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il blog di Francesco Zanfardino
La carica dei fannulloni
post pubblicato in Diario, il 4 settembre 2010


                                              

I risultati della "lotta all'assenteismo" nella Pubblica Amministrazione messa in campo dal Ministro Brunetta sono uno dei cavalli di battaglia mediatici del Governo Berlusconi, come tutti sanno. Ricordiamo tutti specialmente quando, ad inizio legislatura, non c'era mese che la gran cassa dell'informazione non annunciasse entusiasticamente quei dati portentosi: -20%! -30%! -40%! e così via, in un crescendo di eccitato compiacimento. Poco importa se un po' tutti avanzassero dubbi fondati su quei dati, e non solo chi è portato a farlo ideologicamente (L'Espresso), ma anche leader dei sindacati divenuti nel frattempo molto amici (Bonanni).

Poi, piano piano, questi annunci si sono sempre più diradati. Ed è un vero peccato, per la completezza d'informazione. Perchè negli ultimi mesi l'assenteismo sta tornando sempre più alla ribalta, come sottolineano gli stessi dati di Brunetta:

Febbraio 2010: +3.7% rispetto a Febbraio 2009

Marzo 2010: +5.3% rispetto a Marzo 2009

Aprile 2010: +10.7% rispetto ad Aprile 2009

Maggio 2010: + 8.0% rispetto a Maggio 2009

Giugno 2010: + 12.3% rispetto a Giugno 2009

E questo prendendo sempre per buoni i dati di Brunetta. Qualcuno mi dovrà spiegare ad esempio perchè, nella rivelazione di Giugno 2010, non sono presi in considerazione i pessimi dati della Regione Lazio (+70.9%), o quanto meno non sono inseriti fra i casi "particolari" contenuti nella "appendice statistica" della rivelazione. Ma non importa: già mi basterebbe sapere che qualche TG nazionale riportasse gli aumenti dell'assenteismo, ogni tanto, giusto per par condicio. Chiedo troppo, eh?

P.S. Intanto, l'assenteismo dilaga fra i nostri "primi" dipendenti pubblici, ovvero i nostri parlamentari. Compreso, e soprattutto, i colleghi di partito di Brunetta. Ma questi fannulloni non li tocchiamo, eh Renà?

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Assenteisti di ritorno
post pubblicato in Diario, il 21 novembre 2009


                                              

L'assenteismo nella Pubblica Amministrazione è stato uno degli argomenti più usati dal centrodestra, e dai media loro vicini, per dimostrare, "al di là delle opinioni politiche", che questo è il Governo dei fatti, parimenti ai rifiuti di Napoli, alla ricostruzione in Abruzzo, agli sbarchi in Sicilia. Se poi si analizza ognuna di queste questioni, si dimostra che in realtà la situazione è diversa, ma tant'è: il successo del Governo in questi ambiti è diventata ormai opinione consolidata (e, a dire il vero, anche per l'incapacità delle opposizioni, tutte, nel contrastare questi luoghi comuni).

Ora anche la cura-Brunetta, che sembrava la meno contestabile tra queste faccende, dimostra tutta la sua fallacia. Secondo i dati dello stesso Ministero, infatti, il trend già in crescita negli ultimi mesi ha avuto il suo culmine ad Ottobre, quando le assenze nella P.A. sono aumentate del 28% rispetto all'anno precedente, con un picco del 41% nelle scuole. Un aumento forte e non giustificabile, come almeno ammette Brunetta, con gli effetti della pandemia influenzale. Eppure l'ambaradan mediatico che si vedeva ad ogni diminuzione delle assenze decantata da Brunetta ora non si vede.

Suvvia, direte voi ... da "seri" giornalisti quali sono quelli Italiani, vorranno aspettare che il fenomeno si consolidi e che si torni ai livelli di assenteismo pre-Brunetta. Sarà, ma intanto con i presunti successi di Brunetta ci hanno tormentato fino ad ora. Senza che nemmeno uno di loro, tra l'altro, ammettesse che in fondo il problema della P.A. non è quanto si lavora, ma se si lavora e come. E' sempre meglio che il dipendente pubblico sia presente, ma se non vuole lavorare, oppure è costretto in ufficio a girarsi i pollici (come accade a tantissimi lavoratori pubblici), oppure lavora male, la produttività certo non migliora ... e quindi, dato che fino ad adesso su questo non è cambiato nulla, sarebbe meglio conservarsi gli elogi per ben altre rivoluzioni.

