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il blog di Francesco Zanfardino
Contro tutti gli stati assassini
post pubblicato in Diario, il 24 settembre 2010


                                           

Accusare gli altri delle stesse cose che ti accusano nei tuoi confronti non ti discolpa. Ecco perchè non riesco a dare ragione ad Ahmadinejad quando indica in Teresa Lewis, giustiziata ieri per aver pianificato l'assassinio del marito e del figlio adottivo di lui, e con un bassissimo quoziente intellettivo (72, appena al di sopra della soglia dei 70 al di sotto della quale non si può subire una pena capitale), la "Sakineh americana" nei confronti della quale nessuno si mobilita.

Ciò non toglie che è inaccettabile che nel paese dei diritti e delle libertà, che vorrebbe insegnare esportare la democrazia del mondo, sia ancora ammessa le pena di morte, una crudeltà inutile, come ci insegnava già oltre duecento anni fa Cesare Beccaria nel suo "Dei delitti e delle pene". E qualche mobiltiazione internazionale potente anche in questi casi non guasterebbe affatto. Perchè, purtroppo, non c'è solo Sakineh. E non esistono condanne a morte più gravi di altre.

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La bufala della bufala su Sakineh
post pubblicato in Diario, il 20 settembre 2010


                                              

Lo chiarisco subito: a me il TG di Mentana piace, è davvero una novità nel panorama dei TG italiani, ed una novità di qualità. Ancora più apprezzata di sera dopo che per molto tempo, di fronte alla scelta fra Tg1 e Tg5, ci si ritrovava a dover spegnere la televisione, a meno di non volersi fare due risate amare di fronte allo scempio dell'informazione messo in campo dalla premiata ditta Minzolini-Mimun.

Però ciò non vuol dire che non gli si possano fare delle critiche. Non mi è andato proprio giù, per esempio, che in una delle scorse edizioni serali Mentana abbia realizzato un servizio dove ha sì correttamente e coraggiosamente affrontato il tema delle bufale nell'informazione in riferimento al falso rischio attentato al Papa nella sua visita a Londra, ma lo ha accostato ad un'altra presunta bufala, ovvero quella della lapidazione di Sakineh, che è stata smentita dal presidente iraniano Ahmadinejad. Anche se non posso riportarvi le esatte parole usate da Mentana per lanciare il servizio ed il commento del giornalista che l'ha realizzato, visto che non ritrovo quell'edizione su YouTube (a proposito, ma non doveva anche questa essere una svolta nel mondo dei TG?).

Mi viene da chiedere a Mentana se siano più affidabili le parole estemporaneo un quasi-dittatore interessato a fermare la mobilitazione internazionale contro la condizione dei diritti umani nel suo paese oppure le innumerevoli e credibili testimonianze della situazione di Sakineh? Se la lapidazione di Sakineh era una notizia falsa, e quindi è stata inutile la mobilitazione per cancellarle la condanna a morte, perchè i quotidiani iraniani hanno attaccato Carla Bruni e tutti i personaggi che l'hanno appoggiata? Perchè i leaders iraniani avrebbero smentito solo le 99 frustate, e non la condanna a morte? Ma, soprattutto, perchè l'Iran avrebbe comunicato al mondo che la condanna a morte era stata sospesa, se la condanna non c'era proprio?

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Pensieri verdi
post pubblicato in Diario, il 25 giugno 2009


                                                 

Da giorni ormai i nostri TG sono pieni di notizie sull'Iran e sulla "onda verde" che sta percuotendo quel Paese dopo le elezioni-truffa che si sono svolte poche settimane fa. Truffa palese, dopo le ammissioni dello stesso Consiglio dei Guardiani, l'organo deputato alla regolarità delle elezioni, riguardo al fatto che in varie zone del Paese l'affluenza è stata persino maggiore degli aventi diritto, con quindi almeno 3 milioni di voti non regolari. Circa il 10% del totale. Ed hanno pure avuto il coraggio di convalidare lo stesso le elezioni.

