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il blog di Francesco Zanfardino
L'antiberlusconismo
post pubblicato in Diario, il 3 ottobre 2010


                                                 

Il Partito Democratico non ha aderito al secondo "NoBDay", come d'altronde già aveva fatto col primo. Anche se stavolta, tra i dirigenti PD, il solo Ignazio Marino ha partecipato in piazza, mentre almeno il 5 Dicembre 2009 gli facevano compagnia anche Rosy Bindi e Dario Franceschini. Come adesione personale, s'intende.

Per carità, c'erano allora e c'erano ora motivi per non aderire ufficialmente: il PD, a differenza di atlri partiti di centrosinistra, non vuole fare solo antiberlusconismo ma preparare l'alternativa al berlusconismo. Oltre alle varie motivazioni che di volta in volta usano i vari dirigenti del PD in questi casi, ovvero "se contestiamo Berlusconi gli facciamo un favore", "il problema di questo Paese non è Berlusconi", "è sbagliato dire che siamo in un regime", "non dobbiamo sconfiggerlo tramite i suoi guai giudiziari ma con le armi della politica", eccetera eccetera. Giudizi frutti un po' della pressapochezza, dato che la manifestazione concentrata sulla figura di Berlusconi in sè, ma su tutto ciò che rappresenta. E si poteva cogliere l'occassione per presentarla, o almeno cominciare a delinearla, questa benedetta "alternativa".

Ma, soprattutto, io ci trovo una grande incoerenza. Innanzitutto, perchè questa "alternativa al berlusconismo" la si sbandiera nelle parole e poi, purtroppo, non la si ritrova ancora nei fatti. Ma soprattutto perchè è decisamente incoerente dire no all'antiberlusconismo e poi contemporaneamente evocare "l'emergenza democratica" per giustificare l'alleanza con Casini e perfino con Fini, perchè bisogna innanzittutto eliminare il "pericolo" che Berlusconi vinca le elezioni.

Più "antiberlusconiani" di così ...

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Normalizzazione
post pubblicato in Diario, il 27 ottobre 2009


                                         

Mentre tutti stanno a seguire le evoluzioni di Rutelli e Tremonti, un tribunale sancisce quasi definitivamente che un certo avvocato Mills è stato corrotto dal premier Berlusconi per mentire in un processo. La notizia è passata quasi sotto silenzio, come se le vicende giudiziarie del premier non interessassero più all'opinione pubblica, e non vengano gradite così tanto anche da vasti settori dell'opposizione.

Eppure io non mi rassegno a questa "normalizzazione" della politica italiana. Dove ormai tutto diventa normale, e in nome dell'anti-antiberlusconismo si passa sopra a qualsiasi cosa, anche ad un Premier che viene di fatto condannato in secondo grado per corruzione, anche se "mavalà" Ghedini osa dire che "non si tratta del processo a Berlusconi, ma del processo a Mills". I giornalisti non devono fare gossip, anche quando si tratta d'altro, la politica non deve essere anti-italiana ... bah, questo non è il mio Paese.

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