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Ecco perchè la fiducia è necessaria ...
post pubblicato in Diario, il 8 aprile 2009


                                                

La maggioranza va di nuovo sotto. Per ben due volte, una sul prolungamento della permanenza dei clandestini nei Cpt, l'altra sulle banche. Ed inoltre il Governo è stato costretto a ritirare la parte riguardante le "ronde", rinviandolo, evidentemente perchè di fronte all'ostruzionismo dell'opposizione ha preferito salvare le vacanze pasquali ...

"Di nuovo" sotto, perchè già è successo altre volte in questa legislatura. Forse troppe, per un Governo che ha maggioranze schiaccianti in entrambe le Camere, e mette la fiducia quasi su ogni provvedimento. E così allora si capisce il vero motivo dell'utilizzo abbondante della fiducia: non la lentezza dell'approvazione delle leggi, ma le grosse difficoltà interne alla maggioranza. Siano esse la diversità di opinioni (perchè quando ai parlamentari del Popolo della Libertà viene davvero data la "libertà", appunto, di decidere, accadono belle sorprese), ma anche il forte assenteismo nelle file della maggioranza (e, infatti, abbiamo tutti assistito alle varie tarantelle messe in atto dai deputati del centrodestra per boicottare il sistema anti-pianisti voluto da Fini).

E allora vai con le fiducie, vai con i decreti, vai con il tentato boicottaggio del sistema anti-pianisti, vai con la proposta dei capogruppo che votano per tutti, vai con l'accentramento dei poteri nelle mani del premier. E speriamo che una eventuale sbornia elettorale alle Europee non provochi davvero l'attuazione di questo piano anti-democratico. Come se fossimo già messi bene, da questo punto di vista ...

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Senza vergogna
post pubblicato in Diario, il 14 marzo 2009


                                            

Da qualche giorno è entrato definitivamente in funzione alla Camera il sistema "anti-pianisti" tanto voluto dal Presidente Fini. E come al solito il centrodestra ha perso l'occasione per non fare una brutta figura.

Nella maggioranza, infatti, tira una brutta aria su questa faccenda. Molti, moltissimi deputati di Lega e Pdl sono arrabbiati con Fini, perchè questa decisione non permetterà più loro di prendere da assenti la "diaria", ovvero il "premio di presenza" aggiuntivo ai già lauti stipendi parlamentari. Ancor di più sono arrabbiati con Fini i vertici del centrodestra, dato che alla Camera, dove pur c'è un ampia maggioranza (più di un centinaio di deputati di scarto fra maggioranza e opposizione), più volte la maggioranza ha rischiato di andare sotto (e qualche volta è anche successo), non tanto per l'autonomia intellettuale dei deputati Pdl (rarissima), ma per le numerose, numerosissime assenze. E così è partito un tentativo di "boicottaggio" del nuovo sistema: ovvero parlamentari pdl e lega che tentano di rallentare il sistema, effettuando il riconoscimento quanto più tardi possibile, facendo finta che il riconoscimento non avvenisse, che la macchinetta non funzionasse. Un coro di "Presidente, non mi funziona il dito" (!), "Presidente, la macchinetta non riconosce la mia impronta!", "Presidente, la macchinetta non funziona!", eccetera eccetera, e minuti persi per questi infantili boicottaggi. Tra l'altro, stranamente i "problemi" alle macchinette riconoscitrici si avevano solo nella parte dell'emiciclo del centrodestra ... dall'Udc in poi funzionava tutto benissimo. Chissà perchè. Per non parlare poi del vergognoso "elogio dei pianisti" fatto da Bocchino, capogruppo PDL, all'assemblea dei parlamentari PDL: poveretti, loro si prendevano tutte le critiche, mentre invece nessuno additava chi riceveva il favore. Qualcuno gli spiega che se un lavoratore facesse la stessa cosa è passibile di licenziamento?

Ma l'apoteosi della vergogna è quanto successo al terzo giorno dall'entrata in funzione del nuovo sistema: nonostante le impronte, i pianisti sono tornati. In coppia. L'on. Duissin (Lega) ha votato per l'on. Salvini (Lega), Lomonte (Mpa) per Belcastro (Mpa). Come è potuto avvenire? Semplice: Salvini e Belcastro appartengono allaschiera dei 21 "obiettori di coscienza" che si sono rifiutati di dare le impronte, e dunque votano con il vecchio sistema.

