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il blog di Francesco Zanfardino
Politica aperta
post pubblicato in Diario, il 18 gennaio 2010


                                             

Oggi navigando sul sito della Camera ho riflettuto sulle potenzialità del web per poter avvicinare la gente alla politica. In particolare, a rendere più accessibile ai tanti non addetti ai lavori il mondo della rappresentanza politica, ovvero i vari parlamenti locali e nazionali, semplicemente attraverso l'occhio di una telecamera e una connessione Internet. E' quello che Beppe Grillo chiede e prova a realizzare da tempo, con qualche difficoltà, nell'ambito dei consigli comunali, ma che sarebbe bello attuare anche nei vari consigli provinciali, regionali e nelle rispettive commissioni. Insomma, offrire ai cittadini una via più comoda e accessibile per poter partecipare ai lavori delle nostre camere di rappresentanza. In realtà è possibile assistere alle sedute, che sono pubbliche: ma quanti lo fanno? Invece, se ciò fosse possibile farlo con un semplice click, magari si allargherebbe la fascia di partecipazione, e quindi ne gioverebbe la democrazia e la partecipazione civica (oltre che la trasparenza, visto che nei consigli comunali spesso ne accadono di cotte e di crude).

Ecco: sarebbe un'ottima iniziativa promuovere una bella legge per rendere obbligatoria la ripresa video delle sedute dei vari organi di rappresentanza e la loro pubblicazione on-line. Ma dubito putroppo che in Parlamento pensino a queste cose ...

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Sarebbe l'ora
post pubblicato in Diario, il 1 dicembre 2009


                                                   

Secondo quanto si può leggere da Il Mattino di Napoli, l'europarlamentare PDL Enzo Rivellini, balzato all'onore delle cronache quando dopo la rielezione di Barroso a Commissario Europeo fece un discorso all'Europarlamento in dialetto napoletano, propone, per risolvere l'empasse del suo partito sulla candidatura alle Regionali dopo l'affaire-Cosentino, l'utilizzo delle primarie anche nel centrodestra per la scelta del candidato alle elezioni.

Bè, sicuramente le primarie non sono la panacea di tutti i mali, anzi. In gran parte dei casi non ribaltano ciò che è già stato deciso nel chiuso delle stanze, anche perchè la reale volontà dell'elettorato viene troppo spesso inquinata dai soliti "capibastone", che da "signori delle tessere" diventano immediatamente "signori delle primarie". Però, gli esempi di Renzi a Firenze e di Vendola in Puglia, solo per citarne i più clamorosi, dimostrano che, perlomeno, con le primarie c'è la possibilità che un out-sider sconfigga i candidati "designati". Specialmente se ci sono candidati forti e credibilmente innovativi.

Pertanto, sarebbe davvero una buona notizia se finalmente le primarie non le facesse solo il PD e il centrosinistra. Dubito che in Campania non vincerebbe Cosentino (per gli "inquinamenti" di cui prima), ma in ogni caso potrebbe cominciare ad aprirsi un circolo virtuoso per l'intera politica italiana, magari arrivando all'istituzione delle primarie per legge (come in America). E, comunque, in tempi di "antipolitica", sempre meglio che i candidati vengano decisi così, anzichè nel chiuso dei "palazzi". E poi, non si sa mai, potrebbe sempre uscir fuori un Renzi di destra ...

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Una grande sconfitta per la democrazia
post pubblicato in Diario, il 15 dicembre 2008


                                                         

Oggi si sono concluse le elezioni regionali in Abruzzo, Regione andata al voto anticipatamente per la nota vicenda giudiziaria a carico del Governatore di centrosinistra Ottaviano Del Turco. Dalle prime proiezioni sempra profilarsi una vittoria del candidato del centrodestra, Gianni Chiodi, confermata anche dai primi dati ufficiali (anche se si è ancora al 10% dello scrutinio, che procede molto lentamente: al momento il divario è del 10%).

Ma quello che mi preme sottolineare non è la vittoria dell'uno o dell'altro, ma un'altra cosa, forse ancora più importante. Ovvero il dato dell'affluenza, secondo il quale solo il 53% degli elettori abruzzesi è andato a votare. Ben il -15% rispetto alle regionali precedenti, e ben -28% rispetto alle politiche del 2008. E' davvero una grande sconfitta della democrazia.

