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il blog di Francesco Zanfardino
Primarie importanze
post pubblicato in Diario, il 11 maggio 2010


                                               

Sconfitte elettorali ed indebolimento senza fine, e indovinate cosa c'è all'ordine del giorno della prima Assemblea Nazionale del PD post-elezioni? Il ridimensionamento delle primarie. Ovvero, non solo si continua a non affrontare il nocciolo del problema del centrosinistra, ovvero la mancanza di un progetto per il Paese, nonchè l'immobilismo culturale, metodologico ed anagrafico della sua classe dirigente, ma si va persino ad intaccare quel poco di buono ed innovativo che questa classe dirigente ha saputo produrre in questi anni: le elezioni primarie.

Ovvero quella sana occasione di partecipazione democratica che ha avuto il merito, qualche volta, di introdurre un po' di sano rinnovamento e di mettere in discussione scelte più o meno sbagliate dei "vertici" (Vendola docet, e per ben due volte!). Che ora pero quella parte del PD che ha sostenuto Bersani all'ultimo congresso vorrebbe "rivalutare". In sostanza, come ben mette in evidenza il costituzionalista Vassallo, le modifiche statutarie comporterebbero tre cose: le primarie non sono più la regola;  va prima cercato di farle di coalizione e in tal caso gli iscritti al PD possono sostenere solo il candidato ufficiale del PD (scelto a maggioranza), a meno di non mettere insieme un 35% e candidare un altro; se non le si fa di coalizione, per farle di partito deve essere d'accordo il 60% del Partito. Capirete da soli che, con queste modifiche, vedere una Primaria sarebbe molto raro e comunque dopo mesi di trattative con le altre forze politiche. Insomma, si formalizzerebbe la situazione già creatasi in occasione delle ultime Regionali, quando le Primarie, nonostante gli obblighi statutari, si sono effettuate solo in Puglia, Umbria e Calabria, e tra i Comuni quello di Venezia.

Questo nonostante nella campagna per diventare segretario Bersani, con tutta la sua mozione, giurava di non voler toccare le Primarie per le candidature, al massimo quelle "interne" per le cariche di partito (ricordate la metafora della "bocciofila"?). E, soprattutto, nonostante le primarie siano sempre state un elemento distintivo del Partito Democratico, non solo fin dalla sua nascita, ma addirittura fin dalla sua ideazione. Per questo spero, da convinto democratico, che Bersani abbia un ripensamento. O, perlomeno, che chi nella sua mozione è stato e si definisce "ulivista", come la Presidente Bindi, riesca insieme alle minoranze ad impedire questo "suicidio". Anche in chiave utilitaristica: come pensa il PD di vincere le prossime elezioni di Milano, Napoli, Torino e Bologna nel 2011? Con le estenunanti trattative per le alleanze fino a poche settimane delle elezioni, con candidati imposti dall'alto ed un esigua campagna elettorale?

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La politica e le potenzialità di Internet
post pubblicato in Diario, il 3 aprile 2009


                                                   

Tra i nominativi dei candidati alle Elezioni Europee che stanno circolando in questi giorni, non senza scatenare perplessità, dibattiti ed entusiasmi, figura anche un nominativo di una persona che nessuno si sarebbe aspettato fino a qualche settimana fa: ovvero quello di Debora Serracchiani, che sarà candidata per il Partito Democratico.

Chi è Debora? E' la giovane coordinatrice del circolo PD di Udine. Ma il suo nome è diventato famoso nella Rete dopo che il 21 Marzo, all'Assemblea dei Circoli PD, si è resa protagonista di un appassionato intervento, nel quale "ha dimostrato grande energia, qualità e competenza", come spiegato dal segretario Franceschini, che è stato anche oggetto di una critica garbata ma diretta e senza peli sulla lingua nello stesso discorso. Discorso che fin dal giorno dopo ha cominciato a girare su Internet, guadagnandosi grande visibilità, anche sulle testate giornalistiche nazionali. E così Franceschini ha deciso di candidarla, dando così spazio ad una candidatura che "non arriva dall'alto, ma sta emergendo dai circoli e dal territorio".

La vicenda di Debora è la dimostrazione più palese delle grandi potenzialità che può dare Internet a chi vuole fare Politica, quella con la "P" maiuscola. Fino ad oggi per avere successo in Politica è molto più facile perseguire vie come la compravendita di voti, il clientelismo, parentele illustri, tutela di interessi forti, eccetera. Mentre il politico che vive di sola competenza, passione, idee, qualità, correttezza, è difficile che riesca ad imporsi ai livelli che meriterebbe. Ed oggi è ancora così, e probabilmente lo sarà ancora per molto tempo. Però oggi c'è Internet, che con tutte le sue meraviglie ti consente di raggiungere milioni di persone in pochissimo tempo (basti pensare a Facebook), condividendo con loro le tue idee, la tua voglia di fare (bene), la tua passione. E così ti consente di convincere tante persone che altrimenti nella migliore delle idee non parteciperebbe, e nella peggiore voterebbe, più o meno consapevolmente, all'interno di quei meccanismi "vecchi" della politica descritta prima.

Certo, c'è sempre bisogno di partiti "aperti" all'innovazione, in grado di ascoltare la novità. E se c'è una cosa negativa nella faccenda di Debora, infatti, è che comunque la sua candidatura è comunque una "concessione" dei vertici. Vertici evidentemente illuminati, o che comunque hanno avuto un lampo di illuminazione ... ma pur sempre una candidatura "concessa". Ma, comunque, se perlomeno i partiti ti offrono una via, magari molto difficile, ma comunque possibile, si può fare anche a meno delle "concessioni". A cosa mi riferisco? Alle Primarie, per esempio. Gli invidiosi e i criticoni diranno che le Primarie in realtà sono solo strumenti di "legittimazione popolare" di candidature imposte comunque dall'alto. E probabilmente, nella maggior parte dei casi, è stato così: ma non sempre, come dimostrato da vari esempi in tutti Italia, uno su tutti l'inaspettata vittoria di Matteo Renzi a Firenze. Questo perchè con le Primarie, in ogni caso, viene data la possibilità all'elettorato di non accettare le candidature. Sta poi all'elettorato partecipare in massa per sfruttare questa possibilità, ed ai candidati "non di apparato" a fare quanto in loro possibilità per invogliare la partecipazione. A cominciare da Internet, ma ovviamente senza dimenticare che la politica è soprattutto contatto diretto, "occhi negli occhi".

Sarebbe bello che questo accaddesse sempre di più spesso in futuro. Nel prossimo futuro. Magari cominciando proprio da Ottobre, quando si deciderà il destino di quello che attualmente è il secondo partito d'Italia, il PD. E si deciderà attraverso Primarie. Un candidato, magari sconosciuto, ma comunque fuori da logiche politiche vecchie, e con le giuste idee, competenze, passione civica, e che riesca ad imporsi, magari anche grazie ad Internet, è solo un sogno?

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