Che squallore. Ma quale esempio si vuole dare alle nuove generazioni? Come si può pretendere che crescano con dei valori, con delle idee, con il rispetto dello Stato, se poi i loro "rappresentanti" si abbassano a simili livelli di indecenza? Come ci si può fare "paladini" della battaglia all'assenteismo nella pubblica amministrazione, se poi proprio i dipendenti pubblici per eccellenza lo fanno? Come ci si può lamentare dell'anti-politica sempre più dilagante, se poi questi parlamentari la infangano vivendo con superficialità e sdegno il loro ruolo? Se io fossi parlamentare, altro che assenteismo! Darei corpo e anima per questa responsabilità, altro che giochetti squallidi per avere poche centinaia di euro in più a scapito della dignità dello Stato!

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Assenteismo: il bue e l'asino
post pubblicato in Diario, il 14 febbraio 2009


                                                           

L'altro giorno è stata approvata alla Camera la riforma della Pubblica Amministrazione, il cosiddetto "ddl-Brunetta". Sì, proprio il Ministro campione della battaglia "anti-assenteismo", colui che con l'imposizione delle mani ha abbasato del "50%" l'assenteismo dei dipendenti pubblici (per farci che, negli uffici, poi non s'è capito ...).

Che dite sono troppo ironico se sottolineo che il Governo è andato sotto due volte per le numerose assenze (più di un centinaio) tra le file di centrodestra dei nostri "dipendenti pubblici per eccellenza", ovvero i nostri parlamentari?

No, non sono troppo ironico ... in effetti potrei sottolineare altre cose, ma non voglio perdere troppo tempo su Internet ... sono pure di sinistra, e non vorrei essere accusato di fannullonismo da lorsignori (coerentissimi e che danno il buon esempio, eccome!) della maggioranza ...

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Assenteismo e incoerenza
post pubblicato in Diario, il 16 gennaio 2009


                                               

Come sappiamo, da mesi e mesi il Ministro Brunetta conduce una battaglia contro l'assenteismo nella Pubblica Amministrazione, con risultati più che soddisfacenti, almeno secondo i dati forniti dallo stesso Brunetta, con toni al limite della decenza e una certa arroganza. Una battaglia che frutta molto mediaticamente al Governo, ma ben poco sul piano della concretezza, perchè se è giusto chiedere la presenza al lavoro dei dipendenti pubblici (anche se servirebbe un po' di elasticità), il vero problema è farli lavorare, assegnando loro i lavori da fare che ci sono ma che spesso non vengono assegnati o lo sono con ritardo. 

Tuttavia, il "brunettismo" il centrodestra lo applica solo in casa altrui, non nella propria. E' di ieri, infatti, l'articolo sul Corriere di Gian Antonio Stella, ormai famoso autore de "La Casta", che denuncia il voto contrario degli europarlamentari italiani di centrodestra alla risoluzione anti-assenteismo. La risoluzione è nata da un'iniziativa dell'europarlamentare Marco Cappato, dei Radicali, che da sempre si battono per la trasparenza della politica (l'ultima loro battaglia è l'istituzione di una "anagrafe degli eletti"). Infatti, fino ad ora il Parlamento Europeo pubblicava ben poche informazioni sui propri membri. Invece, grazie alla risoluzione Cappato, il Parlamento Europeo si impegna a far sì che tra poco (prima delle elezioni europee di Giugno) sul suo sito web siano disponibili "attività, partecipazione e presenza dei deputati europei ai lavori parlamentari in termini assoluti, relativi e percentuali (...) le indennità e le spese dei deputati (...) nonché tutte le dichiarazioni di interessi finanziari per tutti i deputati al PE, e tali informazioni sono rese disponibili in tutte le lingue ufficiali dell’UE". Com'è andata la votazione? 355 voti a favore, 195 contrari, 18 astenutiTra gli europarlamentari italiani, sì compatto del PD e del centrosinistra, mentre PDL e Lega Nord hanno votato contro, salvo minime eccezioni.