Perchè la politica, è vero, vive un momento difficile. I tanti privilegi goduti da questo mondo e gli scandali più o meno gravi di corruzione e malaffare che lo hanno colpito e lo stanno colpendo stanno facendo sì che la gente si disaffezioni sempre di più alla politica. Sbagliando enormemente: il voto, infatti, è l'unica arma che abbiamo per sconfiggere la malapolitica. Per il semplice fatto che non sono tutti uguali, che ci sono diversi modi di intendere la politica e di gestire la cosa pubblica. E poi, se anche fosse così, rinunciando a votare, cosa cambieremmo? Se ne importerebbero? Certo il vincitore delle regionali Abruzzesi si dimetterà perchè ha votato solo il 53% degli Abruzzesi ... nè tantomeno se la cifra fosse stata più bassa.

E allora basta con questa menefreghismo, seppur comprensibile. Riappropriamoci della politica, della buona politica, con l'unica nostra arma: il voto. E l'informazione (quella vera).

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Io sto con Napolitano
post pubblicato in Diario, il 14 dicembre 2007


                                <b>Grillo in Senato consegna le firme<br>A Napolitano: "Questa è la tua Italia"</b>

Beppe Grillo è tornato sulle scene della "politica" italiana
. Lo ha fatto presentando al Senato una proposta di legge di iniziativa popolare, sottoscritta da circa 350.000 persone, denominata "Parlamento pulito". Le firme le ha portate in risciò in Senato, dove è stato accolto una marea di persone, anche bambini (cui ha detto: "ma lo sapete che avete già 5.000 euro di debito", riferendosi al debito pubblico diviso per abitante). La gente gli urlava: "Beppe cantagliela tutta" (ai politici). Lui li arringava con bordate per tutti, destra e sinistra: "Gazebi, psico-nani, cose rosse: questa non è politica. C'è gente qua da 30 anni, una volta nella vita devono capire cosa fa tutti i giorni il popolo sovrano".

Ma, soprattutto, ha duramente criticato il presidente della Repubblica Napolitano: "Questa è l'Italia di Napolitano, non la mia", ha dichiarato il comico genovese, in risposta alle affermazioni di ieri del Presidente "L'Italia non è il paese di Grillo". Io penso che non si possa non essere d'accordo con Napolitano. E' vero, la politica ha mille problemi, ma non si può pensare di risolverli con la demagogia e con l'attacco contro tutti e tutti. E' facile criticare dall'esterno, denunciando problemi ma senza trovare effettive soluzioni. Sarebbe bello abbassare le tasse, garantire un posto fisso a tutti, eliminare la povertà, ma chi governa, destra o sinistra, deve tenere conto delle risorse disponibili e dei fatti concreti. Non che la politica sia davvero così: ma certo non può essere la politica di Grillo. Si può e si deve criticare la politica: ma per farlo bisogna essere in grado di rappresentare un'alternativa. Il resto è solo demagogia.

Quali sono le proposte di Grillo? Impedire ai condannati di sedere in Parlamento e massimo due mandati per i parlamentari. Il fine delle due proposte è certamente lodevole: è indegno che corrotti e mafiosi ci rappresentino e che alcuni parlamentari siano in carica da trent'anni senza aver dato un gran contributo al Paese. Ma certo non tutti i parlamentari sono così. E, soprattutto, perchè impedire a persone condannate per "reati minori" come la diffamazione e persone che meritano di rappresentarci a lungo di stare in Parlamento? Il problema non va risolto così, ma con le preferenze: devono essere i cittadini a decidere se determinate persone possono rappresentarci e magari farlo anche a lungo.
E sui grandi problemi dell'Italia? Come pensa di affrontarli il "Grilletto", o magari è solo in grado di sparare a zero sulla politica italiana?

Insomma, io sto con Napolitano. E a quelle persone che, di fronte allo spettacolo spesso indecoroso della politica, si lasciano andare a derive demagogiche, all'antipolitica insomma, dico che se non si occupano di politica, la politica si occuperà di loro. Le cose possono essere cambiate solo dall'interno, e non dall'esterno.


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