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il blog di Francesco Zanfardino
Plausibile
post pubblicato in Diario, il 4 dicembre 2009


                                                     

In fondo, nessuna rivelazione clamorosa. Non perchè in realtà la deposizione del pentito Spatuzza è "aria fritta", come cercano di derubricarla i berluscones, ma perchè semplicemente non è stato detto granchè di nuovo: un medio lettore di Travaglio, o semplicemente uno che si va a cercare le notizie su Internet, era già a conoscenza delle ombre che riguardano la nascita di Forza Italia, ed il suo legame economico-elettorale con la Mafia siciliana, attraverso l'opera di Dell'Utri ed il compiacimento del "Cavaliere". Ma ora la faccenda è finita in televisione, con la giusta ribalta mediatica che fin dall'inizio questo processo Dell'Utri meritava (soprattutto in un Paese dove si sa tutto dei vari Cogne, Garlasco e Perugia), e stavolta non si può mettere a tacere Spatuzza con un "editto bulgaro" come fu fatto con quei pochi che provarono a portare la faccenda in TV, così la pattuglia dei cortigiani di Berlusconi ha il suo bel daffare per cercare di ridimensionarne le conseguenze.

Innanzitutto, cercando di smontare la credibilità di Spatuzza, si incominciano ad attaccare le basi giuridiche di quei processi: il concorso esterno in associazione mafiosa, il ruolo dei pentiti, il 41 bis. Cose che andrebbero tutti rivisti in nome di un maggior garantismo, dimenticandosi che si tratta di legislazioni sì "speciali", ma che riguardano una situazione altrettanto speciale quale quella della presenza così decisiva della malavita organizzata in Italia che non ha alcun riscontro altrove. Inoltre, se Spatuzza non è credibile in quanto è stato un mafioso pluriomicida, o perchè parla dopo 15 anni, si abbia il coraggio di proporre che stabilisce limiti temporali per pentirsi e limiti di reati commessi per poterlo fare. E invece no, perchè poi si scopre che tanti processi si sono basati su pentiti del genere, compreso quelli condotti da Falcone e Borsellino, e compreso quelli contro i terroristi come Battisti e Sofri, sui quali invece il centrodestra non ha niente da dire. E anche il processo Andreotti, diranno quelli della maggioranza: peccato che Andreotti, a differenza di Berlusconi, si è fatto processare per anni senza troppi problemi. E, comunque, Andreotti non è stato semplicemente assolto, dato che è stato assolto solo per gli anni più recenti (mentre per gli anni 60-70 è stato prescritto).

Poi si cerca di far passare l'idea che il Governo ha avuto straordinari successi contro la mafia, e per questo la mafia vuole farlo fuori tramite i propri uomini. Per far ciò si snocciolano cifre su cifre, tutte da verificare. Ma, soprattutto, sono questi presunti successi imputabili al Governo? Cosa ha fatto il Governo finora per aiutare le forze dell'ordine e la magistratura nel proprio compito? Solo tagli su tagli, offese gratuite e strumenti giuridico-legislativi che certo non sono una mazzata nei confronti della mafia (come lo scudo fiscale), nonchè "reticenze" a sciogliere per mafie le giunte amiche (come a Fondi).
 
Infine si usano i soliti argomenti, quello dell'Italia che viene "sputtanata", dei complotti, del fatto che pur di colpire Berlusconi "osano" accusarlo di cose ridicole come di "essere un capomafia" perchè non sono capaci di batterlo sul piano delle cose concrete, eccetera. Come se un premier non potesse essere accusato solo perchè altrimenti parlano di noi all'estero, come se un premier solo perchè è tale è impossibile che abbia relazioni con la mafia (non di essere un capomafia).

Ma non è più facile farsi processare? E' ovvio che non si possono chiedere le dimissioni di un premier perchè un pentito lo chiama in causa, ma è così assurdo che possano essergli rivolte delle accuse, che andranno ovviamente accertate? Soprattutto, è così assurdo che ciò avvenga con Berlusconi? In fondo, che ci siano relazioni fra la nascita di Forza Italia e la mafia non solo è uno scenario possibile (com'è ovvio ... ogni cosa è possibile), ma anche plausibile. Avere molti esponenti minori condannati definitivi per mafia e esponenti di spicco e fondatori condannati in primo grado non rende automaticamente mafioso un partito, così come sbancare elettoralmente in Sicilia, ma non alimenta il sospetto, soprattutto rispetto ad altri partiti che non hanno tanti presunti mafiosi e contanto poco in Sicilia (a meno di voler osare di ritenere la mafia disinteressata alle elezioni)? Essere stati poco trasparenti nelle proprie attività economiche non rende automaticamente fruitori di finanziamenti mafiosi, ma non alimenta il sospetto? Avere un mafioso siciliano come stalliere a Milano non è una prova di mafiosità, ma non alimenta il sospetto? Essere intercettati mentre si dicono cose ambigue non rende mafiosi, ma non alimenta il sospetto? Insomma, le vicende di Berlusconi e Forza Italia sono così limpide da rendere illeggitimo ogni sospetto?

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Lotta alle mafie, nemmeno il tempo di esultare
post pubblicato in Diario, il 2 luglio 2008


                                                    

Ieri è stata una bella giornata per la lotta alla camorra. Dopo quella del 19 Giugno, con la conclusione del "processo Spartacus" (16 ergastoli e 13 condanne), ieri lo Stato ha sferrato un altro duro colpo al clan dei Casalesi: i Carabinieri del comando provinciale di Caserta, infatti, hanno eseguito 32 arresti di camorristi Casalesi, tra i quali i figli dei boss "Cicciotto e Mezzanotte" e "Sandokan", ovvero rispettivamente Francesco Bidognetti e Francesco Schiavone, "leader" dei Casalesi. Gli arrestati sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, omicidio, tentato omicidio, detenzione illegale di armi, traffico di droga, ricettazione e illecita concorrenza.

Tuttavia, nemmeno il tempo di esultare che oggi arriva invece una brutta notizia. Il giudice del Tribunale di Sorveglianza di Torino, infatti, ha revocato il regime di carcere duro (il "41-bis") per il boss Nino Madonia, condannato per l'omicidio dell'imprenditore Libero Grassi (il primo a denunciare i suoi estorsori) e per le stragi del 1993 a Firenze e Roma. Il motivo? I legali del boss hanno impugnato le nuove norme sul 41-bis, andando a buon fine, anche perchè le nuove norme introdotte nel 2002 hanno complicato le cose. Infatti, prima del 2002 il 41-bis era rinnovato ogni 6 mesi, mentre ora si rinnova ogni anno: ma, così facendo, i ricorsi che prima non riuscivano a concludersi perchè nel frattempo finivano i sei mesi, ora si concludono. Con i risultati nefasti che vediamo. A Madonia, tra l'altro, era già stato revocato il 41-bis nell'Ottobre 2007, ma l'allora Guardasigilli Mastella impose il suo ripristino entro 24 ore. Tant'è vero che l'On.Beppe Lumia, da sempre protagonista della lotta alle mafie, chiede al Ministro Alfano di fare altrettanto.

Mi associo anch'io alla richiesta dell'On.Lumia, sicuro che il Ministro Alfano disporrà il ripristino del 41-bis per Madonia. La "tolleranza zero" non si può fermare di fronte ai boss mafiosi.

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