Non è accettabile. A prescindere dalla qualità degli sconfitti che, come ha detto Obama, non sono poi così differenti dal clan di Ahmadinejad come proposta politica, non è accettabile che un Paese possa usare il vessillo della democrazia come facciata senza che la comunità internazionale non faccia niente di decisivo. I cosidetti "riformisti" del presunto sconfitto Moussadi lodevono essere sostenuti unitariamente, con tutti i mezzi, da tutte le organizzazioni internazionali degne di questo nome, a cominciare dall'ONU che deve finalmente dare prova che conta qualcosa e non è solo un organismo surrettizio. Ho più di qualche perplessità su un possibile intervento militare, anche se situazioni di questo tipo, con larga parte della popolazione già pronta alla vera democrazia, sono le uniche in cui non ritengo del tutto inconcepibile un intervento di "liberazione" (se l'intento è davvero quello). Ma, in ogni caso, vanno prima profusi tutti gli sforzi, e ce ne sono molti da compiere: tanta diplomazia, ma anche la messa in discussione di certi interessi economici. Purtroppo temo non se ne farà niente, come d'altronde non si fa niente per tanti altri Paesi, che tra l'altro non hanno nemmeno l'onore della cronaca.

E allora spero che "l'onda verde" ce la faccia da sola. Intanto, mi rallegro nel pensare che in una realtà, quella araba, tanto disprezzata da chi si ritiene superiore come civiltà (e contemporaneamente professa logiche barbariche che ci fanno tornare indietro di secoli), ci siano centinaia di migliaia di persone pronte a dare la vita per la libertà e la democrazia, e continuano indefessamente a farlo nonostante tutte le censure e le rappresaglie messe in atto dallo schifoso regime iraniano. Anche in Italia ci vorrebbe una bella "rivoluzione democratica", ovviamente per altri motivi, e con il mezzo non cruento del voto (non solo quello per il quale serve la scheda elettorale ... chi vuol intendere, intenda): il problema è trovare tanta gente disposta a farla ...

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Ipocrita indignazione
post pubblicato in Diario, il 23 aprile 2009


                                            

Avrete probabilmente tutti sentito parlare in questi giorni della Conferenza ONU sul razzismo, la cosiddetta "Durban 2" (la prima del genere si svolse appunto nella città di Durban), tenutasi a Ginevra.

Un evento che avrebbe occupato poco spazio, purtroppo, nei nostri TG se non ci fossero state numerose polemiche riguardanti Israele e l'Iran di Ahmadinejad. Già il clima era teso prima della conferenza, in quanto nella bozza del documento finale della Conferenza c'erano dei riferimenti indiretti ad Israele, in merito ad una condanna che "Durban 1" emise nel 2001 proprio nei confronti di Isreaele. Ma il solito intervento sguaiato, offensivo e minaccioso nei confronti di Israele da parte di Ahmadinejad, ha provocato le reazioni della comunità internazionale, così che alcuni Paesi (USA, Canada, Israele, Italia, Germania, Olanda, Australia, Nuova Zelanda) hanno addirittura abbandonato la Conferenza. Che però ha continuato a lavorare, approvando un importante documento finale per la tutela delle minoranze nel mondo dall'odio razziale, nel quale tra l'altro è stato cancellato ogni riferimento ad Israele.

Ora, non saprei dire se quei Paesi hanno fatto bene o no ad abbandonare la Conferenza. Se da un lato ci poteva essere il bisogno di dare un segnale, dall'altro si è data un'ampia visibilità mediatica ad Ahmadinejad, che è quello che in fondo vuole (per la sua propaganda in Iran); e poi non si è partecipati ad un documento importante come quello approvato dalla Conferenza. Quel che è certo, però, è la grande ipocrisia di questi Paesi: ci si preoccupa tanto, e giustamente, per una persona comunque eletta tramite elezioni (per quanto possa l'Iran definirsi una vera democrazia), e non si fa nulla contro i tanti dittatori sanguinari che infestano il mondo. Ci si preoccupa tanto, e giustamente, per i discorsi pieni d'odio nei confronti d'Israele, e poi non si fa nulla contro paesi come l'Afghanistan, dove la "democrazia esportata" dalle forze militari occidentali ha appena varato una legge che nega uguali diritti alle donne in materia di tutela dei figli, accesso all'istruzione, alla sanità, al lavoro, e soprattutto legalizza di fatto lo stupro da parte del coniuge; insomma, un ritorno alla mentalità dei Talebani, solo che adesso è il Governo "democratico" a farlo.

Tutti i paesi che hanno abbandonato la Conferenza partecipano alla "missione di pace" in Afghanistan. Avessi sentito uno solo di quei Paesi minacciare al Governo Afghano il ritiro delle proprie truppe se non avesse ritirato la legge anti-donne, allora avrei davvero creduto che gli eventi di Ginevra non fossero solo un'ipocrita pagliacciata.

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