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il blog di Francesco Zanfardino
Doppi Maroni
post pubblicato in Diario, il 26 aprile 2009


                                

I dati del Ministro Maroni parlano chiaro: sono raddoppiati gli arrivi di clandestini nei primi mesi del 2009, rispetto agli stessi mesi del 2008. E pensare che già nel 2008 erano stati quasi raddoppiati tali arrivi rispetto al 2007 (36.952 contro 20.455).

Non solo: nonostante che, dopo i numerosissimi arrivi del periodo natalizio (qualche migliaio di clandestini in pochi giorni), Maroni abbia promesso che "chi arriva in Italia verrà rimpatriato, trattenuto solo per l'identificazione (...) Auspico che in poche settimane si possa dare inizio al pattugliamento delle coste libiche", scopriamo che oggi, 26 Aprile, oltre 1000 clandestini sono stati "liberati" da Lampedusa perchè non sono riusciti ad identificarli (eran lì da due mesi dunque ben dopo l'annuncio di Maroni).

Evidentemente i vari pacchetti sicurezza, annunciati o concretizzati più volte, non hanno concluso un bel nulla, nonostante le tante promesse elettorali (e ricordiamoci che quello dell'immigrazione è stato uno tra i più importanti argomenti della campagna elettorale). Ci avevano raccontato che sarebbe bastato far sapere che non c'era più la sinistra buonista al Governo, che l'Italia non era più il "Paese di Bengodi", per non far venire più i clandestini. Chiacchiere, tante chiachiere: ma tanto la realtà la sanno ben nascondere.

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Termovalorizzatore Acerra, fumo negli occhi
post pubblicato in Diario, il 24 aprile 2009


                                        

Chiuso il giorno stesso dell'inaugurazione. E' questa l'attuale condizione del termovalorizzatore di Acerra, inaugurato in pompa magna il 26 Marzo dal Premier Berlusconi, ovviamente prontissimo a prendersi la grande visibilità mediatica destinata all'evento, con quel pulsante schiacciato dalla mano divina che è entrata nella Storia della propaganda berlusconiana. In quel giorno certo Berlusconi non si lasciò perdere l'occasione di apparire come "l'uomo del fare", come colui che "riporta lo Stato", come colui che sconfigge le inefficienze della Sinistra, eccetera eccetera. E ovviamente il mondo mediatico a stargli dietro, dedicandogli i migliori encomi.

Peccato che nessuno si sia minimamente informato della realtà delle cose. Così come accaduto in generale per la "svolta" nella gestione dell'emergenza rifiuti, nessuno, per costrizione o per incapacità a svolgere il proprio mestiere, si è preso la briga di controllare la faccenda. E così vengo a sapere, ad un mese di distanza dall'inagurazione fasulla, che l'inceneritore di Acerra è attualmente chiuso. D'altronde, le stesse webcam installate dalla struttura di Bertolaso e riportate sul sito www.emergenzarifiuticampania.it inquadrano fissamente dei camini dell'inceneritore senza fumi (e altre zone dell'impianto che sono prive di vita). E certo non perchè i fumi siano trasparenti ... ogni tanto si vede una fumacchiata bianca, ma questo già avveniva prima del 26 Marzo: sono semplici test. Infatti, come riportato dal video che ho pubblicato, l'impianto deve addirittura ancora svolgere i collaudi, e diventerà totalmente operativo solo in autunno. Ovvero dopo almeno 16 mesi dall'inizio dall'insediamento del Governo: e meno male che l'impianto doveva entrare in funzione entro Gennaio 2009 (e pienamente operativo in Marzo)!

La circostanza è d'altronde confermata dallo stesso sito del Sottosegretario Bertolaso, solo che qui si è più ottimisti: "entro Giugno l'impianto sarà a pieno ritmo ed avranno inizio i collaudi". Ma sappiate che il sito è ben poco affidabile, in quanto ha annunciato aperture di discariche in date rivelatesi indietro di mesi (Chiaiano fu annunciata ad Ottobre, e fu aperta a Febbraio ...).

Che dire ... evidentemente i giornalisti nostrani non solo non si prendono la briga di lavorare, ma nemmeno di usare Internet!

