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il blog di Francesco Zanfardino
Aiutiamoli a casa loro?
post pubblicato in Diario, il 21 ottobre 2010


A dire il vero, la Lega il più delle volte se ne strafotte. Tuttavia, quando qualcuno ne sottolinea la contrarietà delle sue politiche anti-immigrati alla cristiana accoglienza (e loro si dicono portavoce dei valori cristiani), a volte rispondono qualcosa del tipo: sì, ma infatti noi vogliamo aiutarli "a casa loro".

E' in quei momenti che vorrei sbattergli in faccia dati come questi: un taglio del 45%, sommato a precedenti tagli decisi dal governo Berlusconi in questi due anni, che portano sotto i 100 milioni di euro il fondo per la Cooperazione Internazionale. Ovvero proprio quei fondi per "aiutare a casa loro" i diseredati del mondo.

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Tettamanzi, il Natale e la solidarietà
post pubblicato in Diario, il 25 dicembre 2008


                                              

Mi è davvero piaciuto l'Urbi et Orbi natalizio del Papa quest'anno. Benedetto XVI ha infatti impostato tutto il discorso sul significato profondo del Natale, ovvero la solidarietà. Quel Bambino che la fede cristiana fa nascere circa 2000 anni fa in una famiglia umile in una grotta altrettanto umile di Betlemme, circondato ed accolto dalla solidarietà degli umili, di condizione e d'animo, non può infatti non ricordarci che "se ciascuno pensa solo ai propri interessi, il mondo non può che andare in rovina". Un messaggio che, 2000 anni dopo, risuona sempre più attuale, come lo dimostrano due eventi di oggi , in positivo e in negativo.

Il primo vede protagonista l'Arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi, un uomo che interpreta fin troppo bene il messaggio cristiano e che purtroppo non diventerà Papa proprio per questo, oltre che per la sua avanzata età. Ebbene, il cardinal Tettamanzi ha annunciato la creazione di un fondo disoccupati da 1 milione di euro, finanziato non solo tramite fondi dell'8xmille o delle offerte, ma anche tramite "scelte di sobrietà" della Diocesi stessa. Un gesto simile, ovvero il fatto che una Diocesi, in tempi difficili, destini una somma non indifferente, magari sacrificando lussi inutili, per sostenere i deboli, è quello che secondo me dovrebbe essere la prima missione della Chiesa. Missione che viene già svolta da tantissimi missionari, preti coraggio, opere, ecc. ecc., ma che sempre meno vede un ruolo predominante della dirigenza ecclesiastica, occupata sempre di più in polemiche inutili e anacronistiche e sempre di meno nel diffondere ed applicare il messaggio cristiano. Bene Tettamanzi, dunque, sperando che sia una scossa per tutto il Vaticano.

E ora veniamo alla notizia negativa, ovvero l'ennesima pagliacciata razzista ed intollerante dell'europarlamentare leghista Mario Borghezio. Infatti, Borghezio ha issato uno striscione bianco con scritto "NO MOSCHEE" sul Duomo di Milano, proprio in polemica con Tettamanzi, le cui dichiarazioni sulla necessità di maggiori luoghi di culto per le altre religioni avevano già suscitato le dichiarazioni farneticanti del Ministro leghista Calderoli, che l'aveva definito "ultimo baluardo del cattocomunismo", e aveva definito le moschee "presunti luoghi di religione che in realtà sono scuole di violenza. Noi siamo contro le cattedrali del terrorismo". Evidentemente per la Lega Nord tolleranza e accoglienza, oltre che la verità, sono degli optional.

Viva Tettamanzi. E viva la Chiesa "vera" e i fedeli "veri" che interpretano davvero il messaggio cristiano.

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Auguri scomodi di Buon Natale
post pubblicato in Diario, il 24 dicembre 2008


                                     

Stasera è la Vigilia di Natale. Un giorno dalle notevole implicazioni, religiose e non. Quest'anno vi lascio i miei migliori auguri di Buon Natale attraverso gli "auguri scomodi" di Don Tonino Bello.

Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario. Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati. Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa (nota di F.Z.: questo passaggio lo condivido fino ad un certo punto).
Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.
I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili. Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano. Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.
I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio. E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.

Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.

Tonino Bello

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