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il blog di Francesco Zanfardino
Omaggio a Moro. Uomo del dialogo
post pubblicato in Diario, il 16 marzo 2008


                               

Oggi, 16 Marzo 2008, ricorrono i 30 anni dal rapimento di Aldo Moro, più volte Presidente del Consiglio per conto della Democrazia Cristiana, di cui era Presidente. Dopo 55 giorni di prigionia, Moro fu ucciso e il suo cadavere ritrovato in Via Caetani, simbolicamente a pochi passi dalle sedi di Democrazia Cristiana e Partito Comunista Italiano.

Gli autori del sequestro-omicidio, le Brigate Rosse, infatti, avevano l'obiettivo di impedire il dialogo fra comunisti e democristiani, guidati allora i primi da Enrico Berlinguer e i secondi dallo stesso Moro. Era il periodo del "compromesso storico", del dialogo fra le due principali forze del Paese negli interessi dell'Italia, allora attraversata da una crisi economica, politica e soprattutto sociale di quegli anni. Dialogo di cui Aldo Moro era ed era sempre stato il principale promotore. E le BR riuscirono nel loro progetto. L'omicidio-Moro comportò l'esclusione del PCI dai successivi governi nazionali, quella "conventio ad exclundendum" perdurata fino ai giorni recenti.

E, dopo trent'anni, se le BR non esistono più (o quasi), tanti altri estremismi, fondamentalismi, odii, continuano a pervadere la nostra società e il mondo in generale.

Per questo noi, trent'anni dopo, dobbiamo ricordare Aldo Moro. Per una società in cui il dialogo non sia rifiutato a priori. Per una società in cui ci si accorga dell'altro e lo si rispetti. Per una società in cui non si impongano le proprie visioni. Per una società senza estremismi.

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