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E allora, 'sto inceneritore?
post pubblicato in Diario, il 1 febbraio 2009


                                                      

L'inceneritore (o termovalorizzatore? fate voi) di Acerra è un tormentone ormai da tanti anni, che ha visto polemiche accese, contrarietà bipartisan, proteste fuoriose, inchieste giudiziarie e stop imposti dalla magistratura. E così questa opera che da sola avrebbe, se non evitato, molto ridotto i problemi connessi all'emergenza rifiuti in Campania, visto che dovrebbe smaltire circa 2mila tonnellate al giorno (la produzione giornaliera in Campania si aggira intorno alle 7mila tonnellate quotidiane), non ha ancora visto la luce dopo anni dalla sua prima ideazione.

Ma poi è arrivato "San Silvio Santo Subito", e ha messo tutti in riga. Basta con le proteste, basta con le ideologie vetuste del "no" ad ogni costo, basta con l'immobilismo: viva il decisionismo! Il sito di costruzione del termovalorizzatore è diventato persino "sito di interesse strategico nazionale", protetto/occupato da militari. E tutti a festeggiare l'annuncio della futura apertura dell'inceneritore: entro Gennaio 2009. Oddio, la data non è una novità, dato che anche il precedente commissario De Gennaro l'aveva indicata  ... dunque nessuna "svolta decisionista" nelle date ... vabbè accontentiamoci!

E le cose sono cambiate ... pensate che addirittura a Dicembre si parlava di inaugurazione entro il 23 Dicembre! Vabbè, evidentemente erano solo indiscrezioni giornalistiche molto ottimistiche. Berlusconi aveva detto a Gennaio, no? Infatti, ecco la conferma da parte dello stesso Berlusconi (13 Gennaio): "Andrò a giorni ad inuagurare il termovalorizzatore di Acerra".  E così abbiamo tutti atteso con fiducia la nuova mirabolante impresa del premier "Santo Subito" ... prima abbiamo atteso il 23 Gennaio, data che veniva data ormai per certa per l'inaugurazione. E invece niente. Vabbè, sarà successo qualche problemuccio con l'organizzazione della cerimonia. E così abbiamo atteso di nuovo, fiduciosi ...

Ma poi è venuto oggi, 1 Febbraio. Gennaio è finito, e il termovalorizzatore ancora non vede luceE così scopriamo le gelide parole di Bertolaso: "L'inaugurazione si farà a Marzo ... non vogliamo fare inaugurazioni finte, la faremo quando inizieremo a bruciare spazzatura". Peccato che ci avevate promesso di bruciare i primi rifiuti già a Gennaio, nella prima linea del termovalorizzatore. E pensare che non avrebbe dovuto comportare grandi difficoltà completare in 8 mesi il 10% dell'impianto ... soprattutto con la "svolta decisionista"!

E vabbè, attendiamo Marzo. Tanto, mese più mese meno, che cambia ... ma perlomeno non ci vengano a parlare di "svolte decisioniste", o non ci facciano annunci inutili (come gli "a giorni" di Berlusconi) sul termovalorizzatore di Acerra così come per tutte le altre questioni connesse all'emergenza rifiuti che ripeto immutate nel post di metà mese ormai da Novembre, e che spero di non dover ripetere anche il 15 Febbraio. Ad majora ...

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Chi di paura ferisce, di paura perisce
post pubblicato in Diario, il 24 gennaio 2009


                                              

Lo chiamano "effetto boomerang". Ovvero un argomento che ti fa vincere nell'immediato, ma ti si ritorce contro alla prova dei fatti. Così è successo per la "questione sicurezza", scatenata demagogicamente da questa destra per scopi elettorali, e che adesso, alla luce degli avvenimenti degli ultimi giorni, sta mettendo in seria difficoltà, finalmente, la credibilità del Governo davanti a quegli stessi elettori che entusiasticamente lo hanno sostenuto alle ultime elezioni.

