiarato dal marito della donna, o i terroristi di Al Qaeda, come accusa lo stesso Musharraf (supportato da rivendicazioni della stessa Al Qaeda che sembrano emerse), è comunque una giornata nera per la democrazia in Pakistan. Che sembra sull'orlo di una guerra civile.

Speriamo che il Pakistan possa ripartire. Che anche senza i Bhutto (una vera e propria dinastia politica, come quella dei Nehru-Gandhi in India, uniti anche nelle tragedie: 4 Bhutto assassinati) la democrazia possa ripartire.
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