D'altronde, il centrodestra italiano aveva già dato pessima prova di sè e della propria coerenza nel nostro Parlamento. Ricorderete la decisione del Presidente della Camera, Gianfranco Fini, di dire basta al fenomeno dei "pianisti" (i parlamentari che votano "doppio", per non far perdere la diaria ai colleghi) attraverso l'introduzione di uno strumento di rivelazione delle impronte, grazie al quale il problema avrebbe dovuto essere risolto definitivamente (a meno di non portarsi appresso le mani dei propri colleghi, che è un' po "difficile" ...). Ebbene, a causa proprio delle critiche dei deputati di centrodestra, il sistema anti-pianisti funzionerà solo per i deputati che lo accetteranno. E così i 450 mila euro spesi per il sistema di rivelazione impronte frutteranno poco. A meno che i parlamentari PDL raccolgano la sfida del PD, che ha già annunciato che i propri parlamentari accetteranno di sottoporsi al sistema.

Lo vorrebbe la coerenza. Perchè, se si impone ai dipendenti pubblici di essere presenti, bisognerebbe imporlo anche ai dipendenti pubblici per eccellenza, ovvero i nostri rappresentanti. O perlomeno bisognerebbe dare il buon esempio, cominciando dai propri parlamentari.

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Assenteismo e buon esempio
post pubblicato in Diario, il 12 novembre 2008


                                          

Ieri chi ha assistito alla puntata de "Le Iene" sarà certamente rimasto colpito dal servizio del Trio Medusa sull'assenteismo dei parlamentari. Il servizio si basava sulla dichiarazione del capogruppo PdL alla Camera Cicchitto, che aveva proposto di multare di 10 euro ogni assenza fatta dai parlamentari. Proposta subito affossata dagli stessi parlamentari del PdL, nonostante la cifra ridicola, ma che il Trio Medusa ha voluto riproporre andando a "multare" i parlamentari davanti Montecitorio. Ebbene, è successo che, diversamente dagli altri parlamentari che hanno accettato quasi tutti bonariamente la critica, l'on.Carlucci (Pdl) ha aggredito fisicamente e verbalmente gli inviati de "Le Iene", accusandoli di essere "imbecilli", dichiarando di lavorare "dalla mattina alla sera", di avere il "99% di presenze"; ha inoltre rotto le telecamere e i microfoni, con una imbecillità che potrete meglio verificare guardando il video.

Ora, a parte il fatto che la Carlucci è stata assente a 55 votazioni (l'8%, non l'1%), cifra certamente minore di tantissimi altri parlamentari, ma maggiore di tanti altri fermati dal Trio Medusa e che hanno accettato la critica "pagando" la multa, e a parte il fatto che un Parlamentare della Repubblica mai dovrebbe permettersi di lasciarsi andare a simili aggressioni, ciò che importa davvero è che non si può lanciare una battaglia contro l'assenteismo dei dipendenti pubblici e poi lamentarsi se qualcuno nota che a dare il cattivo esempio sono proprio i parlamentari, i dipendenti pubblici "per eccellenza".
 
Poi, certamente, l'argomento non va affrontato con qualunquismo, perchè ci sono differenze notevoli fra parlamentari e parlamentari, e fra parti e partiti (come potete vedere da questa ottima tabella del "Sole 24 Ore"). Così come ci sono queste differenze fra i dipendenti pubblici (e, a proposito di qualunquismo, sparare cifre meno inventate sulla "magica riduzione" dell'assenteismo gioverebbe alla credibilità del sistema). Ma d'altronde non mi sembra che nè "Le Iene" nè tanti altri abbiano detto che sono tutti uguali (eccetto Grillini & Co), nè che il Governo o altri abbiano detto che tutti i dipendenti pubblici sono fannulloni e assenteisti: ma allora perchè le critiche delle Iene sono "qualunquiste", mentre la battaglia di Brunetta non lo è? Hanno forse ragione i dipendenti pubblici "onesti" a difendersi anche loro da questa campagna qualunquista nei loro confronti? E non abbiamo forse ragione tutti noi a chiedere che le dure condizioni imposte da Brunetta ai dipendenti pubblici (malattie e tornelli) vengano applicate anche ai parlamentari, che devono dare il buon esempio (e che godono anche di innumerevoli privilegi)?

Poi si può discutere sull'utilità di queste cose ... per me, ad esempio, conta più il fatto che i dipendenti pubblici, parlamentari compresi, facciano (e bene) il lavoro loro assegnato, più che essere presenti per poi magari far niente. D'altronde, forse in taluni casi sarebbe meglio che i parlamentari fossero ancora più assenti di così ...

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