E' stato facile, per la destra, creare una finta emergenza sicurezza, quando al Governo c'era Prodi. E' stato facile ribaltare i dati reali, che da metà 2007 hanno visto un forte calo dei reati, di tutti i reati, grazie ai "patti per la sicurezza" del Ministro Amato. Compresi quelli che più sensibilmente colpiscono l'opinione pubblica, ovvero gli stupri, specialmente se commessi da stranieri. E' stato facile giocare sul sensazionalismo dei media, sulla loro naturale predisposizione a "fare notizia" e non a "dare notizie", ponendo in prima fila sempre e solo i casi di cronaca nera, alternati al massimo dalle liti di Governo. E' stato facile insistere e strumentalizzare sui casi isolati, e non comunicare i veri dati sulla sicurezza nazionale. E' stato facile, dunque, passare dalla "constatazione" alla "percezione" di sicurezza. Percezione negativa, ovviamente. E' stato facile per la destra fare tutto questo, soprattutto se aveva a disposizione il controllo diretto di buona parte dell'informazione nostrana e indiretto di quasi tutto il resto.

Controllo che le ha consentito, dopo le elezioni di ri-ribaltare la realtà. Ovvero tornare alla realtà vera, dopo averla ribaltata in realtà virtuale, cancellando la percezione di insicurezza. E, ovviamente, per cancellare la "percezione", non servono strumenti reali, ma psicologici. Ecco allora la motivazione di tutti quelle decisioni demagogiche, approvate o anche solo annunciate, inutili sul piano della concretezza ma utilissime sul piano della percezione: reato di immigrazione clandestina, tassa sui permessi di soggiorno, classi separate per gli immigrati, impronte ai Rom, finte facilitazioni per lo sgombero dei campi rom irregolari, finte facilitazioni per l'espulsione dei clandestini, 5 miliardi di euro regalati a Gheddafi per un finto stop agli sbarchi, 3mila militari per le strade, ecc. ecc. Insomma, tutti quei provvedimenti compresi nel "pacchetto sicurezza" e dintorni che avrebbero dovuto essere la panacea di tutti i mali di questo Paese. Per un po' il giochetto ha tenuto, grazie alla complicità dei media compiacenti. Quegli stessi media che qualche mese prima enfatizzavano qualsiasi caso di cronaca nera, magari dedicandogli speciali, ora sembravano essersene dimenticati, o al massimo relegavano i casi più eclatanti nelle notizie marginali ... quando proprio andava bene, ottenevano la "copertina" per una sola edizione. E così la "percezione di insicurezza" sembrava aver lasciato, certo non spontaneamente, il posto alla ragionevolezza. L'elettorato sembrava accontentarsi della "sicurezza reale", che però riteneva merito del Governo Berlusconi, e non merito dello svanimento di una "percezione di insicurezza" creata ad arte da Berlusconi stesso e dai suoi media sulla vera sicurezza.

Ma il giochetto non poteva tenere per sempre. Prima o poi sarebbe successo che in un breve lasso di tempo più eventi eclatanti si sarebbero susseguiti l'uno dietro l'altro, prima o poi la cortina di fumo mediatica avrebbe squarciato. E così è stato nelle ultime settimane: dapprima gli sbarchi massicci a Natale (2000 persone sbarcate a Lampedusa nel freddo natalizio, una cosa mai vista prima). Proprio quella Lampedusa simbolo della "sinistra buonista che fa venire in massa i clandestini", in cui la destra è riuscita a far diventare vicesindaco una leghista, nel profondo, profondissimo Sud d'Italia. Poi i tre stupri di Roma, uno a Capodanno, e due negli ultimi due giorni. Proprio quella Roma in cui due stupri, quello della signora Reggiani e della studentessa della stazione La Storta, hanno regalato la vittoria alla destra di Alemanno ed alla sua "città sicura". E poi la ciliegina sulla torta: la ribellione degli immigrati a Lampedusa, in comune con i lampedusani e il loro sindaco di centrodestra esasperati dalla gestione fallimentare del Governo. E forse, nonostante tutto, il giochetto terrà ancora botta. E' stato messo in seria difficoltà, certo, dato il mirabolante ed insensato annuncio dei "30mila militari" (probabilmente Berlusconi avrà letto qualche sondaggio fresco fresco) ma forse la cortina di fumo mediatica sarà in grado di tenere ancora tranquilla la popolazione.

