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il blog di Francesco Zanfardino
Basta casini
post pubblicato in Diario, il 17 gennaio 2010


                                                 

La mia, sul balletto delle Regionali, l'ho già detta più volte. E' una cosa squallida, e putroppo bipartisan. C'è però un aspetto della vicenda che merita una filippica durissima e speciale, e cioè l'atteggiamento dell'Unione di Centro.

Si tratta di un vero e proprio meretricio politico: Solo così può essere definito l'atteggiamento di un partito che non solo sta un po' di qua, un po' di là, un po' da soli, non solo in alcune Regioni passa da uno schieramento all'altro nel giro di poche settimane (potrebbe accadere in Calabria), ma ha la faccia tosta di appoggiare governatori uscenti cui ha fatto opposizione per anni (accadrà in Piemonte, Liguria, Marche e Basilicata). Il tutto senza cercare accordi sui programmi, altrimenti non si spiegherebbe perchè l'Udc ritiene impossibile appoggiare la Bonino per via delle questioni etiche e poi appoggi la Bresso che la pensa allo stesso modo, anche perchè in fondo un programma vero l'Udc non lo ha. Semplici giochi di convenienza, comuni a tutta la politica, ma che trovano nel comportamento dei "centristi" la più disgustosa rappresentazione.

Ecco, a proposito di "dialogo", io allora chiedo a PD e PDL di stringere l'unico accordo, l'unico "lodo" che dovrebbero attuare: far fuori l'Udc da tutte le alleanze. E' certamente una misura troppo radicale, perchè alcune alleanze con l'Udc sono concepibili (penso all'alleanza col centrodestra nel Lazio, dove c'è una candidata come la Polverini, o a quella con Dellai in Trentino qualche mese fa) ... ma è l'unico modo per porre insieme fine a questo scandaloso meretricio. Altrimenti, si rischia di risvegliarsi dopo le Regionali con un potere enorme dato ad un partito minoritario, senza una linea politica e senza coerenza. Ci pensino bene.

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

Riconversione industriale
post pubblicato in Diario, il 12 settembre 2009


                                            

Qualche giorno fa è stato raggiunto un accordo per i lavoratori dell'impianto CNH di Imola, che avevano messo in atto una protesta (con tanto di blog) per sfondare il muro di silenzio che li circondava. In realtà il futuro dello stabilimento è ancora incerto, dato che non si sa che fine farà (comunque è quasi sicuro che chiuda), ma ai lavoratori è stato riconosciuto lo "stato di crisi", con relativo ammortizzatore, per un anno. Dopodichè, il problema si ripresenterà tale e quale.

Mi direte ... e che c'è d'interessante? In effetti, queste sono storie disseminate un po' in tutta Italia di questi tempi, e che aumenteranno di numero e gravità per tutto questo autunno, checchè ne dicano gli "ottimisti" di convenienza. Tuttavia, uno dei lavoratori dell'impianto ha fatto una proposta interessante: "Siamo disponibili anche a produrre pannelli solari se ci fosse un'azienda interessata a venire qui".

Ecco. Questo lavoratore ha colto il punto centrale della questione, ovvero la necessità di riconvertire l'industria per una nuova logica di sviluppo, con una crescita basata non sulla "produzione" ma sul reale "benessere" della società. Saper guardare anche in un ottica futura, e saper pensare alternativo, anzichè intraprendere le strade più facili che poi, in fin dei conti, si rivelano spesso come le più dispendiose nel complesso. Dunque, puntare su una diversa concenzione della produzione energetica e della produzione industriale può alla fine rivelarsi come una mossa energetica. Proprio la FIAT ne ha ottenuto i primi benefici, con i successi dovuti ad un ripensamento della sua produzione. Ma proprio i suoi problemi occupativi dimostrano che c'è da fare molto di più. Meglio sbrigarsi, però ...

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