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il blog di Francesco Zanfardino
Schifacebook?
post pubblicato in Diario, il 17 dicembre 2009


                                                

Secondo Renato Schifani Facebook "è più pericoloso dei gruppi terroristici degli anni '70". Questa è la lezione che secondo il Presidente del Senato bisognerebbe trarre dall'aggressione a Berlusconi, unendo la retorica del "clima d'odio" allo scandalo creato dai media tradizionali sui gruppi pro-Tartaglia. Una lezione che in realtà sa molto di ignoranza, perchè solo in questo modo si può giustificare la posizione di Schifani, che altrimenti non potrebbe essere altro che un tentativo di strumentalizzare l'aggresione di Milano per mettere a tacere Facebook (cosa che, in effetti, è non solo possibile, ma persino plausibile).

Solo chi non conosce Facebook, infatti, può ritenerlo un focolaio di violenza. Certo, farebbe altrettanto sfoggio di ignoranza chi sostenesse che su Facebook non c'è violenza, ma non è questo il punto: il fatto è che Facebook è semplicemente un mezzo di comunicazione, come la televisione, la radio, la posta, o un muro. Come tutti i mezzi di comunicazione, può essere usato con intenti edificanti o meno, ma ciò non autorizza certo a screditarlo come "covo di estremisti" e magari pretenderne l'eliminazione: sarebbe come abbattare tutti i muri perchè su alcuni ci sono delle scritte offensive, o eliminare la televisione perchè su alcune trasmissioni avvengono delle risse.

La novità di Facebook rispetto ai media tradizionali, semmai, è quella della interattività: non si ha più un rapporto comunicativo mittente-ricevente di "pochi a molti", ma di "molti a molti". Facebook, insomma, rende più facile a tutti condividere i propri pensieri e le proprie opinioni con una platea molto ampia. Quindi, indubbiamente rende più facile condividere messaggi d'odio, ma altrettanto rende più facile condannare e far eliminare quei messaggi (com'è infatti avvenuto, e avviene ogni volta che qualcuno su Facebook tenta di diffondere messaggi razzistici o comunque violenti), attraverso un dibattito vivo, democratico e soprattutto libero che solo i social network come Facebook possono garantire (come dimostra la vicenda iraniana, dove i social network sono rimasti l'unico mezzo di comunicazion a disposizione dei manifestanti anti-regime). Come ha detto l'on. Della Vedova (Pdl), insomma, attaccare Facebook è come attaccare la libertà di comunicare e scambiarsi idee. Perchè evidentemente se ne ha paura, aggiungo io.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Per tutti i nostalgici della DC e/o di Craxi ...
post pubblicato in Diario, il 12 gennaio 2009


                                                

... un solo numero. 1670,6 miliardi di euro di debito pubblico. Pari a 27.923 euro che gravano su ogni cittadino italiano, da quelli a un passo dall'aldilà a quelli ancora in fasce. Miliardi e miliardi di euro di interessi che ogni anno potrebbero essere investiti per il benessere del Paese, e che invece bruciamo inutilmente.

Un eredità quasi totalmente ascrivibile agli anni Settanta e Ottanta, tutti governati dalla Democrazia Cristiana di Andreotti, Forlani e De Mita e dal Partito Socialista di Craxi. Magari all'epoca si aveva la percezione del benessere, tanto che ora, di fronte alle crisi e/o ai provvedimenti impopolari dei Governi risanatori, si guarda a quel periodo con nostalgia. Ma i nostri problemi attuali derivano proprio dalle follie di quel periodo, dalla "spesa allegra", dalla corruzione e dal clientelismo di quei Governi.

Peccato si siano dimenticato di dirlo nel docu-film "La mia vità è stata una corsa" su Bettino Craxi: sì, proprio quello che qualcuno, Lui,  ha avuto anche la decenza di dire "andrebbe proiettato in tutte le scuole". Tra i tanti banchetti dedicati in suo onore all'estero, un po' di spazio lo potevano trovare. Ma forse è stato meglio così, altrimenti andava a finire che i dati sul debito pubblico avrebbero occupato proprio quei cinque minuti, ma che dico tre, su tutto il documentario, che sono stati dedicati a Tangentopoli ... ma che volete, sono dettagli. Almeno hanno avuto la decenza di metterlo in seconda serata, e di mettere il dibattito sul film (con decine di ospiti ma nessun contradditorio ...  tra l'altro tutti berlusconiani a difendere Craxi, "chissà" perchè) in terza serata. Vero che è Mediaset, ma persino Mediaset ha una sua dignità. 

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