Ma un giorno non troppo lontano, speriamo prima di questi 4 anni, ci sarà uno squarcio irreparabile. E allora non basteranno gli ulteriori annunci di Berlusconi, che magari dai 30mila militari promessi, oggi passerà a 300mila, magari chiedendo l'aiuto dei caschi blu dell'ONU o alle forze della NATO. Non gli basterà nemmeno dare tante conferenze stampa  e tanti servizi televisivi di primo piano in cui spargerà a gran voce la diminuzione dei reati (ovviamente dimenticandosi di dire che è una tendenza che dura da più di un decennio, accentuata dai patti per la sicurezza del precedente Governo, e che speriamo non venga invertita da quest'altro): il virus della "percezione della sicurezza" può essere sopito, ma quando si risveglia, ci vuole tanto, tantissimo per sopirlo nuovamente.

Chi di paura ferisce, di paura perisce, Berlusconi. 

P.S. Ovviamente quando parlo di "vera sicurezza" non intendo dire che va tutto bene, anzi, ma parlo della realtà delle cose e non di quelle esagerazioni proposte ad arte. E pretendo che il problema della sicurezza venga affontato con serietà, con soluzioni reali e non con la propaganda.

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A proposito di energia e ambiente
post pubblicato in Diario, il 10 gennaio 2009


                                                   

Oggi il premier Berlusconi, in visita in Sardegna per sostenere il solito prestanome candidato alle elezioni in Sardegna (il cui avvio di campagna elettorale è ovviamente ripreso da tutti i TG, a differenza di quella di Soru), sì è scoperto ambientalista. "Vorrei trasformare la Sardegna in una grande oasi ambientale" (usa la prima persona, a conferma del fatto che il candidato alle elezioni è solo un prestanome senza voce in capitolo, come Chiodi in Abruzzo ... a proposito, chissà se sul simbolo del PDL ci sarà scritto Cappellacci o Berlusconi ...). Peccato che durante i 5 anni di governo Soru il centrodestra sardo si sia opposto a tutte le sue politiche ambientali, a partire dalla legge "salva-coste" per la quale, pur di tutelare gli interessi dei cementificatori selvaggi, hanno promosso anche un referendum abrogativo (che hanno perso), mentre all'estero hanno preso quel provvedimento come modello (e Soru è stato nominato dall'ONU "Ambasciatore della costa"). Per non parlare delle politiche ambientali dei Governi Berlusconi, pari a zero, anzi aventi un saldo negativo (basti pensare ai recenti passi indietro tipo la cancellazione degli eco-incentivi per le auto e della copertura del 55% degli impianti fotovoltaici e caldaie ecologiche, per non parlare della solitaria battaglia in Europa contro il piano-clima).

Dunque, prima di parlare, bisognerebbe fare, caro Berlusconi. Per esempio, secondo un recente studio, condotto da Anev (Ass.Naz. Energia del Vento), Aper (Ass. Produttori Energie Rinnovabili), Ises Italia (sez. italiana della Soc.Int.Energia Solare), Grenpeace, Legambiente e UIL e pubblicato il 7 Gennaio, c'è in Sicilia la possibilità di ricavare 3.23 TWh di potenza (l'1% del fabbisogno nazionale) e 7.537 posti di lavoro se si fruttasse pienamente il potenziale eolico di quella Regione. Il piano sarebbe perfettamente sostenibile industrialmente, ma anche paesaggisticamente, in quanto verrebero salvaguardate le aree soggette a vincoli. Inoltre, si risparmierebbero entro il 2020 ben 3 milioni di tonnellate di CO2, più di 5mila di S02, più di 7mila di NOx e quasi mille tonnelate di polveri, contribuendo significativamente al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto (e allo schivamento delle relative sanzioni). I dati, già comunicati alla Regione Sicilia, saranno presentati in un convegno organizzato per il prossimo 16 Gennaio.

Ebbene, caro Premier, se davvero tiene all'ambiente, faccia concretizzare questo "piano eolico". D'altronde in Sicilia il centrodestra governa dappertutto e la sinistra conta ben poco, dunque non ci saranno problemi di giunte locali, nè grossi problemi da parte degli "estremisti di sinistra" che impediscono la realizzazione delle opere, no?

