.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Non solo mimose
post pubblicato in Diario, il 8 marzo 2010


                                             

Probabilmente sembrerò retorico e ovvio in quello che sto per dirvi. Ma, d'altronde, cos'è ormai la "festa delle donne" se non un rito retorico, un'occasione per far vendere i fiorai e per far parlare di parità ai vari opinionisti e politicanti? Ecco, vorrei tanto che queste persone invece di dire sempre le stesse retoriche frasi si prendessero la briga di assumersi degli impegni chiari, forti e netti per risolvere, o quantomeno ridurre il divario, imposto dalla società, che ancora separa le donne dagli uomini, a cominciare dalla disparità lavorativa dovuta alla gravidanza e dalla rappresentanza nei luoghi decisionali. Che so, qualcosa del tipo "asili nido obbligatori per le aziende", "illicenziabilità irrunciabile almeno per un anno dopo la gravidanza, anche per le precarie", "non solo quote rosa, ma fondi di partito per la campagna elettorale destinati alle candidate donna". Giusto per dirne qualcuna.

E poi, magari, non vorrei "esagerare", chiedere anche scusa per non aver fatto queste cose prima. Non sarebbe affatto male.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Auguri a tutte le donne. Sperando di non doverveli più dare.
post pubblicato in Diario, il 8 marzo 2008


                    

Oggi, 8 Marzo, faccio tanti auguri a tutte le donne per la loro "festa"
. E lo faccio, a dire la verità, non con una grandissima gioia. Non perchè io sia misogino: anzi, perchè penso che se ancora adesso, dopo tante battaglie per l'emancipazione, ci ritroviamo a dover ancora dedicare un giorno al riconoscimento della pari dignità della donna, vuol dire che qualcosa ancora non va. Che la società non ha ancora accettato totalmente questa parificazione.

Preciso: la società italiana ha, nel suo complesso, accettato la parità fra uomo e donna. Tanti "tabù", espliciti come ad esempio il divieto di arruolarsi nelle forze armate, o impliciti come quello di diventare imprenditrici, sono caduti. La presenza femminile è ormai parte integrante di tutti i settori della società. E, sopratutto, la mentalità delle persone è diventata molto, ma molto più aperta di quella che ci caratterizzava anche fino a qualche decennio fa.
Tuttavia, alcune parti della società ancora sono restie ad accettare questo riconoscimento. Ancora avvertono la presenza della donna come qualcosa di "estraneo". Ancora non riconoscono la piena uguaglianza dei diritti. Come, ad esempio, certa imprenditoria che licenzia donne solo perchè sono entrate in gravidanza. E, purtroppo, come certa politica che ancora pone paletti e ostacoli alla partecipazione femminile in politica.

L'emblema l'abbiamo avuto oggi. Di fronte a chi gli esprimeva perplessità sul solo 30% di presenza femminile nelle liste del PDL, il leader del centrodestra Silvio Berlusconi ha dichiarato: "L'Italia non è ancora pronta per il 50% di donne in lista". Sarà, pero il suo principale avversario politico, il Partito Democratico, ne ha messe il 46%. E un partito come La Destra ha candidato premier una donna, Daniela Santanchè.

L'Italia è pronta, eccome, per una eliminazione di tutti i freni alla partecipazione femminile nella società. Semmai, a non essere pronto, è chi, pur avendo voluto una legge elettorale che facesse decidere i nostri rappresentanti alle segreterie di partito, non coglie l'unica possibilità positiva di questa legge, ovvero aumentare significativamente la presenza femminile (e giovanile).

Quindi, auguri ancora donne. Che in breve tempo non ci sia più bisogno di "quote", agevolazioni e "feste" varie per far emergere pienamente le vostre qualità. Che in breve tempo si venga giudicati, da chiunque e dappertutto, per le proprie qualità, e non per il sesso.
Sfoglia febbraio        aprile
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca