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il blog di Francesco Zanfardino
Fuori i nomi
post pubblicato in Diario, il 13 ottobre 2010


"Dal lavoro dell'Antimafia sulle ultime elezioni amministrative emerge una certa disinvoltura nella formazione delle liste. Gremite di persone che non sono certe degne di rappresentare nessuno". Così Beppe Pisanu, Pdl, presidente della Commissione Antimafia, sulla composizione delle liste alle ultime amministrative.

Una dichiarazione bomba, specialmente da parte di un membro del Pdl (sì, credo nella superiorità morale del centrosinistra, nonostante tutto). E che non a caso ha generato malumori proprio in quella parte politica. Sappiamo bene, infatti, quanti problemi ha avuto soprattutto il centrodestra su questo fronte alle Regionali: soprattutto nella mia terra, in Campania, dove c'è voluto il mandato di arresto per non far candidare Cosentino, in forte odore di camorra, alla guida della Regione ... e dove è stato eletto un consigliere regionale, Roberto Conte, condannato per favori ai clan.

Ma Pisanu non può certo riferirsi solo a Conte, se parla di liste "gremite" di persone indegne. E allora tiri fuori i nomi il più presto possibile: gli elettori hanno il diritto di sapere. Se ha tirato il sasso, ora non deve certo ritirare la mano, caro Pisanu.

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In fin dei conti
post pubblicato in Diario, il 9 giugno 2009


                                             

Dopo la scorpacciata elettorale, che a più di tre giorni dall'apertura dei seggi domina ancora a stragrande maggioranza nei notiziari italiani (giustamente), è il momento delle riflessioni sui risultati del voto. Provo ad elencare umilmente le mie: cominciamo dal voto europeo.

I dati ci consegnano un'Italia, in fin dei conti, non molto diversa dal voto di un anno fa (completamente sovrapponibile, visto che riguardano entrambi tutta l'Italia), almeno come equilibrio di schieramenti. Alla fine la distanza tra le coalizioni di due anni fa è sempre del 9%, e quello che hanno perso (un 1% ciascuno), assieme a quello perso dall'Autonomia (rispetto a Mpa e Destra), è un po' andato alle sinistre e un po' all'UDC. Senza grandi stravolgimenti dei rapporti di forza. Quelli che cambiano davvero sono i rapporti di forza nelle coalizioni. Il PD è al 26%, l'IDV all'8% e i Radicali al 2%; il PDL è al 35% e la Lega è al 10%. C'è quindi un indebolimento del bipartitismo, dovuto probabilmente ad un voto di protesta: molta gente che votò PDL nel 2008 è rimasta un po' delusa da Berlusconi ed affascinata dalle politiche della Lega (soprattutto il presunto successo nella lotta ai clandestini), mentre molta gente che votò PD è rimasta molto, ma molto delusa del PD e ha votato Di Pietro. Alcuni sono rimasti proprio delusi in generale dall'opposizione e dal governo nel loro complesso, e si sono astenuti, o hanno votato rispettivamente Sinistre e UDC.

Ma la tendenza all'astensionismo/voto-di-protesta era ampiamente previstaIl problema è che era previsto anche una migrazione di voti fra gli schieramenti. Ovvero che molti voti sarebbero passati dal centrosinistra al centrodestra, oppure che la spinta astensionistica sarebbe stata molto più forte nei primi. Il che avrebbe portato ad un PDL al 40%, e un centrosinistra nel complesso molto più debole di un anno fa. Non è successo, e questa è una cattivo risultato per Berlusconi, che su questo aveva puntato molto: tutti lo abbiamo sentito garantire il 40% e puntare al 45%, tutti l'abbiamo sentito zittire le opposizioni dicendo che il 70-75% degli Italiani gli dava fiducia. E invece proprio il PDL non solo non ha fatto il balzo, ma è addirittura arretrato. Non solo: il voto europeo ha addirittura fatto del PD la forza progressista più forte d'Europa (il che la dice lunga sullo stato di salute del progressismo in Europa ...), proprio mentre Berlusconi chiedeva un voto agli Italiani per il PDL perchè così sarebbe stato il partito più forte del PPE e avrebbe espresso il presidente del parlamento Europeo, e quindi il voto agli altri partiti era inutile (invece ora si ritrova scavalcato da tedeschi e polacchi).

Diversa la situazione del dato amministrativo: qui il centrodestra ha ottenuto un buon risultato, anche se non la "vittoria schiacciante" decantata dai media e dal centrodestra per mascherare il brutto risultato delle Europee. Bisogna sempre tener conto, infatti, che se il centrodestra oggi ha strappato molte province e Comuni al centrosinistra è perchè quest'ultimo nel 2004 ne strappò molte al centrodestra: erano altri tempi, Berlusconi era al governo da 3 anni e c'era un forte vento di antiberlusconismo che fece sì che anche tantissime amministrazioni roccaforti del centrodestra (persino in Lombardia e Veneto) andassero al centrosinistra, per un totale di 50 a 9 (quella sì, una vittoria schiacciante). Invece ora il centrodestra ha strappato solo qualche roccaforte della sinistra, come la provincia di Macerata e le province della Campania (ma queste ultime anche per le ben note vicende, ed in ogni caso lo stesso non è avvenuto per i Comuni campani). E in alcuni territori storici del centrodestra, che nel 2004 la sinistra strappò per miracolo, vanno addirittura al balottaggio, come la provincia di Milano. Ciò non toglie che il risultato sia buono per il centrodestra, ma bisogna dire le cose per bene. Inoltre, il dato amministrativo dà anche un'altro importante esito: dove è protagonista la Lega, si vince. I candidati del PDL difficilmente sfondano nell'elettorato di sinistra, a differenza dei candidati della Lega, che hanno tutti vinto al primo turno. Questo perchè la Lega è molto radicata nel territorio rispetto al PDL ed è più credibile del PDL sulle tematiche che sfondano anche nell'elettorato di sinistra, in primis la sicurezza.

Traiamo le somme, dunque. Innanzitutto il PDL, per riprendersi i voti della Lega, deve radicarsi maggiormente sul territorio e non puntare più solo sulla persona di Berlusconi; sul tema della sicurezza, invece, non c'è molto da fare, in quanto la Lega rimarrà sempre più credibile. Il PD, invece, deve dare vita ad un profondo rinnovamento delle sue classi dirigenti, incapaci di fare bene l'opposizione (e con questo non dico che la devono fare come Di Pietro, che è un opposizione solo anti-berlusconiana e non globale, insomma senza un'idea di Paese) ed essere ancora più credibile sulla questione morale, altrimenti Di Pietro continuerà a prendersi i suoi voti.

E, su questo, dirò qualcosa domani. Analizzando i dati delle preferenze alle Europee.

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Perchè voto PD
post pubblicato in Diario, il 5 giugno 2009


                                         

Come tutti saprete, domani e dopodomani si vota per le Elezioni Europee, e in gran parte d'Italia anche per le Comunali e le Provinciali. Tra le dodici liste che si presentano nella mia circoscrizione, l'Italia Meridionale, voterò quella del Partito Democratico.

E' una scelta convinta, perchè il PD è il progetto in cui mi riconosco: una forza di centrosinistra, scevra dalle vecchie ideologie, che prende delle tradizioni che la precedono solo le migliori qualità e che vuole proiettare l'Italia nel futuro, con la sua idea di Paese innovativa in tutti i campi della società, dall'economia all'ambiente, dal lavoro ai diritti; un progetto di innovazione che riguarda anche la politica, cambiando anche il modo di fare politica. D'accordo, questo progetto non si è ancora del tutto realizzato: forse un anno e mezzo è un tempo insufficiente, forse (e soprattutto) le attuali classi dirigenti non sono capaci di portare avanti questo progetto senza divisioni e senza lotte di potere ... però il progetto è giusto e va sostenuto. Per questo, come voto di preferenza, farò una specie di "voto di protesta": voterò solo esponenti della cosiddetta "società civile", che non sono granchè coinvolti nel sistema partitico: in primis Rosaria Capacchione, giornalista del Mattino che vive sotto scorta per le minacce ricevute dai boss per le sue cronache "scomode" di camorra; poi Cinzia De Marzo, specialista in materia comunitaria, e Elvira Matarazzo, avvocato (anche se questi due ultimi nomi sono un po' forzati, in quanto come altri candidati non partitici c'era solo l'imprenditore pugliese Gerardo De Gennaro, ma ho deciso di aiutare la rappresentanza femminile con tre voti "rosa").

D'altronde, non potrei votare, per ovvi motivi, liste di estrema destra come la Fiamma Tricolore e soprattutto Forza Nuova, con i loro messaggi violenti e xenofobi; non potrei votare partiti che rappresentano egoismi territoriali ed interessi localistici come la Lega Nord (che tra l'altro persegue anche politiche xenofobe e spregiative nei confronti del Meridione e dei simboli dell'Italia) o la lista dell'Autonomia (che tra l'altro è anche una accozzaglia senza senso di partiti diversi e distante tra loro; non potrei votare per un "non-partito" come il Popolo delle Libertà, che in tutto e per tutto è rappresentato dalla sola figura di Berlusconi, e che cerca (riuscendoci, almeno per ora) di truffare gli Italiani con una politica demagogica, basata sui sondaggi e non sul bene del Paese; non potrei votare liste che di hanno una concezione di sinistra a tratti idealista e a tratti conservatrice come PCL, Rifondazione o Sinistra e Libertà (anche se quest'ultima è già più vicina alla mia idea di Paese); non potrei votare per l'Italia dei Valori, che pecca come il PDL di troppo personalismo e che basa le sue fortune politiche solo sull'anti-berlusconismo e sull'anti-politica, senza contrapporre un'idea di Paese (e senza, infatti, strappare voti al centrodestra); non potrei votare per l'Unione di Centro, un partito che ha una visione confessionale della politica e che ha troppi legami, come il PDL, con un modo clientelare di gestire la cosa pubblica (se non addirittura colluso, vedasi caso Cuffaro), e che ha fatto la scelta di comodo di stare al centro per barcamenarsi, al momento giusto, con chi conviene a seconda delle convenienze; non potrei votare per il Liberaldemocratici, anche se portano avanti alcuni temi convincenti, perchè è difficile fidarsi di chi prima è stato con Prodi poi con Berlusconi e poi nuovamente contro Berlusconi (il tutto nel giro di pochi mesi); non potrei votare i Radicali, anche se me ne dispiace (perchè sono gli unici a contrapporsi davvero ad un certo modo di fare politica, e gli unici che, complessivamente come partito, in questi anni hanno davvero lavorato come Parlamentari Europei), perchè li trovo troppo estremistici su certi temi, e poi hanno una concezione liberista sull'economia e sullo stato sociale che non condivido ... però mi auguro davvero che ce la facciano a raggiungere il 4%.

E questo solo per fare uno stringato elenco delle motivazioni per cui voto PD e non altre liste (altre motivazioni, per esempio, sono di carattere etico, come la presenza di condannati in lista o di persone ineleggibili). Quanto a voi ... faccio sì un "appello al voto", ma non tanto per il PD (ognuno deve giudicare da sè, l'importante è che voti con la coscienza di quello che sta facendo, e purtroppo per la pessima informazione che abbiamo in Italia difficilmente accadrà per molti Italiani), quanto per il voto in se stesso. Votare è fondamentale, è un diritto per il quale tanti italiani hanno lottato, ed è l'unico strumento che abbiamo per poter cambiare, anche minimamente, le cose in Italia. Non votare vuol dire non avere poi il diritto di lamentarsi. Pensiamoci bene.

Buon voto.

P.S. Per le provinciali di Napoli voterò PD, e soprattutto il prof. Nicolais, scienzato noto nel mondo, come Presidente della Provincia di Napoli. Anche se temo vincerà, senza nemmeno andare al ballottaggio, il candidato del centrodestra Cesaro, una persona che nemmeno sa parlare italiano, senza programmi e soprattutto con ombre sui suoi rapporti con la camorra. Inorridisco al solo pensiero, ma putroppo è la democrazia.

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Debacle di Rutelli, non del centrosinistra
post pubblicato in Diario, il 28 aprile 2008


                          

Molti dipingeranno questa tornata di amministrative come una debacle per il PD e il centrosinistra. In effetti la perdita del Comune di Roma è una cosa molto grave per il centro-sinistra. Però, c'è da dire che il quadro generale delle amministrative è relativamente positivo per loro. Soprattutto considerando la batosta alle politiche (44% area di centrosinistra, 56% area di centrodestra).

Iniziamo dalle provinciali: Erano in ballo 9 province, 5 di CSx e 4 di Cdx. Ebbene, poco è cambiato. Asti, Catanzaro, Udine e Varese sono rimaste al Cdx, mentre Benevento, Massa, Roma e Vibo Valentia sono rimaste al CSx. Solo Foggia è passata al centrodestra. E, considerato il dato delle politiche, non è proprio una cattiva notizia per il centrosinistra.

Per quanto riguarda i comuni capoluogo, invece, qualcosa è cambiato. Erano 10 in gioco, 6 del CSx e 4 del CDx. Ebbene, i numeri rimangono gli stessi. Però, mentre Sondrio e Vicenza passano dal CDx al CSx, a passare dal CSx al CDx sono Brescia e, sopratutto, Roma.

Quindi, diciamo che tutto sommato il Centrosinistra ha tenuto. Non era facile mantenere quasi tutte le province e rimanere in equilibrio nei comuni capoluogo. Però, il "peso politico" del Comune di Roma è importante.

E la "colpa" è molto più di Rutelli che di Veltroni. Se infatti confrontiamo il dato delle comunali e quello delle provinciali (dove Zingaretti del PD ha vinto) e delle municipalità, vediamo che molti che hanno votato Zingaretti o uno dei presidenti delle municipalità di Csx non hanno votato Rutelli o hanno votato Alemanno.

Insomma, più che debacle del centrosinistra...una debacle di Rutelli.
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