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Presidè, cà nisciun è fesso!
post pubblicato in Diario, il 18 luglio 2008


                                           

Oggi il premier Berlusconi è venuto a Napoli per il suo secondo CdM-spot sull'emergenza rifiuti. In pompa magna, ha annunciato: "l'emergenza rifiuti è finita, abbiamo fatto in 55 giorni quello che non è stato fatto prima". Capisco che il Premier abbia continuamente bisogno di aumentare la fiducia degli Italiani nei suoi confronti. Tuttavia, una simile presa in giro dei cittadini campani non è accettabile.

Innanzitutto, l'emergenza rifiuti non è affatto conclusa. Lo aveva fatto notare già ieri la UE, con il Commissario per l'Ambiente Dimas: "Berlusconi può dire quello che vuole ma contano i fatti, contano i risultati concreti e non gli annunci". E vediamoli, 'sti fatti. Innanzitutto questa ANSA, delle ore 15.30 del 18 Luglio (oggi): "Cassonetti e cumuli di rifiuti in fiamme a Napoli e in alcuni centri dell'hinterland. In particolare i vigili del fuoco sono dovuti intervenire per domare piccoli roghi appiccati nel centro del capoluogo partenopeo, a via Medina e via Foria, e nella periferia di Pianura e nel comune di Casalnuovo dove le fiamme per i cumuli di rifiuti bruciati erano più estese". Pensate, praticamente mentre Berlusconi annunciava la fine della crisi, bruciavano i rifiuti nel centro di Napoli. Passiamo poi a questo articolo di Repubblica-Napoli del 17 Luglio (ieri): (...) "Ma arrivano note stonate dai chilometrici cumuli che insistono ancora su parte del territorio. Basta affacciarsi sull´immediata periferia di Napoli: Capodichino invasa da sacchetti, materassi, scarti vari. Ponticelli è una distesa di immondizia. In provincia, schiere di rifiuti dal fetore insopportabile costeggiano San Giuseppe Vesuviano, Sant´Anastasia, Boscotrecase, Somma. Oltre 10mila tonnellate (dato più o meno confermato dallo staff di Bertolaso). Ma nessuno fa cenno alle altre 40mila «temporaneamente» parcheggiate nei siti di stoccaggio provvisori: non hanno status di discarica, sono a rischio per la salute pubblica, spesso immersi nel percolato. In questi siti invisibili, "tappeto" sotto il quale l´emergenza ha potuto contenere se stessa, sono ferme le giacenze di mesi, o di anni. E sono quelle che misurano ancora la distanza tra un progresso ottenuto e una sfida vinta". Concludiamo poi con le foto pubblicate sul sito dell'Unità (risalenti a ieri).

Già, appunto. Nessuno nega che ci sia stato un "progresso" nell'emergenza rifiuti, ma siamo ancora molto lontani dal poterla dichiarare chiusa, con 10mila tonnellate nelle periferie e nelle province e 40mila nei siti di stoccaggio provvisorio. Per non parlare poi delle tonnellate di rifiuti "parcheggiate" da mesi (se non anni) sotto i viadotti, probabilmente nemmeno previste nei piani della struttura di Bertolaso. E, soprattutto, senza nemmeno contare le migliaia di siti da bonificare. Inoltre, diciamolo chiaramente che l'attività del duo Bertolaso-Berlusconi ha ben poco a che fare con questo miglioramento. Questo miglioramento è dovuto, infatti, all'apertura delle due discariche di Savignano Irpino e Sant'Arcangelo, allestite da De Gennaro, all'invio di treni in Germania (niente di nuovo), all'invio di rifiuti nelle altre Regioni (anche qui niente di nuovo, ma all'epoca la Lega si stracciava le vesti contro i rifiuti dei "terroni"), all'ennesima riapertura "eccezionale" del sito di Giugliano (come a Gennaio). Insomma, Berlusconi-Bertolaso non hanno fatto niente di nuovo rispetto a De Gennaro, se si esclude i nuovi siti come Chiaiano, che però entreranno in funzione tra qualche mese e quindi non hanno niente a che vedere con il miglioramento attuale, e il quarto termovalorizzatore, attivo fra tre anni (se ci sarà, visti i problemi).

L'emergenza, putroppo, si potrà dichiarare chiusa solo a Gennaio, con l'avvio del termovalorizzatore di Acerra (anche qui niente di nuovo, anzi è stato posticipato di un mese). E se nel frattempo si potesse evitare demagogia e annunci, noi Campani ci sentiremmo meno presi in giro.

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