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il blog di Francesco Zanfardino
Senza botti
post pubblicato in Diario, il 31 dicembre 2009


                                           

No, non mi riferisco alle persone colpite quest'anno dalla disoccupazione, dal terremoto o da altre tragedie e che quindi non avranno granchè voglia di festeggiare stasera. Mi riferisco letteralmente ai "botti di Capodanno", che io trovo una tradizione che sarebbe il caso di abbandonare con l'anno nuovo.

Per carità, i fuochi d'artificio sono uno spettacolo eccezionale. Ma il triste rito che si ripete ogni anno, soprattutto dalle mie parti, non ha alcunchè di spettacolare. Decine, a volte centinaia di euro che ogni famiglia manda letteralmente in fumo, spesso anche quando le condizioni economiche richiederebbero ben altri investimenti, spesso solo per rivaleggiare col vicino di casa. Per non parlare dei folli che non acquistano semplicemente "botti illegali", ma veri e propri ordigni, o si mettere a sparare con la pistola (che cavolo c'entra col Capodanno?). Con quelli che non "sparano" nulla a Capodanno che quasi si devono vergognare per non farlo. Ma soprattutto con il risultato decine di morti e feriti per l'insulso "divertimento" che dovrebbe significare un buon inizio del nuovo anno.

Forse sarebbe arrivato il momento di imporre forti limitazioni, impedendo del tutto i "fuochi" nella nottata di Capodanno, lasciando solo ai Comuni la possibilità di organizzare veri e controllati spettacoli pirotecnici nelle piazze principali. Intanto, un appello, nel mio piccolo mi sento di farlo: alla mezzanotte, abbracciatevi. Quello è il migliore augurio. E il "botto", se volete, fatelo dando i soldi in beneficenza, anzichè mandarli in fumo.

P.S. Buona fine e buon principio a tutti ...

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Auguri anche ai leghisti ...
post pubblicato in Diario, il 24 dicembre 2009


                                     

A proposito di valori cristiani ...

Buon Natale a tutti voi!

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Resurrezione
post pubblicato in Diario, il 12 aprile 2009


                                                

Oggi è la Pasqua. Massimo momento, dai molteplici significati, del percorso religioso dei credenti. Ma, a pensarci bene, anche per i non credenti questa festa ha un significato simbolico non da poco: e' quello della Resurrezione. Del bene che vince contro il male, se chi interpreta il bene dona tutto se stesso al raggiungimento di tale risultato.

Ecco, magari anche senza dover per forza donare la vita, possiamo e dobbiamo donare tutto ciò che possiamo di noi stessi, del nostro impegno, per sconfiggere il "Male", ovvero tutte le ingiustizie, di qualsiasi tipo, che affliggono la nostra società, e il mondo intero. Consapevoli che a differenza del Cristo non potremo salvare da soli il mondo, ma che possiamo fare tanto anche se nel nostro piccolo sforzo. E sconfiggere, cambiare anche ciò che sembra impossibile, ed avere anche noi la nostra Resurrezione.

Buona Pasqua a tutti.

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Buon Anno, Palestina
post pubblicato in Diario, il 31 dicembre 2008


                                                   

Concludo questo 2008 con i più sinceri auguri di un felice anno pieno di soddisfazioni per tutti voi. E con una dedica speciale. L'anno scorso ho dedicato l'ultimo post del 2007 alla mia terra, la Campania, martoriata dalle ben note vicende. E in effetti ci sarebbe ancora abbastanza materiale per una nuova dedica ... ma i recenti avvenimenti mi hanno convinto a dedicare questo post ad una terra ancora più martoriata, ovvero la Palestina.

Buon anno, dirigenti Israeliani e Palestinesi. Mettete da parte egoismi, interessi, personalismi ed orgoglio e date finalmente concretezza alla frase "due popoli, due Stati". Forse ne pagherete in conseguenze politiche, in perdita di interessi, in dure contestazioni: ma la Storia si ricorderà di voi e non di chi vuole la guerra e l'odio.

Buon anno, pseudo-governanti e pseudo-opinionisti di tutto il mondo. Che il nuovo anno vi porti un po' di sale in zucca. Finchè continuerete a dividervi in chi sostiene Israele e chi sostiene la Palestina, fra chi considera Hamas e Hezbollah dei terroristi e chi delle forze politiche, fra chi attribuisce le colpe all'uno e chi all'altro, non contribuirete certo a risolvere la situazione. La questione è ormai talmente vecchia e talmente ricca di colpe e ragioni sia nell'uno che nell'altro campo che ormai parlare di "torto" o "ragione" non ha più senso. Ancor di più se lo si fa per scelte propagandistiche e/o elettorali.

Buon anno, Onu. Che il 2009 ti porti un po' di decisionismo. Perchè non si può più far finta di niente e/o mettere pannicelli caldi su una terra che è martoriata da troppo, troppo tempo. Si usino tutte le armi diplomatiche per mettere Palestina e Israele attorno ad un tavolo per risolvere definitivamente la situazione, con tempi certi e confini certi ed eque distribuzioni di territori. Altrimenti lo faccia l'Onu, coattivamente, con truppe di interposizione (come in Libano) e se uno dei due Stati, o entrambi, scombussolano le cose, li occupi l'Onu con delle missioni. Bisogna agire con forza, perchè questo eccidio deve finire.

Buon anno, Hamas. Speriamo che il nuovo anno vi porti un po' di coerenza. Perchè se la si vuole smettere di essere considerati organizzazione terroristiche, l'unico modo è smettere di comportarsi come organizzazioni terroristiche. Solo allora il mondo vi vedrà solo come una forza politica, mentre ora siete entrambe le cose.

Buon anno, anti-Hamas. Che il nuovo anno vi porti un po' di intelligenza. Perchè, per quanto Hamas agisca spesso come una organizzazione terroristica, è altrettanto vero che in Gaza la popolazione stravede per Hamas. E non perchè sono anche loro terroristi, ma perchè è l'unica forza che a loro modo e secondo il loro punto di vista tutela i loro interessi. E poi la pace si fa con i nemici, non con chi sta bene a noi. Altrimenti è una pace fittizia.

Buon anno, governanti Israeliani. Che il 2009 vi porti un po' di moderazione. Perchè se è legittimo, anzi "legittimissimo" il diritto a difendersi, anche attraverso l'attacco, è pur vero che la netta superiorità israeliana rende inutile simili esagerazioni militari. Tante morti civili possono essere evitate, dando comunque segni di forza.

Buon anno, anti-Israeliani. Che il nuovo anno porti anche a voi un po' di sale in zucca. Perchè non è certo con l'odio e la violenza, o semplicemente bruciando una bandiera, che si risolvono le cose. E, ripeto, in questo abominio nessuno ha torto o ragione.

Buon anno, bambini palestinesi. Dover per "palestinesi" intendo tutti, ebrei, cristiani, musulmani. Purtroppo pagate le conseguenze della follia dei grandi. Che il nuovo anno vi porti finalmente un po' di serenità.

Insomma, buon anno a tutti voi, abitanti della Palestina. Che il 2009 vi porti ciò che sicuramente la stragrande maggioranza di voi vorrà, ovvero una esistenza pacifica. Un po' di ottimismo non guasta mai.

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Auguri scomodi di Buon Natale
post pubblicato in Diario, il 24 dicembre 2008


                                     

Stasera è la Vigilia di Natale. Un giorno dalle notevole implicazioni, religiose e non. Quest'anno vi lascio i miei migliori auguri di Buon Natale attraverso gli "auguri scomodi" di Don Tonino Bello.

Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario. Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati. Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa (nota di F.Z.: questo passaggio lo condivido fino ad un certo punto).
Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.
I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili. Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano. Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.
I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio. E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.

Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.

Tonino Bello

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Auguri di Buona Pasqua (con riflessione su P.Pilato)
post pubblicato in Diario, il 23 marzo 2008


                 

Nel farvi gli auguri di una Serena e Felice Pasqua, vi invito a riflettere su questo passo del Vangelo riguardante la passione di Cristo:

A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta. In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse: «Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?». Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia. Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua». Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò loro: «Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?». Quelli risposero: «Barabba!». Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!». Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!»

Da questo passo si possono trarre molteplici insegnamenti. Innanzitutto, la volubilità e facile influenzabilità della folla, capace di chiudere gli occhi sui criminali se influenzata e indottrinata in quel verso, con la totale assenza di una volontà propria. Ma, sopratutto, la decadenza della classe dirigente, ridotta a semplice esecutrice della volontà (si fa per dire) popolare, incapace di prendere provvedimenti impopolari. Decadenza segnata da quel gesto del "lavarsi le mani" (in realtà comune sia a Pilato che alla folla), divenuto simbolo di quell'annullamento della dignità umana che è l'ignavia.

E pensare che nel frattempo sono passati 2000 anni..........
Auguri a tutti i papà. Specialmente gli sfortunati.
post pubblicato in Diario, il 19 marzo 2008


                          
 
Auguri a tutti i papà. Oggi è infatti il 19 Marzo, in cui si celebra San Giuseppe e quindi tutti i papà. Da questo blog poi mi sento di fare degli "auguri" speciali ai papà che, non solo in questo giorno, non possono stare con i loro figli. Chi per lavoro, chi per separazione / divorzio. E chi vorrebbe diventare papà, ma non può farlo: e qui mi riferisco alle adozioni, troppo difficili da ottenere. Ed "auguri" speciali a chi si "spacca la schiena" per i propri figli, in cambio "solo" per il sorriso e la felicità dei propri figli.

Niente auguri, invece, a chi è papà ma in realtà non lo è. A chi, cioè, dedica pochissimo tempo ai propri figli, pur potendolo fare, magari preferendo altre attività. Fino ad arrivare a chi commette violenze, fisiche e psicologiche, sui propri figli. Che il significato di questo giorno possa farvi migliorare.
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